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giovedì 27 marzo 2025

IL CIMITERO DI PRAGA - Umberto Eco

 

Il Cimitero di Praga - Umberto Eco
Dubiti di tutto, riconosci il luogo in cui abiti. 

Geniale, intricato, complesso, ironico. Stupendo.

Divertentissime le velenose invettive del narratore; lucido e confuso. 

(p. 19) "Chi sono?" 

(p. 29) "Gli uomini non fanno mai il male così completamente ed entusiasticamente come quando lo fanno per convinzione religiosa"

Quanto è Storia e quanto è favola? Umberto Eco gioca con le parole, con i personaggi, con i fatti. Si trastulla, l'erudito, menando per il naso chi lo legge.

(p. 96)1848  "I miei compagni sussurravano anche dell'apparizione di un Manifesto dei Comunisti, sì che a esultare non erano solo gli studenti ma anche i lavoratori, e gli uomini di bassa condizione, tutti convinti che a breve avrebbero impiccato l'ultimo prete con le budella dell'ultimo re".

(p. 100) "A ciascuno il suo complotto"

(p. 138) Credibilità. "Gli agenti di polizia non sono dei letterati e non ce la fanno ad andare al di là di due o tre pagine".

(p. 140) Suffragio universale, unico rimedio contro la Democrazia. 

Possibile che ogni cambiamento sia solo apparente, che non ci sia mai scampo per il popolo, per le persone, per la gente comune?
Possibile che non ci sia speranza?

Una Spedizione dei Mille vera, immaginabile, romanzata, verosibile?
Non importa. 
Eco si diverte, e chi legge si diletta.
Riflettere, però, è automatico.
Complotti - veri o millantati? - e giochi di Palazzo.
Chi decide davvero la direzione in cui ci muoviamo?
Inevitabile pensare al presente. Al potere del Soldo e all'idiozia delle masse, che, non comprendendo la complessità, vedono complotti ove non ce ne sono, cieche e sorde alle reali trame che ci stanno precipitando, "complici e vittime", verso l'abisso.

Simone Simonini, il falsario smemorato, testimone diretto delle imprese dei Mille.

(p. 182) "Cosa conviene scrivere in un resoconto ufficiale? Quanto calcare la mano, quali colori usare? Cosa si vuole leggere (sentire, vedere)?
Ecco confezionata la verità.

(p. 186) "Non sempre però la verità che si costruisce per assecondare il Potere torna ancora comoda a quel potere che, nel frattempo, potrebbe aver cambiato idea".

(p. 188) "Evidentemente Simonini non aveva capito che nel governo sabaudo erano tutti massoni (tranne forse cavour ...)"

(p. 244) "... l'unico modo di controllare una setta eversiva è prenderne il comando, o almeno averne sul nostro libro paga i capi principali" 

(p. 232) " Immaginarsi come elemento necessario nell'ordine dell'Universo equivale, per noi gente di buone letture, a quello che è la superstizione per gli illetterati. Non si cambia il mondo con le idee".

(p.372) "La caratteristica principale della gente è che è pronta a credere a tutto. D'altra parte, come avrebbe potuto la Chiesa resistere per quasi duemila anni senza la credulità universale?"

(p. 408) "Non vi è nulla di più inedito di ciò che è già stato pubblicato"

(p. 432) Occorre un nemico.
"... chi non ha principi morali si avvolge di solito in una bandiera, e i bastardi si richiamano sempre alla purezza della loro razza".

Il Dio Soldo. L'unico vero protagonista, l'unico motore che anima, dirige, governa l'operato di [alcune] persone.
E' il Dio Soldo a fare davvero la Storia.
Complice e attore quell'altro tratto distintivo della specie umana, che comporta idiozia, ignoranza, stupidità, ignavia, esposizione a sistematici bias, incapacità di analisi, memoria corta. 

Gran romanzo. Del resto, l'autore è immenso.




domenica 6 settembre 2020

IL FASCISMO ETERNO - Umberto Eco

https://incamminoconunlibro.blogspot.com/ Poche pagine, righe rade.

L'incipit, un programma: "Nel 1942, all'età di dieci anni, vinsi il primo premio ai Ludi Juveniles (un concorso a libera partecipazione coatta per giovani fascisti italiani - vale a dire, per tutti i giovani italiani)." 

Leggerissima descrizione del clima fascista. Scanzonata e allegra, dà conto del clima in modo efficace, se la storia si è studiata. Altrimenti, l'atmosfera rischia di passare inosservata. Per ora. 

"...libertà di parola significa libertà dalla retorica" (p.13).

"Vidi le prime fotografie dell'Olocausto, e ne compresi così il significato prima di conoscere la parola. Mi resi conto da che cosa eravamo stati liberati" (p. 15)

"In Italia c'è oggi qualcuno che dice che il mito della Resistenza era una bugia comunista. E' vero che I comunisti hanno sfruttato la Resistenza come una proprietà personale, dal momento che vi ebbero un ruolo primario; ma io ricordo partigiani con fazzoletti di diversi colori." (p.16)

"Mussolini non aveva nessuna filosofia: aveva solo retorica" (p.22)

"Il fascismo era un totalitarismo fuzzy. Il fascismo non era una ideologia monolitica, ma piuttosto un collage di diverse idee politiche e filosofiche, un alveare di contraddizioni. [...] Il partito fascista era nato proclamando il suo nuovo ordine rivoluzionario ma era finanziato dai proprietari terrieri più conservatori, che si aspettavano una controrivoluzione." (p.26)

Potente e incisivo questo piccolo scritto. Da D'Annunzio, poeta nazionale che in Germania sarebbe stato giustiziato piuttosto che acclamato, alla cultura, talmente ignorata da permettere la crescita dei futuri Partigiani all'interno delle associazioni fasciste, "non tanto perché gli uomini di partito fossero tolleranti, quanto perché pochi di loro possedevano gli strumenti intellettuali per controllarle" (p. 29), alla Neolingua di Orwelliano conio ("Tutti i testi scolastici nazisti o fascisti si basavano su un lessico povero e su una sintassi elementare, al fine di limitare gli strumenti per il ragionamento complesso" - p- 47)

Corso e ricorsi storici. Inutile evidenziare analogie; chi comprende già sa, chi non vuol sentire resta sordo.
 
Potente piccolo discorso di Eco, scrittura incisiva, modi informali, messaggio importante. 




lunedì 11 dicembre 2017

LA MISTERIOSA FIAMMA DELLA REGINA LOANA - Umberto Eco

Un viaggio nei labirinti della memoria. Della propria autobiografia, che si svela a suon di citazioni e associazioni e riflessioni.

Una memoria di carta.

Romanzo bellissimo, ironico e divertente, di spessore, intriso di conoscenza e riflessioni argute.
Piacevolissima la lettura, perfetta l'alternanza di momenti leggeri e tratti più lenti.
Citazioni e riferimenti gustosissimi. 
Memoria personale e memoria storica si intrecciano. La prima non può prescindere dalla seconda.
Nebbia che sfuma contorni ed appiattisce immagini.

Gustoso il contrasto tra la propaganda fascista e l'irrivefente sottofondo di canzonette. L'accostamento tra le descrizioni distorte di un Duce perfetto e l'incedere di Bombolo, o di Pippo (che non sa che quando passa ride tutta la città). 

Sempre mirabile Eco, in grado di alleggerire in modo scanzonato forma e contenuti di indubbio spessore.

Peccato per questa scellerata edizione con errore di impaginazione (mancano le pagine da 241 a 264, sostituite dalla ripetizione delle pagine 193-216, imperdonabile). 


E infine, Οί νόστοι.
Coscienza e incoscienza, vita e morte, sogno, realtà. 
Ricordi e amnesie.
Rimembranze, oblio.

E Dio, Dio che non esiste, Dio che è fascista, Dio che è una iena.
Educazione religiosa contrapposta alla logica, al sapere, al pensiero libero.
"Se Dio è cattivo, cerchiamo almeno di essere buoni noi, di perdonarci a vicenda, di non farci del male, di curare gli ammalati, e di non vendicarci delle offese. Aiutiamoci tra noi visto che quello non ci aiuta. Capisci come è stata grande l'idea di Gesù? E chissà come si è irritato Dio. Gesù è stato l'unico vero nemico di Dio, altro che il diavolo. Gesù è l'unico amico di noi poveri cristi."

"Tu potresti dirmi: ma perché mi hai buttato giù, che stavo tanto bene qui? E io ti rispondo: per provare che sei bravo. Bello scherzo. Tu non volevi provare di essere bravo, ti contentavi se non cadevi."

"Ma le stelle, la via lattea e il sole non sanno di dover morire, e quindi non se la prendono."

La vita che torna in forma di ricordo. Ricostruzione o rievocazione di un passato che costruisce il presente. 

Vivere è un atto eroico. E poi ...  

E infine ... 





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venerdì 13 novembre 2015

NUMERO ZERO - Umberto Eco

La fantasia supera la realtà. E la realtà supera la fantasia. Un bel dilemma. 
Finzione o cronaca? Romanzo o dossier?

Scorrevolissimo, intrigante. 
La redazione di un non-giornale. Lezioni di non-giornalismo. O forse, più propriamente, di ciò che nella pratica il giornalismo è davvero.

Un giornale nuovo, che non vuole davvero essere pubblicato. Esecizi di stile e di ricatto.
Un pubblico bue, ignorante, smemorato, disattento. Una parodia di sé stesso. O forse piuttosto un ritratto perfettamente somigliante. 
Editori, lobby, circoli chiusi. 
Eco fa sorridere, preoccupare, arrabbiare. E si legge con piacere. 

"Viviamo nella menzogna e, se sai che ti mentono, devi vivere nel sospetto. Io sospetto, sospetto sempre"

"Avevo perduto ogni certezza, salvo la sicurezza che c'è sempre qualcuno alle nostre spalle che ci inganna."

Mirabile la lezione di "risposta ad una smentita". Tale preciso Smentuccia potrebbe scrivere al giornale  per smentire una notizia che lo riguarda, ed il giornalista Aleteo Verità smentisce la smentita. Divertente, se non fosse specchio della realtà. 
"L'insinuazione efficace è quella che riferisce fatti di per sé privi di valore, ancorché non smentibili perché veri"

La Stampa al servzio del potere. Un Potere che non sempre è facile riconoscere. Verità costruita, insinuata, inventata. 
Un complotto infinito.
Fatti realmente accaduti, notizie realmente lette e sentite, qualche incongruenza sulle date e cronologia creativa, ma non importa, l'obiettivo è un altro. 
Dati e fatti mescolati ad invenzioni, illazioni, supposizioni, costruzioni. Verosimiglianza che potrebbe essere verità. Oppure no. 

Un bel romanzo, una lettura piacevolissima. 
Che lascia il solito amaro sapore, il sospetto che una speranza non ci sia. Frustrante. 
Ma ne consiglio la lettura. Del resto Umberto Eco, tagliente e sornione, sa giocare in modo mirabile con le parole. Ne vale la pena.