Quello che inizialmente appare come un romanzo romantico, che narra le aspettative di chi ha come unico obiettivo una famiglia immensa e felice, una tribù, una vita piena e zuccherosa,
vira di tono per fiventare una desxrizione durissima di una realtà inverosibile.
Il quinto figlio.
Un idillio familiare, visto con sospetto poichè anomalo per i tempi (siamo alla fine degli anni '60 del novecento), diventa entro un decennio un incubo plumbeo.
Potente, sferzante.
Ci si incolla alle parole, alle pagine, in un attonità incredulità.
Oppressione e allarme che non lasciano spazio ad altro, fino all'ultima riga.

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