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venerdì 1 aprile 2016

PENSARE L'ISLAM - Michel Onfray

Riflessioni approfondite e critiche, espresse da un pensatore che ha letto i tre libri "Sacri" cui si riferiscono i tre monoteismi.

Una lucida spiegazione che da conto di quanto sta accadendo, quali sono le origini degli attentati terroristici in Francia, e che dovrebbe indurre a riflettere sulle responsabilità e sulle possibili azioni-soluzioni per scongiurare (o meglio interrompere, terminare) una guerra (che è già in atto).

Atti terroristici o azioni di guerra? Chi risponde agli attacchi di chi? E come mai il mondo islamico sta (ora sì) minacciando il mondo occidentale (ebreo-cristiano). Una guerra di religioni?
Non esattamente, ma non è possibile prescindere da questo aspetto.

Onfray è un ateo che conosce le religioni meglio della stragrande maggioranza dei "credenti". 
E con lucidità e logica taglienti e dirette smaschera le contraddizioni contenute in tutti i testi sacri, dai quali secondo lui (ed è convincente!) non possiamo prescindere per comprendere ciò che sta succedendo, e le contraddizioni, la stupidità manifesta, l'incapacità della politica di far fronte ai problemi in modo concreto.

Un saggio che si legge d'un fiato, in poche ore.

"Il popolo è morto, sostituito da una plebaglia fabbricata dai mass media"
"... le folle non pensano, non riflettono, non analizzano, semplicemente si aggregano e camminano come un sul uomo dietro gli slogan. "Je suis Charlie" è uno slogan che ha impedito alla gente di pensare ... "

Ci ricorda, Onfray, che "Fino a quando non siamo stati noi ad aggredirli, nel 1991, i popoli dell'Iraq non ci minacciavano assolutamente. In compenso, i presidenti che si sono succeduti negli Stati Uniti avevano bisogno di trasformarli in nemici pericolosi per la sicurezza nazionale in modo da smaltire sul mercato le proprie armi"

Non è possibile ignorare il fatto che lo stato Islamico, che è Stato ed è Islamico, sta rispondendo ad una guerra dichiarata più di 25 anni fa dall' "Occidente". Non è possibile ignorare il fatto che siamo in guerra.

"Mi oppongo a qualsiasi politica di espulsione, per quanto omeopatica o mediatica. [...]
Occorre invece venire a patti con il reale. E il reale è rappresentato dai milioni di musulmani che vivono in Francia. Se vogliamo essere ideologici in materia di laicità, non dobbiamo far altro che recitare il catechismo: non si finanzia nessun culto. Il risultato di una simile presa di posizione darà che i culti verranno sponsorizzati da Paesi stranieri, che hanno tutto l'interessa afare dell'Islam una religione che combatte l'Occidente."

Interessanti, fondate, le argomentazioni di Onfray hanno spessore, derivano dallo studio approfondito di testi, dall'abitudine a pensare, dall'esercizio della logica, dalle analisi di testi e della realtà.

"La compassione impedisce spesso di pensare; pensare invece non impedisce mai di provare compassione."

"Solo uno stupido ha bisogno di veder combattere una guerra per capire che sarebbe meglio fare di tutto per non doverla combattere"

"Pensare diventa complicato quando le parole non hanno più significato"

"Quello che facciamo non viene mai compreso, ma solo lodato o biasimato" (Nietzsche)

Un libro per tutti, scorrevole, chiaro. Un'invettiva contro la stupidità, l'ignoranza, la morte del pensiero.
Questo sguardo obiettivo e ragionato su una realtà osservata e studiata induce a riflettere, fa venire voglia di approfondire.



giovedì 12 marzo 2015

TRATTATO DI ATEOLOGIA - Michel Onfray

Un saggio illuminato ed illuminante.
Argomento attualissimo, in un'epoca in cui tornano prepotentemente in primo piano le religioni, quali giustificazioni, pretesti, strumenti, per avvallare la violenza verbale, psicologica, fisica.

Religioni mortali.

Onfray presenta un interessantissimo percorso nella storia della filosofia, per risalire dapprima alle origini dell'ateismo, per poi passare in rassegna le caratteristiche dei tre monoteismi, e proporre infine una laicità dalla quale siamo ben lontani.

E' un saggio che si legge d'un fiato, cattura ed interessa. Uno spunto di riflessione ben argomentato e radicato, un invito alla libertà intellettuale, al libero pensiero, all'uso della ragione, alla lettura della storia.

"Nel momento in cui l'11 settembre visto dagli Stati Uniti, dunque dall'Occidente, costringe ognuno di noi a una scelta di campo nella guerra di religione che contrapporrebbe ebraismo e cristianesimo all'islam, è legittimo volersi sottrarre ai termini dell'alternativa posta dai protagonisti e optare per una posizione nietzschiana: né ebraico-cristiano né musulmano, per la buona ragione che questi belligeranti non fanno altro che portare avanti la loro guerra di religione ... [...]
[...] Come dire venticinque secoli di istigazioni al crimine da una parte e dall'altra!
Lezione di Nietzsche: fra i tre monoteismi, non scegliere è legittimo. 
E non optare per Israele o per gli USA non obbliga di fatto a diventare compagno di strada dei talebani".


"Nel nome di Dio, la Storia ne è testimone, i tre monoteismi fanno scorrere incredibili fiumi di sangue per secoli! Guerre, spedizioni punitive, massacri, assassini, colonialismo, etnocidi, genocidi, crociate, inquisizioni, oggi l'iperterrorismo planetario ... 
Decostruire i monoteismi, demistificare la religione ebraico-cristiana  - ma anche l'islam, ovviamente -, poi smontare la teocrazie, ecco tre cantieri inaugurali per l'ateologia."

Se la logica non basta, se studiare la storia risulta noioso e poco interessante, se la paura della morte e l'incapacità di affrontare la realtà non bastano, se c'è la necessità di affidarsi ad un potere esterno ed impalpabile per seguire un'etica, se si pensa che il Bene nel Mondo possa essere perseguito soltanto credendo in un qualche Dio, ebbene (pag. 50-51)
[...] scavare nell'idea che proprio a causa dell'esistenza di Dio tutto sia permesso [...]  Se l'esistenza di Dio, indipendentemente dalla sua forma ebraica, cristiana o musulmana, premunisse appena dall'odio, dal saccheggio, dall'immoralità, dalla concussione, dallo spergiuro, dalla violenza, dal disprezzo, dalla cattiveria, dal crimine, dalla corruzione, dalla furbizia, dalla falsa testimonianza, dalla depravazione, dalla pedofilia, dall'infanticidio, dalla crapula, dalla perversione [...] L'esistenza di Dio, mi sembra, nella storia ha generato in suo nome ben più battaglie, massacri, conflitti e guerre che pace, serenità, amore del prossimo, perdono dei peccati o tolleranza.

Se nelle scuole le ore di "religione" fossero sostituite dalla storia delle religioni, il trattato di ateologia potrebbe essere un testo di riferimento. Per imparare a ragionare e a conoscere.
 
Un libro da leggere e divulgare. Per adulti e ragazzi.
La lettura è più scorrevole di quanto si possa pensare, ironico e a tratti molto divertente. induce a riflettere. E stimola un approfondimento.
Intelligente e interessante.