sabato 25 maggio 2024

SORELLE - Maurizio De Giovanni

 

La squinternata "squadra" di Sara Morozzi deve muoversi in fretta. 

E' successo qualcosa a una do loro. 

Lieve, leggero, un giallo veloce, scorrevole.
I personaggi sono noti, la cornice è sempre la stessa. Il mistero è legato al precedente (Un volo per Sara). 

Troppo veloce, troppo breve.
E' un interludio. Promette uno sviluppo futuro.

Un diversivo senza impegno, i romanzi di De Giovanni.
Pure, ci si affeziona. Pure, si attende il successivo.

venerdì 24 maggio 2024

MECCANICA CELESTE - Maurizio Maggiani

Meccanica Celeste - Maurizio Maggiani
Toscana.
E' la fine del 2008.
Entriamo in casa, ci accoglie l'uomo de La 'Nita, e racconta.
Di vita semplice, presente e passata.
Scopriamo un presente senza tempo, l'attesa di un figlio o di una figlia. 

Scopriamo storie narrate, riportate, romanzate.
Un tuffo in un luogo privato che accoglie chi legge come fosse di casa.
 

Delicato, piacevole e coinvolgente questo flusso di racconti.
Disarmante.

"... ha cominciato a capire cos'è un po' di libertà  quando è stata fatta serva per la seconda volta" (p. 123)
 Che significa, tra due servitù contrastanti, avere un po' di tempo per sè.

"S'era stufi della guerra" (p. 129)

La Guerra. Quella Guerra in cui ancora, ignari, affondiamo le nostre radici. Fatti accaduti, e raccontati da chi non c'era.
E una nostalgia rinata per la più disumana faccia di un'umanità sempre uguale a sè stessa.
La guerra è fame, violenza, morti ammazzati. Ogni giorno la vediamo e sentiamo, e non ci tocca, ci sembra lontana.

Radici, generazione. Proveniamo da un passato che non è mai nostro, e ci muoviamo verso un futuro che sarà altrui, scarrozzati nel presente. 

Bel romanzo, rotondo, intimo e profondo. 

L'ANIMALE MORENTE - Philips Roth

L'ANIMALE MORENTE - Philip Roth
Lo sguardo maschile sulle donne. 
Non persone, bensì categorie. 

"Il sesso: ecco tutto l'incanto necessario. Le donne, per gli uomini, sono davvero tanto incantevoli, una volta tolto il sesso? C'è qualcno che trova incantevole un'altra persona di questo o di quel sesso se non nutre per lei un interesse di natura sessuale? Da chi, ancora, ti fai incantare così? Da nessuno." (p.13)

Il sesso si consuma, l'altra non è altro. E' un mezzo, una cosa. 
Diventa però uno specchio, in cui osservare sè stessi. 
Oppure è un pretesto, un inciampo, da cui ci si allontana per vedere, finalmente, la propria età. 
E l'età significa vecchiaia; se è vero che la si vede solo al passato, la si percepisce solo da vecchi. 
 

"Non riesci ad avere ciò che vuoi nemmeno quando riesci ad avere cio che vuoi" (p.30)


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'ANIMALE MORENTE - Philip Roth

 

giovedì 23 maggio 2024

AUTOBIOGRAFIA CLITORIDEA - Teresa Cinque


 Stupendo. 

Scanzonato, diretto, allegro questo racconto di molestie e repressione che una volta riconosciute possono e devono essere raccontate perché diventino cià che sono.

Ingiustizia evitabile. 

La profonda leggerezza di Teresa Cinque, stampata in un libro ben scritto e strutturato. 

Un viaggio nella sua vita, per mano a lei, dentro immensi dolori, problemi, una famiglia disfunzionale come ce ne sono troppe.
 

Riattraversare con un'altra persona gli anni '70 e '80 e '90.

Il piacere sessuale, che è filo conduttore e pretesto per seguire il fluire del tempo. 

Molestie, violenza, amore e infatuazione. Il corpo della donna, sistematicamente frainteso, e il suo sentire, sentirsi, pensarsi persona. 

Diventare persona è un lavoro complesso, se poi sei nata femmina è anche più arduo. 

L'amore dalla vita. Quello che una volta sola si raggiunge che - inevitabilmente? - si perde in un fratello, che si cercherà per il resto del tempo, senza trovarlo. 

"Mi accadeva quella cosa strana per cui le femmine si vergognano degli atti osceni dei maschi. Sei tu con il pisello in mano e io mi devo vergognare?" (p. 110)

"Mi domando se una molestia subita da piccola non sia il contrario delle malattie infettive, invece degli anticorpi sembre creare i presupposti per delle recidive" (p. 111)

"Perchè si, forse non si dice in giro, ma l'intelligenza è rassicurante. Una persona che capisce, che comprende la complessità, che coglie le sfumature, che interpreta, che infra-legge, cos'altro possiamo chiedere di più a parte l'amore?" (p.149)

Una testimonianza (cosa c'è di vero? quanto è esempio, iperbole, narrazione? non importa. è racconto "reale" a prescindere dai dettagli) da leggere. 

Istruttiva. Illuminante. Schietta.

Un libro da leggere. Un libro che maschi e femmine dovrebbero leggere.
Uno spunto per acquisire informazioni, per cominciare a riflettere, per (non) prendere esempio. 

In Teresa Cinque si trova una Sorella, un'Amica, un'Amante.
Testo leggerissimo e profondo nel contempo. 

Il sentimento che si prova per l'autrice è gratitudine.
Grazie, Teresa Cinque. Grazie, Elisa Giannini.

FINZIONI - Jorge Luis Borges

Spiazzante.

Si prende gioco di chi legge.
Difficile. Perfido. Sprezzante.

"Gli specchi e la copula sono abominevoli, perché moltiplicano il numero degli uomini". (p. 15)

TLON, UQBAR, ORBIS TERTIUS
Sembra di sprofondare in una palude nonsense.
Tlon, il filosofico pianeta in cui "non esistono scienze - e neppure ragionamenti.  La verità paradossale è che esistono in un numero quasi innumerevole." (p.23)  

"Un libro che non racchiuda in sé il suo controlibro è considerato incompleto" (p. 27)

PIERRE MENARD, AUTORE DEL DON CHISCIOTTE
Surreale, allucinante.
"Non  voleva comporre un altro Don CHisciotte - cosa facile - ma il Don Chisciotte. E' inutile aggiungere che non affrontò mai una trascrizione meccanica dell'originale; non si proponeva di copiarlo" (p. 39) 

"La mia impresa non è difficile, nella sostanza. [...] Mi basterebbe essere immortale". (p. 40)

Che succederebbe se uno scrittore volesse scrivere un'opera già scritta? Sconcertante, esilarante l'effetto della descrizione di questo processo narrativo. 

LE ROVINE CIRCOLARI
"Nel sogno dell'uomo che sognava, colui che era sognato si svegliò" (p. 50)

Onirico. 

LA LOTTERIA A BABILONIA
Allegorico. Inquietante. Vita e morte affidati alla sorte. Matafora della vita o delle azioni umane? 

ESAME DELL'OPERA DI HERBERT QUAIN
Riassume opere mai scritte, o ci narra di libri davvero pubblicati?

LA BIBLIOTECA DI BABELE
Geometrico.

IL GIARDINO DEI SENTIERI CHE SI BIFORCANO
Un agente segreto, una fuga. Un libro, un labirinto.
Le infinite biforcazioni che non riguardano lo spazio.
Mirabile, metafisico, potente questo meta-racconto.

"L'esecutore di un'impresa atroce deve immaginare di averla già compiuta, deve imporsi un avvenire altrettanto irrevocabile del passato". (p. 81)

ARTIFICI

FUNES, L'UOMO DELLA MEMORIA
La ragione per cui chi scrive qui ha intrapreso la lettura di Finzioni è questo racconto.

"La cosa certa è che viviamo rimandando tutto ciò che può essere rimandato". (p.101)

"Sospetto, tuttavia, che non fosse molto capace di pensare. Pensare significa dimenticare differenze, significa generalizzare, astrarre. Nel mondo stipato di Funes, non c'erano altro che dettagli, quasi immediati". (p. 103)

LA FORMA DELLA SPADA
Una cicatrice e la sua storia.

TEMA DEL TRADITORE E DELL'EROE
La costruzione di una verità.
Un delitto senza colpevoli. La realtà e il suo contrario.
E la verità?

LA MORTE E LA BUSSOLA
"Possibile, ma non interessante". [...] "Lei mi risponderà che la realtà non ha assolutamente l'obbligo di essere interessante. Io le ribatterò che la realtà può prescindere da quell'obbligo, ma non le ipotesi" (p. 118)

Un giallo. Un Mistero. Un'indaine, un sagace investigatore.
Però ...

IL MIRACOLO SEGRETO
Una condanna a morte.
La relatività del tempo. 

TRE VERSIONI DI GIUDA

"Ma chi si rassegna a cercare prove di qualcosa in cui non crede o la cui predicazone non gli importa?" (p. 140)

LA FINE
Contrappunto mortale. 

LA SETTA DELLA FENICE

IL SUD
"Cieco verso le colpe, il destino può essere spietato con le più piccole distrazioni." (p. 155)

Si prende gioco di chi legge, Borges. Del resto, i suoi racconti sono Finzioni. Serve erudizione per distinguere l'invenzione dal vero. Non è necessaria erudizione per capire che si è  parte di una serissima burla. 

Pesante, difficile, inquietante. Eppure ...

Strepitoso. Da leggere, rileggere, conservare.





mercoledì 22 maggio 2024

L'INFERNO E' UNA BUONA MEMORIA - Michela Murgia

 

Subito dopo aver letto Le Nebbie di Avalon, il tuffo nella narrazione che ne fa Michela Murgia è tonificante.
Interessante meta-lettura. 

Spietata, tagliente, ironica e lucidissima, Murgia riassume mirabilmente la storia in poche pagine, riuscendo a condirla di gustosi e speziati commenti.

Vale la pena immergersi nelle umide Nebbie di Avalon, per poi apprezzarne il fresco resoconto di Murgia, che apre scenari e spalanca sorrisi.
Con la disarmante semplicità di un linguaggio diretto e ricchiessimo spiega a chi legge qualcosa che forse dovrebbe essere già assodato, ed evidentemente non lo è.

La disparità di potere tra i sessi, e come questa venga accolta, rinforzata, difesa bovinamente anche da chi ne è vittima. 

La lettura di Murgia sulle tre ragazze perno del romanzo di Zimmer Bradley è decisamente intrigante.
La descrizione di Ginevra (Gwenhwyfar) è impietosa e coerente. 

Scrive benissimo, Murgia, e pensa in maniera intelligente e acuta.
Molto raccomandato questo suo brevissimo libro, così come le (meno brevi) letture che ci suggerisce. 

Le Nebbie di Avalon - Parte Prima

Le Nebbie di Avalon - Parte Seconda

LE NEBBIE DI AVALON (Parte Seconda) - Marion Zimmer Bradley


Libro terzo - Il Re Cervo
Libro quarto - Il prigioniero nella quercia

"In quella stagione, a Lothian, sembrava quasi che il sole non tramontasse mai. La regina Morgause si svegliò quando la luce cominciò a insinuarsi fra i tendagiM era così presto che i gabbiani non si erano ancora alzati in volo, ma era penetrata abbastanza luce da rischiarare il corpo virile e prestante del giovane sdraiato al suo fianco ... un privilegio di cui aveva goduto per quasi tutto l'inverno" (p. 13)

Il sacrificio.
Il ritorno. 


lunedì 20 maggio 2024

LE NEBBIE DI AVALON (Parte Prima) - Zimmer Bradley Marion

 

Il Regno di Camelot. L'ascesa di Re Artù.
Un racconto ben noto e nuovissimo. 

PARTE PRIMA  

Libro primo - Signora della magia
Libro secondo - La Suprema Regina

Morgana narra la storia dal proprio punto di vista. Racconta la forza, in sacrificio, la magìa delle donne che di quella storia hanno fatto parte. 

Artù, sommo Re di Britannia giura che tratterà giustamente tutti gli uomini, che siano cristiani o meno ...  

"Perchè , Arthur Pendragon, qualunque cosa dicano i Cristiani, tutti gli Dei sono un solo Dio, e tutte le Dee una sola Dea. Giura di essere fedele a questa verità e di non aggrapparti a uno per disprezzarne un altro". (p.288)

Un Re per unire.
La Storia vuole diversamente.

Feroce critica del monoteismo, spassionata presa d'atto del ruolo cui si vogliono sistematicamente relegare le donne.
Narrazione fantastica, una fiaba disincantata di mondi incantati.

Michela Murgia ha tratto molto da questa prospettiva della saga di Re Artù.
Ha tratto le sue Morgane. 

Igraine di Tintagel è destinata a partorire il Sommo Re di Britannia, Artù.
Figlio di Igraine e di Uther Pendragon.

D'amore, di Morte e di altre Sciocchezze.

Morgaine viene iniziata al culto della Dea, nel Regno di Avalon.
Lascia, bambina, il piccolo fretellastro Artù, con il quale si ricongiungerà in circostanze tragiche. 

E' innamorata di Lancelot, suo cugino. 

I sacrifici inflitti alle donne per preservare il potere dei maschi.
Ipocrisia. Ipocrisia e costrizioni. Violenza e crudeltà. 

Gwenhwyfar (Ginevra),  Artù, Lancelot.
La prima parte si chiude con loro, e un talismano gettato in un angolo. 




domenica 28 aprile 2024

ANNA KARENINA - Lev Nikolaevic Tolstoj

 

Che dire di un romanzo di cui si è già detto e letto tanto?
Lo si legge.
E lo si apprezza. Molto.

Vale senz'altro la lettura.

Quale via? Quali scelte?
Per quale dei personaggi parteggiare?
Posizione di distaccata osservazione, quella di chi legge.
Interessanti riflessioni su un mondo a noi distante nel tempo, di cui vediamo oggi un'eredità tremenda, a pochi passi da noi.
Ciò che rileva sono le incessanti, ricorsive, sempre attuali questioni che chiamano in causa le persone, ogni loro vita. 

Convenzioni sociali, amore, economia.
Davvero questa è la storia di Anna Karenina? 

D'amore, di Morte e di altre Sciocchezze, titolò Francesco Guccini. 

Le altre sciocchezze prendono la scena. Si legge una storia individuale, molte storie di persone specifiche, ma gli intermezzi che descrivono una situazione economica e politica sono l'interessante filo conduttore. Contengono le riflessioni più intriganti. Sono la Storia. 

Mirabile l'introduzione al romanzo di Eralfo Affinati, che guida attraverso quelle "pagine e pagine per raccontare il niente della vita" (p. II) e ci porta a vedere qualcosa oltre quel nulla tanto vivace e tanto noioso.

E' un gran libro in cui la trama manifesta rimane pretesto per riflessioni ampie e profonde.
La doppia morale che sferza uomini e donne, la sottrazione dei figli alle madri non per amore di questi, ma per odio verso quelle, la questione delle disuguaglianze, di doveri e diritti, emancipazione. (p. 346)

Gran romanzo.
Lungo e a tratti tedioso.
Perché Anna Karenina? Perché non altri protagonisti?
Kitty e Levin che vivono lo loro vera storia? Tutti gli altri mentono, fingono, impongono, si arrovellano. 

"... l'idea che ella potesse avere una esistenza sua propria, indipendente da quella di lui, lo colpì in modo che subito la scacciò. Era quell'abisso in cui aveva terrore di guardare. Trasportarsi col pensiero nella vita di un altro essere era una cosa impossibile per Aleksej Aleksandrovic". (p. 145)

"Possibile mai che tanti milioni di uomini siano privi di quel bene senza il quale la vita non ha significato?" (p. 689)



lunedì 1 aprile 2024

LIBERIAMOCI DEL PATRIARCATO - Micromega, AA.VV

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Micromega. Non è un romanzo, non è un saggio. E' un'interessante rivista che si legge come un libro, che si apprezza come un saggio. 

I termini, le parole, seguono una loro legge, oscillano come le mode.
Patriarcato è un costrutto complesso, che abbraccia discipline diverse, che richiede competenze differenziate, che necessita del nostro interesse.

Eva Cantarella, un nome noto a chi ha frequentato studi classici, ci racconta che "la misoginia nasce in Grecia"; ci parla di Tomiri e di Artemisia, e poi dell'invenzione di Pandora. E il primo agghiacciante femminicidio di una "strega", l'assassinio di una donna colta, brillante, preparata, la medica scienziata Ipazia.

Francesco Remotti, Paola Sacchi e Pier Paolo Viazzo ci propongono una carrellata di patriarcati vecchi e nuovi, in chiave antropologica. 

Giuliana Sgrena ci racconta impropriamente che "Dio è contro le donne", ma correttamente intende che gli uomini sono contro le donne, e usano le Religioni per non cambiare visioni e pratiche misogine. 

Ingrid Colanicchia ci racconta il Patriarcato in Italia, dall'inizio del Novecento, con le grandi conquiste, innegabili, e la strada lunga e tortuosa che ci attende; il Gender Gap, che forse sarà chiuso tra un secolo e mezzo.

Federica D'Alessio sottolinea che manca una prospettiva alternativa, un modello diverso, una strada per andare oltre il Patriarcato.
Ci ricorda le leggi approvate per garantire un'apparente "parità" genitoriale, ma che in realtà portano al ripristino della figura del Pater Familiae; ci descrive la vittimizzazione secondaria, la violenza istituzionale di uno Stato che impedisce alle vittime di violenza domestica di "proseguire la propria vita lasciandosi alle spalle la frequentazione con un ex marito o partner violento". "... senza considerare che - come insegnano le statistiche - la volontà di separarsi di una donna è uno dei principali fattori scatenanti la violenza maschile, che può sfociare nel femminicidio o nel figlicidio per vendetta."

Le parole contano. Le parole raccontano. Le parole significano.
Cristiana De Santis ci propone la sua tavola rotonda che rotonda non è, riferendosi ai fondamenti della disciplina linguistica.

Giuliana Giusti ci porta a riflettere sul cosiddetto "linguaggio inclusivo". Lo è davvero? Cosa intendiamo per linguaggio? E per "inclusivo"?
Cosa caratterizza il maschile non marcato, il maschile di prestigio, e le recenti istanze di creazione di una diversa morfologia di genere? Cosa rappresentano queste istanze? Quali i presupposti? Quali gli effetti? E quale la competenza linguistica necessaria per comprendere, utilizzare, padroneggiare il linguaggio?
"La strada verso la demaschilizzazione della lingua, parallela a quella di demaschilizzazione dei valori sociali, è ancora lunga e la conoscenza delle strutture del linguaggio e dei meccanismi cognitivi è un punto di partenza da cui non si può prescindere." (p. 70)

Federico Zappino propone una lettura sfaccettata del rapporto tra linguaggio e realtà. Importante.

Iole Natoli ci ricorda che il cognome di nostra madre non fa parte del nostro nome. La Madre, falsamente celebrata, è in realtà cancellata. La donna è cancellata anche quando si parla di Diritti dell'Uomo anzichè definirli, in modo non monco e corretto Diritti Umani.
Il personale è politico, e Iole Natoli ci racconta la sua lotta politica personale. D'altri tempi, e così attuale. 

Paola di Nicola Travaglini evidenzia nelle sentenze "un linguaggio che sistematicamente attinge agli stereotipi e ai pregiudizi anzichè ai fatti".

Un numero interessante e importante, che dovrebbe essere letto per intero.
Spunto per ulteriori approfondimenti, per ulteriori ricerche bibliografiche, per uno studio disincantato e scientifico del contesto patriarcale in cui stiamo in immersione fin dal concepimento. 

Liberarsi dal patriarcato fa bene a tutte e tutti.



mercoledì 31 maggio 2023

DUE - Irène Némirovsky

 

Némirovsky Irène - DUE
Un romanzo d'amore?
Come tutti: d'Amore, di Morte e di altre Sciocchezze. 

E' la fine della Prima Guerra Mondiale. I giovani sono travolti dalla vita e dalle passioni, consapevoli di una morte che può cogliere anche loro.
Consapevoli di essere sopravvissuti.

Solitudini e amori.
L'istituzione del Matrimonio, gabbia dorata che assicura stabilità anche quando l'urgenza è spenta e l'amore svanisce. 

Il matrimonio. Questo essere Due che dà una forza che la persona singola non ha. Una coppia come individuo a sé stante. 

(p.219) "La loro salvezza stava in ciò che li riguardava in quanto coppia, e non in quanto individui distinti. Uniti erano invincibili; ... "

(p.30) "Bisognerebbe imparare a donare il proprio cuore solo agli oggetti".

(p.31) "Come avveniva nell'amore coniugale il passaggio all'amore all'amicizia? Quando si cessava di tormentarsi l'un l'altro per volersi finalmente bene?"

(p. 212) "Perchè dunque, per prepararsi a quella povertà, alla suprema spoliazione della morte, non liberarsi in anticipo di ogni passione, non abbandonare a poo a poco tutti i desideri dell'anima?"

(p.213) "Contrariamente a quel che si crede, l'uomo, in generale, è cinico solo quando è molto giovane; a mano a mano che passano gli anni, diventa meno rigido e anche meno coraggioso."

Némirovsky sa descrivere l'animo umano in modo disincantato. Può parlare di amori e passioni senza risultare pesante. Spacca la realtà con occhio critico e clinico.
Scrive con stile impeccabile.

Bel romanzo. Acuto. 


martedì 30 maggio 2023

MIO FRATELLO - Daniel Pennac

Breve racconto che narra di una rappresentazione teatrale. 
Bartleby lo scrivano, mirabile racconto di Herman Melville, integrato nel ricordo di un fratello morto.  

Molto intenso e delicato, è nel contempo un percorso di vita dell'autore e una meravigliosa analisi del racconto di Melville. 

Oltre il testo, una sensazione suscitata dalla lettura.
Seguire il lavoro di chi scrive, mentre scrive, significa seguire un po in tempo reale l'evoluzione. 

La storia personale dell'autore, dell'autrice, anche quando non è esplicitato come in questo "Mio fratello" è incastonata nei testi. 

Risveglia un senso di vicinanza nei confronti di chi scrive, e una profonda, grata malinconia per il tempo che passa. 

 E' un libro molto denso, leggero e per nulla superficiale, come il suo autore. 

 

lunedì 29 maggio 2023

LA LUNGA VITA DI MARIANNA UCRIA - Dacia Maraini

 

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Nascere in una famiglia nobile, a Palermo, nel '700.
Essere femmina. 

Marianna Ucrìa è muta e sorda. E' una bambina innamorata del padre. 

"Non potendo ammettere che  il signor padre dolcissimo che l'ama tanto dica delle menzogne, deve darsi della visionaria" (p.17)

 E' una bambina; a dodici anni viene costretta a sposarsi. Un uomo molto più vecchio, un parente. 

Il matrimonio è violenza. E' normale. Deve essere consumato. Lo stupro è considerato la norma. 

"Chiudi gli occhi e pensa ad altro " (p.33) il consiglio. Così si reagisce a uno stupro. Si accetta. E' normale. 

I figli, gli obblighi, le convenzioni. 

"Ha sempre sospettato che la signora madre, in un lontano passato in cui era giovanissima e immaginosa, ha scelto di farsi morta per non dovere morire." (p.28) 

Marianna Ucrìa nella sua bolla silenziosa ha il permesso di leggere. Legge e scrive, e affina la mente. 

Passiva e combattiva, remissiva e attiva. 

Romanzo interessante, intenso, profondo.
Molto bello. 


domenica 28 maggio 2023

IL CASTELLO DEI DESTINI INCROCIATI - Italo Calvino

Noioso.
Geniale. E noioso. 

Iniziato anni fa, ripreso in mano oggi.

Metafore di metafore, metaforico. 

L'idea è intrigante, la forma anche. Eppure la lettura non scorre. 

Un castello, o osteria, in cui si ritrovano a cena commensali di origini e provenienze disparate.
Scoprono di aver perso l'uso della parola, però ciascuno ha una propria storia che tiene molto a raccontare. 

Per il tramite delle carte dei Tarocchi, liberamente lette e interpretate dando sfogo alle associazioni che le carte stimolano, si sviluppa la narrazione delle varie vicende. 

Lettura destinata a rimanere incompiuta, nonostante fosse intrigante.
 

Ripongo il libro, getto la spugna.
Peccato.

AMLETO - William Shakespeare

Capita di prendere in mano un vecchio libro ingiallito che finora ha fatto da soprammobile, per decenni. 

100 pagine 1000 lire, deninciano l'età avanzata del volumetto. 

Shakespeare tra i tanti studiati e citati e non ancora letti. 

E' ora di farlo.

Traduzione divertente questa di Luigi Squarzina.
Per liquidare un classico tra i classici con una battuta: la procrastinazione tradotta in arte. Il troppo procrastinare finisce in tragedia. 

"Sia letargo bestiale, sia questo vizio di analisi a studiar troppo le cose - pensiero che spaccato in quarti ne ha uno di saggezza e tre di viltà  - io davvero non so perchè passo la vita a dire: "questo è da farsi", quando ho causa, volontà, salute e mezzi per farlo." (p. 72)

Che dire di un classico tanto classico? 
Lettura piacevole, avvincente. Divertente nel suo tragico realismo.
Da leggere, da conoscere.
Bellissimo. 

"Spesso una goccia di male contabima la sostanza più pura" (p. 26)

"Per il cielo, farò un fantasma di chi mi trattiene" (p. 27)

"Qualcosa è marcio nello Stato di Danimarca" (p. 27)

"Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante se ne sognano nella tua filosofia." (p. 31)

"I tempi sono fuori di sesto; brutta sorte, che io debba essere nato a mettere ordie" (p. 31)

A PESCA NELLE POZZE PIU' PROFONDE - Paolo Cognetti

Meditazioni sull'arte di scrivere racconti. 

Un mini saggio sulla scrittura di racconti.
Antologia interessante e autoriferita. 

Breve, inevitabilmente incompiuto. 

Contiene interessanti spunti per chi ama leggere, non si rivolge in realtà a chi desidera scrivere; questa l'impressione di chi l'ha letto. 

Presenta, riassume e analizza svariati racconti.
Ne propone alla fine, alcuni dei propri. 

Interessante guida turistica nell'arte del racconto, che a differenza del romanzo si basa sul non detto, su ciò che si lascia intuire. 

"Apre la porta e fa un passo oltre la soglia. Ogni bravo scrittore di racconti sa che questo è il momento di calare il sipario". (p. 36)
 

Prima parte: sul misetro

Seconda parte: ama i tuoi personaggi

Terza parte: quattro storie di Sofia

 

 

sabato 27 maggio 2023

LA LEGGE DEL SOGNATORE - Daniel Pennac

Un inno a Federico Fellini, la celebrazione del genio e della vita onirica. 

I sogni si fondono con la realtà. Un'amicizia, un progetto, strani eventi.
Un incidente domestico. 

Romanzo breve e frammentato, intrigante perché Pennac sa come si scrive. 

Di quale materiale sono fatti i sogni?
Possiamo riportarli nel mondo reale, facendone qualcosa di concreto?

"La maggior parte dei nostri svaghi consiste nel guardarci morire. Sommergo un intero paese e ci costruisco un parco dei divertimenti, mando in malora il clima e ne faccio un bel filmone catastrofico, ovunque la guerra è la grande fucina delle fiction, ci cuciniamo le nostre stesse budella in salsa entertainment, il tutto ovviamente in nome della memoria e dell'urgenza di verità" (p.59)

"Fellini era un uomo popolato" p. 81

 

BABILONIA - Yasmina Reza

 

Galoppa imbizzarrito questo racconto. 

Saltella, martella. 

Un susseguirsi frammentato di scene, ricordi, considerazioni.
Brevi, scagliate dritte a colpire chi legge con aghi pungenti, infilzando le carni. 

Come puntaspilli, si ricevono ripetute iniezioni, e ci si carica di elementi che vanno a creare un'immagine d'insiene.

Un dramma a spicchi, come forse è la vita. 

Tutto sotto controllo; ma ben ppoco, nulla è davvero sotto il nostro controllo. 

Ti prende a schiaffi, Reza.
Poi, improvvisamente, si volta e se ne va. 

"Nessuno ci avverte dell'irrimediabile. Non c'è ombra furtiva che passa con la falce." (p.52)

"Per sopportare questa nostra vita terrena ci circondiamo di elementi fantastici. Sono loro che mi affascinano quando guardo il mondo irrigidito delle fotografie, tutti quei particolari come altrettante elegie." (p.64)



venerdì 26 maggio 2023

LA SCATOLA DI LATTA - Nicola Pettorino

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Non è facile descrivere, pur sommariamente e in modo incompiuto, un libro che contiene autentici legami personali. 

Si divora, accompagna poche piacevoli ore.
Commuove. Ma dire se a muovere sono le parole scritte da Nicola Pettorino o le vicende non narrate e per altre vie conosciute, è difficile. 

Un romanzo su ischia. Splendida isola con la sua sfortunata Casamicciola.
Amicizia e amore e il tempo che scorre.
Atrocità umane e sventure. 

"Infilai la chiave nella serratura del vecchio cancello di ferro ma dovetti prima spingerlo e poi forzarlo per riuscire, finalmente ad aprirlo. Avanzai alcuni passi nel piccolo viale e mi guardai intorno. Un disastro."
 

"Come sono stupidi gli uomini. Che poi, a essere sincera, mi sfuggono i motivi per i quali si faccia la guerra, mi appare una cosa così priva di senso, inutile e dispendiosa." (p. 136) 


San Martino del Carso (27 agosto 1916)

Di queste case
Non è rimasto
Che qualche
Brandello di muro
Di tanti che mi corrispondevano
Non è rimasto
Neppure tanto
Ma nel cuore
Nessuna croce manca
E' il mio cuore
Il paese più straziato

Porgo i miei distinti saluti
Giuseppe Ungaretti

(p. 148)


Una mano sul collo, una storia familiare da scoprire.
Le radici che, per quanto pensiamo di voler e poter prendere il volo, ci tengono ancorati alla nostra terrena realtà.
Dolce e sentimentale e, come un romanzo, un tantino improbabile; porta in sè tutto l'affetto e la nostalgia di persone e di luoghi trovati e perduti e ritrovati. 

Bel romanzo.
Un commosso grazie a Nicola.


NUNCA MAS - Nicola Pettorino

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Alle Madri e alle Nonne di Plaza de Mayo

Pietraporzio, Alta Valle Stura  - 26 dicembre. 

Ho voglia di farmi un sigaro, di respirare un po' d'aria fresca, di fare quattro passi per sgranchirmi le gambe e per riflettere, mettendo ordine nei miei pensieri.  


 Cosa faresti se, inaspettata, ricevessi una cospicua eredità che sai non spettare davvero a te? 

Cosa farà Valerio Valeri, giornalista?

E cosa abbiamo fatto "noi", negli anni '70? Cosa facciamo ora, mentre si consumano soprusi, abusi, torture, uccisioni? 
 

Una storia straziante e bellissima, verosimile e terribile, che ci ricorda anni bui che non terminano mai. 

Vite spezzate, anime ritrovate. 
 

Un gioco di squadra che chiude un cerchio, ma non può restituire nulla a chi è stato derubato, atrocemente di tutto. 

Un romanzo carico di coincidenze per chi l'ha letto, qui.Una storia che si mescola alla realtà di persone vicine.
Terribile e bellissimo questo romanzo. 

Nunca Mas.
E invece accade ancora.
E noi, dove siamo?