Per fortuna c'è.
Capolinea Malaussene lascia appetito. Se ne vorrebbe di più.
Nonnino, il Bambino Lassalve e la storia trascorsa dagli esordi di Pennac come scrittore fino all'ultimo suo libro scritto (finora, viene da aggiungere con speranza; Pennac è nato nel 1944, si vorrebbe scrivesse ancora, spesso e tanto).
Nonnino prende forma, inizia ad agire, mentre Pennac mette in guardia chi legge dai pericoli dell'oggi.
"Non diversamente si uccide lo stato di Diritto. Con l'insulto pubblico, l'umiliazione, le botte e l'omicidio. I giovani intorno a me parlavano di astensionismo e io vedevo sguinzagliare le mute di cani feroci, la caccia aperta ai capri espiatori, il grande banchetto dell'odio esultante, le prede offerte alle belve di casa, la sanguinosa legge dello stato senza Diritto. Non ci saranno più sfide di opinioni, tesori miei, ma massacri di corpi." (p.77)
Uno spaccato dell'infanzia di Nonnino, e qualche scampolo di vita dell'autore.
Verità e finzione, e stilla il dubbio che la realtà sia permeata di finzione. Forse no.
come nella vita vera.
Una promessa: Pennac sarà letto, o riletto.

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