domenica 19 maggio 2013

IL QUADERNO DI MAYA - Isabel Allende


Una giovane poco più che adolescente ha già vissuto un'intera vita, persa.
Si ritrova in esilio.
Nel ricordo di ció che è stato, nel ricominciare una vita con un futuro.


Un pizzico di suspence, molta introspezione.

Racconti di storie tristissime, di vite perdute, sullo sfondo, sempre, il buio più nero del Cile di Pinochet.
Eppure un'incrollabile speranza, la ricchezza degli affetti, persone che creano una rete di solidarietà in cui è impossibile essere davvero soli.
Una scuola di magico ottimismo.
Malinconico e dolce.

Storie che si intrecciano, sentimenti profondi che legano per la vita. E tornano sempre, nonostante le separazioni.

L'importanza del ricordo, della condivisione, dell'esprimere per ridurre quei pesi che altrimenti schiacciano intere esistenze, impedendo di vivere.


Intenso e avvolgente, un altro bel romanzo della Allende.


"[La nonna] Ritiene che i viaggi in aereo abbiano degli inconvenienti perchè l'anima viaggia più lentamente del corpo e a volte si perde per strada; è questa la ragione per cui i piloti, come mio padre, non sono mai del tutto presenti: stanno aspettando l'anima che vaga tra le nuvole."

"I piloti lavorano molto, guadagnano poco e sono sempre stanchi; non è una professione invidiabile"

L'età, come le nuvole, è imprecisa e cangiante.


[...] non si puó costruire niente di solido sulle bugie o sulle omissioni.

"E' il genere di segreto che, se tenuto troppo nascosto, finisce per infestare la mente."

"Lasciare quella grande casa, in cui mi ero sentita così pienamente amata, rappresentò un secondo lutto. Per me fu il colpo di grazia, sentii che avevo perso tutto."

[...] che cosa sceglierei di dimenticare? Niente. Le cose negative del passato sono lezioni per il futuro [...]

sabato 5 gennaio 2013

DI TUTTE LE RICCHEZZE - Stefano Benni


Tempus Fugit.
Un Benni malinconico.
Un professore un tempo donnaiolo e ormai anziano, riflessioni sulla vita che scappa tra le dita, la solitudine che accompagna la vecchiaia.
La solitudine che accompagna anche altre età.

"Il professore ne ammirava il passo elastico, nonchè la grazia e l'agilità dei muscoli sotto la cresta iliaca, specialmente il trocantere e il piriforme.
Insomma, le guardava il culo."

"Chissà quanti, invece di aiutarla, l'avevano  desiderata e ricattata, Benedetta vecchiaia, pensò il professore, che ti permette di desiderare senza pretendere, di ammirare senza sfregiare, di soffrire senza far male ad altri."


Rimpianti, rimorsi.
È un libro doloroso. Il Benni scanzonato ed ironico, impietoso, pur sempre presente, lascia spazio ad un sè stesso malinconico.

"Ma io so di te e tu sai di me, non ci faremo del male. Anche se qualcuno soffrirà."

"So che oggi non sono lo stesso uomo, ma contengo quell'uomo di allora, e non si guarisce dalla propria ombra, le si affiancano soltanto nuove luci. Ma la mia ombra ogni tanto ritorna spaventosa, e la solitudine mi pare inevitabile, e giusta."

mercoledì 26 dicembre 2012

DIECI DONNE - Marcela Serrano

Malinconico, disilluso, vero. Come un libro della Serrano.
Storie di solitudine. Donne sole. Sposate, vedove, single. Tutte sole. Sempre.
Amaro, malinconico, triste. Speranzoso, stimolante.
Acuto, intelligente, sensibile.

10 donne. 
In cascuna di loro si trova inevitabilmente un pezzo della propria storia personale.
Un po' come leggere l'oroscopo.
Ci si trova sempre un pezzo di verità, perché dice tutto di tutti, un po'.

Natasha: "Quanto mi commuovono le donne. E che pena mi fanno. Perché una metà del genere umano si è fatta carico di un fardello così pesante, mentre l'altra metà non fa nulla?"

Mané (un tempo bellissima, ora anziana)"Non ha senso aspettare il momento giusto, perché non arriva mai. Quel momento non esiste."

Layla (stuprata, dipendente dall'alcool): "Per poter guarire qualsiasi persona deve essere capace di farsi carico dei propri ricordi. E per farlo ha bisogno degli altri."

Luisa (vedova di un desaparecido): "Sapete cos'é che ammazza? Il silenzio. E' questo che ti ammazza. [...] Diventa tutto buio. Cerchi di non pensare alle cose che ti fanno star male, ma è uno sbaglio, perché così non impari. Anche se è duro, bisogna fermarsi e afferrarle, le cose, acchiapparle, come una lepre nel campo, mettere delle trappole per catturarle e non lasciarle scappare. [...]"
 
Simona (giornalista): "Chi l'ha detto che essere single è una tragedia?" "Qualcuno di voi crede che ci si possa liberare dell'educazione ricevuta? Non ce ne liberiamo, ci ribelliamo, ma non riusciremo mai a emanciparcene completamente."
"Intrappolate come siamo nelle nostre dipendenze, da quelle affettive a quelle economiche, noi donne siamo poco abituate a SCE-GLIE-RE."
"Una coppia è composta di due persone indipendenti, non è un unico agglomerato [...]"

Natasha: "Il valore degli esseri umani sta nella loro capacità di separarsi dagli altri, di essere indipendenti, di appartenere a sé stessi e non al branco."

Filo conduttore. Storie di vita. Vite condizionate da eventi esterni, da pressioni sociali ed economiche, da scelte.
Scelte che possono essere riviste solo in prospettiva, quando il tempo è passato e non torna.
Come ogni vita.

Un bel libro. Da leggere.


lunedì 29 ottobre 2012

IL CONTRARIO DI UNO - Erri De Luca


Storie di solitudine.
Brevemente interrotta da un'illusione, temporanea,  di "due".
Il contrario della solitudine. Il contrario di uno. Il Due.
Racconti brevi, a volte intensi. Racconti di due.
Di salvataggio, affinità, intimità, amicizia.
Uno è solo, perduto, morto. L'Altro, il Secondo, salvatore, amico, appiglio, àncora, sprone.

"Il grado di rottura dentro l'ordine sociale di allora non era misurato su persone pronte a partire per un fronte, ma da cittadini come lei che si mettavano a sabotare poteri nei posti più strani e difficili. Il grado di febbre di quell'Italia non era dato dai surriscaldati, ma dal polso dei miti, dei pacifici che collaboravano alle rivolte. Quando azzardano le educande, un paese è prossimo all'incandescenza"

"Ha bisogno di aiuto?"
"Di uno che mi uccide"
[...]
"Di uno che l'uccide. Di uno che l'ama fa lo stesso?"
Una che risponde buffa e agra ha bisogno di uno spudorato.
"No, di uno che mi uccide. Un assassino si trova, un uomo no".

Sensazioni descritte nello scarno linguaggio delle immagini concrete, tangibili metafore.
I cinque sensi celebrati in cinque racconti.

"Una sera in una passegguata sentii sul viso la carezza fulminea lieve di un'ala di pipistrello, il contatto più morbido che mi sia passato sulla faccia. Avevo avuto modo negli anni precedenti di dimenticare le carezze. Non feci in tempo a mobilitàre il ribrezzo, provai nella sorpresa una confusa gratitudine per il buio e il suo tocco leggero. Per una nostalgia istantanea, dimenticai l'alllarme. Se il corpo prova esilio è nella pelle."

"Tutti i nostri passi hanno seguito un desiderio. Per esaudirlo abbiamo dovuto metterci i piedi sopra e calpestarlo".





sabato 18 agosto 2012

mercoledì 14 dicembre 2011

LA REGINA DEI CASTELLI DI CARTA - Stieg Larsson

Terzo ed ultimo libro di una trilogia "da spiaggia".
Gli intrighi di palazzo si appropriano della trama.
Meno scorrevole dei primi due, contiene a sua volta diversi spunti di riflessione.
E si legge molto volentieri.

"Quella della libertà di espressione è la legge con cui una democrazia sorge e cade".

"Propongo anche una riduzione di stipendio per i capi. [...] "
"Dunque vorresti ridurre anche il tuo stipendio? E' una specie di comunismo quello di cui ti fai portavoce?"
"Non diciamo cazzate. Tu hai uno stipendio di  ... se si calcola anche il premio. E' demenziale. [...]"
"Quello che non capisci è che i nostri azionisti sono tali perché vogliono guadagnare dei soldi. Questa cosa si chiama capitalismo. Se gli chiedi di perdere soldi, non vorranno più essere azionisti, ecco tutto".
"Io non gli chiedo di perdere soldi, ma potrebbe anche succedere. La proprietà comporta anche delle responsabilità. Come tu stesso hai sottolineato, si tratta di capitalismo. [...] Tu vorresti che le regole del capitalismo fossero valide per i dipendenti ma non per gli azionisti e per te."

domenica 11 dicembre 2011

LA RAGAZZA CHE GIOCAVA CON IL FUOCO - Stieg Larsson

Thriller incalzante, trama movimentata.
La detective story lascia il posto ad un romando d'azione.

I personaggi introdotti in "Uomini che Odiano le Donne" sono ormai familiari, non stupiscono più, sono quasi prevedibili. Mantengono comunque viva l'empatia che avevano suscitato con la presentazione dell'autore.

Un thriller piacevole.
Libro "da spiaggia", finisce in un lampo. Lasciando un vago sapore di incompiuto.
Ma c'è ancora un terzo romanzo, a completare la trilogia.

Obbligatorio attaccarne il contenuto!

mercoledì 7 dicembre 2011

UOMINI CHE ODIANO LE DONNE - Stieg Larsson

Un romanzo "commerciale", best seller da supermercato.
Eppure un libro mangiato.

Thriller scorrevole e intrigante, personaggi ben caratterizzati e diversi spunti per riflessioni più profonde.
Il tema degli stereotipi, la violenza sulle donne in quanto tali. Tra ingiustizie e superficialità, intrighi e profonda malvagità, protagonisti di cui si apprezzano pregi e difetti.

Ottimo per immergersi in una realtà parallela, un perfetto romanzo d'evasione.
Libro da spiaggia, indiscutibilmente. Che consiglio a chiunque ami le "detective stories".
Vale la pena tentare di addentare l'intera "trilogia".

domenica 24 luglio 2011

IL LUPO GAROU - Leonie Swann


Un altro giallo di pecore della Swann.
Molto naive la narrazione, molto simpatici i lanosi personaggi, non particolarmente intrigante la storia.
Un ottimo "romanzo da spiaggia", simile al primo, Glenkill, e forse per questo un po' meno originale.

Mistero e morte, umana e animale, un lupo mannaro che crede di essere uomo, un uomo che si crede mannaro?


Il punto di vista lanoso del singolare gregge di Rebecca è sempre suggestivo.
La già sperimentata saggezza ovina continua a strappare un sorriso.
La trama non si svela, è pur sempre un "giallo".

Non un capolavoro, a mio modo di vedere. Certamente simpatico e rilassante. Lettura leggera e piacevole.


giovedì 16 giugno 2011

E' GIA' SERA, TUTTO E' FINITO - Tersite Rossi

Un libro molto bello.
Scritto da Tersite Rossi, che ha quattro mani e due teste, si legge con gusto ma senza leggerezza.

"Si era sbagliato. Un fascista deluso non può continuare a essere un fascista.Resta solo un deluso. Niente di più".
"Si era sbagliato. Un rivoluzionario deluso non può continuare ad essere un rivoluzionario. Resta solo un deluso. Niente di più".



Potere e ideali.
Potere senza ideali, idee belle ed impotenti.
Una narrazione articolata, più punti di vista, personaggi le cui vite si intrecciano da vicino o senza toccarsi.
Un filo conduttore costante: la tristezza che accompagna fiducia e speranza sistematicamente disattese.
E la disillusione di chi crede in un ideale forte. 
Triste la storia. Vera, verosimile.
Una romanzata ricostruzione storica, che dal Sessantotto studentesco attraversa gli anni di Piombo fino a Tangentopoli, e oltre.
Interessante, scorrevole, non leggero, un romanzo che invita alla riflessione.
Mi è piaciuto molto.

"Il vecchio potere era tropo logoro per resistere ancora. Stava per essere travolto, i segnali già si vedevano, da più parti. Tangentopoli l'avrebbe presto spazzato via. Era un malato terminale, inutile provare a tenerlo in vita. 
Bisognava accettarlo: il vuoto di potere era arrivato. All'ordine doveva ora seguire, per forza di cose, il disordine. Perché un nuovo potere emergesse, e l'ordine potesse ritornare, ancora una volta".

Auspicabile, una riflessione attenta e disincantata, calata nel tempo che stiamo vivendo.


lunedì 9 maggio 2011

L'ISOLA SOTTO IL MARE - Isabel Allende

Altro avvincente romanzo di Isabel Allende.
Ambientato in una Haiti di fine 1700, allora Santo Domingo, terra di inaudite violenze coloniali, scossa dalla rivolta degli schiavi neri.
Un inno alla libertà, una disincantata descrizione della realtà più cruenta, storia di sopraffazioni, violenze, vendetta, rivolte, inganni.
Una storia di amore e di morte. Di vita.

Il racconto alterna la narrazione in terza persona, e la descrizione degli eventi visti con gli occhi della protagonista. I personaggi della Allende ricalcano sempre uno stesso carattere.
Fierezza, coraggio e determinazione unitamente ad una sensualità tutta sudamericana, i protagonisti maschili e femminili delle storie della Allende sono tutti a loro modo degli eroi.

A fare da sfondo per l'ennesimo epico romanzo di amore ed avventura, i Caraibi ed il Missisipi, Saint-Domingue, La Habana e New Orleans, e l'ingiustizia contro cui lottare sempre e comunque, e mai del tutto sconfitta.

"Non può un essere umano possedere e sfruttare un'altra persona", replicò Parmentier
"Non ha mai avuto uno schiavo, dottore?"
"No. E non lo avrò neanche in futuro".

"Non c'è nulla di tanto pericoloso quanto l'impunità, amico mio, è allora che la gente impazzisce e si commettono le peggiori atrocità, non importa il colore della pelle, sono tutti uguali. Se lei vedesse quello che ho visto io, metterebbe in dubbio quella superiorità della razza bianca di cui tante volte abbiamo discusso."

"... la libertà non era gratis, bisognava guadagnarsela lottando".

Sulla speranza in un cambiamento possibile.
Un bel romanzo.

giovedì 28 aprile 2011

APPUNTI DI UN VENDITORE DI DONNE - Giorgio Faletti

È un giallo. E, quando c'è tempo, i gialli si leggono tutti d'un fiato.
Questo romanzo di Faletti non è un'eccezione.
Stile pulito e scorrevole, metafore simpatiche e leggere, trama coinvolgente, ambientata in un'Italia dei suoi anni di piombo.

Il sequestro Moro come sfondo, mille macchinazioni al centro della storia, che, collocazione storica a parte, sembra (ed é) del tutto attuale.

Se non fosse per le cabine telefoniche a gettone, l'assordante assenza di telefoni cellulari e computer, e per gli ambienti che sanno di fòrmica anni '70, potrebbe assomigliare ad un intrigo dei giorni nostri. Di fatto a ben guardare lo è.

D'altra parte cambiano i mezzi,  ma non le persone.
Il Potere ha sempre lo stesso odore, ed è seduttivo. Anche se profuma di morte.
E una volta ottenuto è la peggiore delle droghe. Non è il potere ciò che logora davvero, ma il timore della sua perdita.

"È tipico delle persone piccole cui viene dato un piccolo potere. Forti con i deboli, deboli con i forti".

Non cito altro, si tratta di un giallo!
Ah, no. Anche questo (posso farlo, sta in copertina!):
"Solo gli stupidi e gli innocenti non hanno un alibi".

Fantasia spinta e realtá fin troppo vera si fondono in modo gustoso.
Da leggere, gustoso libro da spiaggia!

mercoledì 27 aprile 2011

LA SOMMA DEI GIORNI - Isabel Allende

Nello stile della Allende, un’altra saga familiare.
Questa volta narrata in prima persona, esplicitamente riferita a quella grande famiglia “clan” che ha ispirato sempre i suoi romanzi.
Isabel Allende, su Isabel Allende.

Stile scorrevole, narrazione interessante.
Anche il più solitario dei caratteri potrebbe riscoprire il desiderio di far parte del Clan, di vivere il caos e le burrascose dinamiche relazioni tra i numerosi componenti di quella grande famiglia allargata.

Non ho mai letto Paula, dopo le prime righe ho rinunciato per il sentimento di oppressione e triste impotenza che trasmette. Attraverso “La Somma dei Giorni” il dramma viene ripercorso con toni più sereni, diventa possibile gestire la tristezza non più permeata di angoscia.

Libro che consiglierei per lo più a chi già legge la Allende da tempo. Per entrare nella vita di un'autrice che si conosce già.
Piacevole e divertente, contiene numerosi spunti di riflessione sulla vita, l’amore, la famiglia ed il nostro tempo.

“Tre regole basilari ... nelle relazioni umane: le cose non vanno prese a livello personale, ognuno è responsabile dei propri sentimenti, la vita non è giusta”

”C’erano ancora molti simpatizzanti di Pinochet che non provavano vergogna ad ammetterlo. Oggi ne sono rimasti meno perché il generale perse prestigio tra i suoi sostenitori quando venne fuori la storia dei furti, delle evasioni fiscali e della corruzione. Chi aveva sorvolato sulle torture e gli assassinii non gli perdonava i milioni rubati.”

Una considerazione sugli italiani: “... arrivammo ... a Torino, una bella città di livello internazionale, ma non per gli italiani, che non si impressionano neanche davanti a Venezia o a Firenze”. Forse dovremmo guardare intorno a noi con occhi diversi.

Sulla destra cristiana in america: “Si oppongono all’aborto e a ogni forma di controllo delle nascite, eccetto l’astinenza, ma non si mobilitano contro la pena di morte o la guerra”.

E ancora, storia recente, direi attuale: “L’escalation di violenza in Medio Oriente era spaventosa e la condanna internazionale degli americani unanime, ma il presidente Bush non vi faceva caso, divagava come un pazzo, separato dalla realtà e circondato da impostori”.

lunedì 18 aprile 2011

LE BEATRICI - Stefano Benni

Piccoli specchi che vogliono sembrare deformanti, ma che, se esaminati da vicino, si mostrano più che fedeli.
È la realtà che appare parodia di sè stessa.
Il punto di vista della dantesca Beatrice, una Presidentessa contemporanea, una suora posseduta, un'adolescente "spostata", una vecchia "vecchiaccia" ... 

Monologhi al femminile, qualche poesia, canzone.
Preferisco i romanzi di Benni, anche se in ciascuno di questi racconti ho trovato uno spunto da condividere.

Le riflessioni individuali cozzano contro la visione di un sociale appiattito, gretto ed insensibile.  
Beatrice, la musa dantesca è un piccolo gioiello.
E la vecchiaccia è un'invettiva urlata in faccia ad un mondo ingiusto che non impara nulla da sé stesso.

Da leggere, brevissimo ma intenso.
Lascia un retrogusto acido e amaro.

domenica 17 aprile 2011

TI TROVO UN PO' PALLIDA - Carlo Fruttero

Un racconto breve, surreale. Scorrevole, un tantino opprimente.
Non mi è piaciuto in modo particolare, ma l'ho letto quasi d'un fiato, complice anche la sua brevità
Lo stile pragmatico di Fruttero ha il pregio di essere conciso e scorrevole, e nello stesso tempo è in grado di suscitare disagio.
Trasmette la fatica di vivere.

Non saprei in che termini consigliarlo.
Suggerirei di leggerlo, e di provare a descriverlo. Cosa, la seconda, che a me non è riuscito di fare.

lunedì 10 gennaio 2011

SARA' UN DISASTRO, GARANTITO - Arianna Lattisi

Un romanzo leggerissimo e divertente, che probabilmente non avrei mai letto se non conoscessi di persona, anche se indirettamente l'autrice.
E leggere un libro scritto da una persona in carne ed ossa ha davvero un sapore diverso.

Definirei con un sorriso la trama "futile e inutile", al limite dell'inesistente.
Il modo in cui Arianna racconta le strampalate vicissitudini di una (spero) improbabile single trentenne alla disperata (senza esagerazione!) ricerca di un marito, è davvero delizioso.
Stile diretto, scorrevole e curato. Una narrazione ben ritmata, rende davvero divertente la lettura di un romanzo dal contenuto che solitamente non incontra i miei gusti.

Ho molto sorriso nel leggere la presentazione di Alberto Caprara, penso ai riferimenti onirici a "Farenheit 451"e condivido. 
Così come ho condiviso il piacere nel leggere serenamente questo "disastro garantito". 

Lo consiglio a chi ha voglia per una volta di cimentarsi in una lettura semplice, allegra e velocissima!
A me è piaciuto.

venerdì 7 gennaio 2011

IO SONO DIO - Giorgio Faletti

Un bel libro.
Stile piacevole, semplice e coinvolgente.
Giorgio Faletti riesce a coinvolgere il lettore, crea la giusta suspance, indovina i suoi gialli.
Libri "da spiaggia", per uscire dal quotidiano tuffandosi in un'avvincente e divertente lettura.

Un'America post 11 settembre, post Vietnam.
Una detective alle prese con problemi personali e familiari più grandi di lei, in corsa contro il tempo per evitare che avvengano altre stragi.Un reporter che sente il dovere di riscattare la propria vita, finora alla deriva. Omicidi, più d'uno. E stragi. 
Vittime inconsapevoli di menti malate. In guerra, e dopo.
L'orrore della guerra in primo piano, quale pretesto per lo svolgersi della trama. 
Personaggi umani, ben raccontati dall'autore.
Un giallo che permette di rilassarsi e nel contempo induce a riflettere.

"Nonno, perché gli uomini combattono?"
[...] "Ogni uomo, prima o poi è chiamato a farlo. Per ogni uomo c'è sempre una battaglia che aspetta di essere combattuta, da vincere o da perdere. perché lo scontro più feroce è quello che avviene fra i due lupi".
"Quali lupi, nonno?" 
"Quelli che ognuno porta dentro di sé"
[...]
"Ci sono due lupi in ognuno di noi. Uno è cattivo e vive di odio, gelosia, invidia, risentimento, falso orgoglio, bugie, egoismo. [...] L'altro è il lupo buono Vive di pace, amore, speranza, generosità, compassione, umiltà e fede". [...]
 " E quale lupo vince?" [...] 
"Quello che nutri di più".

"Le guerre finiscono, l'odio dura per sempre", 


lunedì 27 settembre 2010

ACQUA IN BOCCA - Andrea Camilleri & Carlo Lucarelli

Mai letto Camilleri, mai letto Lucarelli prima d'ora.
Probabilmente, ora che ho iniziato, continuerò a farlo.
Mi sono piaciuti.

Storia scorrevole, personaggi interessanti.
Conoscevo Salvo Montalbano, è il mio primo incontro con Grazia Negro.

Un giallo leggero, non scontato, contenuto su più livelli.
Un bel libro "da spiaggia" o da "treno", scritto da due autori di tutto rispetto.

E' un giallo, la trama non si svela.
Grazia Negro chiede aiuto a Salvo Montalbano per un'indagine di omicidio che i suoi superiori non desiderano sia svolta.
Montalbano naturalmente segue il proprio istinto.
Una divertente collaborazione epistolare. 

Scorrevole e ben scritto, si legge in poche ore.
Lo consiglio.

lunedì 23 agosto 2010

SO LONG, AND THANKS FOR ALL THE FISH - Douglas Adams

Il quarto volume della trilogia di cinque.

Arthur Dent si ritrova sulla Terra. Che evidentemente non era stata distrutta dai Vogon. O forse invece sì.

Incontra il "Dio della Pioggia", che contribuisce a rendere famoso, ed una ragazza (Fenchurch) di cui si innamora e che condivide con lui importanti ricordi e qualche peculiarità.

Assieme vanno a trovare John Watson, alias Wonko the Sane,  il quale ha capito che il Mondo gira alla rovescia. E lo ha "chiuso fuori da sé stesso".
"... that's to do with the day I finally realized that the world had gone totally mad and built the Asylum to put it in, poor thing, and hoped it would get better"

 "... a scientist must also be absolutely like a child. [...] See first, think later, then test. But always see first. Otherwise you will only see what you were expecting. You can't possibly be a scientist if you mind people thinking that you are a fool" [...] So, the reason I call myself Wonko the Sane is so that people will think I'm a  fool. That allows me to say what I see when I see it.

Alla ricerca del messaggio del Creatore al Creato, lasciano nuovamente la Terra, con un ritrovato Ford Prefect reduce da altre avventure squinternate, e si riuniscono al mitico Marvin, sempre lamentoso e inevitabilmente depresso.

Il messaggio? Da scoprire, alla fine del libro.

martedì 3 agosto 2010

LIFE, THE UNIVERSE AND EVERYTHING - Douglas Adams

Il terzo volume della trilogia di cinque. Proseguono le avventure di Ford Prefect ed Athur Dent, perduti nel tempo, su una Terra preistorica.

Si ritroveranno a salvare l'universo dalla distruzione, sempre alla ricerca della Risposta alla Domanda sulla Vita, l'Universo e Tutto Quanto.

Douglas Adams conferma il proprio genio. Il libro contiene alcune chicche umoristiche davvero irresistibili.

La trama? Da leggere.

An "SEP" he said, "is something that we can't see, or don't see, or our brain doesn't let us see, because we think that it's somebody's else's problem. That's what SEP means. Somebody's Else's Problem. The brain just edits it out, it's like a blind spot. If you look at it directly, you won't see it unless you know precisely what it is. Your only hope is to catch it by surprise out of the corner of your eye". 

This is because it relies on people's natural predisposition not to see anything they don't want to, werent expecting, or can't explain.

"The Guide says that there is an art to flying" said Ford "or rather a knack. The knack lies in learning how to throw yourself at the ground and miss".
He smiled weakly. He pointed at the knees of his trousers and held his arms up to show the elbows. They were all thorn through.
"I haven't done very well so far"

Il popolo di Krikkit ...
"They believe in peace, justice, morality, culture, sport, family life and the obliteration of all other life forms". 

"He hoped and prayed that there wasn't an afterlife. Then he realized there was a contradiction involved here and merely hoped that there wasn't an afterlife". 

E' un "cult".

lunedì 14 giugno 2010

GLENNKILL - Leonie Swann

Un giallo di pecore.
Il pastore George viene trovato morto. Le pecore del suo gregge indagano.
Un giallo delicato e divertente. Leggero ed intrigante.
Originalissima la prospettiva ovina. Più logica e concreta di quella umana, a volte!

“Questo ‘Dio’ mi sembra abbastanza sospetto” disse Mopple “Sembrerebbe proprio che abbia già parecchie persone sulla coscienza.”

"Zora pensava che gli uomini avrebbero potuto compiere grandi progressi, se solo si fossero decisi a muoversi a quattro zampe".

"Di norma le pecore non sono gente chiacchierona. Uno dei motivi è che spesso hanno la bocca piena d’erba. Un altro motivo è che talvolta hanno in mente solo l’erba. Ma le pecore apprezano le buone storie. E la cosa che in assoluto preferivano era ascoltare e meravigliarsi – anche perché si può ascoltare senza smettere di ruminare".

“Tutto ciò che è davvero bello lo puoi guardare sempre. Il cielo. L’erba. Le pecore nuvole. Il sole sul manto lanoso. Sono queste le cose importanti. Ma non le puoi avere".

“Giustizia è quando si può trottare dove si vuole e pascolare dove si vuole. Quando si può andare per la propria strada. Quando si può combattere per la propria strada. Quando nessuno ti ruba la strada”.

"La testa nel vento, gli occhi liberi, senza scuotere i ricordi dal manto. Impossibile. Ma semplice, quando lo si fa".

"Il vostro peggior nemico siete voi stesse! Pigre e lente, codarde e timorose, sconsiderate e ingenue come siete!
...
Non dovete creder a quello che non capite. Dovete capire quello in cui credete".

"Fino a quando non saprai badare a te stessa, non potrai badare a nessun altro".

Un giallo "da spiaggia". Ironico e accativante. Non sciocco.

domenica 13 giugno 2010

ANCORA DALLA PARTE DELLE BAMBINE - Loredana Lipperini

“Le bambine perbene non sfracellano zombie”.

Elena Gianini Belotti passa il testimone a Loredana Lipperini.
Lo fa formalmente, nella sua prefazione a questo nuovo “Ancora dalla Parte delle Bambine”. Di cui purtroppo c’è ancora bisogno.

Nulla è cambiato nella sostanza dalla pubblicazione di “Dalla parte delle Bambine”. Trent’anni e ancora l’educazione dei bambini viene improntata fin dalla nascita in modo fortemente sessista, fortemente discriminante, ancora e sempre a scapito del “secondo sesso”, quello femminile.

Eppure, dice la Belotti, “ci sono in giro fior di donne intelligenti, lucide, volitive e coraggiose, che a dispetto del persistente condizionamenti a un ruolo subordinato e di mille altri ostacoli sono riuscite nell’impresa di conquistare qualcosa solo per se stesse e di farlo fruttare”.

Una carrellata di orrori, a partire dalla letteratura (scolastica) che ripropone modelli stereotipati e nemmeno più attuali, per passare attraverso un linguaggio sempre sessista, per giungere ai modelli da seguire e alle aspirazioni più “naturali”.
Così la cultura diventa ornamento, accessorio non necessario, la preparazione e la competenza inutili orpelli, la volontà, la libertà, la determinazione appannaggio ancora esclusivamente maschile.
Per esaltare sempre la “naturale” propensione femminile verso la cura dell’altro, la maternità, un ruolo passivo ed ornamentale, di pura coreografia.

C’è di che indignarsi. Ma non rimane spazio, per questo, in virtù tra l’altro del “malinteso concetto per cui un essere umano che ha raggiunto la presunta liberazione dagli stereotipi possa usare i medesimi per divertirsi”.

“Quello che emerge, insomma, è che negli ultimi anni si è smesso di parlare di persone e si è ricominciato a parlare di maschi e di femmine”.

Un saggio da leggere, mangiare, approfondire.
Concetti su cui riflettere, da non dimenticare. Mai.

“Va fermata la cultura che offende le donne. Se volete fare qualcosa, non tollerate minacce o violenza, o gli insulti a sfondo sessuale. Non mettete questa gente su un piedistallo. Non lasciate che vadano avanti chiamandoli commentatori o critici”. Kathy Sierra

Il tutto naturalmente travisato nel rispetto formale, nell’offerta di protezione e di appoggio, nell’asserito intento di preservare un fiore tanto prezioso qual è la femminilità.
Menzogne. E nemmeno a fin di bene.

"Chi vuoi essere, bambina?
Se tu potessi darmi una risposta logica, diresti: “niente. “Io non voglio essere niente di tutto quello che state offrendo. io scelgo di essere altro”.
E’difficile spiegare a Barbie e Razanne che dovrebbero rifiutarsi di giocare, perché i dadi sono truccati; è difficile spiegare loro che il poeta che le esalta non è che la fodera splendente del maiale che le stupra.”

La disputa continuerò finchè gli uomini e le donne non si riconosceranno come simili (Simone De Beauvoir).

C’è molto da fare, molto da dire, molto su cui ragionare.
C’è di che indignarsi davvero.
Sognando un mondo di persone.

mercoledì 14 aprile 2010

L'OSPITE INCALLITO - Erri de Luca

Brandelli di storia e di storie. Pezzi di vita vissuta. Autobiografico, ma non solo.
Preferisco la prosa a versi tentati, ma De Luca usa le parole come utensili. Scavano dentro.
E' abile. 

Brevissimo compendio di immagini descritte, cantate.
Da un ospite incallito, residente mai. Fuori posto ovunque, eppure sempre a casa.

Delle singole parti del corpo "Non sei il loro signore, tu sei il campo. Non sei il padrone, ma l'ultimo inquilino."

mercoledì 7 aprile 2010

RITRATTO IN SEPPIA - Isabel Allende


Un'altra saga familiare della Allende.
Romanzo avvincente e variopinto, storia e finzione intrecciate a tessere la trama.
"Non c'é niente di più pericoloso del potere che gode di impunità" ci avvertiva Nìvea. Domandai alla signorina Matilde Pineda quale fosse la differenza tra i sostenitori del governo e i rivoluzionari e la risposta fu che entrambi lottavano per la legittimità. Quando lo chiesi alla nonna mi rispose "nessuna", erano tutti canaglie, disse.

Personaggi vecchi e nuovi.
Nìvea e Clara, la prima solo citata, la seconda già presente nel romanzo "La casa degli Spiriti".
Eliza, la "Figlia della Fortuna". 

Ambienti conosciuti eppure sempre interessanti da scoprire.

Vitalità e fierezza sudamericana delle donne di Isabel Allende. 
Un bel romanzo.

mercoledì 17 marzo 2010

DIARIO DI SCUOLA - Daniel Pennac

Incipit strepitoso, per un libro degno di Pennac.
Dopo Come un Romanzo, apologia della lettura in quanto puro piacere personale, Diario di Scuola esprime la libertà negata all'imparare.
Vivo e vitale. Divertentissimo, a tratti esilarante.
Rappresenta una profonda analisi di come l'istituzionalizzazione del sapere possa impedire la conoscenza che sulla carta promuove.

Qualche citazione, tratta da un libro che vale la pena di leggere per intero.

Un pomeriggio [...] mentre mio padre mi spiegava trigonometria nella stanza che fungeva da biblioteca, il nostro cane venne quatto quatto a mettersi sul letto dietro di noi. Appena individuato, fu seccamente mandato via: " Fila di là, cane, sulla tua poltrona!"
Cinque minuti dopo, il cane era di nuovo sul letto. Ma si era preso la briga di andare a recuperare la vecchia coperta che proteggeva la sua poltrona e vi si era steso sopra. Ammirazione generale, ovviamente, e giustificata: tanto di cappello a un animale in grado di assiciare un divieto all'idea astratta di pulizia e trarne la conclusione che occorresse farsi la cuccia per godere della compagnia dei padroni, con un vero e proprio
ragionamento! Fu un argomento di conversazione che in famiglia durò per anni. Personalmente, ne trassi l'insegnamento che anche il cane di casa afferrava più in fretta di me. Credo di avergli bisbigliato all'orecchio: "Domani ci vai tu a scuola, leccaculo!"


Maledizione del ruolo sociale per il quale siamo stati istruiti ed educati, e che abbiamo recitato "per tutta la vita", cioè per la metà del nostro tempo da vivere: toglieteci il ruolo, non siamo più nemmeno l'attore.
Queste carriere finite tragicamente evocano un'angoscia a mio avviso assai paragonabile al tormento dell'adolescente che, convinto di non avere alcun avvenire, prova così tanto dolore a dover continuare comunque. Ridotti a noi stessi, siamo ridotti a nulla. Tanto che, qualche volta, ci uccidiamo. Come minimo, è una lacuna della nostra educazione.

Il sapere è anzitutto carnale. Le nostre orecchie e i nostri occhi lo captano, la nostra occa lo trasmette. Certo, ci viene dai libri, ma i libri escono da noi. Fa rumore, un pensiero, e il piacere di leggere è un retaggio del bisogno di dire.

lunedì 22 febbraio 2010

PANE E TEMPESTA - Stefano Benni


Bello, un altro bel libro di Benni.

Storia consumata tra passato, presente e futuro.
In un paesino lontano dalla realtà eppure tanto attuale. Personaggi e racconti fantastici, con un terribile legame con la nostra inquietante vita quotidiana.

Fa sorridere, ridere, commuovere, indignare, riflettere.

"Non sarà mai felice - diceva - la felicità è come l'acqua. Non arriva mai in un momento, bisogna trovarla, preparare la pompa, fare un pozzetto, mettere le tubature e i rubinetti. Dopo che te la sei conquistata con fatica, allora la puoi bere".


Tutti pregano e adorano Dio, ma le cose vanno male.
Se invece tutti insieme
facciamo capire a Dio che non siamo contenti, 
o se ne va, o ne viene uno migliore.
Tutti meritiamo di più.


Un cinghiale si scontrò con un guidatore di SUV che andava a centocinquanta. L'animale ebbe la peggio. Il cinghiale invece se la cavò con una zampa rotta.

Nessun mostro è peggiore di quello che si nasconde. E nessun delitto è peggiore di quello del forte contro il debole.
Maledetto chi ti porta via l'acqua, chi ti deruba del pane, chi ti toglie la libertà.
Il tuo paese ha conosciuto ingiustizie e crimini, e ha servito mostri i cui artigli si chiamavano autorità, partito, investitura divina o gradimento del popolo. Altri ne verranno, mostri ipocriti e ridenti, ma tutti prima o poi faranno la stessa fine. Marciranno nel pozzo profondo della storia. Non devi obbedirgli, non devi diventare come loro.

domenica 21 febbraio 2010

A COLLOQUIO - Massimo Cirri


Divertente e irriverente.
Il punto di vista di uno psicologo apparentemente "distratto", che divaga con le proprie considerazioni sul mondo, liberamente associate ai racconti dei propri pazienti a colloquio. 
Leggero ma non superficiale.
Una simpaticissima lettura. 
Per tutti, anche se "gli addetti ai lavori" possono cogliere qualche sfumatura in più. Per gradire!
 
 "Se vedi la noia, c'è speranza".

"Nel mondo delle psicocose ognuno parla un dialetto diverso a seconda della tribù d'appartenenza. Ne hanno contate più di ottocento: scuole, circoli, società e fazioni scissioniste di questi. Quasi peggio della sinistra italiana"

"Perché le merci ci consolano, sono l'antidepressivo più consumato, e i centri commerciali le più grandi farmacie del Creato. Ma mai le merci sfameranno l'uomo". 

Da vicino, nessuno è normale.

lunedì 11 gennaio 2010

IL PESO DELLA FARFALLA - Erri de Luca

Un racconto fatto di immagini. Frasi brevi, apparentemente buttate a caso, danno forma alla storia di una vita, a luoghi, ad un'anima.

Un uomo, un animale e la natura. Entità tanto diverse, spesso contrapposte, eppure loro malgrado in simbiosi.
Malinconico. Rilassante.

Stile conciso per sagge affermazioni.

"Nelle imprese la grandezza sta nell'avere in mente tutt'altro"
"Un piatto sottosopra contiene poco però ha la base più larga, sta piantato meglio"
"In ogni specie sono i solitari a tentare esperienze nuove. Sono una quota sperimentale che va alla deriva"
"Gli uomini hanno inventato i minuziosi codici ma appena c'è occasione si azzannano senza legge"

"Ci sono carezze che aggiunte sopra un carico lo fanno vacillare"
"Il presente è l'unica conoscenza che serve. L'uomo non ci sa stare nel presente".

"Un albero solitario ha un recinto invisibile, largo quanto l'ombra da poggiare intorno"
"La solitudine è un albume, la parte migliore dell'uovo. Per la scrittura è una proteina"

giovedì 7 gennaio 2010

IL CORPO SA TUTTO - Banana Yoshimoto


Delicati racconti. Si legge agevolmente.
Non è il mio genere preferito.
Non conoscevo Banana Yoshimoto.
Non ne sono entusiasta.
Ho comunque gradito i racconti, lettura piacevole.

lunedì 19 ottobre 2009

LA GRAMMATICA DI DIO - Stefano Benni


Da leggere, come tutti i libri di Benni.

VERGOGNA - J. M. Coetzee


Un bel romanzo. Amaro, duro, aspro, crudo.
Induce a riflettere, lascia un po' di amaro.

DONNE INFORMATE SUI FATTI - Carlo Fruttero


Delizioso, un "giallo" raccontato in prima persona dalle donne coinvolte a vario titolo nella vicenda.
Leggero, ben confezionato.
Migliore la forma del contenuto.
Splendidi i diversi stili narrativi, ritagliati sulle diverse narratrici.

Ottimo romanzo da spiaggia. Si mangia in mezza giornata. E lascia un piacevole sapore!

INES DELL'ANIMA MIA - Isabel Allende



Storia romanzata, un racconto lento, reso avvincente dall'abilità narrativa dell'autrice.
Nefandezze compiute dagli Spagnoli alla conquista del Nuovo Mondo, viste con gli occhi di Inés Suàrez, eroina determinata e forte.

Interessante ma non leggero, lo consiglio a chi ama Isabel Allende.

VOLI - Elena Gianini Belotti


Un romanzo bucolico.
Non un racconto con una trama che coinvolge, bensì un susseguirsi di descrizioni, di immagini, di episodi che comunque catturano.
Un libro da leggere pigramente, immersi in un mondo tanto diverso da quello cittadino.
Una signora che può ritirarsi ad abitare in una casa isolata in collina.
E descrive le sue piccole quotidiane avventure segnate dall'osservazione degli animali che vivono nei dintorni. Protagonisti indiscussi sono i pennuti.
Osservazione partecipante che diventa a volte vera e propria convivenza. Un racconto rilassante, che risveglia il desiderio di vivere lontano dalla frenesia degli impegni quotidiani.
Piacevole e delicato, non avvincente.

domenica 18 ottobre 2009

I QUADERNI DEL PIANTO - Marcela Serrano



Un bel romanzo. Amaro. Come Marcela Serrano sa essere.
Con uno spiraglio di speranza.

Da leggere.

domenica 27 settembre 2009

IL LINGUAGGIO DEL CAMBIAMENTO - Paul Watzlawick

Un saggio interessante, reso a tratti divertente dalla capacità espressiva di Watzlawick, che sa parlare in modo razionale all'emisfero destro del nostro cervello.

La realtà costruita, soggettiva, può essere analizzata e modificata utilizzando il linguaggio adeguato nel modo migliore.

Se la realtà non è oggettiva ed esterna a noi, ma nostra personalissima, costruita quale “immgine del mondo”, il linguaggio é in grado di cambiarla.

Linguaggio che, se origina dal destro dei nostri due cervelli, e se azzecca il lessico, la grammatica, la sintassi appropriati per una situazione specifica, può essere potente quanto la più concreta delle azioni.

" ... un individuo può barare con sé stesso riguardo alle reali proporzioni dell'esperienza di una profonda infelicità o disperazione fino a quando essa si palesa con improvvisa e intollerabile chiarezza nella sfera del banale."

Tristemente concreto il chiasma: "L'aiuto ai paesi in via di sviluppo consiste nel portar via denaro ai poveri nei paesi ricchi per darlo ai ricchi nei paesi poveri, battuta che, ahimé, coglie fin troppo nel segno."

Un saggio da leggere.

Con spirito critico, con un occhio ai nostri tempi e a chi del discorso rivolto agli emisferi destri fa professione di ciarlatano.



martedì 7 luglio 2009

ZORRO - Isabel Allende

Isabel Allende racconta.

Con il suo linguaggio scorrevole, con la capacità di descrivere l’animo dei propri personaggi, l’abilità di immergere il lettore, spirito e corpo, nelle sue ambientazioni fantastiche.

Racconta di Zorro.

La storie dei suoi genitori, la sua nascita, la relazione con Bernardo, la storia di quest’ultimo.
Narra le origini della leggenda.

Romanzo avventuroso e romantico, evasione perfetta dal quotidiano del nostro discutibile presente.

Presente che però torna alla memoria, nelle descrizioni di soprusi, abusi e nefandezze compiuti da parte di ricchi, potenti e religiosi. Azioni spregevoli che non hanno un’epoca propria.

Particolarmente significativo il rito di iniziazione di Zorro, davanti al quale vengono posti i simboli che avrebbe dovuto venerare: “Il pane significava il dovere di aiutare i poveri; la bilancia rappresentava la determinazione di combattere per la giustizia, la spada incarnava il coraggio; il calice conteneva l’elisir della compassione; la rosa ricordava ai membri della società segreta che la vita non implica solo sacrificio e lavoro, ma è anche bella ed è per questo che va difesa”.

Tristemente attuale la censura imposta all’educazione da una Spagna monarchica, cattolica e tradizionale di inizio Ottocento. “... in quei giorni il tronfio rettore dell’Università di Cervera aveva pronunciato davanti al re la frase che sintetizzava l’orientamento della vita accademica in Spagna: "Lungi da noi la funesta mania di pensare””

E tanto tragicamente presente il pensiero del corsaro Lafitte, secondo cui: “i potenti promulgavano le leggi per preservare i loro privilegi e controllare i poveri e gli insoddisfatti, motivo per cui sarebbe stato piuttosto stupido che loro le osservassero. Un buon esempio erano le imposte, che alla fine erano i poveri a pagare mentre i ricchi facevano di tutto per eluderle.”

Un romanzo coinvolgente e dinamico, degno della firma di Isabel Allende.

POCHI INUTILI NASCONDIGLI - Giorgio Faletti



Una serie di racconti più o meno noir.
Una piacevole lettura, una compagnia distensiva.

Un bel "libro da spiaggia".

martedì 12 maggio 2009

IN ALTO A SINISTRA - Erri De Luca

Una serie di brevi racconti narrati in prima persona.

Amarezza di frazioni di vite segnate, momenti scolpiti.

Linguaggio non sempre scorrevole, ma immagini vive, sensazioni descritte e appoggiate sulla pelle del lettore.
Una scrittura epidermica. Dove l’umidità raccontata penetra nelle ossa, il freddo descritto provoca pelle d’oca.

Mirabile la lezione di un grande professore di greco, Giovanni La Magna.
"Io faccio parte di questo regime scolastico contro il quale avete fatto muro. Anzi sono il più vecchio insegnante di questa scuola. Noi siamo insegnanti, voi studenti, siamo per questo più forti di voi, possiamo bocciarvi, sospendervi tutti, compromettere i piani scolastici forse irrimediabilmente per alcuni di voi. Ma vogliamo farlo? Credete che vogliamo rovinarvi? Noi che siamo i più forti ci stiamo in verità difendendo da voi. ... Noi ci stiamo difendendo da voi, voi da noi: così le aule diventeranno campi di battaglia, vincerà il più forte, ma la scuola sarà finita. E' con profonda tristezza che vedo questo accadere."

Tristemente reale, dolce naufragare in un fiume di parole da toccare.

venerdì 1 maggio 2009

TEMPO TIRANNO

La vita, quella cosa che ci sfugge mentre siamo impegnati a fare altri progetti, a volte si prende tutto il tempo che vorremmo dedicare ai nostri interessi veri.
In questo momento il lavoro la fa da padrone, per dirla liberamente con Marx.
Non voglio rinunciare a leggere, nei ritagli di tempo qualche pagina mi da sempre ossigeno.

Ma scrivere richiede tranquillità, non mi riesce quasi più.

Mi limito quindi a pubblicare le copertine dei libri di cui riesco a nutrirmi, ogni volta che posso.

Sperando di ritrovare gli spazi per rileggerli e commentarli con la dovuta calma.
E' un piacere che mi manca.

martedì 21 aprile 2009

L'ELEGANZA DEL RICCIO - Muriel Barbery

Due testimonianze in prima persona. Due personaggi tanto diversi, eppure anime gemelle.
Una portinaia di mezza età che nasconde al mondo la propria profonda cultura e l'amore autentico per l'arte e la letteratura, la musica, il cinema ...
"Non ho figli, non guardo la televisione e non credo in Dio, tutti sentieri che gli uomini calpestano per rendere la loro vita più semplice".
Una ragazzina ricca che non può esternare la propria vera sensibilità, e che smaschera con impietosa lucidità l'ipocrisia del mondo in cui si trova catapultata.
"Ma se nel nostro universo esiste la possibilità di diventare quello che ancora non siamo ... saprò coglierla e trasformare la mia vita in un giardino diverso da quello di miei padri?"
Una descrizione leggera ma profonda della rigidità del pregiudizio, di vite guidate da concetti ed immagini stereotipati.
Uno spiraglio di possibilità si apre al cambiamento.
Intelligenza e sensibilità sono la chiave per superare barriere invisibili eppure tanto radicate pur senza un logico fondamento.
Ironico e divertente, amaro e disincantato. Un romanzo da leggere, da assaporare.
"... forse la più grande rabbia e la più grande frustrazione non sono la miseria, la disoccupazione o la mancanza di avvenire: la rabbia e la frustrazione derivano invece dalla sensazione di non appartenere a nessuna cultura perché sei lacerato tra culture diverse, tra simboli incompatibili."

L'eleganza del riccio - 2006 - Muriel Barbery

lunedì 20 aprile 2009

LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI - Paolo Giordano

Una storia scorrevole, si legge alternando sorrisi e riflessioni. Una punta di amarezza di fondo.

Due vite tanto vicine, che scorrono parallele e perdono sistematicamente l'occasione di incontrarsi davvero.
Due persone segnate nel profondo, per diversi motivi, con una spaccatura che risale all'infanzia e non si è mai richiusa.
Decisioni futili, che prese in pochi secondi, orientano per sempre il corso di un'esistenza.
Celebrazione dell'incapacità di volere davvero bene a sé stessi.
Un racconto tenero e amaro.

Non un "cult". Un libro mangiato, forse solo per l'astinenza dal piacere che si prova nel leggere in perfetta solitudine.

"La solitudine dei numeri primi" - 2008 - Paolo Giordano

lunedì 16 marzo 2009

FIRMIN - Sam Savage

Fantasiosa autobiografia di un ratto che vive in un quartiere di Boston. Roditore nato e cresciuto in una libreria, per sopravvivere ai suoi famelici fratelli si nutre di carta stampata finché non scopre di essere in grado di leggere. Apprezza a tal punto la letteratura da entrare a farne parte. Smette di cibarsi in senso letterale di libri, che prende a divorare in senso metaforico.
Della sua vita fa un piccolo romanzo, denso di sogni e fantasie, eppure così vera. Un misto di letteratura, poesia e dura realtà.
Storia delicata e un po' triste. Leggera, eppure ...
Da leggere.

"When you're so small, it is not enough to be a genious!"

"Jerry used to say that if you didn't want to live your life over again, then you have wasted it".


Firmin - Sam Savage (2006)

domenica 17 agosto 2008

APRI LE PORTE ALL'ALBA - Elena Gianini Belotti

Un altro libro mangiato. In una notte, poco più.
Un romanzo in prima persona. La protagonista narratrice, una signora di mezza età, un matrimonio alle spalle, nessun figlio.
"... pensavo una volta di più ai legami che sembrano trarre la loro forza dall'infelicità che generano. Ci si attacca a chi ci tortura più che a chi ci ama. ..."
Gite alla ricerca di luoghi speciali da inserire in una guida turistica per l'elite di coloro che non vogliono mescolarsi alle folle. Una menzogna sul nascere. "Dovunque la bellezza è profanata. Non c'è più bellezza, in primo luogo dentro di noi. Ci viene cavata via fin da piccoli, come un dente marcio: duole un po', da principio. Poi passa, la ferita si chiude, persino la cicatrice scompare."
Vicende quotidiane, forse banali, alternate a riflessioni e considerazioni su argomenti apparentemente disparati, il cui filo conduttore è la ricerca di senso, di un'unicità individuale troppo spesso soffocata dai ruoli.
Individualità riconquistata assecondando le proprie inclinazioni ed i propri desideri, ma anche nell'unione, nella solidarietà tra persone diverse eppure tanto uguali nel loro essere umane.
E inoltre un quadro spietato della nostra collettiva follia, questo nostro "mangiare troppo per poi andare in palestra per dimagrire", una denuncia dell'ingiustizia sociale che colpisce donne, stranieri, vecchi, variamente diversi.
"Sono ancora i neri, come al tempo della schiavitù, a presiedere alla nascita e alla morte dell'uomo bianco. - Noi abbiamo fallito, accumuliamo pretese, aspettative, fraintendimenti per intere esistenze e così diveniamo incapaci delle cose più semplici e più naturali. Abbiamo fatto sì che i vecchi si spostino via via ai margini e svaniscano nel nulla senza procurarci intralci e fastidi e senza lasciare traccia di sè. Così la loro memoria, invece di addolcirci lo spirito, ci procura solo rimorsi e sensi di colpa."
Ed in primo piano, sempre, il punto di vista femminile. Una geniale ricerca sul "costo sociale degli uomini", in termini economici per la collettività. Ed il costo dei ruoli di genere, che da sempre pagano le donne, rinunciando ai propri interessi professionali e personali per servire una famiglia, o viceversa, e annientando sempre quella parte di sé più vera in nome di un ruolo sancito da altri che non è sentito come proprio.
Un romanzo interessante, in cui chiunque abbia rinnegato sé stesso o una fetta di sé per soddisfare le richieste di un ruolo sociale può specchiarsi, sotto diverse angolature.

(Elena Gianini Belotti - Apri le porte all'Alba - 1999)