domenica 18 luglio 2021

LE PAROLE DI SARA - Maurizio De Giovanni

LE PAROLE DI SARA - Maurizio De Giovanni
Dopo "Sara al tramonto", la Mora viene chiamata in causa dalla Bionda. Un'amicizia particolare, all'apparenza fredda e distaccata, in realtà molto profonda.

Un giovane stagista scompare. Le circostanze sono complesse più che sospette.

Non tutto è come sembra, e le persone non sono mai come appaiono.
Un nuovo caso per la Mora, una vicenza personale per chi ha lasciato la professione, anche se la professione non l'abbandona.
 

Come sempre piacevole e scorrevole lettura "estiva", trama intrigante e non impegnativa, personaggi ben caratterizzati e vicende improbabili, o forse possibili.

In chiusura, "Sara che aspetta", poche pagine di storia nella storia. De Giovanni sa come catturare l'attenzione di chi legge.


sabato 26 giugno 2021

IL SIGNORE DELLE ANIME - Irène Némirovsky

https://incamminoconunlibro.blogspot.com/
Riscatto.
Il riscatto di una vita di sacrificio, una professione che tarda ad avviarsi.
Straniero, povero. Medico.
 

 Il riscatto economico, l'inizio.
E, nel consapevole riconoscimento delle disparità, inique, tra diverse classi sociali che separano esseri umani altrimenti identici, incontri di anime.

Cambiamenti che lasciano tutto com'era, come è sempre stato. 

L'esteriorità  e il materiale cozzano contro la storia di ciascuno, quella vita che fa delle persone ciò che sono, giorno per giorno, e che non si può cancellare, resterà, immutabile, passato. 

L'incipit:
"Ho bisogno di denaro"
"Le ho detto "no""
.

Dario Asfar insegue il suo obiettivo, non demorde. Rimane sè stesso? 

Riscatto, apparenza, ipocrisia.
Maschere nude, quelle persone che seguono ciò che appare come ricchezza e successo, fingendo di non vedere la decadenza.
Espedienti. Espedienti dei ricchi per superare un malessere senza nome, un male oscuro che non sembra avere cura; espedienti di chi è povero per sopravvivere, espedienti, illusioni.
Avere, non essere.

"Bisognava solamente trovare l'uomo che possedesse la scienza, le parole chiave; il guaritore, lo stregone, l'illuminato, il ciarlatano, che importa!" (p.99)
Conta più il duro lavoro o l'apparenza, l'inganno?

E, una volta svoltato, una volta intrapresa la via verso il successo, una volta che la soppravvivenza sembra ormai assicurata, non se ne esce. E' un circolo vizioso di cupidigia, inganno, ricatto; bisogni indotti necessari soltanto a mantenere uno status fasullo, un castello di carte costoso e gravoso.

Riscatto o avidità? Cosa accade quando il desiderio di uscire dalla miseria diventa in realtà desiderare un posto in quello stesso sistema che la crea, che della miseria altrui si alimenta?

Cupo, ansiogeno, triste eppure piacevole, questo romanzo.
Uno spaccato di vita d'altri tempi che ben si avvicina all'epoca attuale.
Cambia tutto, perchè non cambi nulla.

giovedì 18 marzo 2021

LA VITA DAVANTI A SE' - Romain Gary

LA VITA DAVANTI A SE' - Romain Gary

Delizioso racconto, scalda il cuore (e nel contempo lo gela) fin dalle prime parole.
Parole di bimbo, scritte da un adulto. 

L'umanità descritta dal basso, dall'altezza e con gli occhi di un bambino. 

Cattura, entra in chi legge e lì rimane. 

"La mia ignoranza è finita verso i tre o quattro anni e certe volte ne sento la mancanza" (p.7)

"Per molto tempo non ho saputo che ero arabo perché non c'era nessuno che mi insultava" (p.9)

La discriminazione in 17 parole. 

"I bambini sono tutti quanti molto contagiosi. Quando ce n'è uno, subito arrivano gli altri" (p.13)

Fin dai primi capitoli ci si innamora della disincantata, infantile maturità della voce narrante.
"Avevo già nove anni o poco meno e quella è un'età in cui si pensa già, eccetto forse quando si è felici" (p.15)

"Si erano conosciuti nella comunità ebrea in Germania dove non li avevano sterminati per sbaglio e avevano giurato che non si sarebbero fatti prendere più"
"Quel birbante non era di questo mondo, aveva già quattro anni ed era ancora contento" (p. 22)

Non c'è bisogno di motivi per avere paura.
"La gente tiene alla vita più che a tutto il resto, è anche buffo se si pensa a tutte le cose belle che ci sono al mondo" (p.43)

E' disarmante la logica capovolta di un bimbo già grande.
E' bellissimo questo racconto.
La diretta semplicità che scaturisce dal chiamare le cose con il loro nome, usando espressioni e parole che stridono con l'ipocrisia con cui le persone adulte, integrate in un sistema di concetti farlocchi, artefatti, racconta la vita.

"Sarebbe proprio una buona  cosa se il signor Hamil sposasse madame Rosa, perché erano giusti di età e si potevano deteriorare insieme che è una cosa che fa sempre piacere" (p. 107)

"In Francia i minorenni sono molto protetti e quando nessuno se ne occupa li mettono in prigione" (p. 127)

Illogicità dell'essere umano adulto, messa a nudo da un bambino che con la sua disincantata semplicità smaschera la stupidità di un sistema costruito per non essere a misura di persona. 

Un romanzo bellissimo, irrinunciabile, un regalo prezioso preso in mano e apprezzato a distanza di anni.



venerdì 25 dicembre 2020

MERGELLINA E LE MADRI -M. G. Di Rienzo

MERGELLINA E LE MADRI -M. G. Di Rienzo

Piacevoli, interessanti e non banali i libri di Maria G. Di Rienzo.
In un mondo che riconosciamo interamente stravolto dalle catastrofi climatiche, e sempre uguale a sè stesso quando si parla di ingiustizie e disparità sociali, incontriamo Lin, una outsider per vocazione, fuori posto ovunque sia, e per questa sua caratteristica, ovunque a casa.  

Oggetti e conoscenza provenienti dal passato, nuovi e da decodificare, utili e ostili: "Studiate il passato, se volete dar forma al futuro".

Un romanzo accattivante, collocato in un'ambientazione inventata, popolata da personaggi probabilissimi, umani e disumani proprio come le persone in cui, volenti o nolenti, ci imbattiamo quotidianamente. 
Nella nostra vita privata e nella vita pubblica, politica. 
Perché il privato è sempre politico. 

"A volte mi chiedo quanto noi esseri umani siamo sottili o permeabili, se davvero abbiamo consistenza, perchè ci basta sfiorarci l'un l'altro per lasciarci reciprocamente lividi ... Sulla pelle,  nella mente, persino sulla strada di vita, presente e futura, lividi come ciottoli sensibili, come ostacoli che strillano non appena li tocchi..."

"I segni che abbiamo lasciato sugli altri ci possono in parte dire che persone siamo".

"Tu hai sofferto per arrivare a essere quel che sei e non permetteresti mai che qualcuna arrivasse allo stesso risultato senza soffrire. E' comprensibile, ma regressivo e ingiusto."

 "Oggi, come ieri, cosa la gente pensa di me non può incidere né su quel che sono, né su quel che voglio."

Di ingiustizia, discriminazioni, sopraffazioni, di amicizia, amore e morte. Di spaccature riparate, ferite parzialmente rimarginate, strappi ricuciti. 

Un bel romanzo da leggere d'un fiato, ottimo modo, in un giorno invernale qualsiasi, per riprendere l'attività di lettura, per godere dell'appagamento che ne deriva, per sentire la vicinanza con un'autrice di grande valore umano e intellettuale. 



Acquistato qui: 
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domenica 20 settembre 2020

IL BUIO OLTRE LA SIEPE - Harper Lee

IL BUIO OLTRE LA SIEPE - Harper Lee
Bellissimo, coinvolgente, profondo, questo romanzo. 

Il mondo negli Stati Uniti del Sud, nella prima metà del secolo scorso, visto con gli occhi spalancati e con la mente sagace e libera di una ragazzina cresciuta con il fratello da un padre intelligente e Giusto, mite come un vero rivoluzionario.

Scout combatte le sue battaglie per essere ciò che è, appoggiata e incoraggiata dal padre, con la complicità e la rivalità del fratello Jem e del loro amico Dill.
Una descrizione ingenua e nel contempo lucida e impietosa degli anni trenta in america.

Un vicino di casa misterioso e spaventoso, che non mette mai piede all'esterno, che non si è mai visto e di cui non si parla. Timore e attrazione. Apparenza e realtà.
Giustizia.
Le convenzioni sociali, le imposizioni, le discriminazioni.
La condizione delle persone nere.

Lo spaccato di un'epoca che appare molto diversa da quella attuale, e in cui pure vigono e vivono i medesmi meccanismi, le stesse dinamiche, analoghe ingiustizie.

Atticus Finch, avvocato, si occupa di Scout e Jem con la collaborazione preziosa della nera Calpurnia. Si trova coinvolto in qualità di avvocato in un processo ingiusto e contestatissimo; prende sul serio il proprio incarico per cui non si risparmia e che mette a dura prova la serenità e anche l'incolumità familiare. 

Un romanzo delicato e crudo, tenero e duro. Molto piacevole la lettura, intrigante la trama, articolate le riflessioni che suscita.
Un "classico" che mancava, e la cui lettura arricchisce. 



 




domenica 6 settembre 2020

IL FASCISMO ETERNO - Umberto Eco

https://incamminoconunlibro.blogspot.com/ Poche pagine, righe rade.

L'incipit, un programma: "Nel 1942, all'età di dieci anni, vinsi il primo premio ai Ludi Juveniles (un concorso a libera partecipazione coatta per giovani fascisti italiani - vale a dire, per tutti i giovani italiani).

Leggerissima descrizione del clima fascista. Scanzonata e allegra, dà conto del clima in modo efficace, se la storia si è studiata. Altrimenti, l'atmosfera rischia di passare inosservata. Per ora. 

"...libertà di parola significa libertà dalla retorica" (p.13).

"Vidi le prime fotografie dell'Olocausto, e ne compresi così il significato prima di conoscere la parola. Mi resi conto da che cosa eravamo stati liberati" (p. 15)

"In Italia c'è oggi qualcuno che dice che il mito della Resistenza era una bugia comunista. E' vero che I comunisti hanno sfruttato la Resistenza come una proprietà personale, dal momento che vi ebbero un ruolo primario; ma io ricordo partigiani con fazzoletti di diversi colori." (p.16)

"Mussolini non aveva nessuna filosofia: aveva solo retorica" (p.22)

"Il fascismo era un totalitarismo fuzzy. Il fascismo non era una ideologia monolitica, ma piuttosto un collage di diverse idee politiche e filosofiche, un alveare di contraddizioni. [...] Il partito fascista era nato proclamando il suo nuovo ordine rivoluzionario ma era finanziato dai proprietari terrieri più conservatori, che si aspettavano una controrivoluzione." (p.26)

Potente e incisivo questo piccolo scritto. Da D'Annunzio, poeta nazionale che in Germania sarebbe stato giustiziato piuttosto che acclamato, alla cultura, talmente ignorata da permettere la crescita dei futuri Partigiani all'interno delle associazioni fasciste, "non tanto perché gli uomini di partito fossero tolleranti, quanto perché pochi di loro possedevano gli strumenti intellettuali per controllarle" (p. 29), alla Neolingua di Orwelliano conio ("Tutti i testi scolastici nazisti o fascisti si basavano su un lessico povero e su una sintassi elementare, al fine di limitare gli strumenti per il ragionamento complesso" - p- 47)

Corso e ricorsi storici. Inutile evidenziare analogie; chi comprende già sa, chi non vuol sentire resta sordo.
 
Potente piccolo discorso di Eco, scrittura incisiva, modi informali, messaggio importante. 




domenica 3 maggio 2020

ELIANTO - Stefano Benni

ELIANTO - Stefano Benni

Il primo libro di Benni che ho letto, nel 1996.
Il libro che mi ha reso amico Stefano Benni.

Fantasioso, delicato, divertente, coinvolgente, intelligente.

Elianto è un ragazzino speciale, ma è molto ammalato, ed è ricoverato a Villa Bacilla.
Il paese in cui vive è un non-luogo che tanto assomiglia all'Italia della Seconda Repubblica, governata da personaggi che tanto assomigliano a gente al tempo ben nota. 
Strepitoso "Fido Pass Pass", l'anchorman, giornalista televisivo che non si può non associare a Emilio Fede.

E' un romanzo pieno, corposo, divertente, doloroso, esilarante, interessante, coinvolgente, ...

Se ancora ci fosse chi non ha mai letto Stefano Benni e mi chiedesse da quale libro cominciare, suggerirei questo suo Elianto, senza indugio.

Un capolavoro di satira, pungente e sottile, ma anche una dolce poesia, una storia struggente e divertente. 
Meraviglioso, Elianto!


Il bonus vitale, letto da Stefano Benni:

Riletto, nel 2026


domenica 12 aprile 2020

LA STORIA - Elsa Morante

LA STORIA - Elsa Morante
Un pilastro, La Storia.
Un pilastro che leggo solo ora, per la prima volta.
Gigantesca, Morante.
Semplice, La Storia, narrata come un dato di fatto, quello che in fondo è. 
Disarmante nella sua pacatezza, agghiaccianti le vicende di cui si entra a fare parte, con la consapevolezza che si tratta di storie realmente accadute, che davvero l'Italia è stata (e in fondo è ancora) questo. 

Per proseguire la lettura bisogna sospendere il giudizio, non pensare. Immergersi nella vita delle persone descritte, dipinta da Morante, e tenere relegato in un angolo della propria consapevolezza ogni sentimento possibile, per evitare che prenda il sopravvento. 

Terribile e meravigliosa, feroce e poetica, La Storia. 
Da leggere, assolutamente. 
Anche in questi tempi oscuri, che sembra facciano di tutto per riportare il buio. Da leggere, sentire, rivivere, la Storia. 

1) La parola fascismo è di conio recente, ma corrisponde a un sistema sociale di decrepitudine preistorica, assolutamente rudimentale, e anzi meno evoluto di quello in uso fra gli antropoidi [...]
2) Simile sistema di fonda infatti sulla sopraffazione degli indifesi (popoli o classi o individui) da parte di chi tiene i mezzi per esercitare la violenza
3) In realtà, fino dalle origini primitive, universalmente, e lungo tutto il corso della Storia umana, non sussiste altro sistema fuori di questo.  [...] - (p. 565)

Fra i due sventurati falsari, diversi per natura, c'erano pure delle somiglianze inevitabili. Ma di queste, la più interna e dolorosa era un punto di debolezza fondamentale: l'uno e l'altro, interiormente, erano dei falliti e dei servi, e malati di un sentimento vendicativo d'inferiorità. (p. 45, di Hitler e Mussolini)

Di vita, di morte. Soprattutto di morte, La Storia. E della possibilità di morire pur continuando a respirare. Vite interrotte, prima della loro fine biologica. 
Un romanzo fondamentale, che accompagna, avvolge, colpisce e rimane, anche dopo l'ultima pagina. 
Stupendo. 

 

martedì 11 febbraio 2020

SEI GIORNI DI PREAVVISO - Giorgio Scerbanenco

SEI GIORNI DI PREAVVISO - Giorgio Scerbanenco
Il primo caso di Arthur Jelling, peculiare investigatore della Polizia di Boston; archivista, ufficialmente. 
Timido, impacciato e nel contempo sagace, Jelling ha una quasi-laurea in medicina, ma ha abbandonato gli studi per lavorare, in giovane età. 
Si trova a proprio agio sepolto nel suo piccolo ufficio di archivista, ma viene chiamato in causa per risolvere i casi che la Polizia non sa affrontare con metodi tradizionali. 

Biglietti di minaccia vengono recapitati per posta. La vittima designata viene così a sapere la data e il luogo della propria morte. La Polizia non sa che pesci pigliare, e Jelling viene incaricato di indagare .

Molto particolare, questo giallo. Curioso, il metodo investigativo del protagonista, interessante lo stile narrativo. Scorrevole e piacevole. Una scoperta positiva.

sabato 11 gennaio 2020

THE SECRET PLACE - Tana French

Una bambina conosciuta in uno dei romanzi precedenti, ora adolescente. Una scuola esclusiva, un collegio che costituisce un mondo a sé stante, lontano apparentemente dal mondo reale, ma che le dinamiche del mondo amplifica, inasprisce; un luogo in cui il tentativo di contenere ottiene una lievitazione di sentimenti, pensieri, azioni. 
Storia di Amicizia adolescenziale, storia di Amicizia. 

Un giovane ucciso, un caso irrisolto. Un nuovo indizio, a distanza di un anno. 

L'intreccio tra le vicende odierne, con protagonista una coppia di detective piuttosto divertente, e gli avvenimenti trascorsi un anno prima. Un anno che per chi è adolescente dilata i confini, costituisce una porzione importante di vita. Un anno che è un lustro, a quell'età. 

Fino alla fine si segue lo svolgersi degli eventi presenti e passati. 
Inizia a delinearsi un'ipotesi. 
Fino in fondo si spera che il finale non sia quello che viene prospettato.
E infine ... 

Storie di amicizie adolescenziali, la consapevolezza che quel periodo tanto turbolento e all'apparenza superficiale e inconcludente in realtà segna la vita adulta, contribuisce a costituirne le fondamenta. 
Storia di amore, di affetti, di legami profondissimi, di sincerità e bugie, di opportunismo e reale dedizione. 

Su tutto risalta la possibilità concreta, tangibile, solida, che il male peggiore possa derivare dalle migliori intenzioni. I migliori sentimenti non bastano a proteggere chi amiamo, chi ci ama non sempre agisce per il nostro bene. Ed è forse la tragedia più grande, l'impossibilità di comunicare davvero. 

Un romanzo molto bello, profondo, intrigante. Come sempre, l'accento nei gialli di Tana French non
va posto tanto sull'intreccio in sè, quanto nella partecipazione, con tutta la propria persona, di chi ne è protagonista. Nel bene e nel male.


giovedì 2 gennaio 2020

BROKEN HARBOUR - Tana French

Un giallo che non cattura fino in fondo, che non convince.
Il protagonista di questo romanzo è un detective già incontrato, un personaggio cui si fa fatica ad affezionarsi.
La trama è intrigante, anche se lo sviluppo non riesce a trattenere, non è solido. 

Un'intera famiglia attaccata in casa propria. Un bambino e una bambina, il loro padre. Morti. La madre ferita gravemente ma ancora viva. 
Uno scenario desolato, un quartiere che prometteva di essere un esclusivo Eden, una sorta di parco dei divertimenti per famiglie, uno di quei luoghi artificiali che fanno la fortuna di chi li costruisce e riesce a vendere Sogni che nella realtà si rivelano incubi. Un mistero, un caso da risolvere, in una cornice deprimente. 
Il confine, labile, sfumato, frastagliato, tagliente, tra "normalità" e follia. 
 
La forza dei racconti di Tana French non sta nell'intreccio, nel mistero di un caso intricato che si svela nel finale. La forza dei suoi romanzi è la scelta dei protagonisti, l'immedesimazione con la loro personalità, la loro stora, il loro sentire. 
Non sono gialli "convenzionali", e nonostante ciò si fanno leggere. 
Al termine di ciascuno rimane un languore: gli interrogativi sul destino dei detective che accompagnano la storia appena letta, e la scommessa su chi sarà protagonista del romanzo successivo. 




domenica 27 ottobre 2019

FAITHFUL PLACE - Tana French

Il terzo giallo di Tana French. 
La voce narrante è ancora una volta diversa.
 
Non c'è traccia di Cassie, Sam nè Tom. E' Francis Mackey,  questa volta che propone il proprio punto di vista, che racconta le proprie vicende. 

L'aspetto più attraente di questa serie di romanzi è lo spostamento degli elementi comuni dalle persone ai luoghi; protagonista sembra essere Dublino,  costante è il passato che torna ad interagire con un presente che ha contribuito a costruire. L'attenzione dell'autrice è rivolta all'interno dei personaggi più che allo svolgimento dei fatti. Questi ultimi costituiscono quasi il contorno a ciò che davvero è importante: il loro sentire. 

Due giovani appena maggiorenni decidono di tentare la fortuna, di lasciare le proprie famiglie, la propria città, il proprio Paese per vivere assieme la propria storia d'amore. Una vera e propria fuga. Al momento di incontrarsi per partire, però, lei non compare. Sembra svanita nel nulla, nulla di lei si sa da allora.
Trascorsi più di vent'anni, il suo fantasma torna nella vita del giovane, ora adulto, poliziotto a Dublino. 
E' ancora una volta un ritorno prepotente del passato, di vicende familiari difficili e devastanti. 
Tana French scava nel profondo delle famiglie, approdo sicuro all'apparenza, e in realtà luogo pericoloso e dannoso. 
Il presente plasmato dal passato, un passato che non si può cancellare, che non vuole farsi dimenticare. 

Il linguaggio riporta a Dublino, complicando un po' la lettura di chi non è madre lingua, ma contribuisce in modo tangibile a rendere l'atmosfera. 
Immergendosi nelle pagine di questo romanzo ci si trova a visitare Dublino negli anni '80, è un viaggio coinvolgente. 

Ed è un viaggio all'interno di dinamiche familiari distorte, malate, pesanti, che si svelano durante la narrazione. 


" [...] there's another kind of secret as well, The kind where, even there's nothing bad about it, someone else has a right to know it too". (p. 236)

"- People don't necessarily hurt each other. 
- Yes, Liv, they do. Parents, lovers, brothers and sisters, you name it. The closer you get, the more damage you do". (p. 332)


domenica 20 ottobre 2019

THE LIKENESS - Tana French

La trama è improbabile, e nel contempo intrigante. 
Una ragazza uccisa. Una ragazza identica a una Detective. Una ragazza che ha assunto non soltanto le caratteristiche fisiche, ma si è appropriata anche del nome, dell'identità che l'agente aveva durante la sua missione sotto copertura. 
 
Una peculiare comune, cinque giovani menti brillanti che vivono sotto lo stesso tetto, condividendo la quotidiana routine, in un legame indissolubile; Amicizia, quella che sa essere famiglia.

Fantasmi presenti e passati. Il movente è oscuro, come è oscura l'identità, la vita stessa della vittima. 

Anche in questo secondo romanzo di French la trama supera l'intreccio poliziesco, entra nel profondo delle persone coinvolte. Non si tratta di una indagine pura e semplice. 
Anche questa volta il caso, risolto, lascia aperto più di un interrogativo. Non tutto torna, non tutto è svelato.

Lontani anni luce dalle induzioni di Sherlock Holmes, dall'ossessiva metodicità di Hercule Poirot, i personaggi di Tana French sono vivi, reali,umani, imperfetti. 







sabato 5 ottobre 2019

NEL BOSCO - Tana French

Ambivalente reazione alla lettura di questo romanzo. Positivo l'effetto, tant'è che ho iniziato a leggere anche i successivi scritti da questa autrice.

Due casi si intrecciano. Tre ragazzini pre-adolescenti si avventurano nel bosco, come è loro abitudine, e non fanno rientro a casa; uno solo viene ritrovato, illeso e traumatizzato. Non saprà raccontare cosa è successo.

Alcuni lustri più tardi, stesso luogo, viene rinvenuto cadavere. Una ragazzina che si stava affacciando alla vita con determinazione e grandi opportunità viene uccisa.

Indaga la squadra omicidi della Polizia di Dublino.

Il passato torna a popolare l'immaginario presente, diventa un incubo palpabile.

Tana Franch pone l'accento sulle persone. Protagonista del suo romanzo non è il delitto, ma le relazioni, i sentimenti, l'universo interiore dei personaggi che partecipano a vario titolo alla vicenda.
E' un romanzo che si discosta dai canoni, fin troppo ovvia la conclusione (o meglio una parte di essa), eppure la lettura risulta interessante e coinvolgente.
A tratti appare complesso seguire il flusso delle emozioni e degli avvenimenti così come vengono descritti, in un profluvio di parole; nondimeno i protagonisti della storia diventano parte di chi legge.
Cassie, Rob e Sam. Tre giovani detective le cui storie personali si intrecciano al caso su cui indagano.

Bel romanzo, lettura molto interessante. Non è solo un "giallo".







domenica 22 settembre 2019

LA BOTTIGLIA MAGICA - Stefano Benni

Esilarante. 
Amaramente divertente, come la satira può essere. 
Tagliente, affilatissimo, pungente, sferzante, un umorismo tutto Benniano, in questo racconto che non è per bambini e bambine, anche se ne ha l'aspetto esteriore. 

Con la sua allegra fantasia, Benni descrive un mondo fantasioso che rispecchia, solo apparentemente esagerando, caratteristiche salienti del mondo reale in cui quotidianamente ci troviamo in immersione. 
Smaschera aspetti frivoli e più serie dinamiche di controllo delle masse. 

La bottiglia magica è un piccolo capolavoro di stili diversi che si amalgano e rendono la narrazione vivace, senza frammentarla. 

Si ritrova un'atmosfera che richiama quella di Elianto, in un racconto breve e meno articolato. 
Bellissima lettura, divertente, spassosa e intelligente. 

Un'esortazione all'autenticità, alla valorizzazione delle proprie specificità, una feroce condanna dell'omologazione che uccide lo spirito critico e la libertà individuale. 

Bellissimo libro, simpatica favola.

SARA AL TRAMONTO - Maurizio De Giovanni

SARA AL TRAMONTO - Maurizio De Giovanni
Intrigante questo nuovo personaggio. Sara; Mora.
Signora di mezza età che a prima vista appare più anziana di quanto non sia in realtà. Che ha la capacità di vedere le altre persone mentre sa rendersi pressochè invisibile. 

"Ex", Sara. Nessuno, ora.
Almeno in apparenza. Un delitto, un'assassina condannata, una bambina forse in pericolo. Nessun canale ufficiale per indagare sulla sua sorte.
Una indagine parallela, inesistente, commissionata ufficiosamente per uno scrupolo di coscienza. Limitate possibilità, possibilità apparentemente illimitate.

Piacevole e leggera la lettura di questo romanzo. Poco impegnativo, scorrevole, con trovate divertenti.

Un giallo non troppo complesso, pochi i personaggi, non è difficile immaginare l'identità della persona colpevole.
Più interessante è il profilo dei vari protagonisti, delle protagoniste, pur caratterizzati in modo netto e non esageratamente articolato.

Piacevolissima, snella, accattivante lettura di fine estate.

"[...] Ti assicuro, per esperienza personale, che in più del novanta per cento dei casi è molto meglio non sapere niente di nessuno." (p. 153)

"[...] se ogni assassino si premurasse di filmare certe odiose performance della propria vittima prima di ucciderla e poi le mostrasse come prova attenuante al proprio processo in tribunale, molte celle sarebbero vuote." (p.309)

"Aveva bisogno di succhiare, di svuotare la gente. Conosceva qualcuno che sembrava felice? Non trovava pace fin quando non gli aveva preso tutto, e finalmente leggeva in quegli occhi la disperazione." (p. 346)

sabato 21 settembre 2019

IL MAESTRO E MARGHERITA - Michail Bulgakov

IL MAESTRO E MARGHERITA - Michail Bulgakov
Iniziato, abbandonato, ripreso, lasciato nuovamente. Lettura ricominciata, daccapo, dall'incipit. 

Indiscutibilmente peculiare. Interessante, suscita curiosità. Ironico, indubbiamente.
Eppure pesante, non scorre. 
Si ha l'impressione di leggere di mondi alieni, non tanto per l'effettiva presenza di personaggi con caratteristiche sovrannaturali e di situazioni irreali, quanto piuttosto per la difficoltà di calare simboli e metafore e allegorie e satira in una Russia com'era nel primo '900. Una Russia sotto il regime Stailiniano. 

Ciononostante, questo libro chiede di essere letto. Giunge l'epilogo, e un aggettivo scalza di prepotenza tutti gli altri che potrebbero definire questo romanzo: impossibile. 
E' un romanzo impossibile, una lettura assurda, una storia indecifrabile, un libro impossibile. Impossibile. 

Destabilizza, spiazza, lascia attoniti. 

E' un capolavoro della letteratura russa del quale non ho capito nulla. 
A tratti divertente, si intuisce l'arguzia, ben scritto (o ben tradotto, o entrambe le cose). Eppure incomprensibile. Impossibile. 

"Nè la bigliettaia nè i passeggeri si stupirono della cosa più importante: non del fatto che il gatto fosse salito sul tram, ma che intendesse pagare! Il gatto non solo si rivelò solvibile, ma anche un animale disciplinato." (p.57)

"[...] c'era un vestito vuoto che scriveva su un pezzo di carta con una penna asciutta, non intinta nell'inchiostro." (p.186)

"[...] volava a cavallo di un grasso maiale che stringeva tra le zampe anteriori un portafoglio [...] (p.236)
"Anche noi vogliamo vivere e volare!" (p.236)

"Non concordavano su nulla e questo rendeva la loro discussione particolarmente interessante e interminabile" (p. 305)

Insomma, squinternato all'inverosimile. Eppure un filo conduttore c'è. I personaggi sono tanto assurdi e impossibili (sì, ancora una volta impossibili) quanto umani.
Le situazioni anche più surreali che in Alice nel Paese delle Meraviglie, eppure rispecchiano la realtà, spesso capovolta, che regola il vivere sociale. Non soltanto sotto regimi totalitari.

Insomma. Pesante e duro da digerire, ma un romanzo che vale la pena conoscere.





mercoledì 18 settembre 2019

AFTER DARK - Haruki Murakami

In Cammino con un Libro - Ex Libris Libertas
Temi ricorrenti: un'atmosfera sfuggente, irreale, musica in sottofondo, vecchi 33 giri in vinile. 
Il punto di vista, un noi, un plurale che non è majestatis quanto piuttosto un accomunare chi scrive con chi legge. Noi. 
Una telecamera fluttuante, l'osservazione esterna di scene la cui descrizione realistica cozza contro la sospensione delle situazioni. 

Personaggi che non hanno nulla in comune tra loro e persone reciprocamente legate nel profondo intersecano le proprie esistenze in una notte. 

Murakami scruta nella sofferenza, la sviscera, la scompone in immagini vivide, tangibili, concrete, solide e nel contempo oniriche, inconsistenti, impalpabili. 

Narrazione introspettiva e allegorica: niente è come viene descritto; ciò che è descritto significa altro. 
Incompiuto il finale, eppure il cerchio si chiude. E viene voglia di dormire per sempre, mentre il giorno si affaccia, come pagina bianca, su quelle vite di cui è stato appena accennato. 

Bel romanzo, penetrante e sfuggente. 

"A notte fonda, il tempo scorre a modo suo" (p.53)

"- Ti diverti, quando suoni? [...]
- Sì. A parte volare su e giù per il cielo, è la cosa che mi diverte di più"
- Hai volato su e giù per il cielo?
Takahashi sorride. E sempre soddifendo lascia passar un po' di tempo
 - No, non ho mai volato, [,,,]" (p. 75)

"Se morire significa venire chiusi da soli in una stanza, in un palazzo di uffici, allora, qualunque cosa si faccia, non c'è via d'uscita." 
[...] 
Da ovunque sia arrivata questa realtà, pensa, chiunque mi ci abbia portato, sta di fatto che ora sono stata abbandonata in questo posto, sono rinchiusa tutta sola in quest'assurda stanza polverosa senza vista e senza uscita.
[...]
Questa ... questa è soltanto una grande stanza vuota".
(p. 93)

"Nessuno sa che io mi trovi qui, si dice. Ne sono sicura. Nessuno sa che io sono qui." (p. 94)

[... ] ... gatti ... [...] non posso più tenerne, e mi mancano, mi manca il loro contatto".(p.96) 


"Be', semplifica la vita, avere soltanto una casa dove tornare" (p. 113)

"Quando smetto di lavorare e mi infilo nel letto, penso sempre a come sarebbe bello non svegliarmi più. Addormentarmi e non svegliarmi più. Almeno non avrei più bisogno di pensare a nulla". (p. 131)


LEZIONI AMERICANE - Italo Calvino

Istruttivo, scorrevole, piacevole, interessante.
Calvino fa venire voglia di leggere, e fa venire voglia di scrivere. 

Un saggio sulla letteratura, composto di cinque "lezioni". Pur non essendo "leggerissimo", incolla alle sue pagine, trattiene, coinvolge. 

1. Leggerezza
2. Rapidità
3. Esattezza
4. Visibilità
5. Molteplicità

Spunti estremamente stimolanti, citazioni ed analisi di testi già scritti, fluidità di linguaggio e un amore sconfinato per la parola in quanto forma di conoscenza, mezzo attraverso cui so conosce, si impara, ci si diletta. 
Un saggio letterario e filosofico. 

Lettura estremamente interessante. Consigliatissimo.


34 anni fa moriva Calvino, nella notte tra il 18 e il 19 settembre 1985. 
34 anni dopo, le sue parole sono ancora qui. Lui non è più, il suo pensiero rimane, per altri. 

Nota autobiografica.
Per me difficile affrontare questo testo, per ragioni personali, costituite dal peso di una dedica da parte di chi questo libro mi ha regalato, molti anni fa, dimostrando di "non aver capito nulla". 
Ma questa è un'altra storia, che non diventerà letteratura.

lunedì 16 settembre 2019

L'ANIMALE (che mi porto dentro) - Nicola Pettorino

Nicola Pettorino
E' il terzo romanzo di Nicola Pettorino che leggo. Autore che so essere "vero", che sento vicino, pur non avendolo mai incontrato di persona. 

Scorre, si legge in un attimo (e non solo per via dei caratteri di stampa, "Easy Reading"). Si desidera procedere nella lettura, si desidera conoscere il seguito.

Colpisce la ripetizione quasi ossessiva, ricorrente, sempre uguale a sè stessa, della descrizione dell'evento che scatena l'animale protagonista del romanzo.  Un loop, un rehersal, un rimuginio questa descrizione che torna, viene riproposta, ripetuta, reiterata.

Molti interessanti spunti vengono toccati, nessuno davvero approfondito, in una sorta di proposta multipla di riflessione, su argomenti cui l'autore rimane tangente.
Nondimeno le proposte sono presenti.

Stereotipi descritti e mai davvero rovesciati, situazioni e crimini quotidiani di cui si prende atto, con la consapevolezza che qualcosa dovrebbe essere agito, ma senza proposte. Amare prese di coscienza, amare constatazioni.
Non superficiali, tutt'altro, bensì semplicemente abbozzate.

Cronaca attuale e storia passata che purtroppo ritorna, a fare da sfondo alla vicenda.
Un trauma atroce, tremendo, senza un perché, un evento crudele e insensato che segna per sempre la vita di chi ne è protagonista e non muore.
Sete di vendetta, piatto servito freddo, che non restituisce ciò che è stato tolto, che non risolve.
Sete di rivalsa, desiderio di giustizia, di restaurazione di un ordine diverso, di abolizione della violenza e della crudeltà.

Non si può che provare vicinanza con questo giustiziere improvvisato, piuttosto ingenuo e fisicamente potente. Non si può  non condividere il desiderio di "aggiustare".

E' anche inevitabile fare i conti con l'interrogativo che più viene posto durante tutta la narrazione: se è vero, come è purtroppo vero che lo Stato di Diritto non è anche necessariamente Stato di Giustizia, che non sempre la legalità è anche equità, allora può essere considerata accettabile la legge del taglione?

Una vita condizionata da un singolo, tragico, crudele, impensabile evento. Un'alternativa è possibile? E' desiderabile un'alternativa?

Il finale, che non deve essere qui anticipato, lascia un ambivalente sospeso.
Interessante, vale la pena riflettere sui sentimenti che questo suscita.

Ottimo romanzo per trascorrere un pomeriggio piacevole; coinvolgente, accattivante.

"Ci vorrebbe il foglio di via per tutti. Fuori dai coglioni e a casa loro [...]
Mi viene in mente che, probabilmente, le stesse cose le dicevano dei suoi genitori quando erano saliti su dalla Puglia" (p. 30)

"Non riesco a dare nessun senso logico al loro terrorismo. A nessun terrorismo." (p. 34)

" "L' animale" è nervoso, gli prudono le mani. Odia la violenza gratuita. Non sopporta chi picchia le donne, i vecchi e i bambini, diventa nervoso".  (p. 43)
Il moto spontaneo è chiedersi se invece picchiare un maschio adulto sia più sopportabile. Ma fa parte della narrazione, dei luoghi comuni toccati e non sviscerati. Lo si concede, tanto più se si legge poi che:
"Grandi, grossi e cattivi, posso fargli del male senza provare scrupoli di sorta" (p. 62)


"Città di merda, mondo di merda". (p. 49)

"La vita non è uguale per tutti, non tutti si guadagnano il pane allo stesso prezzo. C'è chi smazza per quattro soldi e chi ha tutto senza neanche doverselo sudare" (p. 66)

Pubblicato nel novembre 2018, anche questo romanzo di Nicola Pettorino ha finalità altruiste.
Infatti "L’intero incasso derivante dalla vendita del libro verrà devoluto a Marco Veglia, adolescente di Trucchi rimasto gravemente ferito a seguito di incidente stradale".