Ex Libris Libertas: chi meglio legge meglio pensa. "Il verbo leggere non sopporta l'imperativo, avversione che condivide con alcuni altri verbi: il verbo "amare", [...] il verbo "sognare" [...]" - Daniel Pennac ("Come un Romanzo").
mercoledì 27 aprile 2011
LA SOMMA DEI GIORNI - Isabel Allende
lunedì 18 aprile 2011
LE BEATRICI - Stefano Benni
domenica 17 aprile 2011
TI TROVO UN PO' PALLIDA - Carlo Fruttero
Un racconto breve, surreale. Scorrevole, un tantino opprimente. Non mi è piaciuto in modo particolare, ma l'ho letto quasi d'un fiato, complice anche la sua brevità
Trasmette la fatica di vivere.
Non saprei in che termini consigliarlo.
lunedì 10 gennaio 2011
SARA' UN DISASTRO, GARANTITO - Arianna Lattisi
venerdì 7 gennaio 2011
IO SONO DIO - Giorgio Faletti
Una detective alle prese con problemi personali e familiari più grandi di lei, in corsa contro il tempo per evitare che avvengano altre stragi.Un reporter che sente il dovere di riscattare la propria vita, finora alla deriva. Omicidi, più d'uno. E stragi.
lunedì 27 settembre 2010
ACQUA IN BOCCA - Andrea Camilleri & Carlo Lucarelli
Mi sono piaciuti.
Lo consiglio.
lunedì 23 agosto 2010
SO LONG, AND THANKS FOR ALL THE FISH - Douglas Adams
Il messaggio? Da scoprire, alla fine del libro.
martedì 3 agosto 2010
LIFE, THE UNIVERSE AND EVERYTHING - Douglas Adams
lunedì 14 giugno 2010
GLENNKILL - Leonie Swann
Un giallo "da spiaggia". Ironico e accativante. Non sciocco.
domenica 13 giugno 2010
ANCORA DALLA PARTE DELLE BAMBINE - Loredana Lipperini
mercoledì 14 aprile 2010
L'OSPITE INCALLITO - Erri de Luca
mercoledì 7 aprile 2010
RITRATTO IN SEPPIA - Isabel Allende

mercoledì 17 marzo 2010
DIARIO DI SCUOLA - Daniel Pennac
Cinque minuti dopo, il cane era di nuovo sul letto. Ma si era preso la briga di andare a recuperare la vecchia coperta che proteggeva la sua poltrona e vi si era steso sopra. Ammirazione generale, ovviamente, e giustificata: tanto di cappello a un animale in grado di assiciare un divieto all'idea astratta di pulizia e trarne la conclusione che occorresse farsi la cuccia per godere della compagnia dei padroni, con un vero e proprio ragionamento! Fu un argomento di conversazione che in famiglia durò per anni. Personalmente, ne trassi l'insegnamento che anche il cane di casa afferrava più in fretta di me. Credo di avergli bisbigliato all'orecchio: "Domani ci vai tu a scuola, leccaculo!"
Queste carriere finite tragicamente evocano un'angoscia a mio avviso assai paragonabile al tormento dell'adolescente che, convinto di non avere alcun avvenire, prova così tanto dolore a dover continuare comunque. Ridotti a noi stessi, siamo ridotti a nulla. Tanto che, qualche volta, ci uccidiamo. Come minimo, è una lacuna della nostra educazione.
lunedì 22 febbraio 2010
PANE E TEMPESTA - Stefano Benni
Nessun mostro è peggiore di quello che si nasconde. E nessun delitto è peggiore di quello del forte contro il debole.
domenica 21 febbraio 2010
A COLLOQUIO - Massimo Cirri

lunedì 11 gennaio 2010
IL PESO DELLA FARFALLA - Erri de Luca
Un racconto fatto di immagini. Frasi brevi, apparentemente buttate a caso, danno forma alla storia di una vita, a luoghi, ad un'anima. giovedì 7 gennaio 2010
IL CORPO SA TUTTO - Banana Yoshimoto
Non è il mio genere preferito.
Non conoscevo Banana Yoshimoto.
Non ne sono entusiasta.
Ho comunque gradito i racconti, lettura piacevole.
lunedì 19 ottobre 2009
DONNE INFORMATE SUI FATTI - Carlo Fruttero
INES DELL'ANIMA MIA - Isabel Allende

VOLI - Elena Gianini Belotti

Non un racconto con una trama che coinvolge, bensì un susseguirsi di descrizioni, di immagini, di episodi che comunque catturano.
domenica 18 ottobre 2009
I QUADERNI DEL PIANTO - Marcela Serrano
domenica 27 settembre 2009
IL LINGUAGGIO DEL CAMBIAMENTO - Paul Watzlawick
Un saggio interessante, reso a tratti divertente dalla capacità espressiva di Watzlawick, che sa parlare in modo razionale all'emisfero destro del nostro cervello.La realtà costruita, soggettiva, può essere analizzata e modificata utilizzando il linguaggio adeguato nel modo migliore.
Se la realtà non è oggettiva ed esterna a noi, ma nostra personalissima, costruita quale “immgine del mondo”, il linguaggio é in grado di cambiarla.
Linguaggio che, se origina dal destro dei nostri due cervelli, e se azzecca il lessico, la grammatica, la sintassi appropriati per una situazione specifica, può essere potente quanto la più concreta delle azioni.
Tristemente concreto il chiasma: "L'aiuto ai paesi in via di sviluppo consiste nel portar via denaro ai poveri nei paesi ricchi per darlo ai ricchi nei paesi poveri, battuta che, ahimé, coglie fin troppo nel segno."
Un saggio da leggere.
Con spirito critico, con un occhio ai nostri tempi e a chi del discorso rivolto agli emisferi destri fa professione di ciarlatano.
martedì 7 luglio 2009
ZORRO - Isabel Allende
Isabel Allende racconta.Con il suo linguaggio scorrevole, con la capacità di descrivere l’animo dei propri personaggi, l’abilità di immergere il lettore, spirito e corpo, nelle sue ambientazioni fantastiche.
Racconta di Zorro.
La storie dei suoi genitori, la sua nascita, la relazione con Bernardo, la storia di quest’ultimo.
Narra le origini della leggenda.
Romanzo avventuroso e romantico, evasione perfetta dal quotidiano del nostro discutibile presente.
Presente che però torna alla memoria, nelle descrizioni di soprusi, abusi e nefandezze compiuti da parte di ricchi, potenti e religiosi. Azioni spregevoli che non hanno un’epoca propria.
Particolarmente significativo il rito di iniziazione di Zorro, davanti al quale vengono posti i simboli che avrebbe dovuto venerare: “Il pane significava il dovere di aiutare i poveri; la bilancia rappresentava la determinazione di combattere per la giustizia, la spada incarnava il coraggio; il calice conteneva l’elisir della compassione; la rosa ricordava ai membri della società segreta che la vita non implica solo sacrificio e lavoro, ma è anche bella ed è per questo che va difesa”.
Tristemente attuale la censura imposta all’educazione da una Spagna monarchica, cattolica e tradizionale di inizio Ottocento. “... in quei giorni il tronfio rettore dell’Università di Cervera aveva pronunciato davanti al re la frase che sintetizzava l’orientamento della vita accademica in Spagna: "Lungi da noi la funesta mania di pensare””
E tanto tragicamente presente il pensiero del corsaro Lafitte, secondo cui: “i potenti promulgavano le leggi per preservare i loro privilegi e controllare i poveri e gli insoddisfatti, motivo per cui sarebbe stato piuttosto stupido che loro le osservassero. Un buon esempio erano le imposte, che alla fine erano i poveri a pagare mentre i ricchi facevano di tutto per eluderle.”
Un romanzo coinvolgente e dinamico, degno della firma di Isabel Allende.
POCHI INUTILI NASCONDIGLI - Giorgio Faletti

Una serie di racconti più o meno noir.
Una piacevole lettura, una compagnia distensiva.
Un bel "libro da spiaggia".
martedì 12 maggio 2009
IN ALTO A SINISTRA - Erri De Luca
Una serie di brevi racconti narrati in prima persona.Amarezza di frazioni di vite segnate, momenti scolpiti.
Linguaggio non sempre scorrevole, ma immagini vive, sensazioni descritte e appoggiate sulla pelle del lettore.
Una scrittura epidermica. Dove l’umidità raccontata penetra nelle ossa, il freddo descritto provoca pelle d’oca.
Mirabile la lezione di un grande professore di greco, Giovanni La Magna.
"Io faccio parte di questo regime scolastico contro il quale avete fatto muro. Anzi sono il più vecchio insegnante di questa scuola. Noi siamo insegnanti, voi studenti, siamo per questo più forti di voi, possiamo bocciarvi, sospendervi tutti, compromettere i piani scolastici forse irrimediabilmente per alcuni di voi. Ma vogliamo farlo? Credete che vogliamo rovinarvi? Noi che siamo i più forti ci stiamo in verità difendendo da voi. ... Noi ci stiamo difendendo da voi, voi da noi: così le aule diventeranno campi di battaglia, vincerà il più forte, ma la scuola sarà finita. E' con profonda tristezza che vedo questo accadere."
Tristemente reale, dolce naufragare in un fiume di parole da toccare.
venerdì 1 maggio 2009
TEMPO TIRANNO
Non voglio rinunciare a leggere, nei ritagli di tempo qualche pagina mi da sempre ossigeno.
Ma scrivere richiede tranquillità, non mi riesce quasi più.
Mi limito quindi a pubblicare le copertine dei libri di cui riesco a nutrirmi, ogni volta che posso.
Sperando di ritrovare gli spazi per rileggerli e commentarli con la dovuta calma.
E' un piacere che mi manca.
martedì 21 aprile 2009
L'ELEGANZA DEL RICCIO - Muriel Barbery
Due testimonianze in prima persona. Due personaggi tanto diversi, eppure anime gemelle. L'eleganza del riccio - 2006 - Muriel Barbery
lunedì 20 aprile 2009
LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI - Paolo Giordano
Una storia scorrevole, si legge alternando sorrisi e riflessioni. Una punta di amarezza di fondo.Due vite tanto vicine, che scorrono parallele e perdono sistematicamente l'occasione di incontrarsi davvero.
Due persone segnate nel profondo, per diversi motivi, con una spaccatura che risale all'infanzia e non si è mai richiusa.
Decisioni futili, che prese in pochi secondi, orientano per sempre il corso di un'esistenza.
Celebrazione dell'incapacità di volere davvero bene a sé stessi.
Un racconto tenero e amaro.
Non un "cult". Un libro mangiato, forse solo per l'astinenza dal piacere che si prova nel leggere in perfetta solitudine.
"La solitudine dei numeri primi" - 2008 - Paolo Giordano
lunedì 16 marzo 2009
FIRMIN - Sam Savage
Fantasiosa autobiografia di un ratto che vive in un quartiere di Boston. Roditore nato e cresciuto in una libreria, per sopravvivere ai suoi famelici fratelli si nutre di carta stampata finché non scopre di essere in grado di leggere. Apprezza a tal punto la letteratura da entrare a farne parte. Smette di cibarsi in senso letterale di libri, che prende a divorare in senso metaforico.Storia delicata e un po' triste. Leggera, eppure ...
Da leggere.
"When you're so small, it is not enough to be a genious!"
"Jerry used to say that if you didn't want to live your life over again, then you have wasted it".
Firmin - Sam Savage (2006)
domenica 17 agosto 2008
APRI LE PORTE ALL'ALBA - Elena Gianini Belotti
Un altro libro mangiato. In una notte, poco più.Un romanzo in prima persona. La protagonista narratrice, una signora di mezza età, un matrimonio alle spalle, nessun figlio.
"... pensavo una volta di più ai legami che sembrano trarre la loro forza dall'infelicità che generano. Ci si attacca a chi ci tortura più che a chi ci ama. ..."
Gite alla ricerca di luoghi speciali da inserire in una guida turistica per l'elite di coloro che non vogliono mescolarsi alle folle. Una menzogna sul nascere. "Dovunque la bellezza è profanata. Non c'è più bellezza, in primo luogo dentro di noi. Ci viene cavata via fin da piccoli, come un dente marcio: duole un po', da principio. Poi passa, la ferita si chiude, persino la cicatrice scompare."
Vicende quotidiane, forse banali, alternate a riflessioni e considerazioni su argomenti apparentemente disparati, il cui filo conduttore è la ricerca di senso, di un'unicità individuale troppo spesso soffocata dai ruoli.
Individualità riconquistata assecondando le proprie inclinazioni ed i propri desideri, ma anche nell'unione, nella solidarietà tra persone diverse eppure tanto uguali nel loro essere umane.
E inoltre un quadro spietato della nostra collettiva follia, questo nostro "mangiare troppo per poi andare in palestra per dimagrire", una denuncia dell'ingiustizia sociale che colpisce donne, stranieri, vecchi, variamente diversi.
"Sono ancora i neri, come al tempo della schiavitù, a presiedere alla nascita e alla morte dell'uomo bianco. - Noi abbiamo fallito, accumuliamo pretese, aspettative, fraintendimenti per intere esistenze e così diveniamo incapaci delle cose più semplici e più naturali. Abbiamo fatto sì che i vecchi si spostino via via ai margini e svaniscano nel nulla senza procurarci intralci e fastidi e senza lasciare traccia di sè. Così la loro memoria, invece di addolcirci lo spirito, ci procura solo rimorsi e sensi di colpa."
Ed in primo piano, sempre, il punto di vista femminile. Una geniale ricerca sul "costo sociale degli uomini", in termini economici per la collettività. Ed il costo dei ruoli di genere, che da sempre pagano le donne, rinunciando ai propri interessi professionali e personali per servire una famiglia, o viceversa, e annientando sempre quella parte di sé più vera in nome di un ruolo sancito da altri che non è sentito come proprio.
Un romanzo interessante, in cui chiunque abbia rinnegato sé stesso o una fetta di sé per soddisfare le richieste di un ruolo sociale può specchiarsi, sotto diverse angolature.
(Elena Gianini Belotti - Apri le porte all'Alba - 1999)
venerdì 4 luglio 2008
IN PRIMA PERSONA SINGOLARE - Cristiana Pivari
giovedì 3 luglio 2008
IL SERGENTE NELLA NEVE - Mario Rigoni Stern
E' il 1943. Sulle rive di un Don congelato una domanda: "Ghe rivarem a baita"? Un ragazzo di 22 anni è tra i pochi che ritornano, tra decine di migliaia di morti. E racconta. Di neve, di freddo, di vento, di steppa gelata, di infiniti passi nel niente, di spari, di sangue, di fame e paura. Con un realismo semplice e secco. Così è. Questo è stato.E poi ancor più il vuoto dentro. I compagni morti, la solitudine, la fatica, il dolore ...
Un racconto da leggere, da pensare, da ricordare.
lunedì 23 giugno 2008
L'UOMO CHE SCAMBIO' SUA MOGLIE PER UN CAPPELLO - Oliver Sacks
Una serie di racconti brevi, ognuno dei quali ha per protagonista un paziente neurologico e la sua malattia. Ma è qualcosa di diverso da una carrellata di casi clinici.Oliver Sacks è un neurologo che si interroga sul significato delle patologie in cui si imbatte. Sul significato che queste hanno per chi ne è colpito.
Rubo le parole all’autore, che nella sua prefazione scrive: “… i malati e la loro malattia mi inducono a riflessioni che altrimenti, forse, non avrei fatto”. E ancora: “L’intima natura del paziente è del tutto pertinente all’ambito d’indagine più elevato della neurologia e alla psicologia, poiché esse hanno intimamente a che fare con la personalità del paziente, e lo studio della malattia non può essere disgiunto da quello dell’identità”. Parla di “neurologia dell’identità”, Sacks.
E parla dei suoi pazienti nella loro interezza. “… va detto fin dall’inizio che una malattia non è mai semplicemente una perdita o un eccesso, che c’è sempre una reazione da parte dell’organismo o dell’individuo colpito, volta a ristabilire, a sostituire, a compensare e a conservare la propria identità, per strani che possano essere i mezzi usati …”.
E Sacks racconta con umana partecipazione le curiose peculiarità presentate dai suoi pazienti, che descrive senza nascondere una sorta di affetto terapeutico.
E si fa conoscenza per primo proprio con l’uomo cui è intitolato il libro, che, “evidentemente convinto che la visita fosse finita, si guardò intorno alla ricerca del cappello. Allungò la mano e afferrò la testa di sua moglie, cercò di sollevarla, di calzarla in capo. Aveva scambiato la moglie per un cappello! La donna reagì come se fosse abituata a cose del genere”.
E poi di seguito con tante altre storie, ognuna unica e personalissima.
Ho trovato particolarmente accattivante, per moltissimi motivi il racconto “Il discorso del Presidente”, in cui vengono descritte le reazioni di pazienti neurologici affetti da afasia percettiva e da agnosia totale ad un discorso poco spontaneo. Gli unici che a differenza dei “normali” non si bevvero il falso e recitato discorso del Presidente.
Un libro che ho “mangiato”. Credo piacevole e scorrevole anche per i non addetti ai lavori.
Ne consiglierei vivamente la lettura.
L'Uomo che Scambiò sua Moglie per un Cappello - Oliver Sacks (1985)
mercoledì 11 giugno 2008
C'ERA UNA VOLTA UN PARADOSSO - Piergiorgio Odifreddi
Viviamo in un mondo in cui sarebbe auspicabile che la logica fosse materia di studio fin dalle prime classi elementari, e che invece sembra rifugiarsi sempre più nella superstizione e nell'irrazionale.Anche la logica e la matematica, però, lungi dall'essere in grado, come ci aspetteremmo, di fornirci delle certezze, spesso si prendono gioco di noi.
Odifreddi propone in questo saggio non sempre scorrevole, a tratti addirittura ostico, ma indubbiamente intrigante, una carrellata di discipline seguendo il filo conduttore del paradosso quale protagonista.
A partire dalle illusioni sensoriali, attraverso la filosofia antica e contemporanea, verso i paradossi logici e matematici, Odifreddi mette alla prova la nostra idea del mondo.
"La soluzione dei paradossi può quindi venire soltanto da una teoria che colleghi le affermazioni del linguaggio ai fatti del mondo" (pag. 153).
Non mancano alcuni frammenti gustosamente "leggeri", a tratti anche divertenti.
Un assaggio (pag. 145): "Un giorno un padre, dopo che il figlio ne aveva detta una grossa, lo trascinò al Ponte dei Bugiardi, dicendogli che era così chiamato perché sarebbe crollato se un bugiardo l'avesse attraversato. Il bambino si spaventò, e confessò la bugia. Ma il ponte crollò ugualmente quando il padre lo attraversò, perché egli aveva ovviamente mentito. Non esiste, infatti, nessun Ponte dei Bugiardi".
lunedì 21 gennaio 2008
LA SCOMPARSA DEI FATTI - Marco Travaglio
Che fatica leggere Travaglio!Stile conciso, diretto, lessico appropriato e di uso comune, linguaggio giornalistico. Scorrevole.
Ironico, a tratti molto divertente davvero.
Eppure faticoso.
Ogni sua frase è un macigno.
Tratta contenuti di una pesantezza non misurabile.
"La scomparsa dei fatti" è, tra i suoi libri che ho iniziato, il più "leggero".
Racconta della triste realtà in cui versa l'"informazione" di massa in Italia. Che tace, distorce, elabora, manipola ... in poche parole mente.
In modo consapevole, a volte criminale, nel vero senso della parola.
Il contenuto è chiaro: i media italiani nascondono sistematicamente i fatti (in vari modi, più o meno palesi, più o meno ingegnosi), sostituendoli con un vuoto girotondo di vuote parole.
Non dicono nulla, e pretendono che non ce ne accorgiamo (e purtroppo spesso hanno ragione!).
Come commentare questa chicca di lucida denuncia? Spero che l'autore non ne abbia a male: vorrei riportare testualmente, tra i tanti da lui citati, il caso della "notizia senza nome".
Che, come troppo spesso succede, se non fosse tragico sarebbe davvero comico. Esilarante, azzarderei.
Il 27 novembre 2005 l'Usigrai, il primo sindacato dei giornalisti Rai, dirama un comunicato del suo segretario Roberto Natale:
Le informazioni sul processo romano a Cesare Previti, che oggi i lettori del Corriere della Sera hanno trovato a pagina 18, erano in possesso, nelle stesse modalità, del titolare milanese della cronaca giuiziaria della Rai, Carlo Casoli. La notizia è rimasta però nella sua penna; nessuna delle quattro testate nazionali (i tre tg e il Giornale radio) ha voluto ieri mandare in onda il servizio o dare la semplice informazione. E poiché le vicende serie hanno talvolta un aspetto comico, Casoli si è anche sentito fare, da una delle quattro testate, una proposta singolare; "Mandaci pure il servizio, ma per cortesia non fare nomi". Evidentemente la preoccupazione di offrire un nuovo fianco a critiche già roventi è più forte dei doveri di correttezza dell'informazione. Questa la situazione della Rai di oggi, che il presidente del Consiglio ama invece immaginare impegnata nella militanza antiberlusconiana.
Lo strepitoso Travaglio riporta i dettagli di questo fatto grottesco, e si lancia nella stesura di un pezzo da manuale, da lui stesso introdotto così:
... E' un vero peccato, comunque, che Casoli abbia gettato la spugna, perché il servizio senza nomi avrebbe fatto il giro del mondo e sarebbe stato studiato in tutte le scuole di giornalismo dell'orbe terracqueo. Proviamo ad immaginare il testo [...]
Buonasera. Oggi la Procura di una nota capitale europea, che non citiamo per mantenere la suspense, ha chiesto il rinvio a giudizio di un noto parlamentare di una repubblica che si affaccia sul Mediterraneo (e che non nominiamo per la legge sulla privacy). L'uomo, di professione avvocato, già ministro della Difesa, membro di un importante partito (che non nominiamo per rispetto del pubblico più impressionabile) e braccio destro del capo del governo uscito a sua volta da vari processi per amnistia, attenuanti generiche, prescrizioni o depenalizzazioni dei suoi reati varate da lui medesimo, è accusato di avere corrotto un perito del Tribunale (il cui nome non citiamo per non offendere il comune senso del pudore) affinché liquidasse un megarisarcimento pubblico non dovuto alla società di un petroliere (il cui nome tacciamo per rispetto dei minori all'ascolto). Grazie per la cortese attenzione e a voi tutti buonasera.
Non serve commento. Se non fosse davvero tanto tragico, tutto ciò sarebbe molto, molto comico.
Marco Travaglio cita tra gli altri Josef Pulitzer, e con lui vorrei concludere (consigliando naturalmente a tutti di leggere - e far leggere - questo saggio imprescindibile):
"Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza. Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li getterà via. La sola divulgazione di per sé non è forse sufficiente, ma è l'unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri".
"La Scomparsa dei Fatti" - Marco Travaglio (2006)
sabato 15 dicembre 2007
IL MERCANTE D'ACQUA - Francesco Gesualdi
Un agile racconto, che, con parole semplicissime ed una narrazione scorrevole e quasi "infantile", ripercorre le tappe del capitalismo dalla sua nascita, denunciando con forza l'insostenibilità di un sistema che tende all'autodistruzione.Protagonista di questo breve romanzo è l'acqua, diritto inalienabile, indispensabile alla vita, a rappresentare il bene comune, ogni bene comune.
Tema centrale è infatti la cosiddetta "tragedia del bene comune".
Il racconto, al limite del puerile nel linguaggio e nella trama esplicita, risulta essere un'intelligente e purtroppo azzeccata metafora del nostro mondo.
Quella che sembra una realtà ormai immodificabile, appare come una fase transitoria da cui è possibile recedere con la forza dell'unione e dell'intelligenza, per recuperare una vita a misura d'Uomo senza rinunciare ai privilegi "veri" che il progresso e le tecnilogie sono in grado di offrirci.
Soprattutto, senza rassegnarsi necessariamente a rinunciare alla nostra salute, all'ambiente in cui viviamo, ai diritti che ci spettano in quanto esseri viventi. E senza dover tendere alla prevaricazione sugli altri per garantire la propria sopravvivenza.
domenica 11 novembre 2007
BUSKASHI - Gino Strada

9 settembre 2001. Islamabad: attentato al comandante Massud, leader dell'opposizione afghana ai talebani, e buon amico di Gino Strada.
venerdì 28 settembre 2007
DISTACCHI E ALTRI ADDII - Gianna Schelotto
Un breve saggio molto divulgativo. Con stile leggero e scorrevole l’autrice presenta alcuni esempi di separazioni (dal partner, dalla famiglia di origine, a seguito di un lutto, da una situazione abituale, da luoghi e persone, dalla propria gioventù, ... ), analizzandone i risvolti e le conseguenze.A prima vista negative, ma che a ben guardare hanno spesso la funzione di permettere il cambiamento, la crescita, la naturale evoluzione che accompagna gli esseri umani.
Contenuti a tratti scontati, a volte imprecisi, con qualche trovata originale.
Un’agile "lettura da spiaggia”, che potrebbe diventare un simpatico spunto di riflessione.
SE UNA NOTTE D’INVERNO UN VIAGGIATORE – Italo Calvino

Un metaromanzo.
Protagonista il lettore, ambientato nella lettura.
Più libri che compongono un non-libro. Narrazioni iniziate e sempre interrotte da parte di un Lettore che vorrebbe portarle a termine.
Filo conduttore che rende omogeneo ed organico un racconto frammentario e frammentato in abbozzi di storie e narrazioni è il piacere di leggere. Nelle sue componenti, con le sue sfumature, con la soggettività che lo contraddistingue.
E anche il dubbio tormentato dello scrittore, che vorrebbe cogliere le aspettative, il giudizio, gli stati d’animo dei suoi lettori. Senza riuscire, perchè è nella lettura che un testo scritto assume il suo significato. Diverso per ogni persona, differente a seconda del momento.
Un abile esercizio di stili, estremamente scorrevole in alcuni punti, un tantino più pesante in altri. Un metaromanzo che ciascun lettore non può non apprezzare.
mercoledì 18 luglio 2007
PROIBITO PARLARE - Anna Politkovskaja
Assassinata sulla porta di casa il 7 ottobre 2006, l'autrice di questa agghiacciante raccolta di articoli e notizie su luoghi a noi troppo lontani, e di cui troppo poco si sente parlare, rende un'immagine della Russia troppo simile al Cile di Pinochet.E’ una giornalista.
Racconta di soprusi, torture, ingiustizie, …
“… Una volta restituito ai parenti il corpo di Timur, è venuto fuori che i segni di un’acuta insufficienza cardiaca in realtà erano: ossa di gambe e braccia rotte, ferite di coltello su tutto il corpo, numerose bruciature di sigaretta sulla pelle, segni di numerosi morsi di cani, dita di mani e piedi schiacciate e tumefatte, unghie strappate, orecchie forate in più punti, un buco nel fegato, ossa temporali frantumate, zona inguinale violacea, la parte bassa della schiena nera per le percosse …” … “… i risultati della perizia ufficiale del medico legale, secondo la quale la morte era avvenuta per arresto cardiaco e sul corpo non c’era nemmeno un graffio …”
Un libro scritto con linguaggio semplica, scarno, scorrevole.
Un libro dai contenuti pesantissimi, opprimenti, angoscianti.
Da leggere e su cui riflettere, anche se leggerlo fa male, anche se si preferirebbe non sapere.

















