lunedì 16 settembre 2019

L'ANIMALE (che mi porto dentro) - Nicola Pettorino

Nicola Pettorino
E' il terzo romanzo di Nicola Pettorino che leggo. Autore che so essere "vero", che sento vicino, pur non avendolo mai incontrato di persona. 

Scorre, si legge in un attimo (e non solo per via dei caratteri di stampa, "Easy Reading"). Si desidera procedere nella lettura, si desidera conoscere il seguito.

Colpisce la ripetizione quasi ossessiva, ricorrente, sempre uguale a sè stessa, della descrizione dell'evento che scatena l'animale protagonista del romanzo.  Un loop, un rehersal, un rimuginio questa descrizione che torna, viene riproposta, ripetuta, reiterata.

Molti interessanti spunti vengono toccati, nessuno davvero approfondito, in una sorta di proposta multipla di riflessione, su argomenti cui l'autore rimane tangente.
Nondimeno le proposte sono presenti.

Stereotipi descritti e mai davvero rovesciati, situazioni e crimini quotidiani di cui si prende atto, con la consapevolezza che qualcosa dovrebbe essere agito, ma senza proposte. Amare prese di coscienza, amare constatazioni.
Non superficiali, tutt'altro, bensì semplicemente abbozzate.

Cronaca attuale e storia passata che purtroppo ritorna, a fare da sfondo alla vicenda.
Un trauma atroce, tremendo, senza un perché, un evento crudele e insensato che segna per sempre la vita di chi ne è protagonista e non muore.
Sete di vendetta, piatto servito freddo, che non restituisce ciò che è stato tolto, che non risolve.
Sete di rivalsa, desiderio di giustizia, di restaurazione di un ordine diverso, di abolizione della violenza e della crudeltà.

Non si può che provare vicinanza con questo giustiziere improvvisato, piuttosto ingenuo e fisicamente potente. Non si può  non condividere il desiderio di "aggiustare".

E' anche inevitabile fare i conti con l'interrogativo che più viene posto durante tutta la narrazione: se è vero, come è purtroppo vero che lo Stato di Diritto non è anche necessariamente Stato di Giustizia, che non sempre la legalità è anche equità, allora può essere considerata accettabile la legge del taglione?

Una vita condizionata da un singolo, tragico, crudele, impensabile evento. Un'alternativa è possibile? E' desiderabile un'alternativa?

Il finale, che non deve essere qui anticipato, lascia un ambivalente sospeso.
Interessante, vale la pena riflettere sui sentimenti che questo suscita.

Ottimo romanzo per trascorrere un pomeriggio piacevole; coinvolgente, accattivante.

"Ci vorrebbe il foglio di via per tutti. Fuori dai coglioni e a casa loro [...]
Mi viene in mente che, probabilmente, le stesse cose le dicevano dei suoi genitori quando erano saliti su dalla Puglia" (p. 30)

"Non riesco a dare nessun senso logico al loro terrorismo. A nessun terrorismo." (p. 34)

" "L' animale" è nervoso, gli prudono le mani. Odia la violenza gratuita. Non sopporta chi picchia le donne, i vecchi e i bambini, diventa nervoso".  (p. 43)
Il moto spontaneo è chiedersi se invece picchiare un maschio adulto sia più sopportabile. Ma fa parte della narrazione, dei luoghi comuni toccati e non sviscerati. Lo si concede, tanto più se si legge poi che:
"Grandi, grossi e cattivi, posso fargli del male senza provare scrupoli di sorta" (p. 62)


"Città di merda, mondo di merda". (p. 49)

"La vita non è uguale per tutti, non tutti si guadagnano il pane allo stesso prezzo. C'è chi smazza per quattro soldi e chi ha tutto senza neanche doverselo sudare" (p. 66)

Pubblicato nel novembre 2018, anche questo romanzo di Nicola Pettorino ha finalità altruiste.
Infatti "L’intero incasso derivante dalla vendita del libro verrà devoluto a Marco Veglia, adolescente di Trucchi rimasto gravemente ferito a seguito di incidente stradale".

WAITING FOR GODOT - Samuel Beckett

"- Let's go.
- We can't
- Why not? 
- We're waiting for Godot.
- Ah!"

E' questo il ritornello che passa inizialmente inosservato per diventare via via spassoso, di questa tragicommedia in due atti in cui ... non succede niente. Due volte (per citare la quarta di copertina di questa edizione). 

Edizione imprescindibilmente commentata. La presentazione e le note a margine del testo hanno rappresentato l'utile e necessaria guida per la lettura di un genere che non è di immediata immedesimazione. 

Divertente e interessante lettura, in cui il primo atto - che apre perplessità, risulta poco coinvolgente e appare lento e noioso - prepara al secondo atto, nel quale ancora non succede nulla, ma si svela l'umorismo amaro dell'attesa. 

Una specie di Deserto dei Tartari senza un'oggetto.  Attesa fine a sè stessa, che contraddistingue l'esistenza umana. 

Un capolavoro di stile, ritmo, pause (lunghe, interminabili pause), silenzi che devono essere riempiti, un continuo cadere e restare immobili. 
Estragon e Vladimir sono una persona sola. I loro dialoghi-monologhi, i loro scambi di battute rapidi e stringati sono riflessioni e non-sense che scaturiscono da una sola persona, dialoghi interiori. 
Pozzo e Lucky, il potere e la sottomissione, la crudeltà e la sofferenza.

 E. People are bloody ignorant apes (p. 46, Act I, 156)

E. We've lost our rights?
V. We've got rid of them. (p. 54, Act I, 361-362)

E. We're not from these parts, sir. 
P. You are human beings none the less. As far as one caon see. Of the same species as myself.
(p. 59, Act I, 486-189)


P. I don't seem to be able ...  ... to depart. 
E. Such is life. (p. 91, Act I, 1300-1302)

V. That passed the time
E. it would have passed in any case. 
V. Yes, but not so rapidly. (p.92, Act I, 1322-1324)

V. That means nothing. I too pretended not to recognize them. 
And then nobody ever recognizes us. (p.93, Act I, 1349-1350)

V. [...] You're not going to compare yourself to Christ!
E. All my life I've compared myself to him. 
V. But where  he lived it was warm, it was dry!
E. Yes, and they crucified quick. (p.98, Act I, 1487-1491)

- Well, shall we go?
- Yes, let's go
 (They do not move)


E. Don't touch me! Don't question me! Don't speak to me! stay with me. 
V. Did I ever leave you?
E. You let me go. (p. 122, Act II, 48-51)

E. Another day done with. 
V. Not yet. 
E. For me it's over and done with, no matter what happens. [...] (p. 123, Act II, 59-62)


E. I tell you I wasn't doing anything.
V. Perhaps you weren't. But it's the way of doing it that counts,
the way of doing it, if you want to go on living. (p. 124, Act II, 92-94)

Vladimir: How time flies when one has fun! (p. 142, Act II, 656)

V. [...]Yes, in this immense confusion one thing alone is clear. We are waiting for Godot to come - (p.147, Act II, 796-797)


- Well? Shall we go?
- Yes, let's go
 (They do not move)


Un classico da leggere, un classico da apprezzare.
Mi è piaciuto.

Beckett Directs Beckett: Waiting for Godot
Part 1 - Beckett Samuel


Beckett Directs Beckett: Waiting for Godot
Part 2 - Beckett Samuel


sabato 14 settembre 2019

LE NOTTI BIANCHE - Fedor M. Dostoevskij

LE NOTTI BIANCHE - Fedor M. Dostoevskij
Torna Nasten'ka, mi riporta inevitabilmente a "Di Tutte le Ricchezze", romanzo che è stato "causa" di questa lettura, successiva.

Corsi e ricorsi letterari. Fanno parte del leggere. Del pensare. Del vivere.

"Sono un sognatore; ho una vita reale talmente limitata che mi capitano momenti come questo, come adesso, tanto di rado che non posso non ripercorrere questi momenti nei miei sogni".

"E perciò, per rimediare all'errore, ho deciso di informarmi sul vostro conto  nel modo più dettagliato. Ma siccome non ho nessuno su cui informarmi sul vostro conto, allora dovete essere voi stesso a raccontarmi tutto, vita morte e miracoli."

Iniziato più volte, più volte abbandonato. Rubato (non per amore della lettura, ma in quanto riposto assieme ad oggetti di maggiore valore materiale), ricomprato, re-iniziato, ancora abbandonato. 

Infine letto. Tutto d'un fiato, senza riflettere. 
Classico, pubblicato nel 1848. Imprescindibile la lettura dell'introduzione, per riconoscere il filo conduttore. 

La solitudine, più  che il sogno. O forse il sognare che conduce inevitabilmente alla solitudine. 
Interessante la descrizione di Pietroburgo, in cui gli edifici sono amici, i luoghi contano e le persone sono estranee, lontane, insignificanti. 
Luoghi fisici e mentali in primo piano. 

Un piccolo capolavoro che ho stentato ad apprezzare, pur riconoscendo alcuni spunti interessanti. 
"[...] Ascoltate: voi raccontate in modo meraviglioso, ma non potete raccontare in modo un po' meno meraviglioso? Giacchè parlate come se leggeste un libro". (p.59)

"[...] e già mi ero pentito di essermi spinto tanto lontano, di aver raccontato invano ciò che già da tempo mi pesava sul cuore, a proposito di cui potevo parlare come un libro stampato, perchè già da tempo avevo preparato  preparato la sentenza su me stesso [...] " (p. 69)

"[...] se non hai un'altra vita, allora ti tocca costruirla con quei pezzi. Ma nel frattempo l'anima chiede e vuole qualcos'altro!" (p. 72)

"Quel che è perduto è perduto! Quel che è stato detto non si può ritirare." (p. 111)

E' meglio vivere nel disincanto della realtà, o subire la gioia momentanea, caduca, artificiosa e non vera, data da una mera illusione?

"Dio mio! Un intero attimo di beatitudine! Ed è forse poco seppure nell'intera vita di un uomo? ..." (p.124)

domenica 19 maggio 2019

COME SCOPPIO' LA II GUERRA MONDIALE - Palmiro B. Boschesi

Maggio 2019 - ...

"Il Duce - scrive Ciano nel diario - è più che mai covinto della necessità di ritardare il conflitto. Tiene molto a che io provi ai tedeschi, documenti alla mano, che lo scatenare una guerra adesso sarebbe una follia" (p.6). 
Non perché la guerra sia essa stessa una follia, bensì perché Mussolini era consapevole della inadeguata preparazione bellica. 
"Prima di lasciarmi, comanda ancora ch'io faccia presente ai tedeschi che bisogna evitare il conflitto con la Polonia, perché ormai è impossibile localizzarlo e una guerra generale sarebbe per tutti disastrosa" (p.6)

"Torno a Roma disgustato della Germania, dei suoi Capi, del loro modo d'agire. Ci hanno ingannato e mentito. E oggi stanno per tirarci in un'avventura che non abbiamo voluta e che può compromettere il Regime e il paese" (p.22)

Un vecchio testo, una monografia sullo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Uno di quei testi che giacciono su uno scaffale per decenni, in attesa di essere presi in mano, consultati se non letti, e che improvvisamente assumono carattere di attualità.




Arnoldo Mondadori Editore, 1974.

sabato 11 maggio 2019

TUTTI I FIGLI DI DIO DANZANO - Haruki Murakami

In Cammino con un Libro - Ex Libris Libertas
Sei racconti. 
metafore, sogni, mondi paralleli, personaggi improbabili, magia, significati sfuggenti, significanti oscuri. 

Sei brevi racconti, che si leggono in un pomeriggio. 
Il terremoto (1995) di Kobe, città che è stata casa per Murakami, ricorre in ciascuna storia. 

 
 



- Atterra un UFo su Kushiro
- Paesaggio con ferro da stiro
- Tutti i figli di Dio danzano
- Thailandia
- Ranocchio salva Tokyo
- Torte al miele

venerdì 3 maggio 2019

OLTRE L'INVERNO - Isabel Allende

OLTRE L'INVERNO - Isabel Allende
E' un mondo tormentato. Gli orrori vissuti in Cile e Guatemala passano attraverso il Messico, per approdare negli USA.
Tre storie tragiche che si intrecciano. 
Fantastico, poco realistico questo romanzo, o forse solo lontano. 
poesia e fantasia. Allende racconta, i suoi libri si leggono. Trascina il suo ottimismo senza reale motivo, la narrazione guida piacevolmente fuori dalla realtà quotidiana, nonostante i crudi richiami a crudeltà indicibili e purtroppo accadute davvero, e purtroppo tuttora attuali. 
Gli anni passano, i protagonisti invecchiano, ma non perdono la voglia di vivere, lo slancio, l'amore. 
Piacevole romanzo, in una primavera travestita d'autunno è una apprezzabilissima compagnia. 

"[...] uno spreco che fosse eterosessuale, perché ce n'era d'avanzo di stupende donne sole, con una vita interiore piena, [...]" (p. 18)

"Ancora vivo" [...] "Cazzo, pure io". La cosa più spaventosa della morte era l'idea dell'eternità. Morto per sempre, che orrore."  (p.28)

"Questa violenza è il risultato di una guerra perpetua contro i poveri. Duecentomila indigeni annientati, cinquantamia desaparecidos, un milione e mezzo di persone costrette a emigrare. E questo è un paese piccolo, calcola tu che percentuale di popolazione rappresentano questi numeri." (p. 93) 

"Lena definiva "sindrome dell'albero di Natale" la tendenza della figlia ad abbellire l'oggetto della sua fantasia con virtù inesistenti." (p. 160)

"La crisi economica degli ultimi anni aveva acuito il vecchio risentimento contro i latini: milioni di statunitensi, truffati dalle finanziarie e dalle banche, avevano perso la casa o il lavoro e trovarono un capro espiatorio negli immigrati. "Voglio proprio vedere se qualche americano di qualsiasi colore vuol fare il nostro lavoro per la miseria che ci danno" " (p.196)

"Più erano dure le leggi ed efficaci i controlli alla frontiera, più efficiente e spietata era l'organizzazione e più guadagnavano gli agenti, come venivano chiamati i trafficanti." (p.275)


domenica 28 aprile 2019

FLATLAND - Edwin A. Abbot

FLATLAND - Edwin A. Abbot
"I call our world Flatland, not because we call it so, but to make its nature clear to you, my happy readers, who are privileged to live in Space".

Delizioso classico la cui lettura ho rimandato per anni, e finalmente ho ultimato. 
Non molto scorrevole la lettura in lingua originale di un romanzo scritto un secolo fa, ma vale lo sforzo, senza alcun dubbio. 

Geniale Abbot, fantastici i suoi limitati mondi con i loro limitati abitanti. Perfetta metafora della nostra limitata esistenza, dei limiti della nostra mente di fronte a ciò che non conosciamo.

Denuncia interessante dell'ordinamento costituito, della miopia e arroganza di chi con ogni mezzo si adopera per preservare uno status quo che privilegia talune categorie e ne assoggetta altre.

Bellissimo, geometrico, interessante romanzo in più dimensioni.


"King: Exhibit to me, if you please, this motion from left to right.
I: Nay, that I cannot do, unless you could step out of your Line altogether.
King: Out of my Line? Do you mean out of the world? Out of Space? 
I: Well, yes. Out of YOUR world. Out of YOUR space. For your Space is not the true Space. True Space is a Plane; but your Space is only a Line." (p. 50)

Progressioni algebriche e geometriche. Dal punto alla linea, poligoni e solidi. 
E se ci fosse un'altra dimensione? Una quarta? Se così fosse, perché non altre?
Che fine fanno le menti illuminate in società conservatrici? Qual è il destino dell'intelligenza, quando si confronta con chi ha come unico obiettivo il mantenimento dello status quo?
"Either this is madness or it is Hell". "It is neither", calmly replied the voice of the Sphere, "it is Knowledge; [...]" (p. 64)

"For why should the thirst for knowledge be aroused, only to be disappointed and punished?" (p. 70)

"[...] when I saw a Line and inferred a Plane, I in reality saw a Third unrecognized Dimension, [...]. And does it not follow that, in this region, when I see a Plane and infer a Solid, I really see a Fourth unrecognized Dimension, [...]?"

Stupendo.

venerdì 26 aprile 2019

CECITA' - Josè Saramago

CECITA' - Josè Saramago
Un'epidemia improvvisa, qualcosa di sconosciuto e che come tale fa paura. 
Il tipico modo di affrontare le "emergenze umanitarie". Isolare le vittime, demonizzarle. Senza vedere che tutti sono vittime, prima o poi tutti lo diventeranno. 

Pesante, questo romanzo. Pesante lo stile, pesante il contenuto, pesante la lettura. Eppure intrigante, eppure interessante, eppure molto avvincente. 
Il discorso diretto, mai virgolettato, si mescola alla narrazione, con la narrazione si confonde. 

La creazione di una parallela umanità, che presto inizia ad autodistruggersi. 
Cecità, il contrario della solidarietà. 
Ricorda "Il Condominio" (Ballard, 1975), l'atmosfera di questo romanzo. Il ribrezzo suscitato dalle descrizioni di sudiciume, umori, deiezioni, la repulsione alla scoperta che sia possibile sopportare ogni tipo di bestialità. Istinto di spravvivenza? A che prezzo. 
Qui è una causa esterna a scatenare l'inferno della bestialità umana. 

Emergenza. Mancanza di organizzazione. Nessuna lungimiranza. 
Una sola persona conserva la vista, circondata da un'umanità cieca. 
"[...] un Governo di ciechi che vogliono governare dei ciechi, e cioè, il nulla che pretende di organizzare il nulla". (p.216) 

"Senza futuro il presente non serve, è come se non esistesse." (p.216)

" [...] se la vittima non avesse un diritto sul carnefice, allora non ci sarebbe giustizia"

"... l'organizzarsi è già, in un certo qual modo, cominciare ad avere occhi" (p. 249)
"Qui non c'è nessuno che parli di organizzazione"

"... ben più necessità avrebbero i vivi di risorgere da sè stessi, e non lo fanno". (p. 255)

"Qui si parla di organizzazione, disse la moglie del medico al marito, Me ne sono accorto, rispose lui, e tacque." (p.262)

Angosciante, opprimente, desolante. 
Eppure, lascia aperto uno spiraglio di speranza. 

Curiosità (che rattrista):
"In Italia, il titolo è stato tradotto eliminando parte di quello in lingua originale per esigenze editoriali; si è ritenuto infatti che Saggio sulla cecità avrebbe scoraggiato i lettori".
(titolo originale, in lingua portoghese: Ensaio sobre a Cegueira, letteralmente Saggio sulla cecità) fonte: Wikipedia




domenica 21 aprile 2019

IL CAPITANO E' FUORI A PRANZO - Charles Bukowski

IL CAPITANO E' FUORI A PRANZO - Charles Bukowski
Ha una storia particolare questa lettura. Una citazione letta, un libro cercato a lungo, trovato di seconda mano, vera rivelazione. E ricordi molto infelici legati alla situazione. 

Un Diario crudo e disilluso. Il mio primo vero approccio con Bukowski attraverso il racconto degli ultimi suoi anni. 
Personaggio controverso, vita dissoluta, scanzonato odiatore, mette su carta pensieri apparentemente disarticolati. E fa venire voglia di conoscere meglio l'autore, i suoi scritti precedenti. 

Breve diario di bordo di un antipatico asociale con un fascino innegabile per chi sa apprezzare un certo tipo di sociopatia. 

"Trovo che chi tiene un diario e ci scrive i suoi pensieri sia una testa di cazzo. Io lo faccio soltanto perché qualcuno me l'ha proposto, quindi vedete che non sono nemmeno una testa di cazzo originale." (p.23)

"Il capitalismo è sopravvissuto al comunismo. Bene, ora si divora da solo. Verso l'anno Duemila. Allora sarò morto e fuori dai piedi. Lascio il mio mucchietto di libri." (p. 43)

"In vita mia credo di aver lavorato troppo come bassa manovalanza. L'ho fatto fino a cinquant'anni. Quei bastardi mi hanno abituato ad andare tutti i giorni da qualche parte, restarci per un mucchio di tempo e poi tornarmene a casa." [...] "Il fatto è che prendere il culo e portarlo un po' fuori da qui mi costringe a guardare l'Umanità e quando guardi l'Umanità devi PER FORZA reagire". (p. 64)

"Perché le persone interessanti sono così poche?" [...] "Il problema è che devo continuare a interagire con loro. Almeno se voglio che le luci continuino ad accendersi, che mi riparino il computer, se voglio tirare lo scarico del cesso, se devo comprare le gomme nuove, farmi togliere un dente o farmi tagliare la pancia, devo continuare a interagire. Ho bisogno di quegli stronzi per le piccole necessità, anche se loro, in sè mi fanno inorridire. E inorrideire è una parola gentile".  (p.135)


domenica 7 aprile 2019

IL SOLE DI MEZZANOTTE - Jo Nesbo

Breve romanzo che si legge in un pomeriggio. Un noir particolare, il secondo della serie "Il Pescatore". 

Molto bello, ben scritto e intrigante. Tiene col fiato sospeso fino alla fine, soprattutto se si è già letto "Sangue e Neve", il primo brevissimo romanzo di questa serie. 

Il protagonista è in fuca, Il Pescatore lo cerca, e si sa, non c'è scampo quando si è braccati da lui. Si ferma in un piccolo paese all'estremo nord, consapevole di non essere in salvo, sapendo che ogni ora di vita è un regalo. 

Perfetta compagnia per qualche ora di relax.

sabato 6 aprile 2019

LA STREGA - Camilla Lackberg

Di caccia alle streghe. Analogie molto calzanti tra l'intolleranza, l'odio, il razzismo che pervade la nostra epoca, la nostra Europa, e la crudele ignoranza che ha caratterizzato il periodo dell'Inquisizione. 
La trama di questo giallo, una bambina di quattro anni che scompare, a 30 anni di distanza dalla scomparsa e assassinio di un'altra bambina della stessa età, e nello stesso luogo, passa quasi in secondo piano rispetto alla descrizione accorata e viva delle dinamiche che fomentano odio e diffidenza verso il diverso. 

Un bel libro, davvero. Non tanto per il mistero, che comunque intriga, ed è in linea con lo stile narrativo di Lackberg, quanto per la straziante attualità. 
Interessante romanzo, scorrevole e "leggero", eppure in grado di trasmettere idee. 
Molto riuscito, molto bello. 

Consigliatissimo (anche se i gialli della Lackberg richiedono la lettura cronologica, per meglio seguire l'evolvere della storia dei personaggi). 

lunedì 1 aprile 2019

L'UOMO SENZA QUALITA' - Robert Musil

Aprile 2019
Inauguro con questo romanzo una nuova categoria, una nuova etichetta: quella dei libri iniziati e "non finiti".
Perché il tempo è tiranno, ma soprattutto perché leggere non ammette l'imperativo, ed è bello assaggiare pagine senza consumare tutto il testo.
Ci sono frammenti che lasciano il segno, ci sono frammenti che vale la pena condividere in itinere.Perché no?



Un classico che leggo a spizzichi. Piacevole e interessante, nonostante sia pesante. Poco maneggevole il tomo, non mi segue ovunque.
 
" ... finchè non arriva un individuo per il quale una cosa reale non è più importante di una cosa pensata. E colui che conferisce alle nuove possibilità senso e determinazione, è lui a risvegliarle" (p. 43)




IL DOMATORE DI LEONI - Camilla Lackberg

IL DOMATORE DI LEONI - Camilla Lackberg
Manca qualcosa a questo giallo, che pure tiene desta l'attenzione e si fa leggere fino in fondo. 
Sembra sia il periodo dei libri incompiuti, di nuovo questa sensazione sospesa. 

C'è anche un po' troppo, in questo romanzo. Troppe anime gemelle, troppe crudeltà che si intrecciano, si incontrano, si sfiorano. Troppo amore e troppo odio. 

Una ragazza viene investita da un'auto. Era stata rapita mesi prima, ha su di sé lesioni raccapriccianti. 
Altre ragazze sono scomparse, la polizia indaga, e la coppia investigatore-scrittrice è coinvolta e unita dal desiderio di comporre un puzzle fatto di tante tessere disparate. 
Come tutti i gialli discreti, ha la capacità di suscitare in chi legge la voglia di conoscere il finale, di unire assieme a chi investiga indizi e deduzioni, per avere il quadro d'insieme. 
Non un capolavoro, un buon giallo con il quale si trascorre qualche ora poco impegnativa.

domenica 31 marzo 2019

HIGH & DRY PRIMO AMORE - Banana Yoshimoto

HIGH & DRY PRIMO AMORE - Banana Yoshimot

Pedofilia, amore o giapponesi "visioni"?
Yoshimoto scrive di sogni, scrive per metafore. Non è semplice, ma è necessario, uscire dalla trama manifesta per scoprirne i significati simbolici. 

Delicato romanzo, che lascia interrogativi sospesi. 

Yuko è troppo giovane perché l'uomo di cui si è innamorata possa anche solo pensare di sfiorarla. Tra loro è però forte il legame, lei è risoluta e decisa. 

Attesa, desideri e timori diversi, vissuti da diverse prospettive temporali. 

"Nelle giornate di attesa, fuori dalla finestra è sempre buio. E qualsiasi cosa si faccia, si è sempre scontenti." (p. 26)

"Certo, osserviamo tutti il mondo da dentro una scatola, e se fossimo dentro a un'altra la penseremmo diversamente. Ma visto che è un questa che siamo, possiamo solo continuare a vivere considerandola la migliore in assoluto, pur dubitandone di tanto in tanto." (p. 81)

"Quando se ne capisce la provenienza, gli spettri si volatilizzano". (p. 104)



sabato 30 marzo 2019

A SUD DEL CONFINE, A OVEST DEL SOLE - Haruki Murakami

In Cammino con un Libro
La seconda cosa che ho pensato appena letta l'ultima parola di questo romanzo è stata: "Non l'ho capito". 
La prima direbbe qualcosa sul finale che non ritengo corretto svelare. 

Solitudine. Il filo conduttore potrebbe essere la solitudine. E poi c'è l'amore, il rimpianto, ci sono ferite e ricordi, e illusioni.
La solitudine di chi non è solo ma si sente solo. Il desiderio di altro, una vita che in ultima analisi è deserto.

Si fa leggere, Murakami, anche se questo romanzo, a differenza dei precedenti già letti, lascia una forte sensazione di incompiutezza. Sospensione.

Il nome del protagonista di queto romanzo narrato in prima persona è  Hajime - "Inizio". 
Figlio unico, condizione rara al tempo della sua infanzia, vive la solitudine in modo pervasivo. Incontra, bambino, un'anima affine, che lo accompagnerà durante tutta la giovinezza fino all'età adulta. Presenza costante, pur assente.

" [...] nella vita ci sono cose che possono essere cambiate e altre che sono irreversibili. Lo scorrere del tempo è un processo irreversibile". (p.14)

"Tutti vivono e muoiono in tanti modi, ma non è questo che conta. Alla fine ciò che rimane è il deserto" (p. 77, p.188)

"Se qualcosa comincia ad andare storto, trascina con sè il resto. Tutto sembra andare a rotoli, non si riesce a trovare un rimedio, a meno che non venga qualcuno a tirarti fuori." (p. 87)

Assenze che prendono il posto delle presenze.
Voglia di morte, voglia di vita. Una vita che sta stretta, altre vite spezzate. E un punto fermo da cui ripartire, forse.

venerdì 29 marzo 2019

IL SEGRETO DEGLI ANGELI - Camilla Lackberg

Una intera famiglia scomparsa nel nulla, negli anni '70. Nessuna traccia, nessuna pista che porti a qualcosa. Solo una bambina rimane, e da adulta, a seguito di un'altra tragedia personale, decide di trasferirsi nella casa in cui era stata trovata, sola, quando aveva solamente un anno di vita. 

Sembra che questo suo ritorno scateni reazioni violente, sembra che ora lei sia presa di mira. 

La coppia di investigatori Erica e Patrick è coinvolta in questo caso, che risveglia vecchi dolori, che apre interrogativi mai risolti.

Piacevoli i gialli della Lackberg, si leggono rapidamente. Chi legge non sempre ha tutti gli elementi per giungere alla soluzione, ma la lettura scorre, i personaggi si fanno amare, nella loro umanità e nella loro caratterizzazione. 
E la voglia di arrivare alla fine, a scoprire l'immagine rappresentata come un puzzle, è viva. 

mercoledì 6 marzo 2019

LA VERITA' SUL CASO HARRY QUEBERT - Joël Dicker

Trama poco convincente, indizi insufficienti, chi legge percepisce un trattamento non onesto da parte dell'autore. 
Nondimeno, il libro prende. Si fa leggere, è intrigante e scorre.
Ci si affeziona ai personaggi, ci si immedesima con gli scrittori, con i protagonisti, con il blocco da "pagina bianca". 
E si desidera sapere come siano andate davvero le cose. 
Non è un capolavoro, ma è un ottimo romanzo da spiaggia. 




Signor Goldman, ammette di aver utilizzato le parole ‘Dio’, ‘benedire’, ‘sesso’, ‘eterosessuale’ e ‘America’ nella stessa frase?
Non ricordo più i termini esatti, però sì, c’era qualcosa del genere.
Pergal cercò di mantenersi calmo e articolò lentamente:
Signor Goldman, può spiegarmi che razza di frase oscena può contenere tutte quelle parole in una volta?"

sabato 2 marzo 2019

L'UOMO DI NEVE - Jo Nesbo

Harry Hole lotta per rimanere sobrio, mentre a Oslo scompare una donna. 
Una nuova collega per Harry, un nuovo caso, che affonda le radici nel passato. 
Con la prima neve, in Norvegia, da anni sparisce una donna. 

Collegamenti improbabili, e l'impressione di essere manovrato da fili invisibili, la sensazione di avere qualcuno vicino che di queste sparizioni sa più di quanto dovrebbe. 

La verità è sempre diversa dalle apparenze, le persone non sono quel che sembrano. Il bene e il male vivono gomito a gomito, più vicini di quanto immaginiamo. 

Piacevole la lettura, il romanzo scorre, la trama incuriosisce. Nesbo però non è leale con chi lo legge. Non fornisce gli elementi per seguire l'indagine al passo con il Commissario Hole.
Chi legge è passivo spettatore, viene guidato al finale, non può anticipare le conclusioni, deve attenderle, col fiato sospeso ma senza uno stimolo vero. 

Peccato, non è il genere di giallo che preferisco. 
Ottimi libri "da spiaggia", perfetti da leggere nei ritagli di tempo, perfetti per il formato elettronico. 

domenica 24 febbraio 2019

LA CASA SULL'ALBERO - Bianca Pitzorno

Deliziosa storia fantastica, ambientata su un improbabile albero tra le cui fronde si sviluppa un mondo a sé stante. 
Una bambina, Aglaia, e Bianca, un'adulta che altri non è se non l'autrice del libro. 

Un sodalizio, una bella amicizia, un rifugio segreto, piccole avventure di fiaba. 
Innesti che rendono quell'unico albero un produttore di frutti di ogni genere, un condomino portatore di pessimo carattere e piccoli guai, animali e bambini inventati. 
Uno stormo di cicogne irresponsabili, una festa in famiglia, un cane che si trasforma in uccello, una torpedine che produce corrente elettrica.

Divertente, adattissimo all'infanzia (dai 9 anni, recita una nota in copertina) questo racconto che parla di fantasia, inventiva, di un piccolo mondo che esiste se immaginato, di amore e affetto e avventura. 


domenica 17 febbraio 2019

ASCOLTA IL MIO CUORE - Bianca Pitzorno

ASCOLTA IL MIO CUORE - Bianca Pitzorno
Un romanzo per bambini e bambine, interessante anche per le persone adulte. Un'altra epoca, che sembra lontanissima oppure sembra ieri.
Storie di ordinarie ingiustizie, di separazione di classe, di diritti negati sulla base delle possibilità economiche.

Storie di amiche e nemiche, di bambine determinate e rette.

Il cuore che sembra scoppiare di fronte alle ingiustizie. La lotta di chi è più fortunata per combattere i soprusi verso chi ha meno dalla vita.

Una lotta persa in partenza, o quanto meno non vinta.
Speranza e ispirazione.

Elisa, Prisca e Rosalba sono tre bambine che cercano una via per combattere un sistema ingiusto, per affrontare a muso duro le persone adulte che non esitano ad esercitare violenza contro chi è più debole.

Un bel romanzo, adatto dagli 11 anni secondo la copertina del libro.
Consigliato, a bambini e adulti, oggi.


giovedì 10 gennaio 2019

LA RAGAZZA SENZA VOLTO - Jo Nesbo

Uno stupro avvenuto anni addietro. 
Un killer giunto dall'Est per svolgere un lavoro rapido, pulito, preciso. Qualcosa non va per il verso giusto, e Harry Hole si trova ad indagare su un omicidio seguito da altri. 
Anche qui una guerra, nella ex-Yugoslavia, e un presente in cui le vecchie ferite rimangono aperte. 
L'esercito della Salvezza con la sua organizzazione militare e religiosa. 

Un caso complesso, e la solita situazione ambigua in cui si trova Hole, in bilico tra le proprie abilità e la determinazione a giungere alla verità, e il suo essere cane sciolto, per giunta incline ad abusare dell'alcool, con un nuovo superiore meno disposto del precedente a dare più peso alle prime che alle seconde peculiarità di questo infelice investigatore. 

Trama intricata, movente da scoprire, protagonisti da svelare. 
Anche in questo romanzo una perdita importante rende il finale amaro. Niente ottimismo, in Nesbo. 

"Significa che faccio fatica ad approvare una religione secondo cui la fede in sè costituisce un biglietto sicuro per il paradiso. Una religione che incita a ignorare il proprio buon senso per rassegnarsi a quello che il nostro raziocinio non riesce ad accettare. E' esattamente lo stesso modello di sottomissione intellettuale che le dittature usano da sempre: il pensiero di un essere superiore che non accetta di essere contraddetto neppure dall'evidenza dei fatti."

lunedì 24 dicembre 2018

PRENDILUNA - Stefano Benni

Delicato, ironico, irriverente, malinconico e divertente romanzo di Stefano Benni, che sa descrivere il nostro mondo reale attraverso metafore e una trama irrazionale, fiabesca. 

Prendiluna è una anziana maestra in pensione, che al termine della propria vita viene investita di un compito di vitale importanza. Piazzare ognugno dei Diecimici, gatti dalle peculiari caratteristiche, presso una persona Giusta. 

La sfida è contro il tempo, e contro l'apparente inesistenza di persone davvero Giuste. 
Con l'aiuto di alcuni ex-alunni poco adatti a conformarsi alla vita in società, e affrontando improbabili peripezie, Prendiluna sarà in grado di portare a termine la sua missione?

"Io rispondo: non c'è un perché, solo qualcosa che manca, la pazzia è questa mancanza, è il pezzo tagliato via, prezioso, insostituibile. E fa male". (p. 81)

"Voglio che il passato riapra il suo libro di terrore. Voglio che il nostro potere non sia limitato, ma invocato. Che i nostri sudditi chiedano di spontanea volontà roghi, muri, crimini. Che dormano col fucile sotto il cuscino. Ci sono ancora Giusti sulla terra che possono contrastarci? Io credo di no, ma se esistessero dobbiamo sterminarli, e cancellare chi crede in loro. Il nostro Dio Tremendo ci guida". (p. 133)

"Puntano sul fatto che lei non ci riuscirà. E dato che lei insiste, io la fermerò, a meno che non si fermi da sola. (p. 137)

Bello, come sanno essere belli i romanzi di Benni. 



sabato 15 dicembre 2018

LA STELLA DEL DIAVOLO - Jo Nesbo

Una donna assassinata. 
Periodi di ferie, e Harry Hole si trova a lavorare con Tom Waaler, collega del quale non si fida, per ottime ragioni. 
Di nuovo solo con i suoi fantasmi, che sembrano moltiplicarsi, Harry è tornato a trovare conforto nell'alcool. 

Una donna scomparsa, altri cadaveri, altre morti. 
Uno schema, un dettaglio ricorrente. 


Improbabile trama, comunque avvincente. 


Una movimentata e cruenta resa dei conti finale, sembra ricondurre alla giustizia. 
Ma la vita non è giusta, e ad Harry Hole manca sempre qualcosa per poter essere felice. 


"Le menzogne devono apparire come la verità e le verità come altamente improbabili. Forse può sembrare difficile da realizzare, ma nel mio mestiere si scopre rapidamente che in generale è più facile del contrario. La gente è più abituata alle menzogne che alle verità". 


mercoledì 5 dicembre 2018

NEMESI - Jo Nesbo

Una rapina che finisce in omicidio. 
Beate Lonn, la collega che non dimentica mai una faccia, un suicidio estremamente pericoloso per Harry. 

Due casi ufficiali, con i quali Hole deve fare i conti sia dal punto di vista professionale che personale. 
Un caso ufficioso, aperto nel precedente romanzo Il Pettirosso
Amore e vendetta, e una nuova famiglia per Harry.  

Violenza all'interno del corpo di Polizia, corruzione e criminalità. 

I romanzi di Nesbo sembrano non avere mai una reale conclusione. Rimane qualcosa in sospeso, e non ha un buon sapore. 

Eppure, la lettura è piacevole. 

sabato 24 novembre 2018

IL PETTIROSSO - Jo Nesbo

Oslo. 
La visita del Presidente degli Stati Uniti, il servizio di sicurezza. 
Un inconveniente che diventa atto di eroismo, secondo logiche che si preoccupano più dell'immagine che del vero. 

Una collega speciale, Ellen, in grado di tenere a bada i fantasmi con cui Harry Hole convive. 
Aune, psicologo amico, consulente, prezioso supporto. 

Un vecchio che non ha nulla da perdere, l'atrocità della seconda Guerra Mondiale, atrocità nel presente. 

Un'organizzazione criminale apparentemente intoccabile, e non tutti i nodi vengono al pettine. 

"E' un malato di mente, Aune?"
"La malattia è un fattore relativo. Siamo tutti malati, la questione è unicamente quale grado di funzionalità riusciamo a mantenere rispetto alle regole che la società ci impone per un comportamento corretto. Nessun atto in sé è il sintomo di una malattia, l'importante è prendere in considerazione il contesto nel quale l'atto viene compiuto".  


domenica 28 ottobre 2018

SCARAFAGGI - Jo Nesbo

Altra indagine di Harry Hole lontano dalla sua Norvegia. Thailandia. 
Un ambasciatore morto, un caso difficile. Ostacolato dalle autorità, che desiderano una rapida soluzione in sordina, e al solito preferiscono una comoda bugia alla ricerca della verità. 

Un pugnale particolare, organizzazioni criminali, pedopornografia. 

Il fantasma dello stupro della sorella, ogni individuo nella famiglia di Hole si porta appresso una sofferenza pesante, che rende le persone isole, nonostante il forte legame reciproco. 

Una ragazza molto speciale, un intreccio interessante. 

Hole è un cane sciolto, e rischierà nuovamente in prima persona per assicurare l'assassino alla giustizia, in questo secondo romanzo che lo vede protagonista. 

venerdì 7 settembre 2018

IL PIPISTRELLO - Jo Nesbo

Primo romanzo della serie Harry Hole, Commissario a Oslo. 
Personaggio tormentato, con un passato che lo insegue come un fantasma e si ripercuote sul suo presente. 
In Australia viene uccisa una giovane norvegere, e Hole viene "spedito" oltreoceano per seguire l'indagine. 

Troverà amicizie, troverà pericolo, violenza, morte, amore. Ma non si lascerà alle spalle i propri fantasmi. 

Nesbo non fornisce a chi legge tutti gli indizi per scoprire i colpevoli, questo giallo è più un thriller. Lettura discontinua, trama dinamica. 

Non è il genere che si consiglierebbe a chi apprezza Agatha Christie, ma l'umanità del protagonista fa apprezzare il romanzo. 
Interessante, ottimo passatempo nei momenti di pausa. 

"Harry sapeva soltanto che l'inconscio gli diceva che era bello essere vivo, e non voleva correre il rischio che uno psichiatra gli facesse cambiare idea, perciò quella era stata la sua prima e ultima seduta."  

"Diede ordine alla bocca di rispondere al sorriso, ma aveva poche speranze che gli ubbidissero. Comunque, la sensazione di una tensione al viso gli fece capire che aveva ancora la padronanza di quella funzione. Ad altre aveva dovuto rinunciare". 



giovedì 12 luglio 2018

IL MORSO DELLA RECLUSA - Fred Vargas

Adamsberg è affascinato dall'Islanda, sembra volerci restare. Viene richiamato al lavoro. 
Un assassino smascherato, un duello culturale, un test di guida, terriccio e ...
e un ragno. 
Un poliziotto che si occupa di strani casi, cui Adamsberg si appassiona, contro i propri superiori e contro parte della propria squadra. 
La reclusa, nome del ragno violino, velenoso e schivo.

Una vecchia storia, un orfanatrofio. Violenze, bullismo, stupri.
Traumi mai superati, violenza mai perdonata.

Una storia di memoria lunga e vendetta fredda.


giovedì 5 luglio 2018

TEMPI GLACIALI - Fred Vargas

Una lettera misteriosa, seguita da un suicidio. 
E poi altri. 
Una strana associazione che ricostruisce la storia, in modo realistico e oltremodo inquietante. 
Personaggi che diventano persone, persone che si annullano nei propri personaggi. Maschere. 
Una terra affascinante, remota e inospitale, dove Adamsberg si trova a proprio agio, tanto da non voler più ripartire.
Un vecchio viaggio, con esito tragico, luoghi gelidi e spaventosi.
Ma come sempre la crudeltà è umana. 


"In questa associazione tutti si presentano travestiti, mascherati, truccati, senza nome e senza volto, personaggi e non persone, che fingono di non conoscersi. simulacri, apparenze, finte, illusioni, ossessioni, nemmeno un'oncia di verità da mettere in cascina."

venerdì 15 giugno 2018

LA CAVALCATA DEI MORTI - Fred Vargas

Ancora fantasmi per il Commissario Adamsberg. Ancora il confine tra soprannaturale e realtà. 

Un assassinio immediatamente risolto, un innocente da salvare a dispetto delle apparenze, una storia incredibile e una verità difficile da scoprire e accettare. 

Dettagli che sfuggono, e mosaici che si ricompongono sotto soglia. Sterogrammi, che rivelano l'immagine solamente quando non si cerca di metterla a fuoco. Così si chiudono i casi per Adamsberg. 



"Uno sa sempre qual è la sua decisione prima ancora di averla presa. In realtà, lo sa fin dall'inizio. Ecco perché i consigli non servono a niente". (p.17)


lunedì 28 maggio 2018

UN LUOGO INCERTO - Fred Vargas


Piedi mozzati in numero dispari e vampiri. 
Una famiglia che si allarga in circostanze piuttosto curiose, un altro viaggio per il peculiare Commissario Adamsberg. 

Amicizia, fiducia, crudeltà e complotti. 

Divertente la saga Adamsberg, autrice interessante Fred Vargas. 


venerdì 18 maggio 2018

NEI BOSCHI ETERNI - Fred Vargas

Fantasmi e Ombre. Una casa infestata, un'assassina dissociata che riemerge dal passato. Come da copione, la realtà è ben diversa da come appare. 

Superstizione e magia si mescolano a un più prosaico odio mortale. Il sovrannaturale e l'umano convivono in una dimensione sola.

Scorre facilmente anche questo giallo di Vargas. 

"[...] aveva scelto come motto che il disfattismo l'avrebbe protetta dalla speranza."

I fantasmi del passato, quelli sono reali, tornano e sono più umani che mai. 

"Improvvisa o graduale?"  "C'è differenza? L'irrompere di una sensazione è soltanto il punto d' arrivo di una gradualità nascosta, che non viene necessariamente percepita".

"Ma aveva fatto come gli altri: aveva detto il suo segreto a una persona. Una, ed era una di troppo." 

"Capitano, non trova che ci dia già abbastanza grane quello che pensiamo davvero senza doverci preoccupare anche di quello che avremmo potuto pensare se lo avessimo pensato?" 

 

domenica 13 maggio 2018

SOTTO I VENTI DI NETTUNO - Fred Vargas

Trasferta in Canada per la squadra francese di Adamsberg. Viaggio tormentato per l'insostituibile Danglard, viaggio pericoloso per il commissario. 
Strani omicidi, tutti risolti in fretta e senza difficoltà, senza apparenti legami l'uno con l'altro, nel corso di decenni. 
Adamsberg che sa, Adamsberg è coinvolto, Adamsberg non viene preso sul serio. Adamsberg rischia, questa volta in modo serio. 

La sua squadra deve lavorare per tirarlo fuori dai guai. Lavoro difficile, vicenda come sempre improbabile, romanzo avvincente, come gli altri.
Se non si cerca una trama verosimile, se non si insegue un "caso" realistico. 

Se si apprezza l'immersione in un mondo abitato da cacciatori di nuvole. 

Divertente la traduzione del francese-canadese, grottesco linguaggio che strappa sorrisi.

"Esatto. Certo punto, è proprio quando hai il blues che prendi dentro più rami. E tu, per via del tuo diavolo, li devi evitare. Non devi aspettare il ghiaccio per attraversare sull'altra sponda, mi ti segui? Dacci dentro, tira dritto e tieni duro". 

"Ah, la verità, mica si scova così. La verità si nasconde come i funghi e nessuno sa il perché."
- "E come si scova, Clémentine?" - "Beh, esattamente come i funghi. Bisogna sollevare le foglie a una a una nei posti bui. Capace che è una cosa lunga."

Una hacker molto particolare, una squadra sui generis. 
Bel romanzo, anche questo.


domenica 6 maggio 2018

PARTI IN FRETTA E NON TORNARE - Fred Vargas

"Sono solo parole. Parole. Le parole non hanno mai ucciso nessuno. Si saprebbe". - "Infatti si sa, Le Guern. Le parole, invece, hanno sempre ucciso". 

Una professione desueta, il banditore. Un'urna, in cui le persone depongono i propri messaggi, che il banditore declama, legge, recita al vento, a chi ascolta, alla folla che si forma per ascoltare.
Una sorta di bacheca pubblica, in carne ed ossa, viva. 

Messaggi di ogni genere, tra cui spiccano testi particolari, inquietanti e apparentemente incomprensibili. 
Lo spettro della peste. Talismani e superstizioni. 
Morti, omicidi. Il commissario Adamsberg indaga, seguendo il filo dei propri disordinati pensieri, e il filo della propria disordinata vita.

"[...] Comunque sappia che si tratta di un superalcolico molto particolare. Non solo si diventa inefficienti, ma quasi tonti, inebetiti, un po' come la lumaca nella sua bava. Una mutazione stupefacente." - "E' doloroso?" - "No, è come una vacanza".

"[...] Non mi avvicino mai alle ortiche, Adrien, non le strappo mai. Non sono mi, capisce, come non  mio il resto." - Camille lasciò cadere il braccio e sorrise. - "Ma, improvvisamente, uno sbaglio, un errore. E ci si fa pungere senza volerlo." - "Brucia?" - "Non è nulla, passerà".

 

IL CAPITALE - Karl Marx

IL CAPITALE - Karl Marx
5 maggio 1818 - 14 maggio 1883

Opera molto conosciuta e citata, non altrettanto letta, probabilmente.
E' un saggio, un'opera monumentale, un vero e proprio mattone. 
E anche un pilastro. 

Scive Eugenio Sbardella in prefazione, nell'aprile 2015: " ... immarcescibile punto di riferimento delle domande sul nostro esistere attuale, almeno per ora, almeno fino a quando rimarranno, seppur profondamente mutate, le condizioni storiche che un secolo e mezzo fa portarno alla sua creazione."

E ancora: ""Marx è morto! No, non prendiamoci in giro, sono morti i modelli imperfetti che pretendevano di rifarsi alle sue teorie e che avevano spaccato il mondo a metà portandolo sull'orlo della catastrofe. Spartiacque, il crollo del muro di Berlino, sulle cui rovine si sono accumulate le macerie immense di un "impero" improvvisamente rivelatosi di carta velina. Marx però non è rimasto sepolto sotto di esse, come hanno strombazzato al vento i suoi nemici di sempre, e noi oggi, in questa società malata, più che mai abbiamo bisogno di lui."

Continua Sbardella: "Eppure un elemento assoluto esiste nella speculazione di Marx: una società senza classi, quella méta ultima che giustificava alla sua epoca la violenza della classe dei diseredati, degli sfruttati e di chi non aveva nemmeno quel "privilegio", contro la classe dei ricchi. Un'utopia, vero? [...] E invece l'utopia conta, ribadiamo noi, è la méta che dà un colore e un senso al nostro sforzo per immaginare un uomo nuovo e un mondo migliore, basta non confonderla coi miti e coi credi."

E' l'inizio, e non la fine di una lettura, questa volta. 
Un mattone in tutti i sensi. Corposo e voluminoso il tomo, non sempre scorrevole la lettura, complicati e complessi gli argomenti trattati. 

Non è un sunto, non può esserlo da parte mia. E' un invito alla lettura, o quanto meno alla periodica consultazione di questa pietra miliare.
Un'utopia non può essere realizzata, ma l'analisi dei fenomeni che governano il Mondo non è mai inutile. E chissà che un giorno queste analisi non tornino di moda?
 
 


 

martedì 17 aprile 2018

L'UOMO A ROVESCIO - Fred Vargas

Strage di bestie, un lupo enorme. E uccisione di persone. 
Lo strampalato commissario Adamsberg insegue chi procura la morte e insegue anche la propria vita. 
Un'insolita spedizione, una storia che si snoda in una realtà irreale, in un mondo improbabile.

Divertente e interessante leggere i romanzi della Vargas. 

"E quando oggi tornava là, nella sua montagna, riprendeva gli stessi sentieri, di notte. A riprova di quanto sia desolante l'essere umano, che si affeziona a quel che ha di peggiore".

"Negli ultimi anni aveva parlato fin troppo, e oltretutto per niente, e ne era rimasta disgustata". 


lunedì 9 aprile 2018

L'UOMO DEI CERCHI AZZURRI - Fred Vargas

Strani cerchi appaiono disegnati sulle strade di Parigi. 
Strani incontri a Parigi. Personaggi improbabili, dialoghi inverosimili, relazioni impossibili. 
Squinternata accozzaglia di individui descrive Fred Vargas. Romanzi che si leggono per la leggerezza, per la scorrevolezza, perché sono una compagnia piacevole e irreale. 

Interessante libro, interessante autrice. 

Adamsberg è un Commissario dalla peculiare logica irrazionale. Acuto ed eccentrico. 

"Gliel'ho detto, qui c'è molta meno logica di quanto non sembri a prima vista e di quanta se ne troverebbe se si trattasse di un'autentica mania. E' questo il dato sconcertante". 

"Questo disinteresse verso qualsiasi cosa non aveva neppure il sentore angosciante del vuoto, questa apatia dell'anima non portava neppure con sé i tormenti della noia". 

"Ieri in un caffé della Gare de l'Est uno mi ha detto che il modo migliore per non aver paura della morte è fare una vita del cazzo. Così non hai niente da rimpiangere. Non mi è sembrata una buona soluzione".  

"Una mania è fatta per organizzare il mondo, per dominarlo, per possedere l'impossibile, per proteggersene".