domenica 25 maggio 2025

IL MIO ASSASSINO - Daniel Pennac

Va letto per ultimo, dopo aver terminato la saga Malaussene. 
Per fortuna c'è.

Capolinea Malaussene lascia appetito. Se ne vorrebbe di più. 

Nonnino, il Bambino Lassalve e la storia trascorsa dagli esordi di Pennac come scrittore fino all'ultimo suo libro scritto (finora, viene da aggiungere con speranza; Pennac è nato nel 1944, si vorrebbe scrivesse ancora, spesso e tanto). 

Nonnino prende forma, inizia ad agire, mentre Pennac mette in guardia chi legge dai pericoli dell'oggi. 

 "Non diversamente si uccide lo stato di Diritto. Con l'insulto pubblico, l'umiliazione, le botte e l'omicidio. I giovani intorno a me parlavano di astensionismo e io vedevo sguinzagliare le mute di cani feroci, la caccia aperta ai capri espiatori, il grande banchetto dell'odio esultante, le prede offerte alle belve di casa, la sanguinosa legge dello stato senza Diritto. Non ci saranno più sfide di opinioni, tesori miei, ma massacri di corpi." (p.77)

Uno spaccato dell'infanzia di Nonnino, e qualche scampolo di vita dell'autore. 
Verità e finzione, e stilla il dubbio che la realtà sia permeata di finzione. Forse no. 
come nella vita vera. 

Una promessa: Pennac sarà letto, o riletto.  

 

CAPOLINEA MALAUSSENE - Daniel Pennac

Un commiato.
Con il treno di sentimenti che qualsiasi commiato da persone care porta con sè. 

"Un gregge di pecoroni che morirà di sete parlando del bel tempo" (p. 33)

"Nell'auto elettrica, con il suo borsello sulle ginocchia e gli occhi fissi davanti a sè, Nonnino pensa alla menzogna. Non solo alle bugie dei suoi ragazzi. Alla menzogna in generale. La menzogna intima e quella pubblica. La menzogna come strumento di comunicazione, come modalità di governo, come strategia e come forza d'impresa. E' incredibile quel che puoi far bere all'elettore, al citadino, al cliente, al dipendente, al residente ..." (p. 34)

Nonnino. Figura sfuggente e solida. 
La mamma e il suo assente marito, compagno di Alzheimer. 
La famiglia Malaussene, squinternata e frammentata, eppure così funzionante. 
Rapimenti. Uccisioni. Misteri. 

Ma come ... dopo l'ultimo capoverso, la sospensione. 

E' la fine della saga Malaussene; Pennac ha dichiarato che non ne scriverà oltre. 
E' un commiato che lascia sapore amaro, perché si vorrebbe di più. 

Quell'albero genealogico graficamente proposto all'inizio, si trova come "repertorio" dopo la fine. 

Terminata la saga, un desiderio dimane possibile. 
Rileggerla tutta d'un fiato, da quel "Paradiso degli Orchi" tanto spiazzante, scritto più di 40 anni fa. 

Si va, prima, a scoprire "Il mio Assassino". 

 

 

 

venerdì 23 maggio 2025

RAGIONE E SENTIMENTO - Jane Austen

Ragione e Sentimento - Jane Austen
Romanzo "classico", d'altri tempi, scritto, in altri tempi, da un'autrice del suo tempo. 

Scorrevole, la lettura; racconta come la vita per le donne fose (sia?) quasi inscindibile da un rapporto personale con gli uomini. 

Ruoli e difficoltà economiche. 

Figure femminili descritte da chi lo può fare. 
Questa è forse la peculiarità del romanzo. 
Un occhio calato nei propri tempi, in grado di raccontare persone che tradizionalmente sono considerate accessori, tradizionalmente descritte da chi osserva (forse) ma non vive in prima persona la medesima condizione. 

Noioso, eppure sagace e tagliente. 
Denuncia quelle ipocrisie proprie del tempo (siamo in Inghilterra all' inizio del 1800), che possiamo riconoscere, diverse solo nella forma, anche ai giorni nostri. 

Quando muore il Signor Dashwood, tutto il suo patrimonio passa al figlio maggiore, il quale ben presto dimostra di non aver alcuna intenzione di farsi carico delle sorellastre, nate dal secondo matrimonio del padre. 
La seconda moglie e le tre figlie Elinor, Marianne e Margaret si trovano quindi ad affrontare una situazione economica difficilissima. 

La trama è mortalmente noiosa. 
Pregevole, nonostante ciò, l'ironia con la quale Austen descrive le idiosincrasie del proprio tempo, l'ipocrisia di rapporti superficiali guidati dalle apparenze, la prodonfa ingiustizia che recola l'assetto sociale.  

giovedì 22 maggio 2025

MADRE D'OSSA - Ilaria Tuti

Madre d'Ossa - Ilaria TutiStraziante empatizzare con la Commissaria Teresa Battaglia. 

Questo romanzo sferra colpi duri a chi legge, fin dalla prima pagina. C'è un mistero che si vuole risolvere, e quindi si legge. 

"Scegliere di non rispettare le regole non significa necessariamento rinunciare alla propria integrità morale, sa?" (p. 41)

"Massimo pensò che la gente diventava sempre più indifferente alle difficoltà altrui. Non siamo più abituati a incontrare davvero l'altro, riflettè" (p. 54) 

 Una serie di misteri tra loro collegati da un intreccio che Teresa Battaglia e la sua squadra male assortita andranno a cercare di dipanare. 

"Il tradimento di un'amicizia era per lei più profondo di quello d'amore, perché più subdolo, più inatteso". (p. 326) 

Bellissimo racconto, personaggi sfaccettati, cui ci si affeziona.  

Ogni volta, chiudendo il libro dopo averlo divorato si spera non sia l'ultimo. 
Si desidera leggere ancora di tutti i protagonisti e in particolare di lei, il cui destino è segnato, e che occupa il primo piano, quasi prima dell'intreccio narrativo in sé. 

La richiesta silenziosa e costante all'autrice è: parlaci ancora di lei" Che non sia l'ultimo racconto per questa straordinaria protagonista! 

Teresa Battaglia è viva.

 


mercoledì 21 maggio 2025

AMOROLOGIA - Teresa Cinque

Amorologia - Teresa Cinque

Guida (quasi) imparziale alle relazioni e al sesso

Un manualetto per migliorare il rapporto tra i sessi. 
Migliorare? Per costruire, eventualmente, un rapporto tra persone. Anche con sé stessi, con sé stesse. 

Semplice semplice, divertende, illuminante. 
Come sempre, probabilmente ignorato da chi più ne avrebbe bisogno. 

"La questione è: m'importa un cazzo di essere bella" (p. 91) 

 "Non è nè un compito (perchè non dipende da noi come siamo conformate), nè una responsabilità (perchè non dipende da noi come siamo conformate), nè un dovere (perchè non dipende da noi come siamo conformate) e soprattutto non fa la qualità delle persone che siamo. 
E' un dettaglio. Casuale. Effimero. E come tale andrebbe considerato.
" (p. 92)

Il tradimento (maschile) è un fatto naturale?

"Ecco un'altra stronzata patriarcale seminata, coltivata, annaffiata e cresciuta con lo scopo di rendere la vita più leggera per i maschi e un mezzo inferno per le donne". (p.94) 

 Interessante, e lampante per chi una volta nella vita si sia soffermato a pensare davvero alle differenze socialmente indotte tra i sessi, è la definizione di (p.95) Homo Naturalis vs. Femina Artificialis.

Del sesso senza amore (p.98), piccola riflessione autobiografica. 

Analizza, sviscera, riflette, Teresa Conque. 
Emblematica la considerazione (p.102): "L'unica risposta che mi viene da dare a riguardo a questo problema è che va messo in discussione". 

Lo afferma nel capitolo intitolato "Fedeltà", ma è un approccio che si può reputare costruttivo in moltissimi ambiti. 

"L'insegnamento funesto delle persone che ci trattano male è farci credere che hanno ragione loro e che quello che sentiamo noi è sbagliato" (p.117) 

Sul mentire, sulle bugie e il male che fanno in quanto tali. 
Ci offre uno spaccato che sarebbe gustoso se non portasse con sè quel retrogusto metallico che sente chi le menzogne altrui le ha subite. 

"L'amore cambia la vita, ma non guarisce le patologie" (p. 124)

"Tutto ha origine nell'infanzia. Direte sei fissata. No, è la vita che è fissata, raga, trovatemi qualcuno che non riporti da adulto qualche conseguenza di come l'hanno amato o non amato i genitori e vi do centomila euro".   (p.126)

"Sentirsi completamente al sicuro significa essere completamente morti" (p. 128)

"Che non si muore per amore è una gran bella verità (a meno che non ti ammazzi lui ma questa è proprio un'altra storia)" (p. 176)

Ci mette di fronte alla diseducazione sessuale delle donna (p. 241) 

Nel capitolo "Sesso Vaniglia" ci ricorda che "Le persone liberate sono notoriamente persone pericolose perchè tendono a pensare con la propria testa, a vedere le ingiustizie e pure a lottare per eliminarle". (p. 300)

Pubblicato nel 2022, ricorda molto il successivo "Autobiografia Clitoridea". 
Lettura consigliatissima. Leggera, con spessore. 

 

 

 

martedì 20 maggio 2025

TUTTI NELLA MIA FAMIGLIA HANNO UCCISO QUALCUNO - Benjamin Stevenson

 

Incipit intrigante, promette originalità.
Le prime pagine sono divertendi, la lettura è invogliata fin dal principio.


Che libro sarà? Un giallo? Un Thriller? Un saggio sulla scrittura di gialli?

Un burlone, l'autore. Ci dice cosa accadrà senza raccontare ciò che accadrà.
Esplicita, tace, manipola.

"Questo in narrativa si chiama anticipazione" (p.99)

"Se siete convinti che finora abbia giocato pulito, possiamo proseguire" (p. 116)

E' un giallo avvincente, leggero; tiene sulla corda come un giallo deve fare. 

E' originale nel modo; coinvolge chi legge, con questa sua faccia da meta-romanzo.
Il narratore si rivolge a chi legge, ammonisce, descrive, spiega. E raggira. O almeno ci prova.


Gioca "pulito", il narratore. Fornisce gli elementi per capire, e chi legge capisce.
La costruzione, o ricostruzione, dell'intreccio, però, non è immediata. Serve l'intervento del "detective" per mostrare il mosaico nella sua interezza. 

Convince più per la sua forma che per il contenuto; promosso, comunque, a pieno titolo.


Bello, divertente, intrigante. Ottimo romanzo "da spiaggia".

venerdì 9 maggio 2025

QUELLO CHE NON SO DI TE - Nicola Pettorino

 

Quello che non so di te - Nicola Pettorino
Gabriella, un passato plumbeo.
Zia Sara, un passato che incuriosisce.
Felicità pensata, atrocità vissute. 

Valerio Valeri, giornalista. Una vita spezzata. Un articolo scritto, in passato, su zia Sara. 

(p.25) La politica dello struzzo. 

(p.32) Quella del '43 fu un'estate particolare, il 25 luglio era caduto Mussolini e sembrava che il fascismo fosse finito e i fascisti spariti nel nulla. 

(p.44) Gli viene quasi da provare nostalgia per le vecchie cariatidi della prima repubblica.

Esiste un Filo Rosso (sic.) che accomuna la lotta Partigiana al Terrorismo delle BR?
Si può, facendosi guidare da un'idea giusta, commettere crimini ingiustificabili? 

Si può?
Qual è la differenza tra terroristi Rossi e Neri?

(p. 196) I protagonisti della seconda repubblica sono riusciti nell'impensabile impresa di far addirittura rimpiangere i lestofanti della prima.
E' proprio vero che non esiste limite al peggio.

Scorrevole, intrigante. La violenza, sia "di genere", o eversiva, o istituzionale, resa "legale" da scellerati al potere e da chi non ha il coraggio di opporvisi, attraversa le pagine di questo romanzo in cui la vita personale del protagonista deve fare i conti con una verità sconosciuta.
Chi era Claudia? Come sopravvivere alla morte della persona che si ama?
E' possibile andare avanti?

Un assassinio, una donna ammazzata. Tracce che riportano a galla il passato, sofferenze che cagionano ulteriori sofferenze. Politica, ideologia, vendetta?
Chi ha ucciso Gabriella?


giovedì 27 marzo 2025

IL CIMITERO DI PRAGA - Umberto Eco

 

Il Cimitero di Praga - Umberto Eco
Dubiti di tutto, riconosci il luogo in cui abiti. 

Geniale, intricato, complesso, ironico. Stupendo.

Divertentissime le velenose invettive del narratore; lucido e confuso. 

(p. 19) "Chi sono?

(p. 29) "Gli uomini non fanno mai il male così completamente ed entusiasticamente come quando lo fanno per convinzione religiosa"

Quanto è Storia e quanto è favola? Umberto Eco gioca con le parole, con i personaggi, con i fatti. Si trastulla, l'erudito, menando per il naso chi lo legge.

(p. 96)1848  "I miei compagni sussurravano anche dell'apparizione di un Manifesto dei Comunisti, sì che a esultare non erano solo gli studenti ma anche i lavoratori, e gli uomini di bassa condizione, tutti convinti che a breve avrebbero impiccato l'ultimo prete con le budella dell'ultimo re".

(p. 100) "A ciascuno il suo complotto"

(p. 138) Credibilità. "Gli agenti di polizia non sono dei letterati e non ce la fanno ad andare al di là di due o tre pagine".

(p. 140) Suffragio universale, unico rimedio contro la Democrazia. 

Possibile che ogni cambiamento sia solo apparente, che non ci sia mai scampo per il popolo, per le persone, per la gente comune?
Possibile che non ci sia speranza?

Una Spedizione dei Mille vera, immaginabile, romanzata, verosibile?
Non importa. 
Eco si diverte, e chi legge si diletta.
Riflettere, però, è automatico.
Complotti - veri o millantati? - e giochi di Palazzo.
Chi decide davvero la direzione in cui ci muoviamo?
Inevitabile pensare al presente. Al potere del Soldo e all'idiozia delle masse, che, non comprendendo la complessità, vedono complotti ove non ce ne sono, cieche e sorde alle reali trame che ci stanno precipitando, "complici e vittime", verso l'abisso.

Simone Simonini, il falsario smemorato, testimone diretto delle imprese dei Mille.

(p. 182) "Cosa conviene scrivere in un resoconto ufficiale? Quanto calcare la mano, quali colori usare? Cosa si vuole leggere (sentire, vedere)?
Ecco confezionata la verità.

(p. 186) "Non sempre però la verità che si costruisce per assecondare il Potere torna ancora comoda a quel potere che, nel frattempo, potrebbe aver cambiato idea".

(p. 188) "Evidentemente Simonini non aveva capito che nel governo sabaudo erano tutti massoni (tranne forse cavour ...)"

(p. 244) "... l'unico modo di controllare una setta eversiva è prenderne il comando, o almeno averne sul nostro libro paga i capi principali

(p. 232) " Immaginarsi come elemento necessario nell'ordine dell'Universo equivale, per noi gente di buone letture, a quello che è la superstizione per gli illetterati. Non si cambia il mondo con le idee".

(p.372) "La caratteristica principale della gente è che è pronta a credere a tutto. D'altra parte, come avrebbe potuto la Chiesa resistere per quasi duemila anni senza la credulità universale?"

(p. 408) "Non vi è nulla di più inedito di ciò che è già stato pubblicato"

(p. 432) Occorre un nemico.
"... chi non ha principi morali si avvolge di solito in una bandiera, e i bastardi si richiamano sempre alla purezza della loro razza".

Il Dio Soldo. L'unico vero protagonista, l'unico motore che anima, dirige, governa l'operato di [alcune] persone.
E' il Dio Soldo a fare davvero la Storia.
Complice e attore quell'altro tratto distintivo della specie umana, che comporta idiozia, ignoranza, stupidità, ignavia, esposizione a sistematici bias, incapacità di analisi, memoria corta. 

Gran romanzo. Del resto, l'autore è immenso.




martedì 11 marzo 2025

SOLEDAD - Maurizio De Giovanni

SOLEDAD - Maurizio De Giovanni
Solitudini.
Sono tempi sempre più bui. Leggi razziali, discriminazione mortale, assassina. 

C'è chi fugge, c'è chi torna.
L'Europa è una trappola mortale, ma ancora questo sembra non essere chiaro.

Una ragazza uccisa in casa propria.
Unica potenziale testimone, la madre immobilizzata a letto, nella stanza accanto.
Il Commissario Ricciardi indaga.

Il commissario Ricciardi, chiuso nel proprio dolore, allietato solo dalla presenza di Marta, una bambina saggia e speciale, non "vede".
Non sarà il dott. Modo ad aprirgli gli occhi, ma il suo superiore, entusiasta sostenitore del Fascismo, entusiasta e convinto, finchè non scoprirà che il Fascismo tradisce, che nessuno è al sicuro, e obbliga a una scelta.

A quanto pare, non abbiamo imparato nulla, dalla Storia.


mercoledì 19 febbraio 2025

CAMINITO - Maurizio De Giovanni

 

Caminito - Maurizio De Giovanni
1939. Un (altro) aprile del Commissario Ricciardi.

Ne "Il Pianto dell'Alba" De Giovanni gioca un tiro crudele a chi legge.

Cinque anni dopo, la vita prosegue, ci sono due giovani, una coppia, morti ammazzati.

Una cantante triste e nostalgica dall'altra parte del mondo. Tutto cambia, ma non la voce di Laura, non i sentimenti.

Una bambina, Marta, porta gioia nei cuori straziati del padre e del nonno.
E' una bambina dotata, è facile innamorarsi di lei. Ha in sè molto della madre che non ha conosciuto.
Giulio Colombo, padre di Enrica e suocero del Commissario Ricciardi, deve cedere la propria attività a la propria vita al genero, per via delle Italiche Leggi Razziali. 

Il dottor Modo, consapevole eppure ingenuo, vede bene ciò che attorno accade, e non si capacita che persone rette, integre e intelligenti non riescano a capire.

(p. 152) "E' il suo mondo, quello che si sta preparando ora. Il suo futuro, il posto in cui dovrà vivere. Sei tu quello che dovrebbe aprire gli occhi. Io di figli non ne ho, potrei fottermene e vivere tranquillo gli anni che mi restano, standomene a guardare quello che sucede e facendomi due risate alle spalle di questi buffoni. Ma stanno accadendo cose brutte, e solo un cieco o un fesso può non accorgersene."

Ricciardi mette alla prova la figlia, vuole sapere se ha ereditato da lui "Il Fatto".

Maione, il gigantesco Brigadiere, rischia di perdere l'ultima figlia acquisita.

Il caso è risolto, chi ha ucciso i ragazzi è ormai noto.
La Giustizia non restituisce la vita a chi è morto, nè a chi sopravvive.

Garzo, il solerte arrivista, riceve una lista.
E, finalmente, capisce.

Tempi bui, che somigliano troppo al presente.

sabato 4 gennaio 2025

TRILOGIA DELLA CITTA' DI K. - Agota Kristof

1986-1988-1991

Il grande Quaderno

La Prova

La Terza Menzogna

Una trilogia terribile e bellissima. Un libro in tre; si divora.
Amandolo, odiandolo. Intuendo, comprendendo, accogliendo stupore, dolore, coraggio, incredulità.

Un gioco, un inganno, una storia vera, una finzione. 

Le vicende di questi due gemelli incredibili.
Il contesto è la seconda Guerra Mondiale.
La Grande Città contrapposta alla Piccola Città. Non luoghi che hanno un sapore conosciuto. 

Violenza, solidarietà, crudeltà.
La prosa è secca, cruda, è una cronaca distaccata che precipita chi legge in ogni avvenimento narrato.

Stupendo, tremendo, necessario.

venerdì 15 novembre 2024

I SOMMERSI E I SALVATI - Primo Levi

 

"E' AVVENUTO, QUINDI PUO' ACCADERE DI NUOVO" (p. 157)

Nella prefazione Tzvetan Todorov punta il dito contro le persecuzioni che Israele pone in atto nei confronti del Popolo Palestinese.
Oggi stiamo inermi e incapaci di prendere posizione contro quello che sì, è diventato un genocidio. 

Colpevoli, nella nostra indifferenza.
Perché il male è banale. (VIII - prefazione). 

Una lucida analisi della natura umana; dell'unicum costituito dai lager nazisti.
Come si comporta l'essere umano in condizioni disumane?
C'è qualcuno che si salva?
C'è una zona grigia in ogni situazione.

"Ogni vittima è da piangere, ed ogni reduce è da aiutare e commiserare, ma non tutti i loro comportamenti sono da proporre ad esempio. L'interno dei Lager era un microcosmo intricato e stratificato; ..." (p. 10)

"La memoria è uno strumento meraviglioso ma fallace." (p.13)

" ... è difficile difendersi da un colpo a cui non si è preparati." (p. 26)

"Il privilegio, per definizione, difende e protegge il privilegio." (p. 28)

"E' compito dell'uomo giusto fare guerra ad ogni privilegio non meritato, ma non si deve dimenticare che questa è una guerra senza fine. Dove esiste un potere esercitato da pochi, o da uno solo, contro i molti, il privilegio nasce e prolifera, anche contro il volere del potere stesso; ma è normale che il potere, invece, lo tolleri o lo incoraggi." (p. 29)

"... quanto più dura è l'oppressione, tanto più è diffusa tra gli oppressi la disponibilità a collaborare col potere." (p.30)

Questo è un libro fondamentale. Un'analisi disincantata che - ahinoi - appare attualissima.
Quel "dopo" narrato, sviscerato, descritto, analizzato, assomigila molto a questo nostro "prima"; un prima che non vogliamo riconoscere. 

Chissà se un giorno qualcuno potrà chiederci "perchè non siete fuggiti prima?", o se questa volta l'annientamento avrà successo?

"La colpa vera, collettiva, generale, [...] è stata quella di non avere avuto il coraggio di parlare". (p. 144)


lunedì 28 ottobre 2024

LA TREGUA - Primo Levi

La tregua[La vergogna] ... "quella che il giusto prova davanti alla colpa commessa da altrui, e gli rimorde che esista, che sia stata introdotta irrevocabilmente nel mondo delle cose che esistono, e che la sua volontà buona sia stata nulla o scarsa, e non abbia valso a difesa." (p.4)

Dopo Auschwitz, il ritorno a casa. Pochi superstiti, "fortunati".
Un viaggio che dura un anno.

"A Slizk, nel luglio 1945, sostavano diecimila persone; dico persone perché ogni termine più restrittivo sarebbe improprio". (p. 117)

Un viaggio accidentato, incerto, duro. La fine della guerra, la fine della deumanizzazione nel campo di sterminio non è pace ritrovata.
Si attraversano luoghi, si incrociano persone, si ripensa a un passato recente e impensabile, e a uno meno recente, e più difficile da rievocare.

"Rimanemmo a Staryje Doroghi, [...] per tre lunghi mesi: dal 15 luglio al 15 settembre del 1945.
Furono mesi di relativo benessere, e perciò pieni di nostalgia penetrante. La nostalgia è una sofferenza fragile e gentile, essenzialmente diversa, più intima, più umana delle altre pene che avevamo sostenuto fino a quel tempo; percosse, freddo, fame, terrore, destituzione, malattia.
" (p. 137)

Kazàtin.
"... la cesura di Auschwitz, che spaccava in due la catena dei miei ricordi" (p. 180)

C'è un evento spartiacque nella vita di molti, un evento che divide in prima e dopo la catalogazione degli avvenimenti che ci riguardano. 

"Non avevamo provato alcuna gioia nel vedere Vienna sfatta e i tedeschi piegati: anzi, pena; non compassione, ma una pena più ampia, che si confondeva con la nosta stessa miseria, con la sensazione, greve, incombente, di un male irreparabile e definitivo, presente ovunque, annidato come una cancrena nei visceri dell'Europa e del mondo, seme di danno futuro". (p. 194)

Il risveglio
"Eravamo stanchi di ogni cosa, stanchi in specie di perforare inutili confini" (p. 197)

"Quanto di noi stessi era stato eroso, spento? Ritornavamo più ricchi o più poveri, più forti o più vuoti?" (p. 199)
"Il veleno di Auschwitz"

Il ritorno, il risveglio e un incubo che rimane reale.
Cosa può fare l'essere umano ad altri esseri umani?

Ferite inguaribili, tuttora inferte.
Impunemente e tra l'indifferenza di chi non se ne sente partecipe.
Indifferenza che è complicità.

La banalità di un male che non cessa né si cancella.



giovedì 10 ottobre 2024

SE QUESTO E' UN UOMO - Primo Levi

 

"Mi pare superfluo aggiungere che nessuno dei fatti è inventato"
(Primo Levi, Introduzione)

E infine l'ho letto.
Terribile perché vero. Un resoconto agghiacciante di ciò che è stato, di ciò che è stato ripetuto, di ciò che è ancora.

"Se dovessero uccidervi domani col vostro bambino, voi non gli dareste oggi da mangiare?" (p.8)

Quei vagoni, di cui tanto si era sentito parlare.
"Questa volta dentro siamo noi" (p.9)

Cosa accade quando a un uomo, a una persona, viene tolto tutto?
" ... accade facilmente, a chi ha perso tutto, di perdere sè stesso ... " (p.19) 

"Guai a sognare. Il momento di coscienza che accompagna il risveglio è la sofferenza più acuta. Ma non ci capita sovente e non sono lunghi sogni noi non siamo che bestie stanche". (p.37).

" ... pure già so ormai che è nel normale ordine delle cose che i privilegiati opprimano i non privilegiati: su questa legge umana si regge la struttura sociale del campo." (p.37)

"Noi non ritorneremo. Nessuno deve uscire di qui, che ptrebbe portare al mondo, insieme col segno impresso nella carne, la mala novella di quanto, ad Auschwitz, è bastato animo all'uomo di fare dell'uomo". (p.49)

"Per qualche ora, possiamo essere infelici alla maniera degli uomini liberi" (p.72)

Come raccontare ciò che si prova nel leggere questa cronaca straziante? Cosa si prova?
Troppo duro. Cosa aggiungere alle parole di Primo Levi? Al racconto, alle considerazioni, alle analisi? 

La Natura Umana, sotto tutti i nostri occhi, è sempre la stessa:
" ... si offra ad alcuni individui in stato di schiavità una posizione privilegiata, un certo agio e una buona probabilità di sopravvivere, esigendone in cambio il tradimento della naturale solidarietà coi loro compagni, e certamente vi sarà chi accetterà." (p.87)

Le basi psicologiche della sopraffazione. Del potere che le persone più spietate possono esercitare con la complicità di chi si illude di poter raggiungere una posizione di privilegio.
E' il fondamento su cui si struttura il nostro mondo.
La nostra Cecità fa sì che non ce ne accorgiamo.

Come è possibile? Come è possibile sopravvivere a questo? Come è possibile che questo sia avvenuto?
Sopravvivere?
Si insinua una certezza - fallace? Non sopravvivrei, non si sopravvive.
Mentre è sotto gli occhi - ciechi - di ogni persona che ciò che è accaduto è possibile. E come è accaduto ciò che è stato. 

La bestia umana è ignava, inerte, indifferente testimone, perpetuamente, di tali atrocità.
Che non vuole vedere finchè non si abbattono contro la propria persona.
E allora, le altre persone resteranno cieche e sorde. 

L'odio sopravvive nell'indifferenza. 

Appendice (1976)

"I lager nazisti sono stati l'apice, il coronamento del fascismo in Europa, la sua manifestazione più mostruosa; ma il fascismo c'era prima di Hitler e di Mussolini, ed è sopravvisuto, in forme palesi o mascherate, alla sconfitta della seconda guerra mondiale. In tutte le parti del mondo, là dove si comincia col negare le libertà fondamentali dell'Uomo, e l'uguaglianza fra gli uomini, si va verso il sistema concentrazionario, ed è questa una strada su cui è difficile fermarsi."(p. 181)

Qual è la differenza tra i lager tedeschi e quelli Russi? 






giovedì 30 maggio 2024

LA NATURA ESPOSTA - Erri De Luca

 

Una storia di viaggi forzati e di esili.

Un contrabbandiere di persone deve allontanarsi dalla propria casa, dal paese in montagna dove ha sempre vissuto. 

Approda vicino al mare, dove trova un incarico che gli permette di restare, almeno un po'.
Da scultore qual è, deve restaurere una stadua in marmo, un ennesimo Cristo in croce, che si rivelerà un autentico capolavoro. 

Con i suoi versi in prosa De Luca regala immagini crude, appassionate, toccanti e inverosimili.

"Non le ho fatto vedere il blocchetto dentro il tascapane. Mi piace sentire il suo peso, averne il pensiero costante. Mi affeziono. Succede qualche volta con un libro. Me lo porto addosso anche negli attraversamenti, potendolo aprire per poco all'andata, di più al ritorno. E' una finestra in tasca, per cambiare l'aria." (p.91)

Consigliatissimo: appassiona e intriga.

VIOLETA - Isabel Allende

VIOLETA - Isabel Allende
Non la Pandemia!
E' il 1920 e anche il Sudamerica è raggiunto dall'influenza Spagnola. 
L'inizio, la nascita di Violetta, è subito inserito in questo contesto in cui si descrive un parallelo con il 2020. 
Si legge comunque, perché Allende è Allende, però la prima sensazione è di sgomento. 

La lunga vita di Violeta. 
Privilegiaa e sfortunata, intrepida e ingenua. 
Il Cile, casa amata e martoriata. 
Un secolo di storia attraversato con l'accompagnamento della vita di una donna. 

E' un già letto, è un terreno familiare quello in cui ci si inoltra leggendo Isabel Allende. 
Non è noioso, è piacevole. La lettura scorre attraverso persone, ambienti e contesti in cui è piacevole immergersi. 
Con il solito macigno sul petto quando si ripercorrono gli anni della dittatura Cilena e Argentina. 

Uno strazio tanto più più forte quanto più si pensa che nulla è cambiato, e che anche ora, con il beneplacido e l'appoggio dei "nostri" governi e l'indifferenza delle persone comuni, gli stessi massacri, torture, crimini vengono compiuti in troppe parti del mondo. 

Violeta vive la propria personale vita, attraversta da gioia, dolore, strazio, amore, incanto e disillusione; lascia questo racconto in eredità a colui cui lo deve. 

martedì 28 maggio 2024

L'ESTATE FREDDA - Gianrico Carofiglio


Un giallo ben scritto, crudo e intrigante. 

E' l'estate 1992, siamo a Bari. 
Morti ammazzati, criminalità organizzata. 
Un bambino rapito. 

Le sfumature di grigio tra il bene e il male. 
Qual è il bianco? Quale il nero?

23 maggio 1992, l'illusione di una rinascita dopo una ennesima, atroce, sconfitta. 

Una speranza che l'autore ci vuole instillare. 
Una speranza, dopo più di 30 anni, cui non si riesce ad aggrapparsi.  

 

lunedì 27 maggio 2024

IL MONDO DEVE SAPERE - Michela Murgia

 

Poche, tragiche, esilaranti (non fosse tragico sarebbe comico) pagine sul Mondo delle vendite, in cui e di cui tutti sono vittime. 

Scanzonata e pungente come sè stessa, una acerba e matura Murgia racconta il vero.
Farcendolo con tagliente ironia, senza esagerate nulla.
Surreale e verissimo.

E' un manualetto di sopravvivenza, utile per i bersagli di queste macchine infernali che non si fermeranno. Al contrario. 

Andrebbe portato nelle scuole e tenuto in ogni casa.
Per formare le vittime alle risposte adeguate da fornire a chi ci chiama per vendere Mostri, nella malaugurata eventualità che risponderemo. 

Da leggere, da regalare, da ricordare.

A VOLTE RITORNO - John Niven

Un concentrato di stereotipi e di clichè. 

L'incipit, le prime pagine, sono un già visto, già sentito, niente di originale con la pretesa di essere divertente.

Migliora, poi.
Trasporta chi legge nello spietato mondo capitalista che ben conosciamo; esagerato perché negli USA Idiocracy non è solo un film. 

Simpatico, leggero.

Diretto, prevedibile eppure gustoso. Statunitense, semplice.
Amaro in modo impercettibile, contiene alcune trovate interessanti, qualche immagine davvero esilarante.

La migliore, un certo ciondolo, che si incontra nelle ultimissime pagine.


 

domenica 26 maggio 2024

ALZAIA - Erri De Luca

 

Poesia in prosa, i testi di Erri De Luca.
Frammenti di immagini, concetti, pensieri.
Delicato, sempre.

AQUILONE ci presenta gli inservibili e gli adeguatisi.
"Ti si è rotto l'aquilone? Lo spago tienilo". (p.15)

Piccole riflessioni, pensieri giustapposti.
Immagini, interpretazioni.

CAINO
La pena di morte. "In fin dei conti è proprio sul modo di sbarazzarsi dei carnefici che si gioca lo scacco". (p.22)

Riferimenti aperti e costanti alle scritture religiose, al Talmud, all'ebraismo.
Metafore delicate o pungenti.
Noiose.
Per chi ama altro tipo di spititualità che non sia riferita a una setta, noioso.
Anche se interessante è l'intreccio di parole, ammirevole l'erudizione, toccante la forma.
Erri De Luca non è credente, dichiara.
Non parla per fede. Ha studiato e ci racconta le "scritture" per puro amore intellettuale ed estetico.

Le raccolte di piccoli ricami che sono i libri di De Luca restano preziose, toccanti, stimolanti.
Difficile resistere, di fronte ai tanti minuscoli volumetti da lui creati. Difficile rinunciare a immergersi nei microscopici e immensi mondi che evoca.