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venerdì 15 novembre 2024

I SOMMERSI E I SALVATI - Primo Levi

 

"E' AVVENUTO, QUINDI PUO' ACCADERE DI NUOVO" (p. 157)

Nella prefazione Tzvetan Todorov punta il dito contro le persecuzioni che Israele pone in atto nei confronti del Popolo Palestinese.
Oggi stiamo inermi e incapaci di prendere posizione contro quello che sì, è diventato un genocidio. 

Colpevoli, nella nostra indifferenza.
Perché il male è banale. (VIII - prefazione). 

Una lucida analisi della natura umana; dell'unicum costituito dai lager nazisti.
Come si comporta l'essere umano in condizioni disumane?
C'è qualcuno che si salva?
C'è una zona grigia in ogni situazione.

"Ogni vittima è da piangere, ed ogni reduce è da aiutare e commiserare, ma non tutti i loro comportamenti sono da proporre ad esempio. L'interno dei Lager era un microcosmo intricato e stratificato; ..." (p. 10)

"La memoria è uno strumento meraviglioso ma fallace." (p.13)

" ... è difficile difendersi da un colpo a cui non si è preparati." (p. 26)

"Il privilegio, per definizione, difende e protegge il privilegio." (p. 28)

"E' compito dell'uomo giusto fare guerra ad ogni privilegio non meritato, ma non si deve dimenticare che questa è una guerra senza fine. Dove esiste un potere esercitato da pochi, o da uno solo, contro i molti, il privilegio nasce e prolifera, anche contro il volere del potere stesso; ma è normale che il potere, invece, lo tolleri o lo incoraggi." (p. 29)

"... quanto più dura è l'oppressione, tanto più è diffusa tra gli oppressi la disponibilità a collaborare col potere." (p.30)

Questo è un libro fondamentale. Un'analisi disincantata che - ahinoi - appare attualissima.
Quel "dopo" narrato, sviscerato, descritto, analizzato, assomigila molto a questo nostro "prima"; un prima che non vogliamo riconoscere. 

Chissà se un giorno qualcuno potrà chiederci "perchè non siete fuggiti prima?", o se questa volta l'annientamento avrà successo?

"La colpa vera, collettiva, generale, [...] è stata quella di non avere avuto il coraggio di parlare". (p. 144)


mercoledì 22 maggio 2024

L'INFERNO E' UNA BUONA MEMORIA - Michela Murgia

 

Subito dopo aver letto Le Nebbie di Avalon, il tuffo nella narrazione che ne fa Michela Murgia è tonificante.
Interessante meta-lettura. 

Spietata, tagliente, ironica e lucidissima, Murgia riassume mirabilmente la storia in poche pagine, riuscendo a condirla di gustosi e speziati commenti.

Vale la pena immergersi nelle umide Nebbie di Avalon, per poi apprezzarne il fresco resoconto di Murgia, che apre scenari e spalanca sorrisi.
Con la disarmante semplicità di un linguaggio diretto e ricchiessimo spiega a chi legge qualcosa che forse dovrebbe essere già assodato, ed evidentemente non lo è.

La disparità di potere tra i sessi, e come questa venga accolta, rinforzata, difesa bovinamente anche da chi ne è vittima. 

La lettura di Murgia sulle tre ragazze perno del romanzo di Zimmer Bradley è decisamente intrigante.
La descrizione di Ginevra (Gwenhwyfar) è impietosa e coerente. 

Scrive benissimo, Murgia, e pensa in maniera intelligente e acuta.
Molto raccomandato questo suo brevissimo libro, così come le (meno brevi) letture che ci suggerisce. 

Le Nebbie di Avalon - Parte Prima

Le Nebbie di Avalon - Parte Seconda

lunedì 1 aprile 2024

LIBERIAMOCI DEL PATRIARCATO - Micromega, AA.VV

https://incamminoconunlibro.blogspot.com/
Micromega. Non è un romanzo, non è un saggio. E' un'interessante rivista che si legge come un libro, che si apprezza come un saggio. 

I termini, le parole, seguono una loro legge, oscillano come le mode.
Patriarcato è un costrutto complesso, che abbraccia discipline diverse, che richiede competenze differenziate, che necessita del nostro interesse.

Eva Cantarella, un nome noto a chi ha frequentato studi classici, ci racconta che "la misoginia nasce in Grecia"; ci parla di Tomiri e di Artemisia, e poi dell'invenzione di Pandora. E il primo agghiacciante femminicidio di una "strega", l'assassinio di una donna colta, brillante, preparata, la medica scienziata Ipazia.

Francesco Remotti, Paola Sacchi e Pier Paolo Viazzo ci propongono una carrellata di patriarcati vecchi e nuovi, in chiave antropologica. 

Giuliana Sgrena ci racconta impropriamente che "Dio è contro le donne", ma correttamente intende che gli uomini sono contro le donne, e usano le Religioni per non cambiare visioni e pratiche misogine. 

Ingrid Colanicchia ci racconta il Patriarcato in Italia, dall'inizio del Novecento, con le grandi conquiste, innegabili, e la strada lunga e tortuosa che ci attende; il Gender Gap, che forse sarà chiuso tra un secolo e mezzo.

Federica D'Alessio sottolinea che manca una prospettiva alternativa, un modello diverso, una strada per andare oltre il Patriarcato.
Ci ricorda le leggi approvate per garantire un'apparente "parità" genitoriale, ma che in realtà portano al ripristino della figura del Pater Familiae; ci descrive la vittimizzazione secondaria, la violenza istituzionale di uno Stato che impedisce alle vittime di violenza domestica di "proseguire la propria vita lasciandosi alle spalle la frequentazione con un ex marito o partner violento". "... senza considerare che - come insegnano le statistiche - la volontà di separarsi di una donna è uno dei principali fattori scatenanti la violenza maschile, che può sfociare nel femminicidio o nel figlicidio per vendetta."

Le parole contano. Le parole raccontano. Le parole significano.
Cristiana De Santis ci propone la sua tavola rotonda che rotonda non è, riferendosi ai fondamenti della disciplina linguistica.

Giuliana Giusti ci porta a riflettere sul cosiddetto "linguaggio inclusivo". Lo è davvero? Cosa intendiamo per linguaggio? E per "inclusivo"?
Cosa caratterizza il maschile non marcato, il maschile di prestigio, e le recenti istanze di creazione di una diversa morfologia di genere? Cosa rappresentano queste istanze? Quali i presupposti? Quali gli effetti? E quale la competenza linguistica necessaria per comprendere, utilizzare, padroneggiare il linguaggio?
"La strada verso la demaschilizzazione della lingua, parallela a quella di demaschilizzazione dei valori sociali, è ancora lunga e la conoscenza delle strutture del linguaggio e dei meccanismi cognitivi è un punto di partenza da cui non si può prescindere." (p. 70)

Federico Zappino propone una lettura sfaccettata del rapporto tra linguaggio e realtà. Importante.

Iole Natoli ci ricorda che il cognome di nostra madre non fa parte del nostro nome. La Madre, falsamente celebrata, è in realtà cancellata. La donna è cancellata anche quando si parla di Diritti dell'Uomo anzichè definirli, in modo non monco e corretto Diritti Umani.
Il personale è politico, e Iole Natoli ci racconta la sua lotta politica personale. D'altri tempi, e così attuale. 

Paola di Nicola Travaglini evidenzia nelle sentenze "un linguaggio che sistematicamente attinge agli stereotipi e ai pregiudizi anzichè ai fatti".

Un numero interessante e importante, che dovrebbe essere letto per intero.
Spunto per ulteriori approfondimenti, per ulteriori ricerche bibliografiche, per uno studio disincantato e scientifico del contesto patriarcale in cui stiamo in immersione fin dal concepimento. 

Liberarsi dal patriarcato fa bene a tutte e tutti.



martedì 4 aprile 2023

UN ANTROPOLOGO SU MARTE - Oliver Sacks

 

In Cammino con un Libro  - Ex Libris Libertas

Affascinante, Oliver Sacks.

Neurologo, docente di neurologia e psichiatria, studioso interessato e attento alla persona. 

Calato nel proprio tempo (Londra, 1933 - New York, 2015), osserva i casi clinici nella loro interezza, con sguardo indagatore e curioso, non giudicante. 

Ogni racconto comprende teorie, scoperte, riferimenti a un corpus d'indagine scientifica, e una narrazione personale.
La propria, in quanto Sacks conosce le persone, parla con loro, le ascolta, percorre assieme a loro qualche tratto; quella dei soggetti, quando possono narrare la propria condizione.

Sette racconti, sette casi clinici, innumerevoli interrogativi, molte scoperte e ben poche "risposte".


1. Il pittore che non vede i colori, a 65 anni si trova in un mondo che non è soltanto in bianco e nero.
La capacità rappresentativa, il mestiere, l'occhio allenato, fanno di lui un interlocutore interessante e ricco.
Un viaggio nel mondo cromatico, e delle modalità non del tutto note con le quali "conosciamo" il nostro mondo a colori. 

2. Un giovane imprigionato nel passato, a causa di una patologia importante; il suo stato scambiato per "pace interiore" dai membri della setta di cui fa parte, l'intervento tardivo, la sua condizione di vita senza un passato, nell'ora e adesso. 

 3.  Un ottimo chirurgo affetto dalla sindrome di Tourette; aneddoti gustosi e divertenti all'apparenza, che descrivono la vita tutt'altro che facile di chi ogni giorno è diverso dagli altri, con doti e possibilità straordinarie. Spassose le descrizioni degli effetti esteriori di una sindrome che condiziona l'intera vita di chi ne è affetto e delle persone con cui viene a contatto.

4. Un uomo cieco cui viene restituita la vista ma, contrariamente a quanto da profani ci si aspetterebbe, viene per questo posto di fronte a inimmaginabili difficoltà che testimoniano come vedere sia una funzione complessa che integra le informazioni sensoriali con un'immensa gamma di nozioni apprese. Senza le quali, si è ciechi-vedenti.

5.  Un altro pittore, italiano emigrato negli USA, che dipinge un solo soggetto, pensa a una sola cosa, parla di un solo argomento. Imprigionato in una vita monotematica che è anche il suo mestiere, la sua arte. E' Franco Magnani, il pittore di Pontito. 

6. Stephen, ragazzo autistico con un impressionante precoce talento per il disegno, che ha la fortuna di incontrare persone che si occupano di lui e ne valorizzano l'opera, grazie alle quali lavora, viaggia, può condurre un'esistenza varia e ricca, a differenza di altre persone che, prive di tale sostegno, vengono semplicemente rinchiuse a vita in strutture per "disabili". 

7. Infine l'autistica biologa e ingegnera Temple Grandin, che vive in autonomia, di lavoro e per il lavoro. Straordinaria mente e personalità, in grado di descrivere la propria condizione autistica. Coinvolgente, appassionante. E' lei l'Antropologa su Marte, la donna capace di entrare in sintonia con gli animali ma di comprendere le persone soltanto parzialmente, mediante uno sforzo cognitivo immenso che le è permesso dalla sua eccezionale mente. 

Cosa rende tale una persona? Si può parlare di persone con una patologia, o la condizione specifica è ciò che rende quella persona ciò che è?

Intrigante e coinvolgente. E' un invito ad approfondire, e fornisce qualche strumento per farlo. Ghiotta la bibliografia, anch'essa narrata.

domenica 29 gennaio 2023

LA TEORIA DEL TUTTO - Stephen Hawking

 In Cammino con un Libro  - Ex Libris LibertasSette lezioni del professor Hawking. 

1. Idee sull'Universo
2. L'Universo in espansione
3. I buchi neri
4. I buchi neri non sono poi così neri
5. L'Origine e il destino dell'Universo
6. La direzione del tempo
7. La teoria del tutto. 

 

Sette lezioni per comprendere che non siamo in grado di capirle. 

Sette interessantissime lezioni scritte con linguaggio semplice, esempi e analogie, condite da accattivante ironia.
Ci ricordano che non solo non dovremmo, ma in qualche modo "non possiamo" smettere di leggere e di studiare.
Le nozioni che abbiamo appreso in passato sono probabilmente già obsolete. Ciò che apprendiamo oggi probabilmente sarà superato domani. Eppure non solo non è inutile, ma soprattutto è necessario orientarsi verso la conoscenza.

Per quanto studiamo, se lo facciamo, non sarà mai sufficiente.
La scienza è entusiassmante, è affascinante, è necessaria, ed è complessa, complicata, difficile, faticosa e frustrante. 

Nondimeno,per quanto semplificata, in modo da raggiungere e farsi parzialmente comprendere dalle persone comuni, non addette ai lavori, rimane una delle più appaganti forme di intrattenimento. 

Illustra le teorie che tentano di descrivere la "realtà" dell'Universo.
Ci spiega chediverse teorie convivono, qualcuna ha vita più breve di altre, qualcuna, prima accantonata, poi torna ad essere presa in considerazione. Ci spiega, soprattutto, che "Non è tuttavia possibile discutere a lungo di fronte a un teorema matematico, e così la tesi per la quale l'universo deve aver avuto un inizio è oggi* generalmente accettata" (p.. 38) [* "oggi" è un momento precedente al 1996]

Ci racconta di infiniti finiti, Hawking, di riconoscimenti e diatribe tra scienziati, ci descrive incertezze, problemi, interrogativi senza risposte. Ci ricorda che una teoria non è un'idea campata per aria.
E' una proposta che viene studiata, analizzata, descritta con modelli matematici, e che rimane eventualmente valida fino a prova contraria. 

Qual è l'origine dell'Universo? Qual è il suo destino?
Qualche risposta e molte domande. 

E un monito per chi ha un'istruzione ma non è specialista.

Purtroppo, o per fortuna, "Ai tempi di Newton, per una persona istruita era ancora possibile conoscere, almeno in linea generale, l'intero ambito del sapere umano. Da allora in poi, però, il ritmo dello sviluppo della scienza ha reso impossibile una simile impresa: le teorie vengono continuamente modificate per tener conto di nuove osservazioni e non c'è quindi tempo  perché vengano debitamente assimilate o semplificate in modo che anche la gente comune possa capirle. Per farlo bisogna essere degli specialisti, e anche in questo caso tutto ciò che si può sperare è di raggiungere una buona comprensione di una piccola parte dell'insieme delle teorie scientifiche." (p.125)

La teoria del tutto, l'unificazione della Fisica.
Obiettivo o desiderio?

Intrigante questo testo divulgativo.

 


martedì 31 maggio 2022

ISTRUZIONI PER DIVENTARE FASCISCI - Michela Murgia

Gioiellino d'ironia dialettica, questo "saggio contro la democrazia" di Michela Murgia. 

Perchè seguire un leader, quando i può attuare la sottomissione a un capo?
Decisioni rapide, economiche, dirette, senza tentennamenti.
Efficienza: non si perde tempo a discutere. 

Brevissimo e denso. 

La tentazione di riprodurlo per intero è grande. 


"La complessità non si deve semplificare, si deve banalizzare" (p.23)

Colpa o responsabilità?

"In democrazia, ogni volta che ti arrivano in mano le conseguenze di un disastro che hai ereditato da chi è venuto prima, devi assumertene il peso come se fossi stato tu a farlo e agire come se toccasse a te risolverlo." (p.78)

Stupendo piccolo libro, che come spesso accade è più probabilmente gradito a chi nel "Fascistometro" che si trova alla fine totalizza i punteggio più bassi.
Attenzione! Totalizzare da 0 a 15 non fa di noi persone "non-fasciste". Ci rende "Aspiranti".
Amari sorrisi, eppure gustosi. 


ENGLISH HUMOUR FOR BEGINNERS - George Mikes

Strepitoso George Mikes.
Bel libro, divertente e interessante. A tratti esilarante, in altri momenti non del tutto scorrevole.

Quando non è comico rimane comunque intrigante. Un saggio in cui Mikes altalena tra serio e faceto. 

L'incipit, travolgente: "ENGLISH HUMOUR resembles the Loch Ness Monster in that both are famous but there is a strong suspicion that neither of them exists. Here the similarity ends; the Loch Ness Monster seems to be a gentle beast and harms no one; English Humour is cruel." (p.3)

Stupendi i piccoli libri "British" di George Mikes.


domenica 29 maggio 2022

LA MENTE PRIGIONIERA - Czeslaw Milosz

 

Incisivo, impegnativo, complesso.
Interessante, importante. 

Le atrocità della guerra e le atrocità in tempo di pace. 

L'ideologia come religione, l'imposizione scientifica di un pensiero unico.. 

La Polonia, stretta e schiacciata tra Nazismo e Stalinismo, annientata.
Strumento nelle mani dei Poteri. 

Le trasformazioni che avvengono nelle persone, il modo in cui queste sono indotte o costrette a comportarsi.

Un crudo spaccato della storia polacca durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale, narrato attraverso gli occhi di un intellettuale. 

La fredda, calcolata, spietata crudeltà della macchina ideologica, e come questa agisce sulle menti e sui corpi delle persone. 

Interessantissime le analisi, sferzanti i racconti. 

Sempre attuali i meccanismi di coercizione ideologica delle masse.
In un'epoca in cui va di moda la "cancel culture", dove le semplificazioni verbali si sostituiscono alle più approfondite analisi, in cui l'illusione di sapere, alimentata da un troppo semplice accesso a ogni tipo di "informazione", toglie spazio alla necessità di conoscere attraverso lo studio e la riflessione e l'approfondimento, ecco che in quest'epoca le tendenze al settarismo, alle spaccature ideologiche fondate su slogan appaiono evidenti.
Solo a chi, naturalmente, uno slogan non basta, solo a chi, è ovvio, le nette dicotomie paiono superficiali e inconsistenti prima ancora che sospette.   

Scritto nel 1953, questo saggio/romanzo/resoconto è davvero un libro important, che non guasta, scorre sotto gli occhi, fa breccia tra emozione e ragione, si legge senza difficoltà. 

Contiene spinte per successive letture e innumerevoli spunti di riflessione e approfondimento. 

"Il nemico allo stato potenziale ci sarà sempre, e amico può essere soltanto chi è d'accordo al cento per cento. Mentre chi lo fa solo al novantanove è già un nemico latente, perché da quell'uno per cento di differenza può spuntare una nuova chiesa". (p.252)

Se il nazismo ha rappresentato il coronamento di un'ideologia, il successo inteso come raggiungimento degli obiettivi, lo stalinismo è il fallimento di quell'ideale per cui nessuna persona dovrebbe lottare per la propria sopravvivenza.
 

Rimane aperto un interrogativo oggi come sempre attuale: può un'utopia essere realizzata?

"E dunque, che cosa è mai in grado di offrirci l'Occidente? La libertà da qualcosa, che è molto ed è poco, perché è molto meno della libertà verso qualcosa". (p.58)


Chi è Alfa, il Moralista? Jerzy Andrejewski

Chi è Beta, l'Amante infelice? Tadeus Borowski

Chi è Gamma, lo schiavo della Storia? Jerzy Putrament

Chi è Delta, il Trovatore? Konstanty Ildefons Galczynski



mercoledì 18 settembre 2019

LEZIONI AMERICANE - Italo Calvino

Istruttivo, scorrevole, piacevole, interessante.
Calvino fa venire voglia di leggere, e fa venire voglia di scrivere. 

Un saggio sulla letteratura, composto di cinque "lezioni". Pur non essendo "leggerissimo", incolla alle sue pagine, trattiene, coinvolge. 

1. Leggerezza
2. Rapidità
3. Esattezza
4. Visibilità
5. Molteplicità

Spunti estremamente stimolanti, citazioni ed analisi di testi già scritti, fluidità di linguaggio e un amore sconfinato per la parola in quanto forma di conoscenza, mezzo attraverso cui so conosce, si impara, ci si diletta. 
Un saggio letterario e filosofico. 

Lettura estremamente interessante. Consigliatissimo.


34 anni fa moriva Calvino, nella notte tra il 18 e il 19 settembre 1985. 
34 anni dopo, le sue parole sono ancora qui. Lui non è più, il suo pensiero rimane, per altri. 

Nota autobiografica.
Per me difficile affrontare questo testo, per ragioni personali, costituite dal peso di una dedica da parte di chi questo libro mi ha regalato, molti anni fa, dimostrando di "non aver capito nulla". 
Ma questa è un'altra storia, che non diventerà letteratura.

domenica 19 maggio 2019

COME SCOPPIO' LA II GUERRA MONDIALE - Palmiro B. Boschesi

Maggio 2019 - ...

"Il Duce - scrive Ciano nel diario - è più che mai covinto della necessità di ritardare il conflitto. Tiene molto a che io provi ai tedeschi, documenti alla mano, che lo scatenare una guerra adesso sarebbe una follia" (p.6). 
Non perché la guerra sia essa stessa una follia, bensì perché Mussolini era consapevole della inadeguata preparazione bellica. 
"Prima di lasciarmi, comanda ancora ch'io faccia presente ai tedeschi che bisogna evitare il conflitto con la Polonia, perché ormai è impossibile localizzarlo e una guerra generale sarebbe per tutti disastrosa" (p.6)

"Torno a Roma disgustato della Germania, dei suoi Capi, del loro modo d'agire. Ci hanno ingannato e mentito. E oggi stanno per tirarci in un'avventura che non abbiamo voluta e che può compromettere il Regime e il paese" (p.22)

Un vecchio testo, una monografia sullo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Uno di quei testi che giacciono su uno scaffale per decenni, in attesa di essere presi in mano, consultati se non letti, e che improvvisamente assumono carattere di attualità.




Arnoldo Mondadori Editore, 1974.

domenica 6 maggio 2018

IL CAPITALE - Karl Marx

IL CAPITALE - Karl Marx
5 maggio 1818 - 14 maggio 1883

Opera molto conosciuta e citata, non altrettanto letta, probabilmente.
E' un saggio, un'opera monumentale, un vero e proprio mattone. 
E anche un pilastro. 

Scive Eugenio Sbardella in prefazione, nell'aprile 2015: " ... immarcescibile punto di riferimento delle domande sul nostro esistere attuale, almeno per ora, almeno fino a quando rimarranno, seppur profondamente mutate, le condizioni storiche che un secolo e mezzo fa portarno alla sua creazione."

E ancora: ""Marx è morto! No, non prendiamoci in giro, sono morti i modelli imperfetti che pretendevano di rifarsi alle sue teorie e che avevano spaccato il mondo a metà portandolo sull'orlo della catastrofe. Spartiacque, il crollo del muro di Berlino, sulle cui rovine si sono accumulate le macerie immense di un "impero" improvvisamente rivelatosi di carta velina. Marx però non è rimasto sepolto sotto di esse, come hanno strombazzato al vento i suoi nemici di sempre, e noi oggi, in questa società malata, più che mai abbiamo bisogno di lui."

Continua Sbardella: "Eppure un elemento assoluto esiste nella speculazione di Marx: una società senza classi, quella méta ultima che giustificava alla sua epoca la violenza della classe dei diseredati, degli sfruttati e di chi non aveva nemmeno quel "privilegio", contro la classe dei ricchi. Un'utopia, vero? [...] E invece l'utopia conta, ribadiamo noi, è la méta che dà un colore e un senso al nostro sforzo per immaginare un uomo nuovo e un mondo migliore, basta non confonderla coi miti e coi credi."

E' l'inizio, e non la fine di una lettura, questa volta. 
Un mattone in tutti i sensi. Corposo e voluminoso il tomo, non sempre scorrevole la lettura, complicati e complessi gli argomenti trattati. 

Non è un sunto, non può esserlo da parte mia. E' un invito alla lettura, o quanto meno alla periodica consultazione di questa pietra miliare.
Un'utopia non può essere realizzata, ma l'analisi dei fenomeni che governano il Mondo non è mai inutile. E chissà che un giorno queste analisi non tornino di moda?
 
 


 

venerdì 15 dicembre 2017

PERCHE' NON SONO CRISTIANO - Bertrand Russel

In un'epoca che millanta di essere moderna ma in cui tornano di moda le guerre di religione, è consigliatissima la lettura di pensatori liberi e illuminati come Russel.
Saggio antologico che raccoglie brani scritti nei primi decenni del 1900, e che propone una serie di argomentazioni solide a favore di un logico, illuminato, intelligente ateismo (Russel si dichiara agnostico, non ateo).

Secondo Bertrand Russel, le religioni non sono solamente false, ma sono soprattutto dannose.
Ripercorrendo e guardando con occhio critico (o semplicemente attento) ai giorni nostri, non si potrebbe fare altro che dare ragion al filosofo, matematico, premio Nobel per la letteratura. Eppure ...

"I tre impulsi umani alla base della religione sono dunque: paura, presunzione e odio" (p. 42)

"I difensori della morale tradizionale sono raramente persone di cuore." (p. 60)

"Il bambino, in generale, ha l'abitudine di pensare; uno degli scopi degli attuali sistemi educativi è di combattere questa abitudine." (p. 61)

Un'analisi disincantata e lucidissima di questo illuminato e luminoso pensatore, nato nel 1872 eppure così moderno. Pensiero attualissimo, di cui c'è un gran bisogno, perchè dai primi decenni del 1900 ad oggi molte cose sono cambiate, ma troppe sono rimaste com'erano, altre stanno regredendo, pericolosamente.

"Il futuro, emotivamente parlando, è più importante del passato, e anche del presente." (p. 83)

"Possiamo trovare il filosofare un modo piacevole per trascorrere le mattinate, e il conforto che ce ne deriva può, in casi estremi, essere paragonato a quello che si trova nel bere, un modo piacevole per passare le serate." (p. 86)

Riassumere questa raccolta di camei è impresa ardua, perchè le argomentazioni sono gustose e interessanti e articolate; andrebbero quindi lette per intero. 

" ... la connessione tra religione e morale meriterebbe un imparziale studio geografico" (p. 94)

" [...] La nudità offende le persone per bene e così la verità. [...] 
[...] Lo stesso tipo di falsità pervade la politica, a causa della ipocrita sensibilità della gente simpatica. [...]" (p. 116)

"Così la forza della stupidità in basso e l'amore del potere in alto paralizzano gli sforzi del libero pensiero." (p. 141)

"La morale non è strettamente legata alla religione come pretendono le persone religiose. Direi, anzi, che certe fondamentali virtù si riscontrano più facilmente fra coloro che rifiutano i dogmi religiosi che fra coloro che li accettano. Questo si può dire specialmente per la virtù della sincerità o integrità intellettuale. Per integrità intellettuale intendo la consuetudine di risolvere le questioni più dibattute alla luce dell'evidenza, o di lasciarle insolute se l'evidenza non ci soccorre [...]" (p. 170)

"Quando due uomini di scienza non si trovano d'accordo, non invocano il potere civile; attendono che ulteriori acquisizioni scientifiche decidano la vertenza, perchè entrambi si riconoscono fallibili. Quando invece un contrasto avviene tra due teologi, non essendovi alcun criterio al quale uno dei due possa appellarsi, non restano che l'odio reciproco e un appello, più o meno palese, alla forza." (p. 174)

I punti di vista di chi pensa liberamente, basandosi sulla conoscenza, possono essere superati. Devono esserlo, perché (anche) su questo si fonda il progresso.
I dogmi invece rimangono per definizione immutati, salvo modifiche utilitaristiche, strumentali a preservare lo status quo, a dispetto delle evidenze.

"Per me, le virtù importanti sono la BONTA' e l' INTELLIGENZA" (p. 179)

Meraviglioso Russel.
Lettura che andrebbe prescritta, alla stregua di un farmaco, contro superstizione e ignoranza, più ancora che consigliata per trascorrere alcune ore deliziose in compagnia di una mente interessante e stimolante. 

Bellissimo saggio, piacevole lettura, riflessioni interessanti, di spessore notevole, e condivisibilissime. 


venerdì 7 luglio 2017

PENULTIME NOTIZIE CIRCA IESHU/GESU' - Erri De Luca

Erri De Luca, né ateo né credente, offre una riflessione dietro l'altra, una riflessione dentro l'altra, nel raccontare la favola di quel Gesù che è umano, generoso, altruista, vivo, e probabilmente comunista. 

Fra traduzioni (dell'autore) e metafore, De Luca racconta la storia di un personaggio antico, vero e inventato, descritto e mitizzato, narrato e romanzato, che è storia attuale.

Una narrazione etimologica oltre che figurativa. 
Un libro di piacevole lettura, stimolante nella forma e nei contenuti. 

"Nascesse oggi, sarebbe in una barca di immigrati, gettato a mare insieme alla madre in vista delle coste di Puglia o di Calabria. Forse continua a nascere così, senza sopravvivere, e il venticinque dicembre è solo il più celebre dei suoi compleanni".

"Forse per questo gli alpinisti si infilano nel vicolo cieco di una cima. Anche se da lì si affaccia la più ampia vista, la cima è un vicolo cieco, sbarrato, da dove non si può proseguire oltre e si deve tornare". 

"Qui per compagno si intende il vicino, anzi il prossimo che è superlativo di vicino, cioè il più vicino a te"

"Amare l'altro non più di sè stessi, ma come. Non si deve esagerare con l'entusiasmo, non si deve guastare il meccanismo sano dell'amore per il prossimo, che poi ricade sopra sè stessi. La persona è importante, non deve annullarsi per l'altro e per l'altrui. Deve tenerli in pari, l'amore per il prossimo e quello per sé stessi"

Il Paradiso di De Luca è terra,  sudore, finiti confini. 
"Non è beatitudine, è sudore. Non è pace, ma lotta contro le avversità". 
"I Santi annoiano."



sabato 17 settembre 2016

LA BANALITA' DEL MALE - Hannah Arendt

Lucido e razionale il resoconto di Hannah Arendt del processo ad Eichmann a Gerusalemme.
Non si tratta di un processo ordinario, non ha nulla di "normale".
Appare evidente che non si tratta del processo ad una persona che si è resa complice di un crimine orrendo, una vera e propria carneficina, ma è il processo a un'idea astratta, l'antisemitismo. 

Evidenzia irregolarità, stranezze, superficialità, anomalie sia nella lettura dei documenti che nell'ascolto dei testimoni. Sottolinea presenze e assenze.

Testimonianza apparentemente fredda e molto articolata, quella di Arendt. Agghiacciante la semplicità nel racconto di fatti impensabili eppure accaduti. 
Un saggio estremamente interessante, per comprendere il passato e una buona parte dell'attuale presente.

Quando l'attenzione in un processo si sposta dal particolare all'astratto, dai fatti concreti alle ideologie, dai crimini commessi al desiderio di riscatto che assomiglia alla vendetta, il risultato è scadente.
Un pessimo processo, nessuna analisi costruttiva le cui conclusioni possano sostituire le basi per un cambiamento di rotta. 
L'antisemitismo è protagonista, non il valore della vita umana. 

Dalle leggi razziali, l'imposizione della croce gialla, primo passo apparentemente innocuo ma che in sé segnava il destino di coloro che la portavano, alla "soluzione finale", lo sterminio di tutti gli ebrei, sembra esista una distanza incolmabile.
I fatti dimostrano che è breve, brevissimo, il tratto che separa la discriminazione dalla violenza più atroce.

"Perché non vi ribellaste?"
[...]
"Ma la verità vera era che sia sul piano locale che su quello internazionale c'erano state comunità ebraiche, partiti ebraici, organizzazioni assistenziali. Ovunque c'erano ebrei, c'erano stati capi ebraici riconosciuti e questi capi, quasi senza eccezioni, avevano collaborato con i nazisti, in un modo o nell'altro, per una ragione o per l'altra. La verità vera era che se il popolo ebraico fosse stato realmente disorganizzato e senza capi, dappertutto ci sarebbe stato caos e disperazione, ma le vittime non sarebbero state quasi sei milioni".

"Ché la lezione di quegli episodi è semplice e alla portata di tutti. Sul piano politico, essi insegnano che sotto il terrore la maggioranza di sottomette, ma qualcuno no, così come la soluzione finale insegna che certe cose potevano accadere in quasi tutti in paesi, ma non accaddero in tutti. Sul piano umano, insegnano che se una cosa si può ragionevolmente pretendere, questa è che sul nostro pianete resti un posto ove sia possibile l'umana convivenza".

Dichiara tra l'altro Eichmann che "I giudici non l'avevano capito: lui non aveva mai odiato gli ebrei, non aveva mai voluto lo sterminio di esseri umani. La sua colpa veniva dall'obbedienza, che è sempre stata esaltata come una virtù. Di questa virtù i capi nazisti avevano abusato, ma lui non aveva mai fatto parte della cricca al potere ..."

Ogni guerra è criminale.
"La verità è infatti che alla fine della seconda guerra mondiale tutti sapevano che i progressi tecnici compiuti nella fabbricazione delle arimi rendevano ormai "criminale" qualsiasi guerra. Proprio la distinzione tra soldati e civili, tra esercito e popolazione, tra obiettivi militari e città aperte, su cui si fondavano le definizioni che dei crimini di guerra aveva dato la convenzione dell'Aja, proprio quella distinzione era ormai antiquata".

venerdì 1 aprile 2016

PENSARE L'ISLAM - Michel Onfray

Riflessioni approfondite e critiche, espresse da un pensatore che ha letto i tre libri "Sacri" cui si riferiscono i tre monoteismi.

Una lucida spiegazione che da conto di quanto sta accadendo, quali sono le origini degli attentati terroristici in Francia, e che dovrebbe indurre a riflettere sulle responsabilità e sulle possibili azioni-soluzioni per scongiurare (o meglio interrompere, terminare) una guerra (che è già in atto).

Atti terroristici o azioni di guerra? Chi risponde agli attacchi di chi? E come mai il mondo islamico sta (ora sì) minacciando il mondo occidentale (ebreo-cristiano). Una guerra di religioni?
Non esattamente, ma non è possibile prescindere da questo aspetto.

Onfray è un ateo che conosce le religioni meglio della stragrande maggioranza dei "credenti". 
E con lucidità e logica taglienti e dirette smaschera le contraddizioni contenute in tutti i testi sacri, dai quali secondo lui (ed è convincente!) non possiamo prescindere per comprendere ciò che sta succedendo, e le contraddizioni, la stupidità manifesta, l'incapacità della politica di far fronte ai problemi in modo concreto.

Un saggio che si legge d'un fiato, in poche ore.

"Il popolo è morto, sostituito da una plebaglia fabbricata dai mass media"
"... le folle non pensano, non riflettono, non analizzano, semplicemente si aggregano e camminano come un sul uomo dietro gli slogan. "Je suis Charlie" è uno slogan che ha impedito alla gente di pensare ... "

Ci ricorda, Onfray, che "Fino a quando non siamo stati noi ad aggredirli, nel 1991, i popoli dell'Iraq non ci minacciavano assolutamente. In compenso, i presidenti che si sono succeduti negli Stati Uniti avevano bisogno di trasformarli in nemici pericolosi per la sicurezza nazionale in modo da smaltire sul mercato le proprie armi"

Non è possibile ignorare il fatto che lo stato Islamico, che è Stato ed è Islamico, sta rispondendo ad una guerra dichiarata più di 25 anni fa dall' "Occidente". Non è possibile ignorare il fatto che siamo in guerra.

"Mi oppongo a qualsiasi politica di espulsione, per quanto omeopatica o mediatica. [...]
Occorre invece venire a patti con il reale. E il reale è rappresentato dai milioni di musulmani che vivono in Francia. Se vogliamo essere ideologici in materia di laicità, non dobbiamo far altro che recitare il catechismo: non si finanzia nessun culto. Il risultato di una simile presa di posizione darà che i culti verranno sponsorizzati da Paesi stranieri, che hanno tutto l'interessa afare dell'Islam una religione che combatte l'Occidente."

Interessanti, fondate, le argomentazioni di Onfray hanno spessore, derivano dallo studio approfondito di testi, dall'abitudine a pensare, dall'esercizio della logica, dalle analisi di testi e della realtà.

"La compassione impedisce spesso di pensare; pensare invece non impedisce mai di provare compassione."

"Solo uno stupido ha bisogno di veder combattere una guerra per capire che sarebbe meglio fare di tutto per non doverla combattere"

"Pensare diventa complicato quando le parole non hanno più significato"

"Quello che facciamo non viene mai compreso, ma solo lodato o biasimato" (Nietzsche)

Un libro per tutti, scorrevole, chiaro. Un'invettiva contro la stupidità, l'ignoranza, la morte del pensiero.
Questo sguardo obiettivo e ragionato su una realtà osservata e studiata induce a riflettere, fa venire voglia di approfondire.



domenica 3 gennaio 2016

LA BUONA LOGICA - Paolo Legrenzi, Armando Massarenti

Un saggio divulgativo che contiene alcuni spunti interessanti, qualche "esercizio" di logica, alcuni suggerimenti teorici. 

Non è un testo di logica, non è un "libro dei giochi".

Un accenno al sillogismo, un accenno alla "fallacia logica", qualche esempio pratico quotidiano, alcuni riferimenti ai test per l'accesso alle università, o nelle selezioni per un posto di lavoro. 

Estremamente semplice, o meglio semplificato, può essere interessante per chi non si sia mai posto il problema di analizzare un'argomentazione in modo logico, e non solo "a sentimento", lasciandosi trascinare dall'emozione prevalente. 

" ... dissidio tra la comprensione dell'oggetto e ciò che la maggior pare degli uomini vuole vedere"

Interessante per chi volesse chiedersi per la prima volta che differenza c'è tra un'argomentazione (logica) ed un litigio fine a sé stesso. O volesse tentare di guidare il proprio pensiero a prendere in considerazione fatti e non opinione.

Per chi volesse imparare a pensare con la propria testa, in modo critico ed intelligente, una piccola guida alla logica. Ovvero al ragionamento. Alcune regole che possono (dovrebbero) essere applicate nella vita quotidiana.

Leggero, breve, divertente. 
Non è un testo per "addetti ai lavori", non è un testo per chi con la logica formale ed il sillogismo abbia già dimestichezza. 

 

domenica 27 dicembre 2015

LE CINQUE EQUAZIONI CHE HANNO CAMBIATO IL MONDO - Michael Guillen

Non è proprio un romanzo, e l'argomento può sembrare ostico, finché non si apre questo libro e non ci si immerge nei suoi contenuti.

Interessante. Non pesante, avvincente, persino divertente.

"Contrariamente alla convinzione generale, l'essere vivi è un fatto innaturale; in effetti, qualsiasi forma di vita esiste nonostante la più fondamentale legge dell'universo e non in conformità ad essa." 

Newton, Bernoulli, Faraday, Clausius, Einstein.
Il racconto stringato e scorrevole di porzioni di vita, e di come questi scienziati abbiano superato le avversità per salire sulle spalle di giganti e regalare conoscenza, che si traduce in applicazioni pratiche, quotidiane.

Dalla legge gravitazionale, "quella forza che ci ha sempre permesso di restare con i piedi a terra", alla dinamica dei fluidi, che tra l'altro ci ha permesso di staccare i piedi da terra, attraverso la produzione di elettricità dal magnetismo, illuminante!, verso il principio della conservazione dell'energia, e, ahinoi, l'entropia dell'universo,  fino alla teoria della reliatività, ad un Universo basato su un'illusione ottica di dimensioni cosmiche,è intrigante percorrere frammenti di storia carichi di interrogativi, tentativi, esperimenti, riflessioni, risposte, rielaborazioni. E conoscere persone che non si sono accontentate di obbedire e di accettare dogmi e credenze, ma hanno seguito la propria curiosità per comprendere.

"Ma Platone non aveva previsto che, nel tentativo di liberarci dalle nostre paure, la scienza ci avrebbe liberato anche dai nostri dei."

"[...] per tutto il XVII secolo gli italiani - da Galileo Galilei a Evangelista Torricelli a Domenico Guglielmini - studiarono i fluidi meglio di qualunque altro popolo"
La scienza abbandonò l'Italia dopo la morte di Galileo, costretto dall' Inquisizione a rinnegare le proprie scoperte. 

"Nei primi anni di vita ero un individuo  con un'immaginazione molto fervida, capace di credere alle Mille e una notte né più né meno che all'Encyclopeaedia Britannica" [...] " . [Faraday]

"Tutto sommato, i pregiudizi erano più difficili da tollerare delle esplosioni chimiche".

Ciò che sembra comune buon senso spesso viene smascherato dalla scienza come comune insensatezza.

"Gli scienziati non erano poi troppo uniti [...], ma se non altro combattevano le loro battaglie a colpi di parole e cifre, e non con i coltelli e le pallottole".

Sul darwinismo sociale: "Anche se gli scienziati, compreso lo stesso Darwin, condannarono questa perversione di una teoria legittima, per gli imprenditori senza scrupoli dell'era industriale essa divenne una comoda giustificazione dello sfruttamento della povera gente".

Filosofia e scienza. E religione. Matrimoni per amore ed interesse, e separazioni mai convinte. 
La bellezze di un linguaggio universale, preciso e complesso, estetico come poesia. 

Citando Einstein: "In effetti è un vero miracolo che i moderni sistemi pedagogici non siano ancora giunti a soffocare la sacrosanta curiosità umana; perché essa è una piccola, delicata pianticella ... che ha soprattutto bisogno di libertà; senza questa, va sicuramente verso la rovina e la più completa distruzione."

Un promemoria, se ne fosse bisogno. Il progresso scientifico aiuta a comprendere segue un metodo che permette di mettere in discussione le scoperte precedenti, scartare quelle che si rivelano errate e costruire su quelle che invece rimangono valide. 
Le credenze basate su tradizione, "fede" e pigra osservazione senza riflessione vera non portano a nulla nella migliore delle ipotesi. Spesso regalano guai.
Bel libro. Lettura appagante.



sabato 14 novembre 2015

IL MESTIERE DI SCRIVERE - Raymond Carver

Una raccolta di "lezioni" e prefazioni. Carver racconta la propria attività di scrittore, fornisce indicazioni, spiega cosa significhi scrivere.
Lezioni datate, siamo a metà del secolo scorso. Forse molto è diverso, forse invece non è cambiato nulla. 

Carver scrive racconti brevi e poesie, non ha il tempo materiale per produrre romanzi più lunghi, deve lavorare nei ritagli di tempo. 
Eppure riesce, ha successo. 

Non è un libro che si legge per puro svago, non è un romanzo, e nemmeno un saggio. Piuttosto lento, sebbene interessante. Fornisce spunti per chi volesse pensare di cimentarsi nella scrittura. Potrebbe essere un invito, o costituire un motivo per rinunciare. 

Libro interessante. Porta i lettori dall'altra parte di un testo, alla fase della creazione. 
Si è abituati al "prodotto finito", avere un'idea del processo di costruzione è illuminante. 

Uno dei racconti di Carver:
Cattedrale - Un racconto di Raymond Carver (pdf)
Molto bello, ritmato, coinvolgente. Una buona lettura. 

giovedì 12 marzo 2015

TRATTATO DI ATEOLOGIA - Michel Onfray

Un saggio illuminato ed illuminante.
Argomento attualissimo, in un'epoca in cui tornano prepotentemente in primo piano le religioni, quali giustificazioni, pretesti, strumenti, per avvallare la violenza verbale, psicologica, fisica.

Religioni mortali.

Onfray presenta un interessantissimo percorso nella storia della filosofia, per risalire dapprima alle origini dell'ateismo, per poi passare in rassegna le caratteristiche dei tre monoteismi, e proporre infine una laicità dalla quale siamo ben lontani.

E' un saggio che si legge d'un fiato, cattura ed interessa. Uno spunto di riflessione ben argomentato e radicato, un invito alla libertà intellettuale, al libero pensiero, all'uso della ragione, alla lettura della storia.

"Nel momento in cui l'11 settembre visto dagli Stati Uniti, dunque dall'Occidente, costringe ognuno di noi a una scelta di campo nella guerra di religione che contrapporrebbe ebraismo e cristianesimo all'islam, è legittimo volersi sottrarre ai termini dell'alternativa posta dai protagonisti e optare per una posizione nietzschiana: né ebraico-cristiano né musulmano, per la buona ragione che questi belligeranti non fanno altro che portare avanti la loro guerra di religione ... [...]
[...] Come dire venticinque secoli di istigazioni al crimine da una parte e dall'altra!
Lezione di Nietzsche: fra i tre monoteismi, non scegliere è legittimo. 
E non optare per Israele o per gli USA non obbliga di fatto a diventare compagno di strada dei talebani".


"Nel nome di Dio, la Storia ne è testimone, i tre monoteismi fanno scorrere incredibili fiumi di sangue per secoli! Guerre, spedizioni punitive, massacri, assassini, colonialismo, etnocidi, genocidi, crociate, inquisizioni, oggi l'iperterrorismo planetario ... 
Decostruire i monoteismi, demistificare la religione ebraico-cristiana  - ma anche l'islam, ovviamente -, poi smontare la teocrazie, ecco tre cantieri inaugurali per l'ateologia."

Se la logica non basta, se studiare la storia risulta noioso e poco interessante, se la paura della morte e l'incapacità di affrontare la realtà non bastano, se c'è la necessità di affidarsi ad un potere esterno ed impalpabile per seguire un'etica, se si pensa che il Bene nel Mondo possa essere perseguito soltanto credendo in un qualche Dio, ebbene (pag. 50-51)
[...] scavare nell'idea che proprio a causa dell'esistenza di Dio tutto sia permesso [...]  Se l'esistenza di Dio, indipendentemente dalla sua forma ebraica, cristiana o musulmana, premunisse appena dall'odio, dal saccheggio, dall'immoralità, dalla concussione, dallo spergiuro, dalla violenza, dal disprezzo, dalla cattiveria, dal crimine, dalla corruzione, dalla furbizia, dalla falsa testimonianza, dalla depravazione, dalla pedofilia, dall'infanticidio, dalla crapula, dalla perversione [...] L'esistenza di Dio, mi sembra, nella storia ha generato in suo nome ben più battaglie, massacri, conflitti e guerre che pace, serenità, amore del prossimo, perdono dei peccati o tolleranza.

Se nelle scuole le ore di "religione" fossero sostituite dalla storia delle religioni, il trattato di ateologia potrebbe essere un testo di riferimento. Per imparare a ragionare e a conoscere.
 
Un libro da leggere e divulgare. Per adulti e ragazzi.
La lettura è più scorrevole di quanto si possa pensare, ironico e a tratti molto divertente. induce a riflettere. E stimola un approfondimento.
Intelligente e interessante.








domenica 28 settembre 2014

UN CORPO DA ASCOLTARE - Marco Gradassi

Un ragazzo con dei problemi di salute.
Un professore.
Un bosco.

Tante metafore.

Un breve romanzo, ma anche un saggio "divulgativo".
Lettura scorrevolissima, argomenti interessanti.

La trama è un pretesto per condurre il lettore in un viaggio dentro sè stesso, per riflettere sul senso della vita (ma ce l'ha davvero un senso?), sui segnali che il nostro corpo ci lancia per richiamare la nostra attenzione.

Un susseguirsi di metafore, una carrellata di pensieri filosofici e spirituali che poi conducono sistematicamente a suggerire una maggiore consapevolezza terrena, presente, concreta.

Ha un senso la malattia?
Qualcuno può pensare ad un disegno divino, qualcuno al caso (sotto forma di "sfiga"), qualcuno può cercare aiuto nella "magia" o nella spiritualità.
L'autore suggerisce di pensare a corpo e mente come ad un tutt'uno biologico. 
Di guardare al malessere come ad un impulso, una spinta, un segnale per uscire da una situazione "stretta" e cercare di trovare una propria dimensione. Molto probabilmente diversa, nuova.
Senza fuggire,

Molto intelligente il pretesto delle citazioni "bibliche", il riferimento a pratiche spirituali, religiose, filosofiche, per lasciare libero il lettore di dare la propria interpretazione alla "ricerca di senso", e nel contempo per guidarlo ad una visione più terrena, logica, materiale.
Vengono così proposti in termini semplici, quasi casuali, costrutti complessi quali lo stress (quale meccanismo di adattamento orientato a ripristinare un equilibrio e a sfuggire al pericolo).
Viene raccontata la potenza dei condizionamenti sociali, della famiglia di origine, delle nostre aspettative. Vengono raccontati alcuni "meccanismi di difesa".
Viene denunciata la nostra personale ed inconsapevole "fuga dalla libertà".

Si parla di scelte, di movimento, di cambiamento, di possibilità, di evoluzione personale, di crescita, di fuga da e tensione verso, di consapevolezza, di dolore, di sentimenti, di sensazioni. 

Questo, e molto altro. In un libro che sarebbe bene leggere più di una volta.
Per scoprire più diverse possibili interpretazioni.

Qualche assaggio, che estratto dal contesto non rende giustizia alla struttura né al contenuto del libro, per lo più ben articolati e studiati in modo molto attento.

"L'idea di non risalire da dove era caduto, forse dettata dalla paura che accadesse di nuovo, fu il primo di tanti errori che quel giorno ebbe modo di vedere".

"Giorno dopo giorno si concretizza la "filosofia del rinvio" della gioia, a favore della rinuncia e del sacrificio"

"Abbiamo dovuto inventare i reality perché ormai l'essere veri è così raro che per vederlo deve essere rappresentato in un teatro tragicomico in onda tutte le sere alle venti e trenta"


"L'uomo non poteva che inventare un sistema d'intelligenza che si basasse sul funzionamento della propria intelligenza.
E' il motivo per cui ci immaginiamo Dio a forma di vecchio saggio, o altre forme di vita nell'universo con un profilo umanoide. 
Non possiamo creare nulla che già non conosciamo".

Due vie per "stare meglio".
L'accettazione (non passiva e rassegnata, bensì ragionata e consapevole). Via difficilissima. Meno difficile dell'altra: il cambiamento.

Un romanzo-saggio interessante, che può essere letto a vari livelli ed interpretato in una varietà di modi. Lo consiglierei sia agli "addetti ai lavori" che a chi semplicemente abbia voglia di leggerlo.

"La sensazione del troppo tardi, una sensazione che uccide la speranza, ci attende al varco di un'altra stagione della nostra vita."