martedì 27 maggio 2025

CHIRU' - Michela Murgia

 

CHIRU' - Michela Murgia
Profondo, schietto, analitico il modo in cui Murgia presenta le relazioni. 
Legami di sangue come ferite (p. 125) e come accidenti che capitano. Elogio dell'ipocrisia, ricerca di affetti reali. 

Interessante, denso di riflessioni, spesso e gracile questo romanzo. Il confine tra vicinanza e tossicità, dipendenza materiale e affettiva. 
 

" ... fingendo che andarci contemporaneamente volesse dire andarci insieme" (p.6) 

"... un gruppo di estranei consanguinei chiusi in un gioco di sopravvivenza reciproca" (p.10) 

Una mentore con un passato affondato in una famiglia tossica. 
Una vita adulta, presente, e una serie poco nutrita ma significativa di allievi. 

Taglia, graffia, pungola e lenisce la scrittura di Murgia. 

Apparenza. Finzione. Autenticità. 
"Non vorrei essere giodicato da quello che sembro
[...]
"E sei convinto che si possa scegliere, Chirù?"
(p. 82) 

"Mio padre è morto due anni fa, e perso lo avevo da sempre."
[...]
"Di cosa si sta dispiacendo chi si dispiace che il padre di qualcun altro sia morto? Cosa passa nella testa della gente che crede che avere un padre sia un bene in sè, della cui perdita rammaricarsi a prescindere? Un giorno glielo vorrei dire, solo per vedere la faccia che fanno, che se gli dispiace è solo perché non era loro padre, altrimenti la cosa che gli dispiacerebbe di più è che non sia morto prima."
(p. 124-125) 

Gigantesca, Murgia. 
Romanzo da leggere, Chirù. 

lunedì 26 maggio 2025

ORGOGLIO E PREGIUDIZIO - Jane Austen

 

ORGOGLIO E PREGIUDIZIO - Jane Austen
L'incipit è divertente, il sarcasmo del Signor Bennet è ossigenante.  

Romanzo classico, zuccheroso eppure piacevole. 
Qualche gustosissimo dialogo, personaggi ben caratterizzati, trama arcinota. 

Pessima edizione, colma di refusi.

Lettura piacevole.  

domenica 25 maggio 2025

IL QUINTO FIGLIO - Doris Lessing

IL QUINTO FIGLIO - Doris LessingCrudo e crudele. 

Quello che inizialmente appare come un romanzo romantico, che narra le aspettative di chi ha come unico obiettivo una famiglia immensa e felice, una tribù, una vita piena e zuccherosa, 
vira di tono per fiventare una desxrizione durissima di una realtà inverosibile. 

Il quinto figlio. 

Un idillio familiare, visto con sospetto poichè anomalo per i tempi (siamo alla fine degli anni '60 del novecento), diventa entro un decennio un incubo plumbeo. 

Potente, sferzante. 
Ci si incolla alle parole, alle pagine, in un attonità incredulità. 

Oppressione e allarme che non lasciano spazio ad altro, fino all'ultima riga.  

IL MIO ASSASSINO - Daniel Pennac

Va letto per ultimo, dopo aver terminato la saga Malaussene. 
Per fortuna c'è.

Capolinea Malaussene lascia appetito. Se ne vorrebbe di più. 

Nonnino, il Bambino Lassalve e la storia trascorsa dagli esordi di Pennac come scrittore fino all'ultimo suo libro scritto (finora, viene da aggiungere con speranza; Pennac è nato nel 1944, si vorrebbe scrivesse ancora, spesso e tanto). 

Nonnino prende forma, inizia ad agire, mentre Pennac mette in guardia chi legge dai pericoli dell'oggi. 

 "Non diversamente si uccide lo stato di Diritto. Con l'insulto pubblico, l'umiliazione, le botte e l'omicidio. I giovani intorno a me parlavano di astensionismo e io vedevo sguinzagliare le mute di cani feroci, la caccia aperta ai capri espiatori, il grande banchetto dell'odio esultante, le prede offerte alle belve di casa, la sanguinosa legge dello stato senza Diritto. Non ci saranno più sfide di opinioni, tesori miei, ma massacri di corpi." (p.77)

Uno spaccato dell'infanzia di Nonnino, e qualche scampolo di vita dell'autore. 
Verità e finzione, e stilla il dubbio che la realtà sia permeata di finzione. Forse no. 
come nella vita vera. 

Una promessa: Pennac sarà letto, o riletto.  

 

CAPOLINEA MALAUSSENE - Daniel Pennac

Un commiato.
Con il treno di sentimenti che qualsiasi commiato da persone care porta con sè. 

"Un gregge di pecoroni che morirà di sete parlando del bel tempo" (p. 33)

"Nell'auto elettrica, con il suo borsello sulle ginocchia e gli occhi fissi davanti a sè, Nonnino pensa alla menzogna. Non solo alle bugie dei suoi ragazzi. Alla menzogna in generale. La menzogna intima e quella pubblica. La menzogna come strumento di comunicazione, come modalità di governo, come strategia e come forza d'impresa. E' incredibile quel che puoi far bere all'elettore, al citadino, al cliente, al dipendente, al residente ..." (p. 34)

Nonnino. Figura sfuggente e solida. 
La mamma e il suo assente marito, compagno di Alzheimer. 
La famiglia Malaussene, squinternata e frammentata, eppure così funzionante. 
Rapimenti. Uccisioni. Misteri. 

Ma come ... dopo l'ultimo capoverso, la sospensione. 

E' la fine della saga Malaussene; Pennac ha dichiarato che non ne scriverà oltre. 
E' un commiato che lascia sapore amaro, perché si vorrebbe di più. 

Quell'albero genealogico graficamente proposto all'inizio, si trova come "repertorio" dopo la fine. 

Terminata la saga, un desiderio dimane possibile. 
Rileggerla tutta d'un fiato, da quel "Paradiso degli Orchi" tanto spiazzante, scritto più di 40 anni fa. 

Si va, prima, a scoprire "Il mio Assassino". 

 

 

 

venerdì 23 maggio 2025

RAGIONE E SENTIMENTO - Jane Austen

Ragione e Sentimento - Jane Austen
Romanzo "classico", d'altri tempi, scritto, in altri tempi, da un'autrice del suo tempo. 

Scorrevole, la lettura; racconta come la vita per le donne fose (sia?) quasi inscindibile da un rapporto personale con gli uomini. 

Ruoli e difficoltà economiche. 

Figure femminili descritte da chi lo può fare. 
Questa è forse la peculiarità del romanzo. 
Un occhio calato nei propri tempi, in grado di raccontare persone che tradizionalmente sono considerate accessori, tradizionalmente descritte da chi osserva (forse) ma non vive in prima persona la medesima condizione. 

Noioso, eppure sagace e tagliente. 
Denuncia quelle ipocrisie proprie del tempo (siamo in Inghilterra all' inizio del 1800), che possiamo riconoscere, diverse solo nella forma, anche ai giorni nostri. 

Quando muore il Signor Dashwood, tutto il suo patrimonio passa al figlio maggiore, il quale ben presto dimostra di non aver alcuna intenzione di farsi carico delle sorellastre, nate dal secondo matrimonio del padre. 
La seconda moglie e le tre figlie Elinor, Marianne e Margaret si trovano quindi ad affrontare una situazione economica difficilissima. 

La trama è mortalmente noiosa. 
Pregevole, nonostante ciò, l'ironia con la quale Austen descrive le idiosincrasie del proprio tempo, l'ipocrisia di rapporti superficiali guidati dalle apparenze, la prodonfa ingiustizia che recola l'assetto sociale.  

giovedì 22 maggio 2025

MADRE D'OSSA - Ilaria Tuti

Madre d'Ossa - Ilaria TutiStraziante empatizzare con la Commissaria Teresa Battaglia. 

Questo romanzo sferra colpi duri a chi legge, fin dalla prima pagina. C'è un mistero che si vuole risolvere, e quindi si legge. 

"Scegliere di non rispettare le regole non significa necessariamento rinunciare alla propria integrità morale, sa?" (p. 41)

"Massimo pensò che la gente diventava sempre più indifferente alle difficoltà altrui. Non siamo più abituati a incontrare davvero l'altro, riflettè" (p. 54) 

 Una serie di misteri tra loro collegati da un intreccio che Teresa Battaglia e la sua squadra male assortita andranno a cercare di dipanare. 

"Il tradimento di un'amicizia era per lei più profondo di quello d'amore, perché più subdolo, più inatteso". (p. 326) 

Bellissimo racconto, personaggi sfaccettati, cui ci si affeziona.  

Ogni volta, chiudendo il libro dopo averlo divorato si spera non sia l'ultimo. 
Si desidera leggere ancora di tutti i protagonisti e in particolare di lei, il cui destino è segnato, e che occupa il primo piano, quasi prima dell'intreccio narrativo in sé. 

La richiesta silenziosa e costante all'autrice è: parlaci ancora di lei" Che non sia l'ultimo racconto per questa straordinaria protagonista! 

Teresa Battaglia è viva.

 


mercoledì 21 maggio 2025

AMOROLOGIA - Teresa Cinque

Amorologia - Teresa Cinque

Guida (quasi) imparziale alle relazioni e al sesso

Un manualetto per migliorare il rapporto tra i sessi. 
Migliorare? Per costruire, eventualmente, un rapporto tra persone. Anche con sé stessi, con sé stesse. 

Semplice semplice, divertende, illuminante. 
Come sempre, probabilmente ignorato da chi più ne avrebbe bisogno. 

"La questione è: m'importa un cazzo di essere bella" (p. 91) 

 "Non è nè un compito (perchè non dipende da noi come siamo conformate), nè una responsabilità (perchè non dipende da noi come siamo conformate), nè un dovere (perchè non dipende da noi come siamo conformate) e soprattutto non fa la qualità delle persone che siamo. 
E' un dettaglio. Casuale. Effimero. E come tale andrebbe considerato.
" (p. 92)

Il tradimento (maschile) è un fatto naturale?

"Ecco un'altra stronzata patriarcale seminata, coltivata, annaffiata e cresciuta con lo scopo di rendere la vita più leggera per i maschi e un mezzo inferno per le donne". (p.94) 

 Interessante, e lampante per chi una volta nella vita si sia soffermato a pensare davvero alle differenze socialmente indotte tra i sessi, è la definizione di (p.95) Homo Naturalis vs. Femina Artificialis.

Del sesso senza amore (p.98), piccola riflessione autobiografica. 

Analizza, sviscera, riflette, Teresa Conque. 
Emblematica la considerazione (p.102): "L'unica risposta che mi viene da dare a riguardo a questo problema è che va messo in discussione". 

Lo afferma nel capitolo intitolato "Fedeltà", ma è un approccio che si può reputare costruttivo in moltissimi ambiti. 

"L'insegnamento funesto delle persone che ci trattano male è farci credere che hanno ragione loro e che quello che sentiamo noi è sbagliato" (p.117) 

Sul mentire, sulle bugie e il male che fanno in quanto tali. 
Ci offre uno spaccato che sarebbe gustoso se non portasse con sè quel retrogusto metallico che sente chi le menzogne altrui le ha subite. 

"L'amore cambia la vita, ma non guarisce le patologie" (p. 124)

"Tutto ha origine nell'infanzia. Direte sei fissata. No, è la vita che è fissata, raga, trovatemi qualcuno che non riporti da adulto qualche conseguenza di come l'hanno amato o non amato i genitori e vi do centomila euro".   (p.126)

"Sentirsi completamente al sicuro significa essere completamente morti" (p. 128)

"Che non si muore per amore è una gran bella verità (a meno che non ti ammazzi lui ma questa è proprio un'altra storia)" (p. 176)

Ci mette di fronte alla diseducazione sessuale delle donna (p. 241) 

Nel capitolo "Sesso Vaniglia" ci ricorda che "Le persone liberate sono notoriamente persone pericolose perchè tendono a pensare con la propria testa, a vedere le ingiustizie e pure a lottare per eliminarle". (p. 300)

Pubblicato nel 2022, ricorda molto il successivo "Autobiografia Clitoridea". 
Lettura consigliatissima. Leggera, con spessore. 

 

 

 

martedì 20 maggio 2025

TUTTI NELLA MIA FAMIGLIA HANNO UCCISO QUALCUNO - Benjamin Stevenson

 

Incipit intrigante, promette originalità.
Le prime pagine sono divertendi, la lettura è invogliata fin dal principio.


Che libro sarà? Un giallo? Un Thriller? Un saggio sulla scrittura di gialli?

Un burlone, l'autore. Ci dice cosa accadrà senza raccontare ciò che accadrà.
Esplicita, tace, manipola.

"Questo in narrativa si chiama anticipazione" (p.99)

"Se siete convinti che finora abbia giocato pulito, possiamo proseguire" (p. 116)

E' un giallo avvincente, leggero; tiene sulla corda come un giallo deve fare. 

E' originale nel modo; coinvolge chi legge, con questa sua faccia da meta-romanzo.
Il narratore si rivolge a chi legge, ammonisce, descrive, spiega. E raggira. O almeno ci prova.


Gioca "pulito", il narratore. Fornisce gli elementi per capire, e chi legge capisce.
La costruzione, o ricostruzione, dell'intreccio, però, non è immediata. Serve l'intervento del "detective" per mostrare il mosaico nella sua interezza. 

Convince più per la sua forma che per il contenuto; promosso, comunque, a pieno titolo.


Bello, divertente, intrigante. Ottimo romanzo "da spiaggia".

venerdì 9 maggio 2025

QUELLO CHE NON SO DI TE - Nicola Pettorino

 

Quello che non so di te - Nicola Pettorino
Gabriella, un passato plumbeo.
Zia Sara, un passato che incuriosisce.
Felicità pensata, atrocità vissute. 

Valerio Valeri, giornalista. Una vita spezzata. Un articolo scritto, in passato, su zia Sara. 

(p.25) La politica dello struzzo. 

(p.32) Quella del '43 fu un'estate particolare, il 25 luglio era caduto Mussolini e sembrava che il fascismo fosse finito e i fascisti spariti nel nulla. 

(p.44) Gli viene quasi da provare nostalgia per le vecchie cariatidi della prima repubblica.

Esiste un Filo Rosso (sic.) che accomuna la lotta Partigiana al Terrorismo delle BR?
Si può, facendosi guidare da un'idea giusta, commettere crimini ingiustificabili? 

Si può?
Qual è la differenza tra terroristi Rossi e Neri?

(p. 196) I protagonisti della seconda repubblica sono riusciti nell'impensabile impresa di far addirittura rimpiangere i lestofanti della prima.
E' proprio vero che non esiste limite al peggio.

Scorrevole, intrigante. La violenza, sia "di genere", o eversiva, o istituzionale, resa "legale" da scellerati al potere e da chi non ha il coraggio di opporvisi, attraversa le pagine di questo romanzo in cui la vita personale del protagonista deve fare i conti con una verità sconosciuta.
Chi era Claudia? Come sopravvivere alla morte della persona che si ama?
E' possibile andare avanti?

Un assassinio, una donna ammazzata. Tracce che riportano a galla il passato, sofferenze che cagionano ulteriori sofferenze. Politica, ideologia, vendetta?
Chi ha ucciso Gabriella?