giovedì 30 aprile 2026

IL FREDDO - Nicola Pettorino

IL FREDDO - Nicola Pettorino

Ritroviamo Valerio Valeri. Ritroviamo gli amici. Torino. 

Marco è morto. Aveva consegnato un faldone all'amico VAlerio. 
Valerio lo aprirà dopo la morte di Marco, che - in qualità di amico vero - sapeva sarebbe stato così. 

Leggiamo di Vittorio e Michele, amici di infanzia separati dalle tragedie che la guerra causa sempre. 

Scelta di campo. 
Vittorio sceglie l'Esercito di Liberazione Nazionale. Michele la Repubblica di Salò. 

Il presente affonda le sue radici nel passato.  

Un assassino potenziale, per nulla pentito, è prossimo all'uscita dal carcere. 
Chi lo conosce sa che Walter Miloni non rinuncerà alla propria vendetta. 
Giorgia torna alla vita, ed è una vita difficile, letteralmente segnata. Gianni per lei e con lei sembra un altro. 
Valerio sa di essere un bersaglio, e immagina che questo metta in pericolo Marta.

Non c'è giustizia preventiva, non c'è protezione possibile; chi conosce il sistema sa che è così. 
Che fare, allora? 

Si ricompatta una squadra molto informale e per nulla scalcinata. 
Ritroviamo Dante e la sua maestria informatica. 

Incontriamo Arturo, inquietante personaggio, competente, professionale, deciso.  

E un'altra ragazza, "Azzurra", sconosciuta ridotta in fin di vita da chi non sa che le donne sono persone. Bibì è l'infermiera che prende a cuore il suo caso; è l'infermiera per cui quella ragazza è un essere umano da accudire e per cui struggersi. 

Quando non c'è Giustizia, è giusto difendersi da sè?
E' un interrogativo pesante. Non si trova risposta, forse.  

"In guerra sai chi è il tuo nemico, in tempo di pace lo potrebbero essere tutti". (p.31) 

"Rimaniamo una democrazia ad alto rischio, ci sono ancora troppe persone che rimpiangono mascellone e i suoi servi in camicia nera" (p.38)











IL FREDDO - Nicola Pettorino


sabato 25 aprile 2026

VILLA DEL SEMINARIO - Sacha Naspini

Incespica un po', all'inizio, la lettura di questo romanzo, lettura perfetta per un 25 aprile italiano. Entra quasi subito di gran carriera nell'atmosfera cupa e tetra chi legge, sente la paura farsi strada.
Attraverso le pagine di un racconto. Tempi feroci da rivivere leggendo. 

1937.  Le Case (Roccatederighi), Maremma Toscana.
Fame. Freddo. Crudeltà umana. Un campo di concentramento sulla porta di casa.
Con regolare contratto di affitto. 

Anna è madre, orfana del figlio Edoardo. Ucciso dalla Wehrmacht.
Resistenza o vendetta?

Renè è un ciabattino, calzolaio. Detto Settebello: gli mancano tre dita da una mano. 

Un racconto di Resistenza inventato, ispirato da fatti reali. 
Si respira la violensa, la paura, la rabbia (p.84), che tiene in vita le persone quando hanno perso molto.
E l'isolamento, la tortuta (p. 98). Fa male leggere un racconto sapendo che oggi ancora succede davvero.
Nell'indifferenza.

Viene da chiedersi se avremmo il coraggio di rischiare la vita per salvarne molte altre.
La risposta è NO.
Lo dice la cronaca, ma anche una voca interiore, accusatoria.
Vigliaccheria. Ignavia.

"Quel tipo di rivalsa che prendono i pezzenti quando additano chi è più straccione di loro. I disperati si vendicano così" (p.11)
 

"A forza di essere uguale a sè stesso lo avevano perso di vista" (p.20)

... "per superare un lutto c'è un solo modo
- sarebbe?
- Darsi uno scopo
" (p.23)

"Di solito reagiva così alle burrasche, che infuriassero fuori o dentro non cambiava, si ficcava sotto le coperte" (p.27)

"D'un tratto fu travolto da certe domande che si era fatto spesso: cosa volevano i partigiani? Perché lo facevano? In quale modo riuscivanao a crederci? Possibile che fosse solo una folla di sbandati senza Dio?" (p.36)

"Ce lo piazzano qui sotto il naso come se già sapessero di che pasta siamo; nessuno muoverà un dito. Io questa colpa non la voglio" (p.42)

"I nazisti perdevano la guerra e lo facevano alla maniera dei nazisti, lasciandosi dietro una scia di sangue" ( p.171)

Cosa resta della Memoria in chi fa di tutto per dimenticare?
Chi per pudore, per troppo dolore, chi per vergogna, e chi - sempre più allo scoperto - perché rifarebbe tutto, e peggio, perchè il nazi-fascismo è ancora tra noi.

"Insomma, succede quel che è successo e tu non muovi un dito. Poi finisce tutto. Come ti rimetti al mondo? Un modo per guardarti allo specchio devi pur trovarlo. E allora fai un patto con gli altri senza dirlo davvero; non è capitato niente" (p.186)

C'è invece chi non dimentica perché ciò che è successo gli è rimasto marchiato a fuoco all'interno.
C'è chi non dimentica perchè non può farlo.
La vita riprende, e sarà per sempre segnata da ciò che è successo.

Che ne è stato, 20 anni dopo, della Memoria?
E che ne è oggi, oltre 80 anni dopo la sciagura nazista e fascista?
C'è chi ne ha nostalgia.
C'è chi non ricorda, c'è chi non sa.

Ci sono luoghi in cui avvengono streminii, sotto gli occhi di tutti e nell'indifferenza generale.
Quando i riflettori puntano sullingiustizia, la macchina della strumentalizzazione è pronta al lavoro, incessante, implacabile.

E siamo di nuovo, ancora e sempre, in pericolo.

Un ciabattino e la sua guerra degli scarponi, in questo 25 aprile, restituisce a modo suo dignità e speranza.

Gran romanzo, bellissimo.






domenica 19 aprile 2026

SE LI GUARDI - Amedeo Savoia

SE LI GUARDI - Amedeo Savoia
Una raccolta di racconti. 
Veri. 
Dietro ogni pagina, dentro ogni pagina, c'è una persona. 

I racconti, scarni, semplici, diretti, scavano piccoli solchi in chi legge. 

Senza la prefazione di Claudio Giunta e la premessa dell'autore Amedeo Savoia, questi racconti rimarrebbero sospesi, sarebbero difficilmente collocabili in un corpus. 
 

Prefazione
Il tempo delle scelte finisce, per qualcuno forse non c'e mai. 
Questi "wrong beginnings" (p.8) portano a pensare "che il libero arbitrio non esiste, perché la volontà non si esercita mai in uno spazio vuoto: esistono condizioni che non abbiamo scelto; esistono gli altri".

E ancora: "il carcere punisce la sfortuna" (p.9), "per quale ragione si diventa demoni?" (p.11)

Parla di solitudine Claudio Giunta nella sua prefazione. 

Il personaggio principale di ciascuno dei racconti che si andranno a leggere, lasciando che penetrino, sembra essere piuttosto l'ingiustizia. 
Quella che pervade l'intera umanità, in forme diverse. Quella che calpesta i Diritti Umani, la Costituzione, il contrario dell'equità.
Chi legge non può fare a meno di chiedersi quale responsabilità abbiano quegli "altri", quale responsabilità abbiamo noi tutti, di fronte a chi delinque, di fronta a chi sperimenta il carcere. Non sempre "giustamente". 

Racconti spezzati, frammentari, di persone che prima o poi in carcere ci sono state. Qualcuno di loro ci è morto, in carcere. 
Racconti di momenti che non hanno a che fare con il carcere. 

Testimonianze piccole ed enormi, da leggere, ascoltare. "Se li guardi", capisci forse che non hai capito nulla? 

..."trasportare le persone che volevano andare via dalla Romania, con il sogno di una vita migliore" (p.67)

... "molte persone iniziano a delinquere perché non riescono a trovare alternative legali alla loro condizione di emarginazione" (p. 76)

La Sacra (p.80-81): una descrizione rapida e accurata del funzionamento di uno Stato nello Stato. Una Società strutturata su regole nepotistiche". Criminali organizzatissimi. 

E lui, il famigerato Visto
Rifiuto del Visto, per limiti di reddito. E contratto senza soldi, per mantenere il visto. (p.85)
Schiavitù indotta da leggi scellerate, inumane e soprattutto stupide

(p.100-101). La povertà che produce degrado, che sfocia nell'illegalità. 

(p.103) "Abbi fiducia in te, fai quello che ti piace senza superare il tuo limite, e ama quello che fai per amare quello che sei". 

La centralità del lavoro (p.106), in proprio o dipendente, e il ruolo della scuola, il ruolo degli insegnanti "Ho acquisito strumenti per ordinare i miei pensieri per discernere, per prendere in mano la mia vita" (p. 107)
La vitale importanza di un testimone consapevole, che si incarna a volte in una bidella (p.135)

Le ingerenze dei Servizi Sociali, i danni causati dalle "case famiglia" (p.126). 

Esseri umani  che si raccontano. 
Amaro il sapore che resta, tristezza il sentimento che pervade. 

Durissimo il tema, interessantissimo il libro. 
Difficile restare indifferenti. 
Eppure ... 

domenica 15 marzo 2026

ELIANTO - Stefano Benni

 

ELIANTO - Stefano Benni
Letto nel 1996, riletto dopo 30 anni. 

Entrare nel mondo delle parole di Benni con Eliato, scanzonato, dirompente, intelligentissimo, satirico e romantico romanzo induce a seguire l'autore nel futuro. 

Dopo Elianto, l'attesa del "prossimo romanzo" era diventata abitudine. 

E' la prima rilettura. Non sarà l'ultima.  


 

Era il 1996. 
"Ma che paese è questo dove gli unici 
che hanno ancora qualche speranza vengono
chiamati disperati?

Elianto è ricoverato nella stanza 26 di Villa Bacilla, affetto da Morbo Dolce, patologia senza scampo. 

"Un malato senza un rene può vivere benissimo, un malato senza libretto degli assegni no." (p.21)
Villa Bacilla è metafora della Sanità. Troviamo medici che hanno a cuore i pazienti, altri che hanno a cuore i bilanci. 
E il Governo?

Siamo a Tristalia. Megalopoli è la Capitale, sede della Nove Repubblica e del Governo dei Venti Presidenti, eletti con sondaggio televisivo ogni tre anni.  

Il Zentrum Win 2010 è l'Unità Parabiotica Decisionale, supercomputer che governa ogni attività del paese, dai sondaggi agli appalti (p.23).
Soprattutto, ha il compito di mantenere equilibrato il livello della Paura. 

Mirabile la figura di Fido Pass Pass, Anchorman molto governativo (nel 1996 vivo e vegeto, ancora incensurato, e riconoscibilissimo).

A breve si avranno i "giochi" quinquennali; la posta in gioco è l'indipendenza delle Contee o la loro "governatizzarione".
"... ogni cinque anni indiretta televisiva c'è la sfida tra un campione del governo e uno della contea. Se la contea vince, resta autonoma per altri cinque anni, se perde viene governatizzata a morte". (p. 37)

Satirico e tuttora attuale.

La Teoria del Bonus Vitale viene enunciata da Talete, insonne infermiere, a pag. 32: ... "abbozzata da Cornelius Noon nella sua Terza Fase Manicomiale, e da me sviluppata e perfezionata".  

Benni ci fa perdere in mondi allegorici, che specchiano quello in cui vivevamo 30 anni fa e in cui ancora siamo immersi. 

Incontriamo tre improbabili squadre, ciascuna composta da tre improbabili e adorabili personaggi. 

Troviamo i Ragazzi Intrepidi: Boccadimiele, Iris, Rangio. 
Devono fare in modo che Elianto possa gareggiare per la propria contea, nella gara di cultura generale under 14. 
Sulle note degli Accordi del Diavolo ispirati da "Mano di Lumaca", la chitarra di Rangio guida il trio alla ricerca del Senno. 

Incontriamo tre fantastici Diavoli: Ebenezer Sinferru, Carmilla Drosera e Brot Caolila. 
Vengono inviati da Lucifero in missione per ridare agli umani la libertà di scegliere se peccare, perchè al momento " ... se chiediamo loro di venderci l'anima, hanno come unico problema il pagamento in nero" (p. 59)
"Là infatti si pecca per catechismo: più uno è fetente, più è premiato, più è ribaldo, ignorante, violento, ruffiano, più è facile che abbia un ruolo di riguardo e l'approvazione generale. Bisogna dire (sospiro) che su Tristalia fare la carogna è l'undicesimo comandamento, una fcile moda, un conformismo rassicurante, una comoda scorciatoia per ogni carriera." (p. 59) 

La squadra di Cima Rovina parte dal Tempio: Fuku, il guerriero, accompagnato da Visa e Pat, i minuscoli Yogi Visamarachanda e Yogi Patachamadanda. 
La missione è ritrovare Tigre Triste, convincerlo a combattere per la propria contea.

Le loro strade si intrecciano, le tre squadre si muovono tra vari mondi, guidate dalle rispettive copie della Mappa Nootica. 

 

 

Troviamo personaggi interessanti, tutti allegorici, surreali eppure reali. 
Tra gustosissime gag, situazioni divertenti, colpi di scena e ambienti fantastici, le tre squadre si affrettano per raggiungere i loro paralleli e non antitetici obiettivi. 

"- Tutti volevano riempire troppo il frigo - rise Persefone - e quando non ce ne fu più, ognuno cominciò a desiderare il frigo dell'altro fino a sparargli addosso. Poi, un giorno, boom!" (p.268)

" ... Ci siamo guardati negli occhi e abbiamo capito che a nessuno importava più se l'altro crepava". (p.268)

Sogno, immaginazione, realtà? 
Saranno raggiunti gli obiettivi delle tre squinternate squadre?
Elianto, ce la farà?

Vale la pena leggere, e rileggere, questo piccolo capolavoro di uno Stefano Benni che vorremmo scrivesse ancora per noi.   

"Buon giorno, telespettatori, e siate maggioranza!

giovedì 26 febbraio 2026

L'UNIVERSITA' DI REBIBBIA - Goliarda Sapienza


Si può provare libertà dentro un carcere? 

Goliarda Sapienza -- Speranza?, Sapienza, E qual è il nome? Goliarda - scosta le tende di una finestra che affaccia su un mondo sconosciuto e raramente pensato - sbagliando.

Chi non l'ha visto, non l'ha vissuto, non sa, non immagina. 

Si entra in carcere con lei, con la scorta a sirene spiegate di quei Carabinieri che forse desiderano soltanto tornarsene a casa, per questo hanno fretta. 

Sapienza descrive con distaccata lucidità e appassionato coinvolgimento un'esperienza che chi legge si aspetta essere alienante; si scopre, invece, il contatto più intimo con le emozioni proprie e altrui.  

Fine conoscitrice dell'animo umano, l'autrice. 

Si segue, passo passo, il suo percorso all'interno di una struttura con le proprie regole e usanze. Alcune delle quali sono scritte, la maggior parte deve essere capita, scoperta, annusata. 

Un luogo in cui la parola "grazie" desta stupore, provoca reazioni, così come ogni gesto agito e omesso, ogni parola detta e taciuta, ciascun moto del corpo o dell'animo, evidente o apparentemente celato. 

Un romanzo importante. 

Analizza, mentre descrive, il contesto interno ed esterno, mette a nudo stereotipi, contraddizioni, ipocrisie. 
"... decido di non dimenticare che anche se sono lì per pagare la mia trasgressione, loro - personalmente, dico - non hanno alcun diritto di umiliarmi." (p.11/121 - 6%)

I momenti trascorsi "all'aria" diventano un esperimento sociale importante, immersa nel quale sa di non poter sbagliare. Incontri ed evitamenti. 
"C'è molta bellezza tenera nella decadenza di un certo tipo di donna, peccato che la società non l'accetti questa bellezza." (p.16/121 - 12%)

All'interno del carcere si incontrano persone, si scopre lo specchio, impietoso e spogliato di molte ipocrisie, della realtà del "fuori". 

Una penna che merita lettura, suscita riflessioni.
Un libro da leggere, gustare, in cui - entro i limiti del possibile - immedesimarsi.

 "... anch'io prendo carta e penna. E' necessario" (p.116/121 - 95%)

giovedì 1 gennaio 2026

ATTRAVERSO I MIEI OCCHI - Michele Anesi

Attraverso i miei occhi - Michele Anesi
Incipit accattivante "Sai come si forgia una katana?" (p.3). 

La necessità di scrivere, per sè e per dire qualcosa. Dire qualcosa presuppone l'esistenza di un pubblico. 

Lo stile è acerbo, contiene possibilità. Un racconto dichiaratamente autobiografico "Perchè, in fondo, ognuno di noi ha bisogno di sentirsi visto" (p. 7) 

Un tuffo nell'adolescenza, con i suoi "universali" e le specificità individuali. 

Qual è il ruolo della Scuola,  del Sistema Scolastico, dei singoli docenti, nella formazione di una persona giocane, adulta? 

 "Se siete in un ambiente che non vi valorizza, andatevene" (p. 33)

Un racconto autobiografico con accenni, brevi, a teorie psicologiche. Interessante. 
L'autore è psicologo. 
"I neuroni specchio sono, in un certo senso, la base biologica dell'empatia" (p. 66) 

Difficile mantenere il distacco quando si conosce, anche se inevitabilmente in superficie, il contesto descritto. 

Il capitolo dedicato all'Amicizia contiene emozioni e sentimenti che toccano corde sensibili. 
Ciascun capitolo lo fa. 

Il lavoro. "Il punto è l'abitudine malsana di dare sempre più di quanto ti venga richiesto, senza ricevere nulla in cambio" (p. 96)

Un'autoanalisi, un diario pubblico. 
Schietto, diretto, aperto. 
Con consigli per chi legge;  banali e inflazionati, forse, ma supportati da studio, "fondati". Vanno al di là della sola esperienza personale, anche se è questa che fa da filo conduttore. 

Sorpresa. 
Questo libro è una dichiarazione di amore. 
Ingenuo e consapevole. 
Acerbo e maturo (no, non è una contraddizione). 
Incompiuto, sospeso. 

Lettura molto scorrevole. 

Chissà se seguiranno ulteriori pagine? 
 

 

 

domenica 28 dicembre 2025

VOLVER - Maurizio De Giovanni

 

Ritorno.
Ricciardi è tornato nella tenuta in cui ha trascorso l'infanzia.
Non è più "Commissario". Ora è Eccellenza.

Marta incontra la sorella sordomuta di Rosa, la tata che è stata Madre per Ricciardi.
Nelide sovrintende la gestione di casa e tenuta.

I suoceri, i nonni di Marta devono cambiare abitudini, nell'apprensione di ciò che sta accadendo e che lì, nel Cilento, sembra ancora fatto lontano. 

Laura torna dall'Argentina in Italia, contro ogni ragionevolezza.

Il dott. Modo non manca occasione di mettersi in guai immensi, da cui chi gli vuole bene congiura per tenerlo lontano.
Majone, a Napoli, è preoccupato e addolorato per la situazione. Ha figli e non può non vedere. L'Italia è in guerra.

Il Commissario, Barone di Malomonte, indaga su un cold-case che dall'infanzia riemerge in sogno.
E farà i conti con il proprio passato. 

L'Italia è allo sfascio, prima ancora che la Guerra la colpisca nel cuore.

(p.116/394) "La gente rinuncia anche all'essenziale, le pentole, la carne, la frutta; rivolta gli abiti, usa il cartone per risuolare le scarpe, si scalda dormendo con gli animali. [...] Eppure, se ascolti i discorsi in strada, sono tutti convinti che la vittoria è sicura e che ci porterà ricchezza e onori, che diventeremo il primo paese del mondo come ci è dovuto, perché siamo gli eredi dell'Impero romano".


(p.116/394)  "Lo so, e a volte mi domando se davvero valga la pena combattere e rimetterci la vita per questi schiavi ottusi".

giovedì 25 dicembre 2025

L'ANNIVERSARIO - Andrea Bajani

 

L'Anniversario  - Andrea Bajani
Romanzo perfetto per il giorno di Natale. 

Feroce e sferzante, nella sua passivo-aggressività.

Una donna che non c'è, protagonista e comprimaria in un romanzo familiare come tanti, che si ha poca propensione a raccontare.

L'inesistenza della madre. 

(p. 30/174) "La forza brutale del romanzo ... che si disinteressa quasi sempre del reale e fornisce sempre il vero"

(p. 41/174) "Come sempre accade quando la ribellione è solo un gesto che non si aggancia a una presa di posizione effettiva, venne soffocata."

(p. 51/174) "Venne colpita a morte e sopravvisse lasciandosi morire".

Una famiglia di emigranti, da Roma ai "bordi della cartina", in Piemonte.
L'emigrante è il padre, e la famiglia inesistente segue. 

Squalificante, distante, prepotente; così appare quel padre-padrone antico anche per tempi non recenti. Si trova, nelle descrizione di una vita familiare in tutto e per tutto guidata da questo despota da manuale, lo specchio di tanti fatti di cronaca quotidiana. Soppraffazione e violenza. 
"Va tutto bene, grazie" (p. 83/174)

La violenza normalizzata, in cui è il carnefice a perdonare le vittime perché nulla cambi. Tutti sanno, l'omertà prevale. 

La distrazione come strategia per sparire.
(p. 106/174) "Essere distratta, non vedersi agire, era l'unica maniera - penso - per rendersi invisibile davvero".
Distrazione come rinuncia.

E' un dipinto crudo e senza sconti, quello disegnato dalle parole di Bajani.
Violenza è annientamento.
C'è questa sottile necessità di incolpare le vittime, le quali non vengono annientate, semplicemente "decidono" di sparire, che ben descrive il sentimento comune di fronte alla soppraffazione. 

Un'ordinaria famiglia disastrata, ben incastonata in dinamiche relazionali e sociali consolidate. 
La retorica della famiglia, smantellata a partire dalle fondamenta.

Può una terapia salvare un'intera vita da una famiglia di merda?

Dinamiche che si ripetono all'infinito, che possono - forse - essere spezzate solo con l'assenza.
Con un "basta" agito prima che detto.

(p. 155/174) "Il motore profondo delle migrazioni benestanti: stare lontano dai propri familiari".

(p. 158/174) "... considerarsi senza scampo. A vivere, cioè, una vita con "obbligo di firma""

Consigliatissimo. Molto apprezzato. Bello, interessante, illuminante.



sabato 1 novembre 2025

ALMARINA - Valeria Parrella

Non invoglia, al principio, la lettura. L’occhio inciampa nelle parole, ed é un inciampo mentale.
Vanno a segno alcune immagini, penetrano chi legge, i significati.

(p. 4/117) Introduce “La postura della cattività”, “La prossemica dei detenuti”.

E  “Tratte di schiavi, bastimenti colmi di migranti, galere romane …

C’é compassione che si fa empatia nel dire di chi non ha nemmeno l’illusione della libertà. Non é giudizio, é osservazione senza orpelli.

(p.14/117) É in me l’idea che le guardie sono sbirri, che gli sbirri fanno male, che sei colpevole perché appena ne incontri una ti nasce una pietra in tasca

Elisabetta Maiorano insegna matematica.
É vedova.
Nisida é un carcere minorile.
Almarina è giovane e ha già vissuto atrocità sufficienti per molte esistenze.
Almarina ha un fratello più piccolo.
L'Autorità l'ha separata da lui, l'ha separato da lei.


p. 11/141 “Dentro la sbarra ma ancora fuori dal carcere" é un luogo fisico ma soprattutto interiore.

(p.22/117) “NON GUARDARE CHI VIVEVA UNA CONDIZIONE DIVERSA DALLA TUA ERA L’ALLENAMENTO DELLA BORGHESIA.”
Verità che chi é borghese dimentica. Verità di cui forse nemmeno si é consapevoli.
Sbattuta in faccia in tutta la sua semplice, disarmante, crudele evidenza.


Proseguendo, lo stile diventa familiare, la storia suscita curiosità.

(p.32/117) “Le ragazze non hanno i regali firmati della Camorra

Se un numero é uguale al suo doppio, stiamo parlando dello zero”.

(p.44/117) "C'è un matrimonio dei libri, evoca dolcezza e complicità e fusione”.


Breve, non scorrevole, non banale. É un susseguirsi di immagini, fotografie di momento a comporre il mosaico della trama.
Trama che rimane giustapposizione di tessere, faticoso trovare il quadro d'insieme.

Ha un che di incompiuto, nonostante il cerchio si chiuda.
Numerose le riflessioni che si ricavano ritagliando citazioni.


sabato 19 luglio 2025

QUANDO TUTTO CAMBIA - Emily Orlando

Quando tutto cambia - Emily Orlando
Noioso. 
Non pesante, scorre attraverso un linguaggio semplice e quotidiano. 

L'incipit potrebbe promettere una trama, che invece si scioglie in un susseguirsi di cliché e luoghi comuni. 

Ogniqualvolta si intravede la possibilità di una svolta, l'illusione svanisce nell'ennesimo incontro che sembra suggerire che l'unico traguardo nella vita di una persona sia quello di viverla in due. 
Poco importa, a quanto pare, se questo contrario di uno derivi da conoscenza, complicità, reale affinità. 

C'è questa perpetua caccia al tesoro che schiaccia sullo sfondo la vita quotidiana e la stessa esistenza di un essere umano. 

Noioso, superficiale. 

Resoconto di una vita ordinaria, senza spessore. 

L'introspezione è assente, mutuata da frasi già dette e sentite e già scritte e lette.  

Il finale svolta, in apparenza. 
Anche qui viene proposto ciò che già si sa, si è visto, sentito, discusso, a volte vissuto. 

E' un piccolo racconto di assenza: "quando tutto cambia", in realtà nulla cambia.  

 


 

martedì 27 maggio 2025

CHIRU' - Michela Murgia

 

CHIRU' - Michela Murgia
Profondo, schietto, analitico il modo in cui Murgia presenta le relazioni. 
Legami di sangue come ferite (p. 125) e come accidenti che capitano. Elogio dell'ipocrisia, ricerca di affetti reali. 

Interessante, denso di riflessioni, spesso e gracile questo romanzo. Il confine tra vicinanza e tossicità, dipendenza materiale e affettiva. 
 

" ... fingendo che andarci contemporaneamente volesse dire andarci insieme" (p.6) 

"... un gruppo di estranei consanguinei chiusi in un gioco di sopravvivenza reciproca" (p.10) 

Una mentore con un passato affondato in una famiglia tossica. 
Una vita adulta, presente, e una serie poco nutrita ma significativa di allievi. 

Taglia, graffia, pungola e lenisce la scrittura di Murgia. 

Apparenza. Finzione. Autenticità. 
"Non vorrei essere giodicato da quello che sembro
[...]
"E sei convinto che si possa scegliere, Chirù?"
(p. 82) 

"Mio padre è morto due anni fa, e perso lo avevo da sempre."
[...]
"Di cosa si sta dispiacendo chi si dispiace che il padre di qualcun altro sia morto? Cosa passa nella testa della gente che crede che avere un padre sia un bene in sè, della cui perdita rammaricarsi a prescindere? Un giorno glielo vorrei dire, solo per vedere la faccia che fanno, che se gli dispiace è solo perché non era loro padre, altrimenti la cosa che gli dispiacerebbe di più è che non sia morto prima."
(p. 124-125) 

Gigantesca, Murgia. 
Romanzo da leggere, Chirù. 

lunedì 26 maggio 2025

ORGOGLIO E PREGIUDIZIO - Jane Austen

 

ORGOGLIO E PREGIUDIZIO - Jane Austen
L'incipit è divertente, il sarcasmo del Signor Bennet è ossigenante.  

Romanzo classico, zuccheroso eppure piacevole. 
Qualche gustosissimo dialogo, personaggi ben caratterizzati, trama arcinota. 

Pessima edizione, colma di refusi.

Lettura piacevole.  

domenica 25 maggio 2025

IL QUINTO FIGLIO - Doris Lessing

IL QUINTO FIGLIO - Doris LessingCrudo e crudele. 

Quello che inizialmente appare come un romanzo romantico, che narra le aspettative di chi ha come unico obiettivo una famiglia immensa e felice, una tribù, una vita piena e zuccherosa, 
vira di tono per fiventare una desxrizione durissima di una realtà inverosibile. 

Il quinto figlio. 

Un idillio familiare, visto con sospetto poichè anomalo per i tempi (siamo alla fine degli anni '60 del novecento), diventa entro un decennio un incubo plumbeo. 

Potente, sferzante. 
Ci si incolla alle parole, alle pagine, in un attonità incredulità. 

Oppressione e allarme che non lasciano spazio ad altro, fino all'ultima riga.  

IL MIO ASSASSINO - Daniel Pennac

Va letto per ultimo, dopo aver terminato la saga Malaussene. 
Per fortuna c'è.

Capolinea Malaussene lascia appetito. Se ne vorrebbe di più. 

Nonnino, il Bambino Lassalve e la storia trascorsa dagli esordi di Pennac come scrittore fino all'ultimo suo libro scritto (finora, viene da aggiungere con speranza; Pennac è nato nel 1944, si vorrebbe scrivesse ancora, spesso e tanto). 

Nonnino prende forma, inizia ad agire, mentre Pennac mette in guardia chi legge dai pericoli dell'oggi. 

 "Non diversamente si uccide lo stato di Diritto. Con l'insulto pubblico, l'umiliazione, le botte e l'omicidio. I giovani intorno a me parlavano di astensionismo e io vedevo sguinzagliare le mute di cani feroci, la caccia aperta ai capri espiatori, il grande banchetto dell'odio esultante, le prede offerte alle belve di casa, la sanguinosa legge dello stato senza Diritto. Non ci saranno più sfide di opinioni, tesori miei, ma massacri di corpi." (p.77)

Uno spaccato dell'infanzia di Nonnino, e qualche scampolo di vita dell'autore. 
Verità e finzione, e stilla il dubbio che la realtà sia permeata di finzione. Forse no. 
come nella vita vera. 

Una promessa: Pennac sarà letto, o riletto.  

 

CAPOLINEA MALAUSSENE - Daniel Pennac

Un commiato.
Con il treno di sentimenti che qualsiasi commiato da persone care porta con sè. 

"Un gregge di pecoroni che morirà di sete parlando del bel tempo" (p. 33)

"Nell'auto elettrica, con il suo borsello sulle ginocchia e gli occhi fissi davanti a sè, Nonnino pensa alla menzogna. Non solo alle bugie dei suoi ragazzi. Alla menzogna in generale. La menzogna intima e quella pubblica. La menzogna come strumento di comunicazione, come modalità di governo, come strategia e come forza d'impresa. E' incredibile quel che puoi far bere all'elettore, al citadino, al cliente, al dipendente, al residente ..." (p. 34)

Nonnino. Figura sfuggente e solida. 
La mamma e il suo assente marito, compagno di Alzheimer. 
La famiglia Malaussene, squinternata e frammentata, eppure così funzionante. 
Rapimenti. Uccisioni. Misteri. 

Ma come ... dopo l'ultimo capoverso, la sospensione. 

E' la fine della saga Malaussene; Pennac ha dichiarato che non ne scriverà oltre. 
E' un commiato che lascia sapore amaro, perché si vorrebbe di più. 

Quell'albero genealogico graficamente proposto all'inizio, si trova come "repertorio" dopo la fine. 

Terminata la saga, un desiderio dimane possibile. 
Rileggerla tutta d'un fiato, da quel "Paradiso degli Orchi" tanto spiazzante, scritto più di 40 anni fa. 

Si va, prima, a scoprire "Il mio Assassino". 

 

 

 

venerdì 23 maggio 2025

RAGIONE E SENTIMENTO - Jane Austen

Ragione e Sentimento - Jane Austen
Romanzo "classico", d'altri tempi, scritto, in altri tempi, da un'autrice del suo tempo. 

Scorrevole, la lettura; racconta come la vita per le donne fose (sia?) quasi inscindibile da un rapporto personale con gli uomini. 

Ruoli e difficoltà economiche. 

Figure femminili descritte da chi lo può fare. 
Questa è forse la peculiarità del romanzo. 
Un occhio calato nei propri tempi, in grado di raccontare persone che tradizionalmente sono considerate accessori, tradizionalmente descritte da chi osserva (forse) ma non vive in prima persona la medesima condizione. 

Noioso, eppure sagace e tagliente. 
Denuncia quelle ipocrisie proprie del tempo (siamo in Inghilterra all' inizio del 1800), che possiamo riconoscere, diverse solo nella forma, anche ai giorni nostri. 

Quando muore il Signor Dashwood, tutto il suo patrimonio passa al figlio maggiore, il quale ben presto dimostra di non aver alcuna intenzione di farsi carico delle sorellastre, nate dal secondo matrimonio del padre. 
La seconda moglie e le tre figlie Elinor, Marianne e Margaret si trovano quindi ad affrontare una situazione economica difficilissima. 

La trama è mortalmente noiosa. 
Pregevole, nonostante ciò, l'ironia con la quale Austen descrive le idiosincrasie del proprio tempo, l'ipocrisia di rapporti superficiali guidati dalle apparenze, la prodonfa ingiustizia che recola l'assetto sociale.  

giovedì 22 maggio 2025

MADRE D'OSSA - Ilaria Tuti

Madre d'Ossa - Ilaria TutiStraziante empatizzare con la Commissaria Teresa Battaglia. 

Questo romanzo sferra colpi duri a chi legge, fin dalla prima pagina. C'è un mistero che si vuole risolvere, e quindi si legge. 

"Scegliere di non rispettare le regole non significa necessariamento rinunciare alla propria integrità morale, sa?" (p. 41)

"Massimo pensò che la gente diventava sempre più indifferente alle difficoltà altrui. Non siamo più abituati a incontrare davvero l'altro, riflettè" (p. 54) 

 Una serie di misteri tra loro collegati da un intreccio che Teresa Battaglia e la sua squadra male assortita andranno a cercare di dipanare. 

"Il tradimento di un'amicizia era per lei più profondo di quello d'amore, perché più subdolo, più inatteso". (p. 326) 

Bellissimo racconto, personaggi sfaccettati, cui ci si affeziona.  

Ogni volta, chiudendo il libro dopo averlo divorato si spera non sia l'ultimo. 
Si desidera leggere ancora di tutti i protagonisti e in particolare di lei, il cui destino è segnato, e che occupa il primo piano, quasi prima dell'intreccio narrativo in sé. 

La richiesta silenziosa e costante all'autrice è: parlaci ancora di lei" Che non sia l'ultimo racconto per questa straordinaria protagonista! 

Teresa Battaglia è viva.

 


mercoledì 21 maggio 2025

AMOROLOGIA - Teresa Cinque

Amorologia - Teresa Cinque

Guida (quasi) imparziale alle relazioni e al sesso

Un manualetto per migliorare il rapporto tra i sessi. 
Migliorare? Per costruire, eventualmente, un rapporto tra persone. Anche con sé stessi, con sé stesse. 

Semplice semplice, divertende, illuminante. 
Come sempre, probabilmente ignorato da chi più ne avrebbe bisogno. 

"La questione è: m'importa un cazzo di essere bella" (p. 91) 

 "Non è nè un compito (perchè non dipende da noi come siamo conformate), nè una responsabilità (perchè non dipende da noi come siamo conformate), nè un dovere (perchè non dipende da noi come siamo conformate) e soprattutto non fa la qualità delle persone che siamo. 
E' un dettaglio. Casuale. Effimero. E come tale andrebbe considerato.
" (p. 92)

Il tradimento (maschile) è un fatto naturale?

"Ecco un'altra stronzata patriarcale seminata, coltivata, annaffiata e cresciuta con lo scopo di rendere la vita più leggera per i maschi e un mezzo inferno per le donne". (p.94) 

 Interessante, e lampante per chi una volta nella vita si sia soffermato a pensare davvero alle differenze socialmente indotte tra i sessi, è la definizione di (p.95) Homo Naturalis vs. Femina Artificialis.

Del sesso senza amore (p.98), piccola riflessione autobiografica. 

Analizza, sviscera, riflette, Teresa Conque. 
Emblematica la considerazione (p.102): "L'unica risposta che mi viene da dare a riguardo a questo problema è che va messo in discussione". 

Lo afferma nel capitolo intitolato "Fedeltà", ma è un approccio che si può reputare costruttivo in moltissimi ambiti. 

"L'insegnamento funesto delle persone che ci trattano male è farci credere che hanno ragione loro e che quello che sentiamo noi è sbagliato" (p.117) 

Sul mentire, sulle bugie e il male che fanno in quanto tali. 
Ci offre uno spaccato che sarebbe gustoso se non portasse con sè quel retrogusto metallico che sente chi le menzogne altrui le ha subite. 

"L'amore cambia la vita, ma non guarisce le patologie" (p. 124)

"Tutto ha origine nell'infanzia. Direte sei fissata. No, è la vita che è fissata, raga, trovatemi qualcuno che non riporti da adulto qualche conseguenza di come l'hanno amato o non amato i genitori e vi do centomila euro".   (p.126)

"Sentirsi completamente al sicuro significa essere completamente morti" (p. 128)

"Che non si muore per amore è una gran bella verità (a meno che non ti ammazzi lui ma questa è proprio un'altra storia)" (p. 176)

Ci mette di fronte alla diseducazione sessuale delle donna (p. 241) 

Nel capitolo "Sesso Vaniglia" ci ricorda che "Le persone liberate sono notoriamente persone pericolose perchè tendono a pensare con la propria testa, a vedere le ingiustizie e pure a lottare per eliminarle". (p. 300)

Pubblicato nel 2022, ricorda molto il successivo "Autobiografia Clitoridea". 
Lettura consigliatissima. Leggera, con spessore. 

 

 

 

martedì 20 maggio 2025

TUTTI NELLA MIA FAMIGLIA HANNO UCCISO QUALCUNO - Benjamin Stevenson

 

Incipit intrigante, promette originalità.
Le prime pagine sono divertendi, la lettura è invogliata fin dal principio.


Che libro sarà? Un giallo? Un Thriller? Un saggio sulla scrittura di gialli?

Un burlone, l'autore. Ci dice cosa accadrà senza raccontare ciò che accadrà.
Esplicita, tace, manipola.

"Questo in narrativa si chiama anticipazione" (p.99)

"Se siete convinti che finora abbia giocato pulito, possiamo proseguire" (p. 116)

E' un giallo avvincente, leggero; tiene sulla corda come un giallo deve fare. 

E' originale nel modo; coinvolge chi legge, con questa sua faccia da meta-romanzo.
Il narratore si rivolge a chi legge, ammonisce, descrive, spiega. E raggira. O almeno ci prova.


Gioca "pulito", il narratore. Fornisce gli elementi per capire, e chi legge capisce.
La costruzione, o ricostruzione, dell'intreccio, però, non è immediata. Serve l'intervento del "detective" per mostrare il mosaico nella sua interezza. 

Convince più per la sua forma che per il contenuto; promosso, comunque, a pieno titolo.


Bello, divertente, intrigante. Ottimo romanzo "da spiaggia".

venerdì 9 maggio 2025

QUELLO CHE NON SO DI TE - Nicola Pettorino

 

Quello che non so di te - Nicola Pettorino
Gabriella, un passato plumbeo.
Zia Sara, un passato che incuriosisce.
Felicità pensata, atrocità vissute. 

Valerio Valeri, giornalista. Una vita spezzata. Un articolo scritto, in passato, su zia Sara. 

(p.25) La politica dello struzzo. 

(p.32) Quella del '43 fu un'estate particolare, il 25 luglio era caduto Mussolini e sembrava che il fascismo fosse finito e i fascisti spariti nel nulla. 

(p.44) Gli viene quasi da provare nostalgia per le vecchie cariatidi della prima repubblica.

Esiste un Filo Rosso (sic.) che accomuna la lotta Partigiana al Terrorismo delle BR?
Si può, facendosi guidare da un'idea giusta, commettere crimini ingiustificabili? 

Si può?
Qual è la differenza tra terroristi Rossi e Neri?

(p. 196) I protagonisti della seconda repubblica sono riusciti nell'impensabile impresa di far addirittura rimpiangere i lestofanti della prima.
E' proprio vero che non esiste limite al peggio.

Scorrevole, intrigante. La violenza, sia "di genere", o eversiva, o istituzionale, resa "legale" da scellerati al potere e da chi non ha il coraggio di opporvisi, attraversa le pagine di questo romanzo in cui la vita personale del protagonista deve fare i conti con una verità sconosciuta.
Chi era Claudia? Come sopravvivere alla morte della persona che si ama?
E' possibile andare avanti?

Un assassinio, una donna ammazzata. Tracce che riportano a galla il passato, sofferenze che cagionano ulteriori sofferenze. Politica, ideologia, vendetta?
Chi ha ucciso Gabriella?