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domenica 15 marzo 2026

ELIANTO - Stefano Benni

 

ELIANTO - Stefano Benni
Letto nel 1996, riletto dopo 30 anni. 

Entrare nel mondo delle parole di Benni con Eliato, scanzonato, dirompente, intelligentissimo, satirico e romantico romanzo induce a seguire l'autore nel futuro. 

Dopo Elianto, l'attesa del "prossimo romanzo" era diventata abitudine. 

E' la prima rilettura. Non sarà l'ultima.  


 

Era il 1996. 
"Ma che paese è questo dove gli unici 
che hanno ancora qualche speranza vengono
chiamati disperati?
" 

Elianto è ricoverato nella stanza 26 di Villa Bacilla, affetto da Morbo Dolce, patologia senza scampo. 

"Un malato senza un rene può vivere benissimo, un malato senza libretto degli assegni no." (p.21)
Villa Bacilla è metafora della Sanità. Troviamo medici che hanno a cuore i pazienti, altri che hanno a cuore i bilanci. 
E il Governo?

Siamo a Tristalia. Megalopoli è la Capitale, sede della Nove Repubblica e del Governo dei Venti Presidenti, eletti con sondaggio televisivo ogni tre anni.  

Il Zentrum Win 2010 è l'Unità Parabiotica Decisionale, supercomputer che governa ogni attività del paese, dai sondaggi agli appalti (p.23).
Soprattutto, ha il compito di mantenere equilibrato il livello della Paura. 

Mirabile la figura di Fido Pass Pass, Anchorman molto governativo (nel 1996 vivo e vegeto, ancora incensurato, e riconoscibilissimo).

A breve si avranno i "giochi" quinquennali; la posta in gioco è l'indipendenza delle Contee o la loro "governatizzarione".
"... ogni cinque anni indiretta televisiva c'è la sfida tra un campione del governo e uno della contea. Se la contea vince, resta autonoma per altri cinque anni, se perde viene governatizzata a morte". (p. 37)

Satirico e tuttora attuale.

La Teoria del Bonus Vitale viene enunciata da Talete, insonne infermiere, a pag. 32: ... "abbozzata da Cornelius Noon nella sua Terza Fase Manicomiale, e da me sviluppata e perfezionata".  

Benni ci fa perdere in mondi allegorici, che specchiano quello in cui vivevamo 30 anni fa e in cui ancora siamo immersi. 

Incontriamo tre improbabili squadre, ciascuna composta da tre improbabili e adorabili personaggi. 

Troviamo i Ragazzi Intrepidi: Boccadimiele, Iris, Rangio. 
Devono fare in modo che Elianto possa gareggiare per la propria contea, nella gara di cultura generale under 14. 
Sulle note degli Accordi del Diavolo ispirati da "Mano di Lumaca", la chitarra di Rangio guida il trio alla ricerca del Senno. 

Incontriamo tre fantastici Diavoli: Ebenezer Sinferru, Carmilla Drosera e Brot Caolila. 
Vengono inviati da Lucifero in missione per ridare agli umani la libertà di scegliere se peccare, perchè al momento " ... se chiediamo loro di venderci l'anima, hanno come unico problema il pagamento in nero" (p. 59)
"Là infatti si pecca per catechismo: più uno è fetente, più è premiato, più è ribaldo, ignorante, violento, ruffiano, più è facile che abbia un ruolo di riguardo e l'approvazione generale. Bisogna dire (sospiro) che su Tristalia fare la carogna è l'undicesimo comandamento, una fcile moda, un conformismo rassicurante, una comoda scorciatoia per ogni carriera." (p. 59) 

La squadra di Cima Rovina parte dal Tempio: Fuku, il guerriero, accompagnato da Visa e Pat, i minuscoli Yogi Visamarachanda e Yogi Patachamadanda. 
La missione è ritrovare Tigre Triste, convincerlo a combattere per la propria contea.

Le loro strade si intrecciano, le tre squadre si muovono tra vari mondi, guidate dalle rispettive copie della Mappa Nootica. 

 

 

Troviamo personaggi interessanti, tutti allegorici, surreali eppure reali. 
Tra gustosissime gag, situazioni divertenti, colpi di scena e ambienti fantastici, le tre squadre si affrettano per raggiungere i loro paralleli e non antitetici obiettivi. 

"- Tutti volevano riempire troppo il frigo - rise Persefone - e quando non ce ne fu più, ognuno cominciò a desiderare il frigo dell'altro fino a sparargli addosso. Poi, un giorno, boom!" (p.268)

" ... Ci siamo guardati negli occhi e abbiamo capito che a nessuno importava più se l'altro crepava". (p.268)

Sogno, immaginazione, realtà? 
Saranno raggiunti gli obiettivi delle tre squinternate squadre?
Elianto, ce la farà?

Vale la pena leggere, e rileggere, questo piccolo capolavoro di uno Stefano Benni che vorremmo scrivesse ancora per noi.   

"Buon giorno, telespettatori, e siate maggioranza!" 

domenica 3 maggio 2020

ELIANTO - Stefano Benni

ELIANTO - Stefano Benni

Il primo libro di Benni che ho letto, nel 1996.
Il libro che mi ha reso amico Stefano Benni.

Fantasioso, delicato, divertente, coinvolgente, intelligente.

Elianto è un ragazzino speciale, ma è molto ammalato, ed è ricoverato a Villa Bacilla.
Il paese in cui vive è un non-luogo che tanto assomiglia all'Italia della Seconda Repubblica, governata da personaggi che tanto assomigliano a gente al tempo ben nota. 
Strepitoso "Fido Pass Pass", l'anchorman, giornalista televisivo che non si può non associare a Emilio Fede.

E' un romanzo pieno, corposo, divertente, doloroso, esilarante, interessante, coinvolgente, ...

Se ancora ci fosse chi non ha mai letto Stefano Benni e mi chiedesse da quale libro cominciare, suggerirei questo suo Elianto, senza indugio.

Un capolavoro di satira, pungente e sottile, ma anche una dolce poesia, una storia struggente e divertente. 
Meraviglioso, Elianto!


Il bonus vitale, letto da Stefano Benni:

Riletto, nel 2026. 


domenica 22 settembre 2019

LA BOTTIGLIA MAGICA - Stefano Benni

Esilarante. 
Amaramente divertente, come la satira può essere. 
Tagliente, affilatissimo, pungente, sferzante, un umorismo tutto Benniano, in questo racconto che non è per bambini e bambine, anche se ne ha l'aspetto esteriore. 

Con la sua allegra fantasia, Benni descrive un mondo fantasioso che rispecchia, solo apparentemente esagerando, caratteristiche salienti del mondo reale in cui quotidianamente ci troviamo in immersione. 
Smaschera aspetti frivoli e più serie dinamiche di controllo delle masse. 

La bottiglia magica è un piccolo capolavoro di stili diversi che si amalgano e rendono la narrazione vivace, senza frammentarla. 

Si ritrova un'atmosfera che richiama quella di Elianto, in un racconto breve e meno articolato. 
Bellissima lettura, divertente, spassosa e intelligente. 

Un'esortazione all'autenticità, alla valorizzazione delle proprie specificità, una feroce condanna dell'omologazione che uccide lo spirito critico e la libertà individuale. 

Bellissimo libro, simpatica favola.

lunedì 24 dicembre 2018

PRENDILUNA - Stefano Benni

Delicato, ironico, irriverente, malinconico e divertente romanzo di Stefano Benni, che sa descrivere il nostro mondo reale attraverso metafore e una trama irrazionale, fiabesca. 

Prendiluna è una anziana maestra in pensione, che al termine della propria vita viene investita di un compito di vitale importanza. Piazzare ognugno dei Diecimici, gatti dalle peculiari caratteristiche, presso una persona Giusta. 

La sfida è contro il tempo, e contro l'apparente inesistenza di persone davvero Giuste. 
Con l'aiuto di alcuni ex-alunni poco adatti a conformarsi alla vita in società, e affrontando improbabili peripezie, Prendiluna sarà in grado di portare a termine la sua missione?

"Io rispondo: non c'è un perché, solo qualcosa che manca, la pazzia è questa mancanza, è il pezzo tagliato via, prezioso, insostituibile. E fa male". (p. 81)

"Voglio che il passato riapra il suo libro di terrore. Voglio che il nostro potere non sia limitato, ma invocato. Che i nostri sudditi chiedano di spontanea volontà roghi, muri, crimini. Che dormano col fucile sotto il cuscino. Ci sono ancora Giusti sulla terra che possono contrastarci? Io credo di no, ma se esistessero dobbiamo sterminarli, e cancellare chi crede in loro. Il nostro Dio Tremendo ci guida". (p. 133)

"Puntano sul fatto che lei non ci riuscirà. E dato che lei insiste, io la fermerò, a meno che non si fermi da sola. (p. 137)

Bello, come sanno essere belli i romanzi di Benni. 



mercoledì 15 febbraio 2017

CARI MOSTRI - Stefano Benni

Una raccolta di racconti che hanno come protagoniste le paure, gli spettri che accompagnano ogni essere umano.
Alcune narrazioni convincono, divertendo o inducendo qualche riflessione. Qualcuna delle storie è avvincente, qualcuna lascia con il fiato sospeso. 
Altre invece sono poco azzeccate, hanno un senso di incompiuto. 

Parodie di vita quitidiana, di situazioni attuali, metafora del vivere.
Nel complesso un libro piacevole. 
Chi ama l'inconfondibile stile di Benni può trascorrere qualche ora in mondi fantasiosi e così simili a quello in cui si vive realmente. 

"Sì, forse la vita è questo. Si procede tra normalità e paura, e si aspetta ogni volta di tornare alla nostra dimora, di trovare un po' di quiete, un rifugio. Magari salendo le scale di casa verremo presi dall'angoscia, avvertendo che il dolore ci ha seguito fino lì. Comunque sia, è un inferno che conosci. Ed è meglio di quella nebbia spietata, meglio che non vedere nulla, meglio della solitudine dei nostri passi." (da Verso Casa).


lunedì 25 maggio 2015

PANTERA - Stefano Benni

Questo libro contiene due racconti.

Pantera, una storia che si svolge in una sala da biliardo. Avventori e giocatori, personaggi, miti e Dei.
Ritmato, malinconico, dolce, scanzonato. Pantera è una Dea. La storia sa di vita vissuta, di vite non vissute.
Una malinconia che stringe la gola.


Aixi è una ragazzina che vive vicino al mare. Il padre, vecchio pescatore, sta per lasciarla suo malgrado. Una vita troppo difficile per una adolescente ancora bambina. Ed un finale sospeso.

Leggerissimo, brevissimo. Due racconti sofisticati, dove il senso dell'umorismo di Benni lascia posto all'amarezza.
Si legge in poche ore, consigliatissimo.

martedì 29 ottobre 2013

LA TRACCIA DELL'ANGELO - Stefano Benni

Stefano Benni.
Le multinazionali farmaceutiche, le dipendenze legalizzate.

Breve romanzo delicato. 

Morfeo ha un incidente da bambino.
Una diagnosi affrettata lo precipita nell'incubo della dipendenza farmacologica.

"Morfeo aveva adesso trentotto anni, e ogni tanto era depresso e se ne accorgeva. Il dottor Poiana aveva cinquantotto anni, era depresso ma non lo sapeva."

"[...] la sua ultima, dolorosa libertà. I suicidi sono ognuno diverso dall'altro. Non giudicateli. Pietà, immensa pietà per loro. E per qualcuno, onore al coraggio. E lapidi come per tutti e una foto sul comodino. Le foto durano sempre più di noi. buffa cosa chiamarle istantanee".

"Pensava che la chimica gli era amica, e non si sentiva in pericolo".

"Lui mi ha insegnato a tenere il malato spento, controllato col nostro potere chimico e celestiale. Sena prendersi mai nessuna responsabilità".

"[...] l'unico limite di una passione è la passione"

"Il mondo è un enorme ospedale.
Tutti cerchiamo di guarire, di non soffrire troppo, di uscirne vivi ancora una volta, di cambiare qualcosa per sempre".

Un romanzo onirico, surreale e reale, come Stefano Benni sa.
Un bel libro dolce e amaro.



sabato 5 gennaio 2013

DI TUTTE LE RICCHEZZE - Stefano Benni


Tempus Fugit.
Un Benni malinconico.
Un professore un tempo donnaiolo e ormai anziano, riflessioni sulla vita che scappa tra le dita, la solitudine che accompagna la vecchiaia.
La solitudine che accompagna anche altre età.

"Il professore ne ammirava il passo elastico, nonchè la grazia e l'agilità dei muscoli sotto la cresta iliaca, specialmente il trocantere e il piriforme.
Insomma, le guardava il culo."

"Chissà quanti, invece di aiutarla, l'avevano  desiderata e ricattata, Benedetta vecchiaia, pensò il professore, che ti permette di desiderare senza pretendere, di ammirare senza sfregiare, di soffrire senza far male ad altri."


Rimpianti, rimorsi.
È un libro doloroso. Il Benni scanzonato ed ironico, impietoso, pur sempre presente, lascia spazio ad un sè stesso malinconico.

"Ma io so di te e tu sai di me, non ci faremo del male. Anche se qualcuno soffrirà."

"So che oggi non sono lo stesso uomo, ma contengo quell'uomo di allora, e non si guarisce dalla propria ombra, le si affiancano soltanto nuove luci. Ma la mia ombra ogni tanto ritorna spaventosa, e la solitudine mi pare inevitabile, e giusta."

lunedì 18 aprile 2011

LE BEATRICI - Stefano Benni

Piccoli specchi che vogliono sembrare deformanti, ma che, se esaminati da vicino, si mostrano più che fedeli.
È la realtà che appare parodia di sè stessa.
Il punto di vista della dantesca Beatrice, una Presidentessa contemporanea, una suora posseduta, un'adolescente "spostata", una vecchia "vecchiaccia" ... 

Monologhi al femminile, qualche poesia, canzone.
Preferisco i romanzi di Benni, anche se in ciascuno di questi racconti ho trovato uno spunto da condividere.

Le riflessioni individuali cozzano contro la visione di un sociale appiattito, gretto ed insensibile.  
Beatrice, la musa dantesca è un piccolo gioiello.
E la vecchiaccia è un'invettiva urlata in faccia ad un mondo ingiusto che non impara nulla da sé stesso.

Da leggere, brevissimo ma intenso.
Lascia un retrogusto acido e amaro.

lunedì 22 febbraio 2010

PANE E TEMPESTA - Stefano Benni


Bello, un altro bel libro di Benni.

Storia consumata tra passato, presente e futuro.
In un paesino lontano dalla realtà eppure tanto attuale. Personaggi e racconti fantastici, con un terribile legame con la nostra inquietante vita quotidiana.

Fa sorridere, ridere, commuovere, indignare, riflettere.

"Non sarà mai felice - diceva - la felicità è come l'acqua. Non arriva mai in un momento, bisogna trovarla, preparare la pompa, fare un pozzetto, mettere le tubature e i rubinetti. Dopo che te la sei conquistata con fatica, allora la puoi bere".


Tutti pregano e adorano Dio, ma le cose vanno male.
Se invece tutti insieme
facciamo capire a Dio che non siamo contenti, 
o se ne va, o ne viene uno migliore.
Tutti meritiamo di più.


Un cinghiale si scontrò con un guidatore di SUV che andava a centocinquanta. L'animale ebbe la peggio. Il cinghiale invece se la cavò con una zampa rotta.

Nessun mostro è peggiore di quello che si nasconde. E nessun delitto è peggiore di quello del forte contro il debole.
Maledetto chi ti porta via l'acqua, chi ti deruba del pane, chi ti toglie la libertà.
Il tuo paese ha conosciuto ingiustizie e crimini, e ha servito mostri i cui artigli si chiamavano autorità, partito, investitura divina o gradimento del popolo. Altri ne verranno, mostri ipocriti e ridenti, ma tutti prima o poi faranno la stessa fine. Marciranno nel pozzo profondo della storia. Non devi obbedirgli, non devi diventare come loro.