domenica 28 dicembre 2025

VOLVER - Maurizio De Giovanni

 

Ritorno.
Ricciardi è tornato nella tenuta in cui ha trascorso l'infanzia.
Non è più "Commissario". Ora è Eccellenza.

Marta incontra la sorella sordomuta di Rosa, la tata che è stata Madre per Ricciardi.
Nelide sovrintende la gestione di casa e tenuta.

I suoceri, i nonni di Marta devono cambiare abitudini, nell'apprensione di ciò che sta accadendo e che lì, nel Cilento, sembra ancora fatto lontano. 

Laura torna dall'Argentina in Italia, contro ogni ragionevolezza.

Il dott. Modo non manca occasione di mettersi in guai immensi, da cui chi gli vuole bene congiura per tenerlo lontano.
Majone, a Napoli, è preoccupato e addolorato per la situazione. Ha figli e non può non vedere. L'Italia è in guerra.

Il Commissario, Barone di Malomonte, indaga su un cold-case che dall'infanzia riemerge in sogno.
E farà i conti con il proprio passato. 

L'Italia è allo sfascio, prima ancora che la Guerra la colpisca nel cuore.

(p.116/394) "La gente rinuncia anche all'essenziale, le pentole, la carne, la frutta; rivolta gli abiti, usa il cartone per risuolare le scarpe, si scalda dormendo con gli animali. [...] Eppure, se ascolti i discorsi in strada, sono tutti convinti che la vittoria è sicura e che ci porterà ricchezza e onori, che diventeremo il primo paese del mondo come ci è dovuto, perché siamo gli eredi dell'Impero romano".


(p.116/394)  "Lo so, e a volte mi domando se davvero valga la pena combattere e rimetterci la vita per questi schiavi ottusi".

giovedì 25 dicembre 2025

L'ANNIVERSARIO - Andrea Bajani

 

L'Anniversario  - Andrea Bajani
Romanzo perfetto per il giorno di Natale. 

Feroce e sferzante, nella sua passivo-aggressività.

Una donna che non c'è, protagonista e comprimaria in un romanzo familiare come tanti, che si ha poca propensione a raccontare.

L'inesistenza della madre. 

(p. 30/174) "La forza brutale del romanzo ... che si disinteressa quasi sempre del reale e fornisce sempre il vero"

(p. 41/174) "Come sempre accade quando la ribellione è solo un gesto che non si aggancia a una presa di posizione effettiva, venne soffocata."

(p. 51/174) "Venne colpita a morte e sopravvisse lasciandosi morire".

Una famiglia di emigranti, da Roma ai "bordi della cartina", in Piemonte.
L'emigrante è il padre, e la famiglia inesistente segue. 

Squalificante, distante, prepotente; così appare quel padre-padrone antico anche per tempi non recenti. Si trova, nelle descrizione di una vita familiare in tutto e per tutto guidata da questo despota da manuale, lo specchio di tanti fatti di cronaca quotidiana. Soppraffazione e violenza. 
"Va tutto bene, grazie" (p. 83/174)

La violenza normalizzata, in cui è il carnefice a perdonare le vittime perché nulla cambi. Tutti sanno, l'omertà prevale. 

La distrazione come strategia per sparire.
(p. 106/174) "Essere distratta, non vedersi agire, era l'unica maniera - penso - per rendersi invisibile davvero".
Distrazione come rinuncia.

E' un dipinto crudo e senza sconti, quello disegnato dalle parole di Bajani.
Violenza è annientamento.
C'è questa sottile necessità di incolpare le vittime, le quali non vengono annientate, semplicemente "decidono" di sparire, che ben descrive il sentimento comune di fronte alla soppraffazione. 

Un'ordinaria famiglia disastrata, ben incastonata in dinamiche relazionali e sociali consolidate. 
La retorica della famiglia, smantellata a partire dalle fondamenta.

Può una terapia salvare un'intera vita da una famiglia di merda?

Dinamiche che si ripetono all'infinito, che possono - forse - essere spezzate solo con l'assenza.
Con un "basta" agito prima che detto.

(p. 155/174) "Il motore profondo delle migrazioni benestanti: stare lontano dai propri familiari".

(p. 158/174) "... considerarsi senza scampo. A vivere, cioè, una vita con "obbligo di firma""

Consigliatissimo. Molto apprezzato. Bello, interessante, illuminante.



sabato 1 novembre 2025

ALMARINA - Valeria Parrella

Non invoglia, al principio, la lettura. L’occhio inciampa nelle parole, ed é un inciampo mentale.
Vanno a segno alcune immagini, penetrano chi legge, i significati.

(p. 4/117) Introduce “La postura della cattività”, “La prossemica dei detenuti”.

E  “Tratte di schiavi, bastimenti colmi di migranti, galere romane …

C’é compassione che si fa empatia nel dire di chi non ha nemmeno l’illusione della libertà. Non é giudizio, é osservazione senza orpelli.

(p.14/117) É in me l’idea che le guardie sono sbirri, che gli sbirri fanno male, che sei colpevole perché appena ne incontri una ti nasce una pietra in tasca

Elisabetta Maiorano insegna matematica.
É vedova.
Nisida é un carcere minorile.
Almarina è giovane e ha già vissuto atrocità sufficienti per molte esistenze.
Almarina ha un fratello più piccolo.
L'Autorità l'ha separata da lui, l'ha separato da lei.


p. 11/141 “Dentro la sbarra ma ancora fuori dal carcere" é un luogo fisico ma soprattutto interiore.

(p.22/117) “NON GUARDARE CHI VIVEVA UNA CONDIZIONE DIVERSA DALLA TUA ERA L’ALLENAMENTO DELLA BORGHESIA.”
Verità che chi é borghese dimentica. Verità di cui forse nemmeno si é consapevoli.
Sbattuta in faccia in tutta la sua semplice, disarmante, crudele evidenza.


Proseguendo, lo stile diventa familiare, la storia suscita curiosità.

(p.32/117) “Le ragazze non hanno i regali firmati della Camorra

Se un numero é uguale al suo doppio, stiamo parlando dello zero”.

(p.44/117) "C'è un matrimonio dei libri, evoca dolcezza e complicità e fusione”.


Breve, non scorrevole, non banale. É un susseguirsi di immagini, fotografie di momento a comporre il mosaico della trama.
Trama che rimane giustapposizione di tessere, faticoso trovare il quadro d'insieme.

Ha un che di incompiuto, nonostante il cerchio si chiuda.
Numerose le riflessioni che si ricavano ritagliando citazioni.


sabato 19 luglio 2025

QUANDO TUTTO CAMBIA - Emily Orlando

Quando tutto cambia - Emily Orlando
Noioso. 
Non pesante, scorre attraverso un linguaggio semplice e quotidiano. 

L'incipit potrebbe promettere una trama, che invece si scioglie in un susseguirsi di cliché e luoghi comuni. 

Ogniqualvolta si intravede la possibilità di una svolta, l'illusione svanisce nell'ennesimo incontro che sembra suggerire che l'unico traguardo nella vita di una persona sia quello di viverla in due. 
Poco importa, a quanto pare, se questo contrario di uno derivi da conoscenza, complicità, reale affinità. 

C'è questa perpetua caccia al tesoro che schiaccia sullo sfondo la vita quotidiana e la stessa esistenza di un essere umano. 

Noioso, superficiale. 

Resoconto di una vita ordinaria, senza spessore. 

L'introspezione è assente, mutuata da frasi già dette e sentite e già scritte e lette.  

Il finale svolta, in apparenza. 
Anche qui viene proposto ciò che già si sa, si è visto, sentito, discusso, a volte vissuto. 

E' un piccolo racconto di assenza: "quando tutto cambia", in realtà nulla cambia.  

 


 

martedì 27 maggio 2025

CHIRU' - Michela Murgia

 

CHIRU' - Michela Murgia
Profondo, schietto, analitico il modo in cui Murgia presenta le relazioni. 
Legami di sangue come ferite (p. 125) e come accidenti che capitano. Elogio dell'ipocrisia, ricerca di affetti reali. 

Interessante, denso di riflessioni, spesso e gracile questo romanzo. Il confine tra vicinanza e tossicità, dipendenza materiale e affettiva. 
 

" ... fingendo che andarci contemporaneamente volesse dire andarci insieme" (p.6) 

"... un gruppo di estranei consanguinei chiusi in un gioco di sopravvivenza reciproca" (p.10) 

Una mentore con un passato affondato in una famiglia tossica. 
Una vita adulta, presente, e una serie poco nutrita ma significativa di allievi. 

Taglia, graffia, pungola e lenisce la scrittura di Murgia. 

Apparenza. Finzione. Autenticità. 
"Non vorrei essere giodicato da quello che sembro
[...]
"E sei convinto che si possa scegliere, Chirù?"
(p. 82) 

"Mio padre è morto due anni fa, e perso lo avevo da sempre."
[...]
"Di cosa si sta dispiacendo chi si dispiace che il padre di qualcun altro sia morto? Cosa passa nella testa della gente che crede che avere un padre sia un bene in sè, della cui perdita rammaricarsi a prescindere? Un giorno glielo vorrei dire, solo per vedere la faccia che fanno, che se gli dispiace è solo perché non era loro padre, altrimenti la cosa che gli dispiacerebbe di più è che non sia morto prima."
(p. 124-125) 

Gigantesca, Murgia. 
Romanzo da leggere, Chirù. 

lunedì 26 maggio 2025

ORGOGLIO E PREGIUDIZIO - Jane Austen

 

ORGOGLIO E PREGIUDIZIO - Jane Austen
L'incipit è divertente, il sarcasmo del Signor Bennet è ossigenante.  

Romanzo classico, zuccheroso eppure piacevole. 
Qualche gustosissimo dialogo, personaggi ben caratterizzati, trama arcinota. 

Pessima edizione, colma di refusi.

Lettura piacevole.  

domenica 25 maggio 2025

IL QUINTO FIGLIO - Doris Lessing

IL QUINTO FIGLIO - Doris LessingCrudo e crudele. 

Quello che inizialmente appare come un romanzo romantico, che narra le aspettative di chi ha come unico obiettivo una famiglia immensa e felice, una tribù, una vita piena e zuccherosa, 
vira di tono per fiventare una desxrizione durissima di una realtà inverosibile. 

Il quinto figlio. 

Un idillio familiare, visto con sospetto poichè anomalo per i tempi (siamo alla fine degli anni '60 del novecento), diventa entro un decennio un incubo plumbeo. 

Potente, sferzante. 
Ci si incolla alle parole, alle pagine, in un attonità incredulità. 

Oppressione e allarme che non lasciano spazio ad altro, fino all'ultima riga.  

IL MIO ASSASSINO - Daniel Pennac

Va letto per ultimo, dopo aver terminato la saga Malaussene. 
Per fortuna c'è.

Capolinea Malaussene lascia appetito. Se ne vorrebbe di più. 

Nonnino, il Bambino Lassalve e la storia trascorsa dagli esordi di Pennac come scrittore fino all'ultimo suo libro scritto (finora, viene da aggiungere con speranza; Pennac è nato nel 1944, si vorrebbe scrivesse ancora, spesso e tanto). 

Nonnino prende forma, inizia ad agire, mentre Pennac mette in guardia chi legge dai pericoli dell'oggi. 

 "Non diversamente si uccide lo stato di Diritto. Con l'insulto pubblico, l'umiliazione, le botte e l'omicidio. I giovani intorno a me parlavano di astensionismo e io vedevo sguinzagliare le mute di cani feroci, la caccia aperta ai capri espiatori, il grande banchetto dell'odio esultante, le prede offerte alle belve di casa, la sanguinosa legge dello stato senza Diritto. Non ci saranno più sfide di opinioni, tesori miei, ma massacri di corpi." (p.77)

Uno spaccato dell'infanzia di Nonnino, e qualche scampolo di vita dell'autore. 
Verità e finzione, e stilla il dubbio che la realtà sia permeata di finzione. Forse no. 
come nella vita vera. 

Una promessa: Pennac sarà letto, o riletto.  

 

CAPOLINEA MALAUSSENE - Daniel Pennac

Un commiato.
Con il treno di sentimenti che qualsiasi commiato da persone care porta con sè. 

"Un gregge di pecoroni che morirà di sete parlando del bel tempo" (p. 33)

"Nell'auto elettrica, con il suo borsello sulle ginocchia e gli occhi fissi davanti a sè, Nonnino pensa alla menzogna. Non solo alle bugie dei suoi ragazzi. Alla menzogna in generale. La menzogna intima e quella pubblica. La menzogna come strumento di comunicazione, come modalità di governo, come strategia e come forza d'impresa. E' incredibile quel che puoi far bere all'elettore, al citadino, al cliente, al dipendente, al residente ..." (p. 34)

Nonnino. Figura sfuggente e solida. 
La mamma e il suo assente marito, compagno di Alzheimer. 
La famiglia Malaussene, squinternata e frammentata, eppure così funzionante. 
Rapimenti. Uccisioni. Misteri. 

Ma come ... dopo l'ultimo capoverso, la sospensione. 

E' la fine della saga Malaussene; Pennac ha dichiarato che non ne scriverà oltre. 
E' un commiato che lascia sapore amaro, perché si vorrebbe di più. 

Quell'albero genealogico graficamente proposto all'inizio, si trova come "repertorio" dopo la fine. 

Terminata la saga, un desiderio dimane possibile. 
Rileggerla tutta d'un fiato, da quel "Paradiso degli Orchi" tanto spiazzante, scritto più di 40 anni fa. 

Si va, prima, a scoprire "Il mio Assassino". 

 

 

 

venerdì 23 maggio 2025

RAGIONE E SENTIMENTO - Jane Austen

Ragione e Sentimento - Jane Austen
Romanzo "classico", d'altri tempi, scritto, in altri tempi, da un'autrice del suo tempo. 

Scorrevole, la lettura; racconta come la vita per le donne fose (sia?) quasi inscindibile da un rapporto personale con gli uomini. 

Ruoli e difficoltà economiche. 

Figure femminili descritte da chi lo può fare. 
Questa è forse la peculiarità del romanzo. 
Un occhio calato nei propri tempi, in grado di raccontare persone che tradizionalmente sono considerate accessori, tradizionalmente descritte da chi osserva (forse) ma non vive in prima persona la medesima condizione. 

Noioso, eppure sagace e tagliente. 
Denuncia quelle ipocrisie proprie del tempo (siamo in Inghilterra all' inizio del 1800), che possiamo riconoscere, diverse solo nella forma, anche ai giorni nostri. 

Quando muore il Signor Dashwood, tutto il suo patrimonio passa al figlio maggiore, il quale ben presto dimostra di non aver alcuna intenzione di farsi carico delle sorellastre, nate dal secondo matrimonio del padre. 
La seconda moglie e le tre figlie Elinor, Marianne e Margaret si trovano quindi ad affrontare una situazione economica difficilissima. 

La trama è mortalmente noiosa. 
Pregevole, nonostante ciò, l'ironia con la quale Austen descrive le idiosincrasie del proprio tempo, l'ipocrisia di rapporti superficiali guidati dalle apparenze, la prodonfa ingiustizia che recola l'assetto sociale.  

giovedì 22 maggio 2025

MADRE D'OSSA - Ilaria Tuti

Madre d'Ossa - Ilaria TutiStraziante empatizzare con la Commissaria Teresa Battaglia. 

Questo romanzo sferra colpi duri a chi legge, fin dalla prima pagina. C'è un mistero che si vuole risolvere, e quindi si legge. 

"Scegliere di non rispettare le regole non significa necessariamento rinunciare alla propria integrità morale, sa?" (p. 41)

"Massimo pensò che la gente diventava sempre più indifferente alle difficoltà altrui. Non siamo più abituati a incontrare davvero l'altro, riflettè" (p. 54) 

 Una serie di misteri tra loro collegati da un intreccio che Teresa Battaglia e la sua squadra male assortita andranno a cercare di dipanare. 

"Il tradimento di un'amicizia era per lei più profondo di quello d'amore, perché più subdolo, più inatteso". (p. 326) 

Bellissimo racconto, personaggi sfaccettati, cui ci si affeziona.  

Ogni volta, chiudendo il libro dopo averlo divorato si spera non sia l'ultimo. 
Si desidera leggere ancora di tutti i protagonisti e in particolare di lei, il cui destino è segnato, e che occupa il primo piano, quasi prima dell'intreccio narrativo in sé. 

La richiesta silenziosa e costante all'autrice è: parlaci ancora di lei" Che non sia l'ultimo racconto per questa straordinaria protagonista! 

Teresa Battaglia è viva.

 


mercoledì 21 maggio 2025

AMOROLOGIA - Teresa Cinque

Amorologia - Teresa Cinque

Guida (quasi) imparziale alle relazioni e al sesso

Un manualetto per migliorare il rapporto tra i sessi. 
Migliorare? Per costruire, eventualmente, un rapporto tra persone. Anche con sé stessi, con sé stesse. 

Semplice semplice, divertende, illuminante. 
Come sempre, probabilmente ignorato da chi più ne avrebbe bisogno. 

"La questione è: m'importa un cazzo di essere bella" (p. 91) 

 "Non è nè un compito (perchè non dipende da noi come siamo conformate), nè una responsabilità (perchè non dipende da noi come siamo conformate), nè un dovere (perchè non dipende da noi come siamo conformate) e soprattutto non fa la qualità delle persone che siamo. 
E' un dettaglio. Casuale. Effimero. E come tale andrebbe considerato.
" (p. 92)

Il tradimento (maschile) è un fatto naturale?

"Ecco un'altra stronzata patriarcale seminata, coltivata, annaffiata e cresciuta con lo scopo di rendere la vita più leggera per i maschi e un mezzo inferno per le donne". (p.94) 

 Interessante, e lampante per chi una volta nella vita si sia soffermato a pensare davvero alle differenze socialmente indotte tra i sessi, è la definizione di (p.95) Homo Naturalis vs. Femina Artificialis.

Del sesso senza amore (p.98), piccola riflessione autobiografica. 

Analizza, sviscera, riflette, Teresa Conque. 
Emblematica la considerazione (p.102): "L'unica risposta che mi viene da dare a riguardo a questo problema è che va messo in discussione". 

Lo afferma nel capitolo intitolato "Fedeltà", ma è un approccio che si può reputare costruttivo in moltissimi ambiti. 

"L'insegnamento funesto delle persone che ci trattano male è farci credere che hanno ragione loro e che quello che sentiamo noi è sbagliato" (p.117) 

Sul mentire, sulle bugie e il male che fanno in quanto tali. 
Ci offre uno spaccato che sarebbe gustoso se non portasse con sè quel retrogusto metallico che sente chi le menzogne altrui le ha subite. 

"L'amore cambia la vita, ma non guarisce le patologie" (p. 124)

"Tutto ha origine nell'infanzia. Direte sei fissata. No, è la vita che è fissata, raga, trovatemi qualcuno che non riporti da adulto qualche conseguenza di come l'hanno amato o non amato i genitori e vi do centomila euro".   (p.126)

"Sentirsi completamente al sicuro significa essere completamente morti" (p. 128)

"Che non si muore per amore è una gran bella verità (a meno che non ti ammazzi lui ma questa è proprio un'altra storia)" (p. 176)

Ci mette di fronte alla diseducazione sessuale delle donna (p. 241) 

Nel capitolo "Sesso Vaniglia" ci ricorda che "Le persone liberate sono notoriamente persone pericolose perchè tendono a pensare con la propria testa, a vedere le ingiustizie e pure a lottare per eliminarle". (p. 300)

Pubblicato nel 2022, ricorda molto il successivo "Autobiografia Clitoridea". 
Lettura consigliatissima. Leggera, con spessore. 

 

 

 

martedì 20 maggio 2025

TUTTI NELLA MIA FAMIGLIA HANNO UCCISO QUALCUNO - Benjamin Stevenson

 

Incipit intrigante, promette originalità.
Le prime pagine sono divertendi, la lettura è invogliata fin dal principio.


Che libro sarà? Un giallo? Un Thriller? Un saggio sulla scrittura di gialli?

Un burlone, l'autore. Ci dice cosa accadrà senza raccontare ciò che accadrà.
Esplicita, tace, manipola.

"Questo in narrativa si chiama anticipazione" (p.99)

"Se siete convinti che finora abbia giocato pulito, possiamo proseguire" (p. 116)

E' un giallo avvincente, leggero; tiene sulla corda come un giallo deve fare. 

E' originale nel modo; coinvolge chi legge, con questa sua faccia da meta-romanzo.
Il narratore si rivolge a chi legge, ammonisce, descrive, spiega. E raggira. O almeno ci prova.


Gioca "pulito", il narratore. Fornisce gli elementi per capire, e chi legge capisce.
La costruzione, o ricostruzione, dell'intreccio, però, non è immediata. Serve l'intervento del "detective" per mostrare il mosaico nella sua interezza. 

Convince più per la sua forma che per il contenuto; promosso, comunque, a pieno titolo.


Bello, divertente, intrigante. Ottimo romanzo "da spiaggia".

venerdì 9 maggio 2025

QUELLO CHE NON SO DI TE - Nicola Pettorino

 

Quello che non so di te - Nicola Pettorino
Gabriella, un passato plumbeo.
Zia Sara, un passato che incuriosisce.
Felicità pensata, atrocità vissute. 

Valerio Valeri, giornalista. Una vita spezzata. Un articolo scritto, in passato, su zia Sara. 

(p.25) La politica dello struzzo. 

(p.32) Quella del '43 fu un'estate particolare, il 25 luglio era caduto Mussolini e sembrava che il fascismo fosse finito e i fascisti spariti nel nulla. 

(p.44) Gli viene quasi da provare nostalgia per le vecchie cariatidi della prima repubblica.

Esiste un Filo Rosso (sic.) che accomuna la lotta Partigiana al Terrorismo delle BR?
Si può, facendosi guidare da un'idea giusta, commettere crimini ingiustificabili? 

Si può?
Qual è la differenza tra terroristi Rossi e Neri?

(p. 196) I protagonisti della seconda repubblica sono riusciti nell'impensabile impresa di far addirittura rimpiangere i lestofanti della prima.
E' proprio vero che non esiste limite al peggio.

Scorrevole, intrigante. La violenza, sia "di genere", o eversiva, o istituzionale, resa "legale" da scellerati al potere e da chi non ha il coraggio di opporvisi, attraversa le pagine di questo romanzo in cui la vita personale del protagonista deve fare i conti con una verità sconosciuta.
Chi era Claudia? Come sopravvivere alla morte della persona che si ama?
E' possibile andare avanti?

Un assassinio, una donna ammazzata. Tracce che riportano a galla il passato, sofferenze che cagionano ulteriori sofferenze. Politica, ideologia, vendetta?
Chi ha ucciso Gabriella?


giovedì 27 marzo 2025

IL CIMITERO DI PRAGA - Umberto Eco

 

Il Cimitero di Praga - Umberto Eco
Dubiti di tutto, riconosci il luogo in cui abiti. 

Geniale, intricato, complesso, ironico. Stupendo.

Divertentissime le velenose invettive del narratore; lucido e confuso. 

(p. 19) "Chi sono?

(p. 29) "Gli uomini non fanno mai il male così completamente ed entusiasticamente come quando lo fanno per convinzione religiosa"

Quanto è Storia e quanto è favola? Umberto Eco gioca con le parole, con i personaggi, con i fatti. Si trastulla, l'erudito, menando per il naso chi lo legge.

(p. 96)1848  "I miei compagni sussurravano anche dell'apparizione di un Manifesto dei Comunisti, sì che a esultare non erano solo gli studenti ma anche i lavoratori, e gli uomini di bassa condizione, tutti convinti che a breve avrebbero impiccato l'ultimo prete con le budella dell'ultimo re".

(p. 100) "A ciascuno il suo complotto"

(p. 138) Credibilità. "Gli agenti di polizia non sono dei letterati e non ce la fanno ad andare al di là di due o tre pagine".

(p. 140) Suffragio universale, unico rimedio contro la Democrazia. 

Possibile che ogni cambiamento sia solo apparente, che non ci sia mai scampo per il popolo, per le persone, per la gente comune?
Possibile che non ci sia speranza?

Una Spedizione dei Mille vera, immaginabile, romanzata, verosibile?
Non importa. 
Eco si diverte, e chi legge si diletta.
Riflettere, però, è automatico.
Complotti - veri o millantati? - e giochi di Palazzo.
Chi decide davvero la direzione in cui ci muoviamo?
Inevitabile pensare al presente. Al potere del Soldo e all'idiozia delle masse, che, non comprendendo la complessità, vedono complotti ove non ce ne sono, cieche e sorde alle reali trame che ci stanno precipitando, "complici e vittime", verso l'abisso.

Simone Simonini, il falsario smemorato, testimone diretto delle imprese dei Mille.

(p. 182) "Cosa conviene scrivere in un resoconto ufficiale? Quanto calcare la mano, quali colori usare? Cosa si vuole leggere (sentire, vedere)?
Ecco confezionata la verità.

(p. 186) "Non sempre però la verità che si costruisce per assecondare il Potere torna ancora comoda a quel potere che, nel frattempo, potrebbe aver cambiato idea".

(p. 188) "Evidentemente Simonini non aveva capito che nel governo sabaudo erano tutti massoni (tranne forse cavour ...)"

(p. 244) "... l'unico modo di controllare una setta eversiva è prenderne il comando, o almeno averne sul nostro libro paga i capi principali

(p. 232) " Immaginarsi come elemento necessario nell'ordine dell'Universo equivale, per noi gente di buone letture, a quello che è la superstizione per gli illetterati. Non si cambia il mondo con le idee".

(p.372) "La caratteristica principale della gente è che è pronta a credere a tutto. D'altra parte, come avrebbe potuto la Chiesa resistere per quasi duemila anni senza la credulità universale?"

(p. 408) "Non vi è nulla di più inedito di ciò che è già stato pubblicato"

(p. 432) Occorre un nemico.
"... chi non ha principi morali si avvolge di solito in una bandiera, e i bastardi si richiamano sempre alla purezza della loro razza".

Il Dio Soldo. L'unico vero protagonista, l'unico motore che anima, dirige, governa l'operato di [alcune] persone.
E' il Dio Soldo a fare davvero la Storia.
Complice e attore quell'altro tratto distintivo della specie umana, che comporta idiozia, ignoranza, stupidità, ignavia, esposizione a sistematici bias, incapacità di analisi, memoria corta. 

Gran romanzo. Del resto, l'autore è immenso.




martedì 11 marzo 2025

SOLEDAD - Maurizio De Giovanni

SOLEDAD - Maurizio De Giovanni
Solitudini.
Sono tempi sempre più bui. Leggi razziali, discriminazione mortale, assassina. 

C'è chi fugge, c'è chi torna.
L'Europa è una trappola mortale, ma ancora questo sembra non essere chiaro.

Una ragazza uccisa in casa propria.
Unica potenziale testimone, la madre immobilizzata a letto, nella stanza accanto.
Il Commissario Ricciardi indaga.

Il commissario Ricciardi, chiuso nel proprio dolore, allietato solo dalla presenza di Marta, una bambina saggia e speciale, non "vede".
Non sarà il dott. Modo ad aprirgli gli occhi, ma il suo superiore, entusiasta sostenitore del Fascismo, entusiasta e convinto, finchè non scoprirà che il Fascismo tradisce, che nessuno è al sicuro, e obbliga a una scelta.

A quanto pare, non abbiamo imparato nulla, dalla Storia.


mercoledì 19 febbraio 2025

CAMINITO - Maurizio De Giovanni

 

Caminito - Maurizio De Giovanni
1939. Un (altro) aprile del Commissario Ricciardi.

Ne "Il Pianto dell'Alba" De Giovanni gioca un tiro crudele a chi legge.

Cinque anni dopo, la vita prosegue, ci sono due giovani, una coppia, morti ammazzati.

Una cantante triste e nostalgica dall'altra parte del mondo. Tutto cambia, ma non la voce di Laura, non i sentimenti.

Una bambina, Marta, porta gioia nei cuori straziati del padre e del nonno.
E' una bambina dotata, è facile innamorarsi di lei. Ha in sè molto della madre che non ha conosciuto.
Giulio Colombo, padre di Enrica e suocero del Commissario Ricciardi, deve cedere la propria attività a la propria vita al genero, per via delle Italiche Leggi Razziali. 

Il dottor Modo, consapevole eppure ingenuo, vede bene ciò che attorno accade, e non si capacita che persone rette, integre e intelligenti non riescano a capire.

(p. 152) "E' il suo mondo, quello che si sta preparando ora. Il suo futuro, il posto in cui dovrà vivere. Sei tu quello che dovrebbe aprire gli occhi. Io di figli non ne ho, potrei fottermene e vivere tranquillo gli anni che mi restano, standomene a guardare quello che sucede e facendomi due risate alle spalle di questi buffoni. Ma stanno accadendo cose brutte, e solo un cieco o un fesso può non accorgersene."

Ricciardi mette alla prova la figlia, vuole sapere se ha ereditato da lui "Il Fatto".

Maione, il gigantesco Brigadiere, rischia di perdere l'ultima figlia acquisita.

Il caso è risolto, chi ha ucciso i ragazzi è ormai noto.
La Giustizia non restituisce la vita a chi è morto, nè a chi sopravvive.

Garzo, il solerte arrivista, riceve una lista.
E, finalmente, capisce.

Tempi bui, che somigliano troppo al presente.

sabato 4 gennaio 2025

TRILOGIA DELLA CITTA' DI K. - Agota Kristof

1986-1988-1991

Il grande Quaderno

La Prova

La Terza Menzogna

Una trilogia terribile e bellissima. Un libro in tre; si divora.
Amandolo, odiandolo. Intuendo, comprendendo, accogliendo stupore, dolore, coraggio, incredulità.

Un gioco, un inganno, una storia vera, una finzione. 

Le vicende di questi due gemelli incredibili.
Il contesto è la seconda Guerra Mondiale.
La Grande Città contrapposta alla Piccola Città. Non luoghi che hanno un sapore conosciuto. 

Violenza, solidarietà, crudeltà.
La prosa è secca, cruda, è una cronaca distaccata che precipita chi legge in ogni avvenimento narrato.

Stupendo, tremendo, necessario.