Ex Libris Libertas: chi meglio legge meglio pensa. "Il verbo leggere non sopporta l'imperativo, avversione che condivide con alcuni altri verbi: il verbo "amare", [...] il verbo "sognare" [...]" - Daniel Pennac ("Come un Romanzo").
domenica 10 agosto 2014
giovedì 29 maggio 2014
IL QUARTO D'ORA GRANATA - Nicola Pettorino
Un romanzo che scorre, si legge in poco tempo.
Vite che si intrecciano in una Torino contemporanea.
I personaggi sono caratterizzati in modo semplice, netta la separazione tra il "bene" ed il "male".
Una storia delicata, tematiche particolarmente "pesanti" affrontate semplicemente, quasi sfiorate.
Un senzatetto, una madre sola, un bambino affidato ai servizi sociali.
Molte ingiustizie ed una colonna mobile di solidarietà.
Molte ingiustizie ed una colonna mobile di solidarietà.
Un tantino poco realistico nel buonismo che lo pervade, questo breve romanzo è un'ottima compagnia per una lettura disimpegnata ma non superficiale.
Vite vere, vite difficili. Persone che si incontrano. Legami che vanno oltre le apparenze. Storie di condivisione. Miscugli di varia umanità.
Quando tutto sembra perduto, quando un futuro non pare possibile, offrire un aiuto a chi è altrettanto in difficoltà può rappresentare un'ancora di salvezza. Ed essere l'avvio verso un nuovo inizio.
Un libro benefico: il ricavato della vendita del libro devoluto interamente all'associazione Amici dei Bambini Cardiopatici dell'Ospedale Regina Margherita di Torino.
Consapevole del fatto che il mio giudizio non può essere oggettivo, poiché questo libro riveste un particolare valore affettivo per me, ne consiglio la lettura tutta d'un fiato, in una parentesi di evasione.
domenica 25 maggio 2014
LO SCALPELLINO - Camilla Lackberg
Il terzo romanzo giallo di Camilla Lackberg.
Libri che "devono" essere letti nell'ordine, per seguire le storie dei protagonisti oltre alla trama legata al "giallo".
Piacevoli letture. Da spiaggia, buona compagnia per distrarsi dalla vita vera.
martedì 31 dicembre 2013
RIPRENDERSI LA VITA - Alice Miller
L'ultimo saggio di Alice Miller, alla ricerca della verità per ritrovare il proprio vero sè.
L'autrice denuncia anche qui come l'accettazione della menzogna come un fatto normale sia devastante per le persone. E che sia purtroppo "istituzionalizzata".
Si riferisce alle ingiustizie in senso lato subite nell'infanzia, perpetrate ad opera delle figure di riferimento, in particolare quelle parentali.
"Solo l'indignazione espressa da altri potrebbe aiutarli ad avvertire la propria e a ribellarsi contro la menzogna. Se però praticamente non esiste nessuno che fornisca quest'assistenza morale, se tutte le autorità sono solidali con la menzogna, la depressione sarà per così dire una via obbligata."
"Proviamo ad immaginarci una persona che voglia intraprendere un lungo percorso a piedi e che appena partita si storca una caviglia. Anche se cerca di ignorare il dolore e di proseguire nel cammino perché le piace compiere quel percorso, gli altri si accorgeranno prima o poi che zoppica. Le chiederanno che cosa le sia succsso. Essa racconterà la propria storia, loro capiranno perchè zoppica e le consiglieranno di farsi curare,
Le cose vanno in modo ben diverso quando si tratta delle sofferenze provate nell'infanzia e che nella vita di una persona svolgono un ruolo simile a una distorsione all'inizio di una camminata. Non le si può scaccire "prendendole con filosofia". Si faranno sentire per tutto il percorso, con la differenza però che di regola nessuno vi presterà attenzione."
Particolarmente interessanti sono le riflessioni sull'odio, che non è in sé stesso un sentimento negativo, se consapevole e "ben indirizzato", in modo responsabile e controllato.
La Miller distingue l' "odio latente deviato" - pernicioso, cristallizzato e accompagnato da perversioni, perché inconsapevole e mai del tutto compreso, troppo spesso anzi ingiustamente represso - dall' "odio conscio, reattivo" - che, se vissuto fino in fondo in modo consapevole può essere smussato e, anche se rivissuto più volte perché sia davvero compreso, non è accompagnato da azioni distruttive e non è pericoloso - dall' "odio legittimo" per una persona che ci tormenta nel presente, sul piano sia fisico sia psichico [...]
La Miller distingue l' "odio latente deviato" - pernicioso, cristallizzato e accompagnato da perversioni, perché inconsapevole e mai del tutto compreso, troppo spesso anzi ingiustamente represso - dall' "odio conscio, reattivo" - che, se vissuto fino in fondo in modo consapevole può essere smussato e, anche se rivissuto più volte perché sia davvero compreso, non è accompagnato da azioni distruttive e non è pericoloso - dall' "odio legittimo" per una persona che ci tormenta nel presente, sul piano sia fisico sia psichico [...]
Troppi gli argomenti, perché siano riassunti qui in poche righe.
Alice Miller ha scritto saggi molto interessanti, probabilmente piuttosto ripetitivi nei temi, ma di cui probabilmente c'è ancora bisogno.
Sono divulgativi, poco scientifici, ma stimolano riflessioni.
Il fatto che i concetti espressi suscitino ancora tante resistenze è indicativo. Concetti scomodi per chi non possieda le risorse cognitive o emotive per comprenderli a fondo.
Ne consiglierei la lettura a tutti, a partire dalla tarda adolescenza.
venerdì 20 dicembre 2013
martedì 29 ottobre 2013
LA TRACCIA DELL'ANGELO - Stefano Benni
Stefano Benni.
Le multinazionali farmaceutiche, le dipendenze legalizzate.
Breve romanzo delicato.
Morfeo ha un incidente da bambino.
Una diagnosi affrettata lo precipita nell'incubo della dipendenza farmacologica.
Una diagnosi affrettata lo precipita nell'incubo della dipendenza farmacologica.
"Morfeo aveva adesso trentotto anni, e ogni tanto era depresso e se ne accorgeva. Il dottor Poiana aveva cinquantotto anni, era depresso ma non lo sapeva."
"[...] la sua ultima, dolorosa libertà. I suicidi sono ognuno diverso dall'altro. Non giudicateli. Pietà, immensa pietà per loro. E per qualcuno, onore al coraggio. E lapidi come per tutti e una foto sul comodino. Le foto durano sempre più di noi. buffa cosa chiamarle istantanee".
"Pensava che la chimica gli era amica, e non si sentiva in pericolo".
"Lui mi ha insegnato a tenere il malato spento, controllato col nostro potere chimico e celestiale. Sena prendersi mai nessuna responsabilità".
"[...] l'unico limite di una passione è la passione"
"Il mondo è un enorme ospedale.
Tutti cerchiamo di guarire, di non soffrire troppo, di uscirne vivi ancora una volta, di cambiare qualcosa per sempre".
"Il mondo è un enorme ospedale.
Tutti cerchiamo di guarire, di non soffrire troppo, di uscirne vivi ancora una volta, di cambiare qualcosa per sempre".
Un romanzo onirico, surreale e reale, come Stefano Benni sa.
Un bel libro dolce e amaro.
domenica 20 ottobre 2013
LE GRANDI STORIE DELLA FANTASCIENZA - Isaac Asimov & Al.
Una raccolta di racconti del 1947, scritti da Asimov e da altri autori.
Assolutamente neofita nella lettura di testi fantascientifici, se si esclude Douglas Adams, devo dire che, superate alcune resistenze, trovo il genere piuttosto interessante.
Filo conduttore della raccolta sembra essere un pervasivo pessimismo, a tratti interrotto da una qualche speranza.
Non sempre spezzata.
Un libro interessante e coinvolgente, racconti intriganti.
Ottima lettura da spiaggia, con neuroni attivi.
"No, l'unica via del buonsenso - della sopravvivenza - è quella di abbandonare del tutto i pregiudizi di classe e di razza, operando come individui. Siamo tutti ... sì, terrestri; per noi, ogni sottoclassificazione è micidiale. Dovremo tutti vivere insieme, e tanto vale che cerchiamo di farlo al meglio".
[...] "le virtù non pratiche , come la tolleranza, la simpatia e la generosità siano diventate le necessità fondamentali della simplice sopravvivenza. Immagino sia sempre tato vero, ma ci voluta la morte d'una metà del modo e la fine di un'era bilogica per farci toccare con mano questo semplice fatto.
Il lavoro che ci aspetta è impressionante per la sua vastità. Abbiamo mezzo milione d'anni di brutalità e di cupidigia, di superstizioni e di pregiudizi, da sconfiggere in poche generazioni. Se non riusciremo in questo, l'umanità sarà finita. Ma dobbiamo almeno tentare".
I figli del domani - Poul Anderson
domenica 18 agosto 2013
VILLA METAPHORA - Andrea De Carlo
Un romanzo da spiaggia che non è solo leggero.
Ambientazione sugggestiva, una villa improbabile, albergo esclusivo per persone "speciali" (danarose oltre misura), persa nel Mediterraneo.
Caratterizzazioni dei personaggi esasperate, quasi allegoriche.
Contesto surreale, avvenimenti improbabili, colpi di scena da commedia o film d'azione di bassa lega.
Contesto surreale, avvenimenti improbabili, colpi di scena da commedia o film d'azione di bassa lega.
Esasperazione di cliché.
Una feroce parodia del mondo attuale, delle insensate priorità, delle persone che detengono il potere.
Facile, esplicita, fin troppo scontata.
Purtroppo tanto realistica nelle crottesche descrizioni.
"A differenza delle situazioni, le persone non possono essere risolte. Non c'é verso, non c'è modo: non si può. Punto."
Una feroce parodia del mondo attuale, delle insensate priorità, delle persone che detengono il potere.
Facile, esplicita, fin troppo scontata.
Purtroppo tanto realistica nelle crottesche descrizioni.
"A differenza delle situazioni, le persone non possono essere risolte. Non c'é verso, non c'è modo: non si può. Punto."
Un gioco, un po' troppo scoperto, sul contrasto tra apparenza e sostanza.
Una metafora, appunto della vita. Qualche interrogativo, alcuni episodi particolarmente divertenti, alcuni spunti evidenti di riflessione.
Un libro leggero, divertente, non impegnativo nonostante la lunghezza quasi snervante.
Un'ottima evasione, lettura scorrevole.
Interessanti gli esercizi di stile nel presentare i punti di vista dei vari protagonisti.
"E' buffo come si possa andare fuori di testa per una situazione quando vi si è immersi dentro, vederla come una questione di vita o di morte, farsi venire voglia di buttare giù tutte le pillole che ci sono in giro con tutto l'alcol che c'è in giro, e poi appena guardi le cose da un minimo di distanza scopri che non te ne potrebbe fottere di meno."
mercoledì 14 agosto 2013
TI VOLEVO DIRE - Daniele Bresciani
Classico tema delle parole non dette in vita, lasciate in eredità dopo la morte.
Da un padre alla figlia adolescente.
Da un padre alla figlia adolescente.
Una storia come mille, mille volte raccontate e molte di più vere ma taciute in quanto appunto reali.
Un romanzo leggero (anche troppo), scorrevole. Non lascia il segno.
Si legge in poche ore, ottimo per una giornata in spiaggia o un trasferimento in treno.
"A scuola si studia, non si legge, purtroppo. Nessuno ti insegna il piacere della lettura, quello si impara da soli".
"Dear swot, never stop at the frontpage, always take a look at what's inside".
martedì 13 agosto 2013
MRS DALLOWAY - Virginia Woolf
Romanzo di inizio '900. Stile e ritmo decisamente impegnativi per una lettura attuale.
Riflessioni interessanti, comunque.
Storie di altri tempi, è l'inizio del 1900.
Vite, riflessioni, angoscie e ruoli che si ripropongono.
Vite, riflessioni, angoscie e ruoli che si ripropongono.
Con il tempo cambiano gli stili, non muta la sostanza.
Protagonista, filo conduttore, è una sana malattia mentale.
Depressione o schizofrenia pervasiva.
Depressione o schizofrenia pervasiva.
Incomunicabilità, sentimenti condivisi che restano prigionieri delle persone che li provano, credendosi sole.
Anime isolate in un arcipelago di sentimenti comuni.
Anime isolate in un arcipelago di sentimenti comuni.
"Ma come si fa a conoscersi a vicenda? Ci si incontra ogni giorno per un po'; poi non ci si vede più per mesi, per anni. Non si può che restare insoddisfatti - ne convenivano - di fronte alla scarsità dei rapporti umani. Quanto poco si conoscon le persone!"
Ed il suicidio.
"Lo sa il cielo soltanto difatti perché la si ami sì tanto, ciascuno a suo modo, la vita. ... "
"Non voleva morire. La vita è bella. Il sole riscalda. ma gli esseri umani ... "
martedì 30 luglio 2013
STORIA DI UN CORPO - Daniel Pennac
Un Diario in eredità.
Il diario di un padre, lasciato alla figlia.
Racconti di vita interiore, di sentimenti ed emozioni espressi attraverso la tangibile concretezza delle azioni-reazioni corporee.
Un diario fisico, eppure così interiore.
Il diario di un padre, lasciato alla figlia.
Racconti di vita interiore, di sentimenti ed emozioni espressi attraverso la tangibile concretezza delle azioni-reazioni corporee.
Un diario fisico, eppure così interiore.
"Ebbene, io ti difenderò! Ti difenderò anche da me stesso!
Ti farò i muscoli, ti fortificherò i nervi, mi occuperò di te ogni giorno, mi interesserò a tutto quello che senti".
Dice il padre bambino a sé stesso. Anzi, al proprio corpo.
" [...] puoi padroneggiare le vertigini, ma non le sconfiggerai mai."
"La paura non ti protegge da nulla e ti espone a tutto!
Il che non vuol dire che non si debba essere prudenti. Papà diceva: La prudenza è l'intelligenza del coraggio."
"La differenza fra le coccole di puro affetto e quelle che si concedono per far smettere di piangere. Nel primo caso il bebè si sente al centro dell'amore, nel secondo sente che lo si vuole buttare dalla finestra."
Un bel libro, a tratti divertente, delicato.
Una storia qualunque in cui ci si può immedesimare. Perché tutti noi abbiamo un corpo.
martedì 9 luglio 2013
MOSTLY HARMLESS - Douglas Adams
Nothing travels faster than the speed of light with the possible exception of bad news, which obeys its own special laws.
The major difference between a thing that might go wrong and a thing that cannot possibly go wrong is that when a thing that cannot possibly go wrong goes wrong it usually turns out to be impossible to get at or repair.
Il quinto ed ultimo capitolo della "trilogia" di Adams.
Continua e sembra complicarsi l'intreccio di paradossi spazio-tempo-dimensionali.
Denso di trovate divertenti, surreali, a volte esilaranti come gli altri, Mostly Harmless lascia la voglia di ricominciare a leggere tutta la saga daccapo.
Un cult. Assolutamente imperdibile.
domenica 19 maggio 2013
IL QUADERNO DI MAYA - Isabel Allende
Una giovane poco più che adolescente ha già vissuto un'intera vita, persa.
Si ritrova in esilio.
Nel ricordo di ció che è stato, nel ricominciare una vita con un futuro.
Un pizzico di suspence, molta introspezione.
Racconti di storie tristissime, di vite perdute, sullo sfondo, sempre, il buio più nero del Cile di Pinochet.
Eppure un'incrollabile speranza, la ricchezza degli affetti, persone che creano una rete di solidarietà in cui è impossibile essere davvero soli.
Una scuola di magico ottimismo.
Malinconico e dolce.
Storie che si intrecciano, sentimenti profondi che legano per la vita. E tornano sempre, nonostante le separazioni.
L'importanza del ricordo, della condivisione, dell'esprimere per ridurre quei pesi che altrimenti schiacciano intere esistenze, impedendo di vivere.
Intenso e avvolgente, un altro bel romanzo della Allende.
"[La nonna] Ritiene che i viaggi in aereo abbiano degli inconvenienti perchè l'anima viaggia più lentamente del corpo e a volte si perde per strada; è questa la ragione per cui i piloti, come mio padre, non sono mai del tutto presenti: stanno aspettando l'anima che vaga tra le nuvole."
"I piloti lavorano molto, guadagnano poco e sono sempre stanchi; non è una professione invidiabile"
L'età, come le nuvole, è imprecisa e cangiante.
[...] non si puó costruire niente di solido sulle bugie o sulle omissioni.
"E' il genere di segreto che, se tenuto troppo nascosto, finisce per infestare la mente."
"Lasciare quella grande casa, in cui mi ero sentita così pienamente amata, rappresentò un secondo lutto. Per me fu il colpo di grazia, sentii che avevo perso tutto."
[...] che cosa sceglierei di dimenticare? Niente. Le cose negative del passato sono lezioni per il futuro [...]
Etichette:
AU: Allende Isabel,
GE: Romanzo
sabato 5 gennaio 2013
DI TUTTE LE RICCHEZZE - Stefano Benni
Tempus Fugit.
Un Benni malinconico.
Un professore un tempo donnaiolo e ormai anziano, riflessioni sulla vita che scappa tra le dita, la solitudine che accompagna la vecchiaia.
La solitudine che accompagna anche altre età.
"Il professore ne ammirava il passo elastico, nonchè la grazia e l'agilità dei muscoli sotto la cresta iliaca, specialmente il trocantere e il piriforme.
Insomma, le guardava il culo."
"Chissà quanti, invece di aiutarla, l'avevano desiderata e ricattata, Benedetta vecchiaia, pensò il professore, che ti permette di desiderare senza pretendere, di ammirare senza sfregiare, di soffrire senza far male ad altri."
Rimpianti, rimorsi.
È un libro doloroso. Il Benni scanzonato ed ironico, impietoso, pur sempre presente, lascia spazio ad un sè stesso malinconico.
"Ma io so di te e tu sai di me, non ci faremo del male. Anche se qualcuno soffrirà."
"So che oggi non sono lo stesso uomo, ma contengo quell'uomo di allora, e non si guarisce dalla propria ombra, le si affiancano soltanto nuove luci. Ma la mia ombra ogni tanto ritorna spaventosa, e la solitudine mi pare inevitabile, e giusta."
mercoledì 2 gennaio 2013
mercoledì 26 dicembre 2012
DIECI DONNE - Marcela Serrano
Malinconico, disilluso, vero. Come un libro della Serrano.
Storie di solitudine. Donne sole. Sposate, vedove, single. Tutte sole. Sempre.
Amaro, malinconico, triste. Speranzoso, stimolante.
Acuto, intelligente, sensibile.
10 donne.
In cascuna di loro si trova inevitabilmente un pezzo della propria storia personale.
Un po' come leggere l'oroscopo.
Ci si trova sempre un pezzo di verità, perché dice tutto di tutti, un po'.
Ci si trova sempre un pezzo di verità, perché dice tutto di tutti, un po'.
Natasha: "Quanto mi commuovono le donne. E che pena mi fanno. Perché una metà del genere umano si è fatta carico di un fardello così pesante, mentre l'altra metà non fa nulla?"
Mané (un tempo bellissima, ora anziana)"Non ha senso aspettare il momento giusto, perché non arriva mai. Quel momento non esiste."
Layla (stuprata, dipendente dall'alcool): "Per poter guarire qualsiasi persona deve essere capace di farsi carico dei propri ricordi. E per farlo ha bisogno degli altri."
Luisa (vedova di un desaparecido): "Sapete cos'é che ammazza? Il silenzio. E' questo che ti ammazza. [...] Diventa tutto buio. Cerchi di non pensare alle cose che ti fanno star male, ma è uno sbaglio, perché così non impari. Anche se è duro, bisogna fermarsi e afferrarle, le cose, acchiapparle, come una lepre nel campo, mettere delle trappole per catturarle e non lasciarle scappare. [...]"
Simona (giornalista): "Chi l'ha detto che essere single è una tragedia?" "Qualcuno di voi crede che ci si possa liberare dell'educazione ricevuta? Non ce ne liberiamo, ci ribelliamo, ma non riusciremo mai a emanciparcene completamente."
"Intrappolate come siamo nelle nostre dipendenze, da quelle affettive a quelle economiche, noi donne siamo poco abituate a SCE-GLIE-RE."
"Una coppia è composta di due persone indipendenti, non è un unico agglomerato [...]"
Natasha: "Il valore degli esseri umani sta nella loro capacità di separarsi dagli altri, di essere indipendenti, di appartenere a sé stessi e non al branco."
Filo conduttore. Storie di vita. Vite condizionate da eventi esterni, da pressioni sociali ed economiche, da scelte.
Scelte che possono essere riviste solo in prospettiva, quando il tempo è passato e non torna.
Come ogni vita.
Un bel libro. Da leggere.
lunedì 29 ottobre 2012
IL CONTRARIO DI UNO - Erri De Luca
Storie di solitudine.
Brevemente interrotta da un'illusione, temporanea, di "due".
Il contrario della solitudine. Il contrario di uno. Il Due.
Racconti brevi, a volte intensi. Racconti di due.
Di salvataggio, affinità, intimità, amicizia.
Uno è solo, perduto, morto. L'Altro, il Secondo, salvatore, amico, appiglio, àncora, sprone.
"Il grado di rottura dentro l'ordine sociale di allora non era misurato su persone pronte a partire per un fronte, ma da cittadini come lei che si mettavano a sabotare poteri nei posti più strani e difficili. Il grado di febbre di quell'Italia non era dato dai surriscaldati, ma dal polso dei miti, dei pacifici che collaboravano alle rivolte. Quando azzardano le educande, un paese è prossimo all'incandescenza"
"Ha bisogno di aiuto?"
"Di uno che mi uccide"
"Di uno che mi uccide"
[...]
"Di uno che l'uccide. Di uno che l'ama fa lo stesso?"
Una che risponde buffa e agra ha bisogno di uno spudorato.
"Di uno che l'uccide. Di uno che l'ama fa lo stesso?"
Una che risponde buffa e agra ha bisogno di uno spudorato.
"No, di uno che mi uccide. Un assassino si trova, un uomo no".
Sensazioni descritte nello scarno linguaggio delle immagini concrete, tangibili metafore.
I cinque sensi celebrati in cinque racconti.
"Una sera in una passegguata sentii sul viso la carezza fulminea lieve di un'ala di pipistrello, il contatto più morbido che mi sia passato sulla faccia. Avevo avuto modo negli anni precedenti di dimenticare le carezze. Non feci in tempo a mobilitàre il ribrezzo, provai nella sorpresa una confusa gratitudine per il buio e il suo tocco leggero. Per una nostalgia istantanea, dimenticai l'alllarme. Se il corpo prova esilio è nella pelle."
sabato 18 agosto 2012
LA PRINCIPESSA DI GHIACCIO - Camilla Lackberg
Piacevole scoperta, Camilla Lackberg.
Perfetto giallo da spiaggia, trama intrigante, linguaggio fluido.
Perfetto giallo da spiaggia, trama intrigante, linguaggio fluido.
mercoledì 14 dicembre 2011
LA REGINA DEI CASTELLI DI CARTA - Stieg Larsson
Terzo ed ultimo libro di una trilogia "da spiaggia".
Gli intrighi di palazzo si appropriano della trama.
Meno scorrevole dei primi due, contiene a sua volta diversi spunti di riflessione.
E si legge molto volentieri.
"Quella della libertà di espressione è la legge con cui una democrazia sorge e cade".
"Propongo anche una riduzione di stipendio per i capi. [...] "
"Dunque vorresti ridurre anche il tuo stipendio? E' una specie di comunismo quello di cui ti fai portavoce?"
"Non diciamo cazzate. Tu hai uno stipendio di ... se si calcola anche il premio. E' demenziale. [...]"
"Quello che non capisci è che i nostri azionisti sono tali perché vogliono guadagnare dei soldi. Questa cosa si chiama capitalismo. Se gli chiedi di perdere soldi, non vorranno più essere azionisti, ecco tutto".
"Io non gli chiedo di perdere soldi, ma potrebbe anche succedere. La proprietà comporta anche delle responsabilità. Come tu stesso hai sottolineato, si tratta di capitalismo. [...] Tu vorresti che le regole del capitalismo fossero valide per i dipendenti ma non per gli azionisti e per te."
domenica 11 dicembre 2011
LA RAGAZZA CHE GIOCAVA CON IL FUOCO - Stieg Larsson
Thriller incalzante, trama movimentata.
La detective story lascia il posto ad un romando d'azione.
I personaggi introdotti in "Uomini che Odiano le Donne" sono ormai familiari, non stupiscono più, sono quasi prevedibili. Mantengono comunque viva l'empatia che avevano suscitato con la presentazione dell'autore.
Un thriller piacevole.
Libro "da spiaggia", finisce in un lampo. Lasciando un vago sapore di incompiuto.
Ma c'è ancora un terzo romanzo, a completare la trilogia.
Obbligatorio attaccarne il contenuto!
mercoledì 7 dicembre 2011
UOMINI CHE ODIANO LE DONNE - Stieg Larsson
Un romanzo "commerciale", best seller da supermercato.
Eppure un libro mangiato.
Thriller scorrevole e intrigante, personaggi ben caratterizzati e diversi spunti per riflessioni più profonde.
Il tema degli stereotipi, la violenza sulle donne in quanto tali. Tra ingiustizie e superficialità, intrighi e profonda malvagità, protagonisti di cui si apprezzano pregi e difetti.
Ottimo per immergersi in una realtà parallela, un perfetto romanzo d'evasione.
Libro da spiaggia, indiscutibilmente. Che consiglio a chiunque ami le "detective stories".
Vale la pena tentare di addentare l'intera "trilogia".
domenica 24 luglio 2011
IL LUPO GAROU - Leonie Swann
Un altro giallo di pecore della Swann.
Molto naive la narrazione, molto simpatici i lanosi personaggi, non particolarmente intrigante la storia.
Molto naive la narrazione, molto simpatici i lanosi personaggi, non particolarmente intrigante la storia.
Un ottimo "romanzo da spiaggia", simile al primo, Glenkill, e forse per questo un po' meno originale.
Mistero e morte, umana e animale, un lupo mannaro che crede di essere uomo, un uomo che si crede mannaro?
Il punto di vista lanoso del singolare gregge di Rebecca è sempre suggestivo.
La già sperimentata saggezza ovina continua a strappare un sorriso.
La trama non si svela, è pur sempre un "giallo".
Non un capolavoro, a mio modo di vedere. Certamente simpatico e rilassante. Lettura leggera e piacevole.
Etichette:
AU: Swann Leonie,
GE: Romanzo,
TO: Svago
giovedì 16 giugno 2011
E' GIA' SERA, TUTTO E' FINITO - Tersite Rossi
Un libro molto bello.
Scritto da Tersite Rossi, che ha quattro mani e due teste, si legge con gusto ma senza leggerezza.
"Si era sbagliato. Un fascista deluso non può continuare a essere un fascista.Resta solo un deluso. Niente di più".
"Si era sbagliato. Un rivoluzionario deluso non può continuare ad essere un rivoluzionario. Resta solo un deluso. Niente di più".
Potere e ideali.
Potere senza ideali, idee belle ed impotenti.
Una narrazione articolata, più punti di vista, personaggi le cui vite si intrecciano da vicino o senza toccarsi.
Un filo conduttore costante: la tristezza che accompagna fiducia e speranza sistematicamente disattese.
E la disillusione di chi crede in un ideale forte.
Triste la storia. Vera, verosimile.
Una romanzata ricostruzione storica, che dal Sessantotto studentesco attraversa gli anni di Piombo fino a Tangentopoli, e oltre.
Interessante, scorrevole, non leggero, un romanzo che invita alla riflessione.
Mi è piaciuto molto.
Mi è piaciuto molto.
"Il vecchio potere era tropo logoro per resistere ancora. Stava per essere travolto, i segnali già si vedevano, da più parti. Tangentopoli l'avrebbe presto spazzato via. Era un malato terminale, inutile provare a tenerlo in vita.
Bisognava accettarlo: il vuoto di potere era arrivato. All'ordine doveva ora seguire, per forza di cose, il disordine. Perché un nuovo potere emergesse, e l'ordine potesse ritornare, ancora una volta".
Auspicabile, una riflessione attenta e disincantata, calata nel tempo che stiamo vivendo.
lunedì 9 maggio 2011
L'ISOLA SOTTO IL MARE - Isabel Allende
Altro avvincente romanzo di Isabel Allende.
Ambientato in una Haiti di fine 1700, allora Santo Domingo, terra di inaudite violenze coloniali, scossa dalla rivolta degli schiavi neri.
Un inno alla libertà, una disincantata descrizione della realtà più cruenta, storia di sopraffazioni, violenze, vendetta, rivolte, inganni.
Una storia di amore e di morte. Di vita.
Il racconto alterna la narrazione in terza persona, e la descrizione degli eventi visti con gli occhi della protagonista. I personaggi della Allende ricalcano sempre uno stesso carattere.
Fierezza, coraggio e determinazione unitamente ad una sensualità tutta sudamericana, i protagonisti maschili e femminili delle storie della Allende sono tutti a loro modo degli eroi.
A fare da sfondo per l'ennesimo epico romanzo di amore ed avventura, i Caraibi ed il Missisipi, Saint-Domingue, La Habana e New Orleans, e l'ingiustizia contro cui lottare sempre e comunque, e mai del tutto sconfitta.
"Non può un essere umano possedere e sfruttare un'altra persona", replicò Parmentier
"Non ha mai avuto uno schiavo, dottore?"
"No. E non lo avrò neanche in futuro".
"Non c'è nulla di tanto pericoloso quanto l'impunità, amico mio, è allora che la gente impazzisce e si commettono le peggiori atrocità, non importa il colore della pelle, sono tutti uguali. Se lei vedesse quello che ho visto io, metterebbe in dubbio quella superiorità della razza bianca di cui tante volte abbiamo discusso."
"... la libertà non era gratis, bisognava guadagnarsela lottando".
Sulla speranza in un cambiamento possibile.
Un bel romanzo.
Etichette:
AU: Allende Isabel,
GE: Romanzo
giovedì 28 aprile 2011
APPUNTI DI UN VENDITORE DI DONNE - Giorgio Faletti
È un giallo. E, quando c'è tempo, i gialli si leggono tutti d'un fiato.
Questo romanzo di Faletti non è un'eccezione.
Stile pulito e scorrevole, metafore simpatiche e leggere, trama coinvolgente, ambientata in un'Italia dei suoi anni di piombo.
Il sequestro Moro come sfondo, mille macchinazioni al centro della storia, che, collocazione storica a parte, sembra (ed é) del tutto attuale.
Se non fosse per le cabine telefoniche a gettone, l'assordante assenza di telefoni cellulari e computer, e per gli ambienti che sanno di fòrmica anni '70, potrebbe assomigliare ad un intrigo dei giorni nostri. Di fatto a ben guardare lo è.
D'altra parte cambiano i mezzi, ma non le persone.
Il Potere ha sempre lo stesso odore, ed è seduttivo. Anche se profuma di morte.
E una volta ottenuto è la peggiore delle droghe. Non è il potere ciò che logora davvero, ma il timore della sua perdita.
"È tipico delle persone piccole cui viene dato un piccolo potere. Forti con i deboli, deboli con i forti".
Non cito altro, si tratta di un giallo!
Ah, no. Anche questo (posso farlo, sta in copertina!):
"Solo gli stupidi e gli innocenti non hanno un alibi".
Fantasia spinta e realtá fin troppo vera si fondono in modo gustoso.
Da leggere, gustoso libro da spiaggia!
mercoledì 27 aprile 2011
LA SOMMA DEI GIORNI - Isabel Allende
Nello stile della Allende, un’altra saga familiare.
Questa volta narrata in prima persona, esplicitamente riferita a quella grande famiglia “clan” che ha ispirato sempre i suoi romanzi.
Isabel Allende, su Isabel Allende.
Stile scorrevole, narrazione interessante.
Anche il più solitario dei caratteri potrebbe riscoprire il desiderio di far parte del Clan, di vivere il caos e le burrascose dinamiche relazioni tra i numerosi componenti di quella grande famiglia allargata.
Non ho mai letto Paula, dopo le prime righe ho rinunciato per il sentimento di oppressione e triste impotenza che trasmette. Attraverso “La Somma dei Giorni” il dramma viene ripercorso con toni più sereni, diventa possibile gestire la tristezza non più permeata di angoscia.
Libro che consiglierei per lo più a chi già legge la Allende da tempo. Per entrare nella vita di un'autrice che si conosce già.
Piacevole e divertente, contiene numerosi spunti di riflessione sulla vita, l’amore, la famiglia ed il nostro tempo.
“Tre regole basilari ... nelle relazioni umane: le cose non vanno prese a livello personale, ognuno è responsabile dei propri sentimenti, la vita non è giusta”
”C’erano ancora molti simpatizzanti di Pinochet che non provavano vergogna ad ammetterlo. Oggi ne sono rimasti meno perché il generale perse prestigio tra i suoi sostenitori quando venne fuori la storia dei furti, delle evasioni fiscali e della corruzione. Chi aveva sorvolato sulle torture e gli assassinii non gli perdonava i milioni rubati.”
Una considerazione sugli italiani: “... arrivammo ... a Torino, una bella città di livello internazionale, ma non per gli italiani, che non si impressionano neanche davanti a Venezia o a Firenze”. Forse dovremmo guardare intorno a noi con occhi diversi.
Sulla destra cristiana in america: “Si oppongono all’aborto e a ogni forma di controllo delle nascite, eccetto l’astinenza, ma non si mobilitano contro la pena di morte o la guerra”.
E ancora, storia recente, direi attuale: “L’escalation di violenza in Medio Oriente era spaventosa e la condanna internazionale degli americani unanime, ma il presidente Bush non vi faceva caso, divagava come un pazzo, separato dalla realtà e circondato da impostori”.
lunedì 18 aprile 2011
LE BEATRICI - Stefano Benni
Piccoli specchi che vogliono sembrare deformanti, ma che, se esaminati da vicino, si mostrano più che fedeli.
È la realtà che appare parodia di sè stessa.
Il punto di vista della dantesca Beatrice, una Presidentessa contemporanea, una suora posseduta, un'adolescente "spostata", una vecchia "vecchiaccia" ...
Monologhi al femminile, qualche poesia, canzone.
Preferisco i romanzi di Benni, anche se in ciascuno di questi racconti ho trovato uno spunto da condividere.
Le riflessioni individuali cozzano contro la visione di un sociale appiattito, gretto ed insensibile.
Beatrice, la musa dantesca è un piccolo gioiello.
E la vecchiaccia è un'invettiva urlata in faccia ad un mondo ingiusto che non impara nulla da sé stesso.
Da leggere, brevissimo ma intenso.
Lascia un retrogusto acido e amaro.
domenica 17 aprile 2011
TI TROVO UN PO' PALLIDA - Carlo Fruttero
Un racconto breve, surreale. Scorrevole, un tantino opprimente. Non mi è piaciuto in modo particolare, ma l'ho letto quasi d'un fiato, complice anche la sua brevità
Lo stile pragmatico di Fruttero ha il pregio di essere conciso e scorrevole, e nello stesso tempo è in grado di suscitare disagio.
Trasmette la fatica di vivere.
Trasmette la fatica di vivere.
Non saprei in che termini consigliarlo.
Suggerirei di leggerlo, e di provare a descriverlo. Cosa, la seconda, che a me non è riuscito di fare.
lunedì 10 gennaio 2011
SARA' UN DISASTRO, GARANTITO - Arianna Lattisi
Un romanzo leggerissimo e divertente, che probabilmente non avrei mai letto se non conoscessi di persona, anche se indirettamente l'autrice.
E leggere un libro scritto da una persona in carne ed ossa ha davvero un sapore diverso.
Definirei con un sorriso la trama "futile e inutile", al limite dell'inesistente.
Il modo in cui Arianna racconta le strampalate vicissitudini di una (spero) improbabile single trentenne alla disperata (senza esagerazione!) ricerca di un marito, è davvero delizioso.
Stile diretto, scorrevole e curato. Una narrazione ben ritmata, rende davvero divertente la lettura di un romanzo dal contenuto che solitamente non incontra i miei gusti.
Ho molto sorriso nel leggere la presentazione di Alberto Caprara, penso ai riferimenti onirici a "Farenheit 451"e condivido.
Così come ho condiviso il piacere nel leggere serenamente questo "disastro garantito".
Lo consiglio a chi ha voglia per una volta di cimentarsi in una lettura semplice, allegra e velocissima!
A me è piaciuto.
venerdì 7 gennaio 2011
IO SONO DIO - Giorgio Faletti
Un bel libro.
Stile piacevole, semplice e coinvolgente.
Giorgio Faletti riesce a coinvolgere il lettore, crea la giusta suspance, indovina i suoi gialli.
Libri "da spiaggia", per uscire dal quotidiano tuffandosi in un'avvincente e divertente lettura.
Un'America post 11 settembre, post Vietnam.
Una detective alle prese con problemi personali e familiari più grandi di lei, in corsa contro il tempo per evitare che avvengano altre stragi.Un reporter che sente il dovere di riscattare la propria vita, finora alla deriva. Omicidi, più d'uno. E stragi.
Una detective alle prese con problemi personali e familiari più grandi di lei, in corsa contro il tempo per evitare che avvengano altre stragi.Un reporter che sente il dovere di riscattare la propria vita, finora alla deriva. Omicidi, più d'uno. E stragi.
Vittime inconsapevoli di menti malate. In guerra, e dopo.
L'orrore della guerra in primo piano, quale pretesto per lo svolgersi della trama.
Personaggi umani, ben raccontati dall'autore.
Un giallo che permette di rilassarsi e nel contempo induce a riflettere.
"Nonno, perché gli uomini combattono?"
[...] "Ogni uomo, prima o poi è chiamato a farlo. Per ogni uomo c'è sempre una battaglia che aspetta di essere combattuta, da vincere o da perdere. perché lo scontro più feroce è quello che avviene fra i due lupi".
"Quali lupi, nonno?"
"Quelli che ognuno porta dentro di sé"
[...]
"Ci sono due lupi in ognuno di noi. Uno è cattivo e vive di odio, gelosia, invidia, risentimento, falso orgoglio, bugie, egoismo. [...] L'altro è il lupo buono Vive di pace, amore, speranza, generosità, compassione, umiltà e fede". [...]
" E quale lupo vince?" [...]
"Quello che nutri di più".
"Le guerre finiscono, l'odio dura per sempre",
lunedì 27 settembre 2010
ACQUA IN BOCCA - Andrea Camilleri & Carlo Lucarelli
Mai letto Camilleri, mai letto Lucarelli prima d'ora.
Probabilmente, ora che ho iniziato, continuerò a farlo.
Mi sono piaciuti.
Mi sono piaciuti.
Storia scorrevole, personaggi interessanti.
Conoscevo Salvo Montalbano, è il mio primo incontro con Grazia Negro.
Un giallo leggero, non scontato, contenuto su più livelli.
Un bel libro "da spiaggia" o da "treno", scritto da due autori di tutto rispetto.
E' un giallo, la trama non si svela.
Grazia Negro chiede aiuto a Salvo Montalbano per un'indagine di omicidio che i suoi superiori non desiderano sia svolta.
Montalbano naturalmente segue il proprio istinto.
Una divertente collaborazione epistolare.
Lo consiglio.
lunedì 23 agosto 2010
SO LONG, AND THANKS FOR ALL THE FISH - Douglas Adams
Il quarto volume della trilogia di cinque.
Arthur Dent si ritrova sulla Terra. Che evidentemente non era stata distrutta dai Vogon. O forse invece sì.
Incontra il "Dio della Pioggia", che contribuisce a rendere famoso, ed una ragazza (Fenchurch) di cui si innamora e che condivide con lui importanti ricordi e qualche peculiarità.
Assieme vanno a trovare John Watson, alias Wonko the Sane, il quale ha capito che il Mondo gira alla rovescia. E lo ha "chiuso fuori da sé stesso".
"... that's to do with the day I finally realized that the world had gone totally mad and built the Asylum to put it in, poor thing, and hoped it would get better"
"... a scientist must also be absolutely like a child. [...] See first, think later, then test. But always see first. Otherwise you will only see what you were expecting. You can't possibly be a scientist if you mind people thinking that you are a fool" [...] So, the reason I call myself Wonko the Sane is so that people will think I'm a fool. That allows me to say what I see when I see it.
Alla ricerca del messaggio del Creatore al Creato, lasciano nuovamente la Terra, con un ritrovato Ford Prefect reduce da altre avventure squinternate, e si riuniscono al mitico Marvin, sempre lamentoso e inevitabilmente depresso.
Il messaggio? Da scoprire, alla fine del libro.
martedì 3 agosto 2010
LIFE, THE UNIVERSE AND EVERYTHING - Douglas Adams
Il terzo volume della trilogia di cinque. Proseguono le avventure di Ford Prefect ed Athur Dent, perduti nel tempo, su una Terra preistorica.
Si ritroveranno a salvare l'universo dalla distruzione, sempre alla ricerca della Risposta alla Domanda sulla Vita, l'Universo e Tutto Quanto.
Douglas Adams conferma il proprio genio. Il libro contiene alcune chicche umoristiche davvero irresistibili.
La trama? Da leggere.
An "SEP" he said, "is something that we can't see, or don't see, or our brain doesn't let us see, because we think that it's somebody's else's problem. That's what SEP means. Somebody's Else's Problem. The brain just edits it out, it's like a blind spot. If you look at it directly, you won't see it unless you know precisely what it is. Your only hope is to catch it by surprise out of the corner of your eye".
This is because it relies on people's natural predisposition not to see anything they don't want to, werent expecting, or can't explain.
"The Guide says that there is an art to flying" said Ford "or rather a knack. The knack lies in learning how to throw yourself at the ground and miss".
He smiled weakly. He pointed at the knees of his trousers and held his arms up to show the elbows. They were all thorn through.
"I haven't done very well so far"
Il popolo di Krikkit ...
"They believe in peace, justice, morality, culture, sport, family life and the obliteration of all other life forms".
"He hoped and prayed that there wasn't an afterlife. Then he realized there was a contradiction involved here and merely hoped that there wasn't an afterlife".
E' un "cult".
lunedì 14 giugno 2010
GLENNKILL - Leonie Swann
Un giallo di pecore.
Il pastore George viene trovato morto. Le pecore del suo gregge indagano.
Un giallo delicato e divertente. Leggero ed intrigante.
Originalissima la prospettiva ovina. Più logica e concreta di quella umana, a volte!
“Questo ‘Dio’ mi sembra abbastanza sospetto” disse Mopple “Sembrerebbe proprio che abbia già parecchie persone sulla coscienza.”
"Zora pensava che gli uomini avrebbero potuto compiere grandi progressi, se solo si fossero decisi a muoversi a quattro zampe".
"Di norma le pecore non sono gente chiacchierona. Uno dei motivi è che spesso hanno la bocca piena d’erba. Un altro motivo è che talvolta hanno in mente solo l’erba. Ma le pecore apprezano le buone storie. E la cosa che in assoluto preferivano era ascoltare e meravigliarsi – anche perché si può ascoltare senza smettere di ruminare".
“Tutto ciò che è davvero bello lo puoi guardare sempre. Il cielo. L’erba. Le pecore nuvole. Il sole sul manto lanoso. Sono queste le cose importanti. Ma non le puoi avere".
“Giustizia è quando si può trottare dove si vuole e pascolare dove si vuole. Quando si può andare per la propria strada. Quando si può combattere per la propria strada. Quando nessuno ti ruba la strada”.
"La testa nel vento, gli occhi liberi, senza scuotere i ricordi dal manto. Impossibile. Ma semplice, quando lo si fa".
"Il vostro peggior nemico siete voi stesse! Pigre e lente, codarde e timorose, sconsiderate e ingenue come siete!
...
Non dovete creder a quello che non capite. Dovete capire quello in cui credete".
"Fino a quando non saprai badare a te stessa, non potrai badare a nessun altro".
Un giallo "da spiaggia". Ironico e accativante. Non sciocco.
domenica 13 giugno 2010
ANCORA DALLA PARTE DELLE BAMBINE - Loredana Lipperini
“Le bambine perbene non sfracellano zombie”.
Elena Gianini Belotti passa il testimone a Loredana Lipperini.
Lo fa formalmente, nella sua prefazione a questo nuovo “Ancora dalla Parte delle Bambine”. Di cui purtroppo c’è ancora bisogno.
Nulla è cambiato nella sostanza dalla pubblicazione di “Dalla parte delle Bambine”. Trent’anni e ancora l’educazione dei bambini viene improntata fin dalla nascita in modo fortemente sessista, fortemente discriminante, ancora e sempre a scapito del “secondo sesso”, quello femminile.
Eppure, dice la Belotti, “ci sono in giro fior di donne intelligenti, lucide, volitive e coraggiose, che a dispetto del persistente condizionamenti a un ruolo subordinato e di mille altri ostacoli sono riuscite nell’impresa di conquistare qualcosa solo per se stesse e di farlo fruttare”.
Una carrellata di orrori, a partire dalla letteratura (scolastica) che ripropone modelli stereotipati e nemmeno più attuali, per passare attraverso un linguaggio sempre sessista, per giungere ai modelli da seguire e alle aspirazioni più “naturali”.
Così la cultura diventa ornamento, accessorio non necessario, la preparazione e la competenza inutili orpelli, la volontà, la libertà, la determinazione appannaggio ancora esclusivamente maschile.
Per esaltare sempre la “naturale” propensione femminile verso la cura dell’altro, la maternità, un ruolo passivo ed ornamentale, di pura coreografia.
C’è di che indignarsi. Ma non rimane spazio, per questo, in virtù tra l’altro del “malinteso concetto per cui un essere umano che ha raggiunto la presunta liberazione dagli stereotipi possa usare i medesimi per divertirsi”.
“Quello che emerge, insomma, è che negli ultimi anni si è smesso di parlare di persone e si è ricominciato a parlare di maschi e di femmine”.
Un saggio da leggere, mangiare, approfondire.
Concetti su cui riflettere, da non dimenticare. Mai.
“Va fermata la cultura che offende le donne. Se volete fare qualcosa, non tollerate minacce o violenza, o gli insulti a sfondo sessuale. Non mettete questa gente su un piedistallo. Non lasciate che vadano avanti chiamandoli commentatori o critici”. Kathy Sierra
Il tutto naturalmente travisato nel rispetto formale, nell’offerta di protezione e di appoggio, nell’asserito intento di preservare un fiore tanto prezioso qual è la femminilità.
Menzogne. E nemmeno a fin di bene.
"Chi vuoi essere, bambina?
Se tu potessi darmi una risposta logica, diresti: “niente. “Io non voglio essere niente di tutto quello che state offrendo. io scelgo di essere altro”.
E’difficile spiegare a Barbie e Razanne che dovrebbero rifiutarsi di giocare, perché i dadi sono truccati; è difficile spiegare loro che il poeta che le esalta non è che la fodera splendente del maiale che le stupra.”
La disputa continuerò finchè gli uomini e le donne non si riconosceranno come simili (Simone De Beauvoir).
C’è molto da fare, molto da dire, molto su cui ragionare.
C’è di che indignarsi davvero.
Sognando un mondo di persone.
mercoledì 14 aprile 2010
L'OSPITE INCALLITO - Erri de Luca
Brandelli di storia e di storie. Pezzi di vita vissuta. Autobiografico, ma non solo.
Preferisco la prosa a versi tentati, ma De Luca usa le parole come utensili. Scavano dentro.
E' abile.
Brevissimo compendio di immagini descritte, cantate.
Da un ospite incallito, residente mai. Fuori posto ovunque, eppure sempre a casa.
Delle singole parti del corpo "Non sei il loro signore, tu sei il campo. Non sei il padrone, ma l'ultimo inquilino."
mercoledì 7 aprile 2010
RITRATTO IN SEPPIA - Isabel Allende

Un'altra saga familiare della Allende.
Romanzo avvincente e variopinto, storia e finzione intrecciate a tessere la trama.
"Non c'é niente di più pericoloso del potere che gode di impunità" ci avvertiva Nìvea. Domandai alla signorina Matilde Pineda quale fosse la differenza tra i sostenitori del governo e i rivoluzionari e la risposta fu che entrambi lottavano per la legittimità. Quando lo chiesi alla nonna mi rispose "nessuna", erano tutti canaglie, disse.
Personaggi vecchi e nuovi.
Nìvea e Clara, la prima solo citata, la seconda già presente nel romanzo "La casa degli Spiriti".
Eliza, la "Figlia della Fortuna".
Ambienti conosciuti eppure sempre interessanti da scoprire.
Vitalità e fierezza sudamericana delle donne di Isabel Allende.
Un bel romanzo.
mercoledì 17 marzo 2010
DIARIO DI SCUOLA - Daniel Pennac
Dopo Come un Romanzo, apologia della lettura in quanto puro piacere personale, Diario di Scuola esprime la libertà negata all'imparare.
Vivo e vitale. Divertentissimo, a tratti esilarante.
Rappresenta una profonda analisi di come l'istituzionalizzazione del sapere possa impedire la conoscenza che sulla carta promuove.
Qualche citazione, tratta da un libro che vale la pena di leggere per intero.
Un pomeriggio [...] mentre mio padre mi spiegava trigonometria nella stanza che fungeva da biblioteca, il nostro cane venne quatto quatto a mettersi sul letto dietro di noi. Appena individuato, fu seccamente mandato via: " Fila di là, cane, sulla tua poltrona!"
Cinque minuti dopo, il cane era di nuovo sul letto. Ma si era preso la briga di andare a recuperare la vecchia coperta che proteggeva la sua poltrona e vi si era steso sopra. Ammirazione generale, ovviamente, e giustificata: tanto di cappello a un animale in grado di assiciare un divieto all'idea astratta di pulizia e trarne la conclusione che occorresse farsi la cuccia per godere della compagnia dei padroni, con un vero e proprio ragionamento! Fu un argomento di conversazione che in famiglia durò per anni. Personalmente, ne trassi l'insegnamento che anche il cane di casa afferrava più in fretta di me. Credo di avergli bisbigliato all'orecchio: "Domani ci vai tu a scuola, leccaculo!"
Cinque minuti dopo, il cane era di nuovo sul letto. Ma si era preso la briga di andare a recuperare la vecchia coperta che proteggeva la sua poltrona e vi si era steso sopra. Ammirazione generale, ovviamente, e giustificata: tanto di cappello a un animale in grado di assiciare un divieto all'idea astratta di pulizia e trarne la conclusione che occorresse farsi la cuccia per godere della compagnia dei padroni, con un vero e proprio ragionamento! Fu un argomento di conversazione che in famiglia durò per anni. Personalmente, ne trassi l'insegnamento che anche il cane di casa afferrava più in fretta di me. Credo di avergli bisbigliato all'orecchio: "Domani ci vai tu a scuola, leccaculo!"
Maledizione del ruolo sociale per il quale siamo stati istruiti ed educati, e che abbiamo recitato "per tutta la vita", cioè per la metà del nostro tempo da vivere: toglieteci il ruolo, non siamo più nemmeno l'attore.
Queste carriere finite tragicamente evocano un'angoscia a mio avviso assai paragonabile al tormento dell'adolescente che, convinto di non avere alcun avvenire, prova così tanto dolore a dover continuare comunque. Ridotti a noi stessi, siamo ridotti a nulla. Tanto che, qualche volta, ci uccidiamo. Come minimo, è una lacuna della nostra educazione.
Queste carriere finite tragicamente evocano un'angoscia a mio avviso assai paragonabile al tormento dell'adolescente che, convinto di non avere alcun avvenire, prova così tanto dolore a dover continuare comunque. Ridotti a noi stessi, siamo ridotti a nulla. Tanto che, qualche volta, ci uccidiamo. Come minimo, è una lacuna della nostra educazione.
Il sapere è anzitutto carnale. Le nostre orecchie e i nostri occhi lo captano, la nostra occa lo trasmette. Certo, ci viene dai libri, ma i libri escono da noi. Fa rumore, un pensiero, e il piacere di leggere è un retaggio del bisogno di dire.
lunedì 22 febbraio 2010
PANE E TEMPESTA - Stefano Benni
Bello, un altro bel libro di Benni.
Storia consumata tra passato, presente e futuro.
In un paesino lontano dalla realtà eppure tanto attuale. Personaggi e racconti fantastici, con un terribile legame con la nostra inquietante vita quotidiana.
Fa sorridere, ridere, commuovere, indignare, riflettere.
"Non sarà mai felice - diceva - la felicità è come l'acqua. Non arriva mai in un momento, bisogna trovarla, preparare la pompa, fare un pozzetto, mettere le tubature e i rubinetti. Dopo che te la sei conquistata con fatica, allora la puoi bere".
Tutti pregano e adorano Dio, ma le cose vanno male.
Se invece tutti insieme
facciamo capire a Dio che non siamo contenti,
o se ne va, o ne viene uno migliore.
Tutti meritiamo di più.
Un cinghiale si scontrò con un guidatore di SUV che andava a centocinquanta. L'animale ebbe la peggio. Il cinghiale invece se la cavò con una zampa rotta.
Nessun mostro è peggiore di quello che si nasconde. E nessun delitto è peggiore di quello del forte contro il debole.
Maledetto chi ti porta via l'acqua, chi ti deruba del pane, chi ti toglie la libertà.
Il tuo paese ha conosciuto ingiustizie e crimini, e ha servito mostri i cui artigli si chiamavano autorità, partito, investitura divina o gradimento del popolo. Altri ne verranno, mostri ipocriti e ridenti, ma tutti prima o poi faranno la stessa fine. Marciranno nel pozzo profondo della storia. Non devi obbedirgli, non devi diventare come loro.
domenica 21 febbraio 2010
A COLLOQUIO - Massimo Cirri

Divertente e irriverente.
Il punto di vista di uno psicologo apparentemente "distratto", che divaga con le proprie considerazioni sul mondo, liberamente associate ai racconti dei propri pazienti a colloquio.
Leggero ma non superficiale.
Una simpaticissima lettura.
Per tutti, anche se "gli addetti ai lavori" possono cogliere qualche sfumatura in più. Per gradire!
"Se vedi la noia, c'è speranza".
"Nel mondo delle psicocose ognuno parla un dialetto diverso a seconda della tribù d'appartenenza. Ne hanno contate più di ottocento: scuole, circoli, società e fazioni scissioniste di questi. Quasi peggio della sinistra italiana"
"Perché le merci ci consolano, sono l'antidepressivo più consumato, e i centri commerciali le più grandi farmacie del Creato. Ma mai le merci sfameranno l'uomo".
Da vicino, nessuno è normale.
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