E' il 1920 e anche il Sudamerica è raggiunto dall'influenza Spagnola.
L'inizio, la nascita di Violetta, è subito inserito in questo contesto in cui si descrive un parallelo con il 2020.
Si legge comunque, perché Allende è Allende, però la prima sensazione è di sgomento.
L'inizio, la nascita di Violetta, è subito inserito in questo contesto in cui si descrive un parallelo con il 2020.
Si legge comunque, perché Allende è Allende, però la prima sensazione è di sgomento.
La lunga vita di Violeta.
Privilegiaa e sfortunata, intrepida e ingenua.
Il Cile, casa amata e martoriata.
Un secolo di storia attraversato con l'accompagnamento della vita di una donna.
E' un già letto, è un terreno familiare quello in cui ci si inoltra leggendo Isabel Allende.
Non è noioso, è piacevole. La lettura scorre attraverso persone, ambienti e contesti in cui è piacevole immergersi.
Con il solito macigno sul petto quando si ripercorrono gli anni della dittatura Cilena e Argentina.
Uno strazio tanto più più forte quanto più si pensa che nulla è cambiato, e che anche ora, con il beneplacido e l'appoggio dei "nostri" governi e l'indifferenza delle persone comuni, gli stessi massacri, torture, crimini vengono compiuti in troppe parti del mondo.
Non è noioso, è piacevole. La lettura scorre attraverso persone, ambienti e contesti in cui è piacevole immergersi.
Con il solito macigno sul petto quando si ripercorrono gli anni della dittatura Cilena e Argentina.
Uno strazio tanto più più forte quanto più si pensa che nulla è cambiato, e che anche ora, con il beneplacido e l'appoggio dei "nostri" governi e l'indifferenza delle persone comuni, gli stessi massacri, torture, crimini vengono compiuti in troppe parti del mondo.
Violeta vive la propria personale vita, attraversta da gioia, dolore, strazio, amore, incanto e disillusione; lascia questo racconto in eredità a colui cui lo deve.

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