giovedì 14 maggio 2015

1Q84 vol.3 - Haruki Murakami

In Cammino con un Libro
 Il terzo volume di questo viaggio misterioso, coinvolgente ed irreale.

Nell'anno 1Q84 il Mondo segue logiche diverse da quelle alle quali siamo abituati. Ma a ben guardare, anche il Mondo in cui viviamo (o crediamo di vivere) si dimostra essere per la maggior parte del tempo illogico e guidato da regole poco razionali.

Persone inseguite. Persone che si nascondono. Persone che cercano, persone che braccano. 

In Cammino con un Libro"... Quando una persona vive in uno stato di tensione costante rischia, senza rendersene conto, di ritrovarsi i nervi allentati come elastici. E una volta allentati, è difficile che riacquistino la forma originale"

"... Le speranze sono poche e quasi sempre astratte, mentre gli ostacoli sono moltissimi, e quasi sempre concreti ... "(p. 775)

"Nessuno è più facile da ingannare di chi sente dalla parte del giusto".

"Ecco cosa significa continuare a vivere. Agli esseri umani viene concessa la speranza, che diventa il carburante e lo scopo per andare avanti. Senza la speranza, non potrebbero sopravvivere." (p. 807)

In Cammino con un Libro"La realtà è dove se ti pungi con un ago ti esce del sangue rosso." (p. 998)

"No, forse parlare di circostanze non aveva senso. La vita non è altro che il risultato naturale di un'assurda, e talvolta persino triviale, concatenazione di eventi". (p. 1050)

"E' sempre dura quando muore una persona, in qualunque circostanza. Si apre un buco nel mondo. E noi dobbiamo celebrare questo lutto. Altrimenti il buco non si chiuderà più" (p. 1077)
 
La fine di un viaggio. L'inizio di un viaggio.

Impossibile riassumere la trama di questo strepitoso romanzo in tre libri, senza rovinare il gusto di scoprirne a poco a poco le pieghe.

Un suggerimento soltanto. Questo è un romanzo da leggere. E' sorprendente, crudo e delicato. Se la lettura è evasione, questo romanzo permette di visitare mille mondi diversi eppure uno solo. Cambiando dimensione spaziale, temporale e mentale. 




domenica 10 maggio 2015

1Q84 vol.2 - Haruki Murakami

In Cammino con un Libro
Il secondo volume del particolarissimo romanzo di Murakami.

Le storie di Tengo e di Amomame convergono in modo sempre più evidente.
Il romanzo scritto dalla diciassettenne Fukaeri continua ad avere successo tra il pubblico e ad innervosire qualcuno.
Lo scrittore Tengo si trova coinvolto in qualcosa che non si aspettava.


"Da un certo punto di vista, avere capacità straordinarie, e tuttavia non sufficienti, può essere più pericoloso che non possederle affatto"

"Qualcuno ha detto che non c'è niente come la vendetta che abbia costi così alti e vantaggi così scarsi"
In Cammino con un Libro
"Se vai nel paese dei gatti e dopo lasci le cose come stanno non ne verrà niente di buono".

Amore e morte. Un Mondo che non è più quello di prima 1Q84.
Le creazioni della mente prendono forma, sfugge il confine tra pensiero e realtà.

"Solo conoscere la verità - qualunque essa sia - regala all'uomo la giusta forza".

Due vite che si erano allontanate si sfiorano, per poi forse non incontrarsi.

Misterioso e coinvolgente, la fine del secondo volume porta inevitabilmente a desiderare di iniziare il terzo.
1Q84 - vol 3

lunedì 4 maggio 2015

1Q84 vol.1 - Haruki Murakami

In Cammino con un Libro
In Cammino con un LibroUn romanzo particolare, curioso, intrigante, emozionante. 
Stranissimo e delicato.

Volume Primo:
Un atmosfera lontana, Tokyo è distante, una dimensione culturale differente. 

Una giovane donna atletica, che svolge un lavoro particolare. Un professore di matematica che fa anche lo scrittore. Ma finora non ha pubblicato alcun romanzo. Una scrittrice diciassettenne, un romanzo dal contenuto interessante ed intrigante elaborato con uno stile acerbo ed infantile, un editore spregiudicato, fatti di cronaca "dimenticati", comunità confinate e misteriose ...

Romanzo intrigante, "incompiuto" (imprescindibile la lettura dei volumi successivi, è un romanzo in tre volumi), storie parallele. Il dispiegarsi degli eventi rimane un mistero.
Incontri e separazioni nello spazio e nel tempo. Un passato dimenticato, ricordi che mancano e che ritornano.
Personaggi di diverso spessore, una trama che avvince e coinvolge.



“Se vogliono guardare, guardino. Tanto, guardando sotto la mia gonna non possono vedere dentro di me”.

A Tengo sembrava che Komatsu amasse la propria indipendenza e che anzi essere tenuto a distanza – se non palesemente odiato-  dagli altri, lo rallegrasse molto. Che l’acutezza spitiruale non potesse nascere da un ambiente protetto e confortevole, era un suo credo.”

“In ogni caso, qualunque sia il lavoro che facciamo, esere una donna è dura da tanti punti di vista.”

“In ogni caso, disse l’amica, siamo tutti rassicurati dal fatto di non far parte dei pochi che vengono esclusi, ma di appartenere alla maggioranza che esclude. “Ah, meno male che non sono io a trovarmi da quella parte”, pensiamo. In qualsiasi tempo, in ogni società, è sempre la stessa dinamica. Ma chi sta con i più forti, può fare a meno di porsi troppi problemi.
-    Invece chi si ritrova a essere escluso, di problemi dovrà porsene in continuazione.
-   Proprio così, disse lei con tono malinconico – Ma credo che in una situazione del genere se non altro si impara a usare la propria testa.


Un romanzo piacevolissimo, scorrevole ed interessante.
E' viva la curiosità di leggere il seguito.
1Q84 - vol.2





giovedì 12 marzo 2015

TRATTATO DI ATEOLOGIA - Michel Onfray

Un saggio illuminato ed illuminante.
Argomento attualissimo, in un'epoca in cui tornano prepotentemente in primo piano le religioni, quali giustificazioni, pretesti, strumenti, per avvallare la violenza verbale, psicologica, fisica.

Religioni mortali.

Onfray presenta un interessantissimo percorso nella storia della filosofia, per risalire dapprima alle origini dell'ateismo, per poi passare in rassegna le caratteristiche dei tre monoteismi, e proporre infine una laicità dalla quale siamo ben lontani.

E' un saggio che si legge d'un fiato, cattura ed interessa. Uno spunto di riflessione ben argomentato e radicato, un invito alla libertà intellettuale, al libero pensiero, all'uso della ragione, alla lettura della storia.

"Nel momento in cui l'11 settembre visto dagli Stati Uniti, dunque dall'Occidente, costringe ognuno di noi a una scelta di campo nella guerra di religione che contrapporrebbe ebraismo e cristianesimo all'islam, è legittimo volersi sottrarre ai termini dell'alternativa posta dai protagonisti e optare per una posizione nietzschiana: né ebraico-cristiano né musulmano, per la buona ragione che questi belligeranti non fanno altro che portare avanti la loro guerra di religione ... [...]
[...] Come dire venticinque secoli di istigazioni al crimine da una parte e dall'altra!
Lezione di Nietzsche: fra i tre monoteismi, non scegliere è legittimo. 
E non optare per Israele o per gli USA non obbliga di fatto a diventare compagno di strada dei talebani".


"Nel nome di Dio, la Storia ne è testimone, i tre monoteismi fanno scorrere incredibili fiumi di sangue per secoli! Guerre, spedizioni punitive, massacri, assassini, colonialismo, etnocidi, genocidi, crociate, inquisizioni, oggi l'iperterrorismo planetario ... 
Decostruire i monoteismi, demistificare la religione ebraico-cristiana  - ma anche l'islam, ovviamente -, poi smontare la teocrazie, ecco tre cantieri inaugurali per l'ateologia."

Se la logica non basta, se studiare la storia risulta noioso e poco interessante, se la paura della morte e l'incapacità di affrontare la realtà non bastano, se c'è la necessità di affidarsi ad un potere esterno ed impalpabile per seguire un'etica, se si pensa che il Bene nel Mondo possa essere perseguito soltanto credendo in un qualche Dio, ebbene (pag. 50-51)
[...] scavare nell'idea che proprio a causa dell'esistenza di Dio tutto sia permesso [...]  Se l'esistenza di Dio, indipendentemente dalla sua forma ebraica, cristiana o musulmana, premunisse appena dall'odio, dal saccheggio, dall'immoralità, dalla concussione, dallo spergiuro, dalla violenza, dal disprezzo, dalla cattiveria, dal crimine, dalla corruzione, dalla furbizia, dalla falsa testimonianza, dalla depravazione, dalla pedofilia, dall'infanticidio, dalla crapula, dalla perversione [...] L'esistenza di Dio, mi sembra, nella storia ha generato in suo nome ben più battaglie, massacri, conflitti e guerre che pace, serenità, amore del prossimo, perdono dei peccati o tolleranza.

Se nelle scuole le ore di "religione" fossero sostituite dalla storia delle religioni, il trattato di ateologia potrebbe essere un testo di riferimento. Per imparare a ragionare e a conoscere.
 
Un libro da leggere e divulgare. Per adulti e ragazzi.
La lettura è più scorrevole di quanto si possa pensare, ironico e a tratti molto divertente. induce a riflettere. E stimola un approfondimento.
Intelligente e interessante.








venerdì 16 gennaio 2015

L'OMBRA DEL VENTO - Carlos Ruiz Zafòn

"Un giorno sentii dire da un cliente della libreria che poche cose impressionano un lettore quanto il primo libro capace di toccargli davvero il cuore. L'eco di parole che crediamo dimenticate ci accompagna per tutta la vita ed erige nella nostra memoria un palazzo al quale - non importa quanti altri libri leggeremo, quanti mondi scopriremo, quante cose apprenderemo o dimenticheremo - prima o poi faremo ritorno."

Barcellona, 1945-1966
Protagonisti di questo romanzo sono i libri, coloro che li scrivono, coloro che li leggono.
Un romanzo intrigante e coinvolgente, che precipita il lettore in tempi lontani eppure vicinissimi. Personaggi ambigui, sentimenti contrastanti. Misteri e vicende che si sovrappongono ed intrecciano.


"... non fidarti mai di nessuno, Daniel, tanto meno delle persone che ammiri. Sono loro a pugnalarti alle spalle."

 "Le invenzioni bizzarre e i congegni meccanici erano la sua passione, e ben presto scoprii che efettuava autopsie su ogni tipo di oggetto, dai grammofoni alle calcolatrici, par carpirne i segreti."

"... a questo mondo gli ultimi a morire sono i pregiudizi."

"Sono poche le ragioni per dire la verità, mentre quelle per mentire sono infinite."

"... Juanito sa solo scoreggiare mentre gli altri ridono e aspirano il tanfo. Come vede, l'organizzazione sociale dell'ospizio non differisce molto da quella del mondo esterno".

"Se il buon Dio mi avesse dotato di un bacino adeguato, avrei potuto partotirla io, tanto bene la conosco" [...] "L'ansia è la ruggine dell'anima".

Una buona compagnia nei pomeriggi invernali.
Ispira sorrisi e riflessioni.
Si legge volentieri, dall'inizio alla fine. 
 
 

 

lunedì 29 dicembre 2014

L'AMORE MOLESTO - Elena Ferrante

Presente e passato si fondono, ricordi confusi eppure nitidi, dettagli di scene ed immagini che si rivelano diversi. 
Storie di antica e presente, ordinaria, violenta follia. 
Una donna muore, la figlia ne ripercorre la vita. 
Ricordi confusi, passato mescolato al presente, immagini oniriche e reali. 

"... e di nuovo mia madre, prima che diventasse mia madre, forse incalzata dall'uomo con cui avrebbe fatto all'amore, che l'avrebbe coperta col suo cognome, che l'avrebbe cancellata col suo alfabeto.

"... aveva l'imprevedibilitá di una scheggia, non potevo imporle la trappola di un unico aggettivo."

"L'infanzia è una fabbrica di menzogne che durano all'imperfetto: la mia almeno era stata cosí.

I nostri genitori sono parte di noi, che lo vogliamo o no. 
Madre e figlia si confondono nel ricordo. 
Verità e menzogna, ricordi e fantasie. Amore e violenza, tradimento vero o pensato. Molestie reali, relazioni immaginate o vissute. 
Una lettura enigmatica. 
Evoca immagini, sensazioni, sentimenti sopiti e contraddittori. 
Immagini crude, tangibili. Contrapposte a relazioni sfumate, personalitá sfuggenti. 
Una storia incompiuta e allo stesso tempo conclusa. 

Non so dire se ho apprezzato questo romanzo. Lascia un sapore che sfugge, difficile da descrivere. Forte eppure sfumato.





lunedì 22 dicembre 2014

UNA STORIA QUASI SOLTANTO MIA - Licia Pinelli, Piero Scaramucci


La Strage di Piazza Fontana. Milano, 12 dicembre1969.
Diciassette morti in un attentato. E più di ottanta feriti.
Non dovrebbe succedere mai. E' tuttora la quotidianita'.

Vengono immediatamente incolpati gli "anarchici di sinistra".
Si "scopre" dopo che gli autori sono fascisti, di destra.
Poco importa, di fronte ad una sola vita spezzata non c'e' idea che tenga, non c'è appartenenza che spieghi, non c'è affinità che giustifichi.
Nessuno ha il diritto di uccidere. Nessuno.



"Vedi, la morte è una cosa normale, come la vita, ma c'e' morte e morte. Ti viene l'odio per chi ti impone la morte, la morte in questo modo infamante, schifoso", dice Licia Pinelli.

C'e' infatti una vittima in piu'. Giuseppe Pinelli. Arrestato (o meglio fermato, e trattenuto illegalmente, a dispetto delle procedure), muore a seguito della caduta dalla finestra della Questura.
Incaricato delle indagini era il Commissario Calabresi, a sua volta assassinato nel 1972.

Il racconto di un ennesimo lutto ingiusto, di una legalità che manca, di omissioni, distorsioni, menzogne e occultamento della verità.
Testimonianza diretta di modalità che vengono messe in pratica in continuazione.
Anche ora. Oggi.
Ai fatti vengono sostituite le opinioni. Quando qualcuno, caparbiamente, in solitudine contro un sistema perverso, ricerca la verità, quando qualcuno finalmente ne trova dei frammenti, crudi, crudeli, evidenti, disarmanti ... allora è tardi. Non importa a nessuno.
E' cronaca del passato, il pubblico se ne dimentica.
Si dovrebbe imparare dalla storia. Non succede mai.

Un libro amaro. Un racconto semplicissimo. Pacato e drammatico.
La forza di una persona sola che ha il coraggio e la voglia di rimanere fedele a sé stessa.
Una figura imponente, Licia Pinelli.
Uno Stato assente. Lo Stato di Diritto, in Italia. Non c'è.

"Non mi sento sconfitta perché ho fatto tutto quello che potevo fare nell'ambito della legalità. Gli sconfitti sono coloro che non hanno avuto il coraggio di arrivare a scoprire la verità".

"Ma io sono sempre piu' attratta da quel che dicono le persone che da come si presentano".
"Se c'é una persona che desidera la pace sono io, e non ho mai vissuto in pace, sempre in guerra".


"Le cose cambiano", ma io sento solo: dovrebbero cambiare, perlomeno si fa in modo che cambino. E provo qualcosa che adesso potrei dire disagio, ma non e' disagio, e' come una speranza inutile, qualcosa che ti dice dentro che tanto non se ne fa niente, che e' solo illusione. Come quando credi allo Stato di diritto, la stessa sensazione."

"Bisognava rovesciare il tutto, e non lo puoi fare sotto l'impulso dei sentimenti. Dovevo riuscire a dissociarmi. La notte era mia e il giorno era un'altra cosa."

- Per lei, tutti i poliziotti sono cattivi?
- Io - le ho detto - ho denunciato i poliziotti che erano nella stanza, non tutti i poliziotti in blocco.

"Si dice durezza ma poi è la volontà di non cedere mai, nonostante tutto. C'è della gente che non cederebbe a una involuzione. Stanno attenti, osservano come sta andando questo paese, sono pronti a ribellarsi se le cose andassero in un certo modo. I perdenti in partenza che però non si arrendono mai."

Lella Costa commenta, tra l'altro, che "C'è sempre un sovrappiù di ingiustizia per le donne, uno schifoso surplus di insulti e indecenza", e di seguito, riferendosi alla voce di Licia Pinelli, "una voce bellissima, profonda, nobile e potente": "Forse, se avessimo potuto ascoltarla, più di quarant'anni fa, insieme a quella del suo amatissimo consorte e di tanti altri come loro, la storia di questo paese sarebbe stata diversa. E saremmo stati salvi".



mercoledì 12 novembre 2014

IL TORTO DEL SOLDATO - Erri De Luca

Un altro breve, delicatissimo romanzo di Erri De Luca. 
Marinaio scalatore, solitario.
Scrittore.

Due storie che si intrecciano, lo sfondo della Seconda Guerra Mondiale. 
Un criminale di guerra convinto del valore della propria missione, che dal suo punto di vista non ha avuto nulla di atroce.

Un tocco di "magia", o forse pù una profezia che si autoavvera. 

Un romanzo coinvolgente, si legge in poco tempo, lascia un sapore dolce ed amaro, come spesso i libri di De Luca sanno fare.
La trama va lasciata leggere, non può essere raccontata. 
Ecco, come di consueto, qualche frammento di testo.

"Mi pesa invece la disperazione di un uomo che aveva un pozzo di inchiostro da intingere e gli fu sigillato con un pezzo di piombo nel cervello".

"Chiamavano Aussiedlung, "trasferimento", l'invio nei treni blindati ai campi di annientamento. Spacciavano vocabolario falso a copertura. I poteri lo fanno e spetta agli scrittori restituire il nome delle cose."

"Personalmente non riconosco niente di puro nella verità. La vedo nel crollo di una negazione, nell'entrata delle truppe sovietiche nel campo di strage di Treblinka. Non è una scoperta, ma la scoperchiatura dell'infamia. La vedo nella decomposizione di una menzogna, fertile per questo. La vedo nella muffa che insegnò la penicillina a Fleming".


"Il torto del soldato è la sconfitta. La vittoria giustifica tutto".
[...]
"Se le cose stanno come dice lui, il torto del soldato è l'obbedienza"

"E' stata un casellario giudiziario, la storia, una sequenza di crimini."

domenica 28 settembre 2014

UN CORPO DA ASCOLTARE - Marco Gradassi

Un ragazzo con dei problemi di salute.
Un professore.
Un bosco.

Tante metafore.

Un breve romanzo, ma anche un saggio "divulgativo".
Lettura scorrevolissima, argomenti interessanti.

La trama è un pretesto per condurre il lettore in un viaggio dentro sè stesso, per riflettere sul senso della vita (ma ce l'ha davvero un senso?), sui segnali che il nostro corpo ci lancia per richiamare la nostra attenzione.

Un susseguirsi di metafore, una carrellata di pensieri filosofici e spirituali che poi conducono sistematicamente a suggerire una maggiore consapevolezza terrena, presente, concreta.

Ha un senso la malattia?
Qualcuno può pensare ad un disegno divino, qualcuno al caso (sotto forma di "sfiga"), qualcuno può cercare aiuto nella "magia" o nella spiritualità.
L'autore suggerisce di pensare a corpo e mente come ad un tutt'uno biologico. 
Di guardare al malessere come ad un impulso, una spinta, un segnale per uscire da una situazione "stretta" e cercare di trovare una propria dimensione. Molto probabilmente diversa, nuova.
Senza fuggire,

Molto intelligente il pretesto delle citazioni "bibliche", il riferimento a pratiche spirituali, religiose, filosofiche, per lasciare libero il lettore di dare la propria interpretazione alla "ricerca di senso", e nel contempo per guidarlo ad una visione più terrena, logica, materiale.
Vengono così proposti in termini semplici, quasi casuali, costrutti complessi quali lo stress (quale meccanismo di adattamento orientato a ripristinare un equilibrio e a sfuggire al pericolo).
Viene raccontata la potenza dei condizionamenti sociali, della famiglia di origine, delle nostre aspettative. Vengono raccontati alcuni "meccanismi di difesa".
Viene denunciata la nostra personale ed inconsapevole "fuga dalla libertà".

Si parla di scelte, di movimento, di cambiamento, di possibilità, di evoluzione personale, di crescita, di fuga da e tensione verso, di consapevolezza, di dolore, di sentimenti, di sensazioni. 

Questo, e molto altro. In un libro che sarebbe bene leggere più di una volta.
Per scoprire più diverse possibili interpretazioni.

Qualche assaggio, che estratto dal contesto non rende giustizia alla struttura né al contenuto del libro, per lo più ben articolati e studiati in modo molto attento.

"L'idea di non risalire da dove era caduto, forse dettata dalla paura che accadesse di nuovo, fu il primo di tanti errori che quel giorno ebbe modo di vedere".

"Giorno dopo giorno si concretizza la "filosofia del rinvio" della gioia, a favore della rinuncia e del sacrificio"

"Abbiamo dovuto inventare i reality perché ormai l'essere veri è così raro che per vederlo deve essere rappresentato in un teatro tragicomico in onda tutte le sere alle venti e trenta"


"L'uomo non poteva che inventare un sistema d'intelligenza che si basasse sul funzionamento della propria intelligenza.
E' il motivo per cui ci immaginiamo Dio a forma di vecchio saggio, o altre forme di vita nell'universo con un profilo umanoide. 
Non possiamo creare nulla che già non conosciamo".

Due vie per "stare meglio".
L'accettazione (non passiva e rassegnata, bensì ragionata e consapevole). Via difficilissima. Meno difficile dell'altra: il cambiamento.

Un romanzo-saggio interessante, che può essere letto a vari livelli ed interpretato in una varietà di modi. Lo consiglierei sia agli "addetti ai lavori" che a chi semplicemente abbia voglia di leggerlo.

"La sensazione del troppo tardi, una sensazione che uccide la speranza, ci attende al varco di un'altra stagione della nostra vita."

lunedì 22 settembre 2014

EXTRATERRESTRE ALLA PARI - Bianca Pitzorno


Cosa succederebbe se non conoscessimo il sesso cui appartengono i nostri figli finché questi non raggiungano l'età adulta?
Se l'educazione dei ragazzi e l'interazione tra le persone fosse indipendente dall'appartenenza di genere?

Un delizioso romanzo per ragazzi e adulti.
Con le caratterizzazioni dai contorni fin troppo definiti, tipiche dei racconti per ragazzi, Bianca Pitzorno induce a riflettere.
Pur ormai datato, non si può ritenere superato.

Divertente ed interessante, non può mancare nella libreria di ragazzi e genitori.

Mo è extraterrestre. Sul suo Pianeta le persone non conoscono il proprio sesso fino all'età adulta, nonostante questo sia già definito fin dalla nascita.
A nessuno importa. Le persone sono libere di sviluppare sé stesse seguendo i propri interessi e le proprie inclinazioni.
Mo è ospite di una famiglia terrestre, dove dovrà fermarsi 10 anni. Ha un'età corrispondente ai 10 anni terrestri.
La prima preoccupazione della famiglia terrestre è quella di stabilire se Mo sia un ragazzo o una ragazza, condizione senza la quale i "genitori" terrestri non sono in grado di relazionarsi in modo "adeguato" con l'ospite.

Una lucida denuncia dell'illogicità legata ai tradizionali ruoli di genere, dell'irrazionale resistenza a guardare le situazioni e soprattutto le persone per quelle che sono.
E un suggerimento a riflettere sulle "origini" delle differenze che tra i generi sembrano essere così evidentemente osservabili. Anche quando non lo sono.

Assolutamente da leggere.
"Che la questione avesse per i terrestri un'importanza fondamentale, Mo l'aveva capito fin dal primo momento"

"Scusate, certo che è importante! Visto che Mo deve restare dieci anni a casa nostra. Se non sappiamo se è maschio o femmina, in quale modo ci dovremmo comportare con lui? O con lei? ... insomma, con Mo, accidenti, qualunque cosa sia!"

"cosa significa "in che modo comportarvi?" Non capisco quali dubbi possiate avere. Era stato chiarito tutto nelle lettere, mi pare. Vi eravate impegnati ad essere gentili con Mo, a comportarvi esattamente come se si fosse trattato di un vostro figlio"

"Per aiutarli a crescere ci serve conoscere il carattere dei nostri bambini, le loro tendenze, i loro desideri, i loro punti deboli ... non se sono maschi o femmine ... Questo interesserà semmai loro, quando da adulti desidereranno metter su famiglia. Se ne avranno voglia, visto che su Deneb non è obbligatorio ..."
"Neanche da noi sulla Terra è obbligatorio" 
"Davvero? mi era parso di sì" rispose la denebiana "Evidentemente sbagliavo"

"Ma neppure in quel momento di disperazione la signora Lucilla ebbe il buon senso di pensare che, se avesse abituato Mo e il signor Nicola a avere  cura di Maurizio, ora non si sarebbero trovati così a mal partito"

"All'inizio Andrea aveva adottato la tattica che usava le rare volte che sua madre gli chiedeva qualche aiuto in casa. Non si rifiutava, ma faceva le cose talmente male che la volta successiva sua madre preferiva chiedere quel favore a Caterina.
Con Mo non aveva funzionato. Pretendeva che Andrea ripetesse l'operazione anche dieci volte, fino a eseguirla a regola d'arte".

"Se lo interrogavano, rispondeva a monosillabi e cercava di non sbilanciarsi. Su Deneb questa gli sarebbe sembrata una ipocrisia, ma sulla Terra si chiamava essere diplomatici".

"E lo sai, Tar, che se una donna non è considerata bella, tutti la criticano anche se è brava e intelligente e non va bene nè per sposarsi, perchè gli uomnini vogliono la moglie bella, né per lavorare, perché le richiedono la "bella presenza"? Invece un uomo può essere brutto come un maiale e viene stimato lo stesso sia come marito che nel lavoro."

Un romanzo per ragazzi la cui lettura è imprescindibile anche per gli adulti.
Leggero e nello stesso tempo profondo.
Lettura scorrevole e poco impegnativa, argomenti di notevole spessore.
Un crescendo di significati. L'avevo letto anni fa, ricordavo fosse un gran bel libro.
Mi ricredo. Bianca Pitzorno ha scritto un piccolo capolavoro.
Consigliatissimo. A tutti.




domenica 21 settembre 2014

VALERIO VALERI E IL CASO STERN-PENNISI - Nicola Pettorino

Due morti. Un caso subito risolto ed archiviato. 
Ma due morti in un solo giorno sono troppi.
Un giornalista che ha perso la voglia di vivere, un padre che chiede giustizia per il figlio. 
Un romanzo "giallo", di scorrevole lettura. 

Dopo "Il Quarto d'Ora Granata", Nicola Pettorino propone questa nuova vicenda.

Un libro scorrevole e "leggero", ottimo per un pomeriggio rilassante. 
Lettura molto spedita, trama che cattura l'interesse.
Personaggi "veri", nel bene e nel male.

"Bello schifo, Luca. Quando ero giovane gli operai scioperavano per l'aumento del salario e il miglioramento delle condizioni di lavoro in fabbrica. Adesso si protesta per conservare il lavoro, stiamo proprio tornando indietro, - constatò con amarezza"

" - Non vorrei in nessun modo ferirti.
 - Le bugie feriscono, Valerio. Stai tranquillo."

Enzo pensò che, magari, a quei tempi si sarebbero trovati su opposte barricate. "Sempre meglio di adesso: nessuno crede più in niente, nessuna fede, nessun ideale, solo i soldi, le macchine di lusso, la casa al mare, la vita facile. La cura maniacale delle apparenze. Che schifo di tempi"
Anche questo libro ha un valore aggiunto: il ricavato della vendita è devoluto interamente all'associazione Amici dei Bambini Cardiopatici dell'Ospedale Regina Margherita di Torino.

Ricordo ancora una volta che la mia impressione positiva su questo specifico romanzo potrebbe essere distorta.
Ma siccome di solito non leggo per svago qualcosa che non mi piace, e la compagnia di questo libro è stata davvero piacevole, propenderei per consigliarne la lettura, senza troppe remore.

lunedì 1 settembre 2014

IL BAMBINO SEGRETO - Camilla Lackberg

Quinto romanzo di Lackberg.

IL FIUME DELLA VITA - Philip Jose' Farmer

Cosa succederebbe se l'umanità tutta si trovasse dopo la morte riunita lungo le rive di un fiume di indefinita lunghezza, rive costeggiate da catene montuose impossibili da valicare?

Se persone provenienti da epoche e luoghi diversi, si trovassero a contatto improvvisamente e senza sapere il perché, a dispetto delle distanze spazio-temporali che durante la loro "precedente" esistenza avevano impedito che si conoscessero?

Interessante romanzo fantascientifico, scorrevole e a tratti divertente.
Lo consiglierei anche a chi non è appassionato del genere.
Dopo un'incipit piuttosto "faticoso" da superare, la storia (o meglio le storie) che si articolano lungo la riva del fiume catturano l'interesse.
Come molti romanzi, può essere letto a diversi livelli. 

Esaurita l'ultima pagina, la voglia di proseguire con la lettura degli altri romanzi del "Ciclo del Mondo del Fiume" è viva. Il che rende onore all'autore. 


domenica 31 agosto 2014

UN'OMBRA BEN PRESTO SARAI - Osvaldo Soriano

Romanzo onirico, in qualche modo.
Trasmette un senso di pervadente tristezza, oppressione, inquietudine.
Personaggi con una storia che non sanno nemmeno raccontare, tra sottintesi e deliberate bugie, tra ricordi ed illusioni.

Una carrellata di personaggi circensi, in senso figurato ma anche letterale.

Una storia circolare, come il vagare senza raggiungere di queste persone perse.

Disarmante il linguaggio usato per descrivere la concretezza degli stati d'animo, che vengono inferiti o solo immaginati a partire da situazioni reali, prosaiche, descritte apparentemente in superficie.

Non è una lettura leggera. Non è una lettura facile.
Forse richiede una seconda, più approfondita immersione in questo mondo difficile da comprendere.


giovedì 29 maggio 2014

IL QUARTO D'ORA GRANATA - Nicola Pettorino

Un romanzo che scorre, si legge in poco tempo.
Vite che si intrecciano in una Torino contemporanea. 
I personaggi sono caratterizzati in modo semplice, netta la separazione tra il "bene" ed il "male".

Una storia delicata, tematiche particolarmente "pesanti" affrontate semplicemente, quasi sfiorate. 
Un senzatetto, una madre sola, un bambino affidato ai servizi sociali.
Molte ingiustizie ed una colonna mobile di solidarietà.
Un tantino poco realistico nel buonismo che lo pervade, questo breve romanzo è un'ottima compagnia per una lettura disimpegnata ma non  superficiale.

Vite vere, vite difficili. Persone che si incontrano. Legami che vanno oltre le apparenze. Storie di condivisione. Miscugli di varia umanità.
Quando tutto sembra perduto, quando un futuro non pare possibile, offrire un aiuto a chi è altrettanto in difficoltà può rappresentare un'ancora di salvezza. Ed essere l'avvio verso un nuovo inizio.

Un libro benefico: il ricavato della vendita del libro devoluto interamente all'associazione Amici dei Bambini Cardiopatici dell'Ospedale Regina Margherita di Torino.

Consapevole del fatto che il mio giudizio non può essere oggettivo, poiché questo libro riveste un particolare valore affettivo per me, ne consiglio la lettura tutta d'un fiato, in una parentesi di evasione. 

domenica 25 maggio 2014

LO SCALPELLINO - Camilla Lackberg

Il terzo romanzo giallo di Camilla Lackberg. 
Libri che "devono" essere letti nell'ordine, per seguire le storie dei protagonisti oltre alla trama legata al "giallo". 
Piacevoli letture. Da spiaggia, buona compagnia per distrarsi dalla vita vera. 

martedì 31 dicembre 2013

RIPRENDERSI LA VITA - Alice Miller

L'ultimo saggio di Alice Miller, alla ricerca della verità per ritrovare il proprio vero sè.

L'autrice denuncia anche qui come l'accettazione della menzogna come un fatto normale sia devastante per le persone. E che sia purtroppo "istituzionalizzata".

Si riferisce alle ingiustizie in senso lato subite nell'infanzia, perpetrate ad opera delle figure di riferimento, in particolare quelle parentali.

"Solo l'indignazione espressa da altri potrebbe aiutarli ad avvertire la propria e a ribellarsi contro la menzogna. Se però praticamente non esiste nessuno che fornisca quest'assistenza morale, se tutte le autorità sono solidali con la menzogna, la depressione sarà per così dire una via obbligata."

"Proviamo ad immaginarci una persona che voglia intraprendere un lungo percorso a piedi e che appena partita si storca una caviglia. Anche se cerca di ignorare il dolore e di proseguire nel cammino perché le piace compiere quel percorso, gli altri si accorgeranno prima o poi che zoppica. Le chiederanno che cosa le sia succsso. Essa racconterà la propria storia, loro capiranno perchè zoppica e le consiglieranno di farsi curare,
Le cose vanno in modo ben diverso quando si tratta delle sofferenze provate nell'infanzia e che nella vita di una persona svolgono un ruolo simile a una distorsione all'inizio di una camminata. Non le si può scaccire "prendendole con filosofia". Si faranno sentire per tutto il percorso, con la differenza però che di regola nessuno vi presterà attenzione." 

Particolarmente interessanti sono le riflessioni sull'odio, che non è in sé stesso un sentimento negativo, se consapevole e "ben indirizzato", in modo responsabile e controllato.
La Miller distingue l' "odio latente deviato" - pernicioso, cristallizzato e accompagnato da perversioni, perché inconsapevole e mai del tutto compreso, troppo spesso anzi ingiustamente represso - dall' "odio conscio, reattivo" - che, se vissuto fino in fondo in modo consapevole può essere smussato e, anche se rivissuto più volte perché sia davvero compreso, non è accompagnato da azioni distruttive e non è pericoloso - dall' "odio legittimo" per una persona che ci tormenta nel presente, sul piano sia fisico sia psichico [...] 

Troppi gli argomenti, perché siano riassunti qui in poche righe.

Alice Miller ha scritto saggi molto interessanti, probabilmente piuttosto ripetitivi nei temi, ma di cui probabilmente c'è ancora bisogno.
Sono divulgativi, poco scientifici, ma stimolano riflessioni.
Il fatto che i concetti espressi  suscitino ancora tante resistenze è indicativo. Concetti scomodi per chi non possieda le risorse cognitive o emotive per comprenderli a fondo.

Ne consiglierei la lettura a tutti, a partire dalla tarda adolescenza.




martedì 29 ottobre 2013

LA TRACCIA DELL'ANGELO - Stefano Benni

Stefano Benni.
Le multinazionali farmaceutiche, le dipendenze legalizzate.

Breve romanzo delicato. 

Morfeo ha un incidente da bambino.
Una diagnosi affrettata lo precipita nell'incubo della dipendenza farmacologica.

"Morfeo aveva adesso trentotto anni, e ogni tanto era depresso e se ne accorgeva. Il dottor Poiana aveva cinquantotto anni, era depresso ma non lo sapeva."

"[...] la sua ultima, dolorosa libertà. I suicidi sono ognuno diverso dall'altro. Non giudicateli. Pietà, immensa pietà per loro. E per qualcuno, onore al coraggio. E lapidi come per tutti e una foto sul comodino. Le foto durano sempre più di noi. buffa cosa chiamarle istantanee".

"Pensava che la chimica gli era amica, e non si sentiva in pericolo".

"Lui mi ha insegnato a tenere il malato spento, controllato col nostro potere chimico e celestiale. Sena prendersi mai nessuna responsabilità".

"[...] l'unico limite di una passione è la passione"

"Il mondo è un enorme ospedale.
Tutti cerchiamo di guarire, di non soffrire troppo, di uscirne vivi ancora una volta, di cambiare qualcosa per sempre".

Un romanzo onirico, surreale e reale, come Stefano Benni sa.
Un bel libro dolce e amaro.



domenica 20 ottobre 2013

LE GRANDI STORIE DELLA FANTASCIENZA - Isaac Asimov & Al.


Una raccolta di racconti del 1947, scritti da Asimov e da altri autori.

Assolutamente neofita nella lettura di testi fantascientifici, se si esclude Douglas Adams, devo dire che, superate alcune resistenze, trovo il genere piuttosto interessante.

Filo conduttore della raccolta sembra essere un pervasivo pessimismo, a tratti interrotto da una qualche speranza.
Non sempre spezzata.

Un libro interessante e coinvolgente, racconti intriganti.
Ottima lettura da spiaggia, con neuroni attivi.

"No, l'unica via del buonsenso - della sopravvivenza - è quella di abbandonare del tutto i pregiudizi di classe e di razza, operando come individui. Siamo tutti ... sì, terrestri; per noi, ogni sottoclassificazione è micidiale. Dovremo tutti vivere insieme, e tanto vale che cerchiamo di farlo al meglio".

[...] "le virtù non pratiche , come la tolleranza, la simpatia e la generosità siano diventate le necessità fondamentali della simplice sopravvivenza. Immagino sia sempre tato vero, ma ci  voluta la morte d'una metà del modo e la fine di un'era bilogica per farci toccare con mano questo semplice fatto. 
Il lavoro che ci aspetta è impressionante per la sua vastità. Abbiamo mezzo milione d'anni  di brutalità e di cupidigia, di superstizioni e di pregiudizi, da sconfiggere in poche generazioni. Se non riusciremo in questo, l'umanità sarà finita. Ma dobbiamo almeno tentare".

I figli del domani - Poul Anderson






domenica 18 agosto 2013

VILLA METAPHORA - Andrea De Carlo

Un romanzo da spiaggia che non è solo leggero.

Ambientazione sugggestiva, una villa improbabile, albergo esclusivo per persone "speciali" (danarose oltre misura), persa nel Mediterraneo.

Caratterizzazioni dei personaggi esasperate, quasi allegoriche.
Contesto surreale, avvenimenti improbabili, colpi di scena da commedia o film d'azione di bassa lega.

Esasperazione di cliché.

Una feroce parodia del mondo attuale, delle insensate priorità, delle persone che detengono il potere.
Facile, esplicita, fin troppo scontata.
Purtroppo tanto realistica nelle crottesche descrizioni.

"A differenza delle situazioni, le persone non possono essere risolte. Non c'é verso, non c'è modo: non si può. Punto."

Un gioco, un po' troppo scoperto, sul contrasto tra apparenza e sostanza.
Una metafora, appunto della vita. Qualche interrogativo, alcuni episodi particolarmente divertenti, alcuni spunti evidenti di riflessione.

Un libro leggero, divertente, non impegnativo nonostante la lunghezza quasi snervante.
Un'ottima evasione, lettura scorrevole.
Interessanti gli esercizi di stile nel presentare i punti di vista dei vari protagonisti.

"E' buffo come si possa andare fuori di testa per una situazione quando vi si è immersi dentro, vederla come una questione di vita o di morte, farsi venire voglia di buttare giù tutte le pillole che ci sono in giro con tutto l'alcol che c'è in giro, e poi appena guardi le cose da un minimo di distanza scopri che non te ne potrebbe fottere di meno."



mercoledì 14 agosto 2013

TI VOLEVO DIRE - Daniele Bresciani

Classico tema delle parole non dette in vita, lasciate in eredità dopo la morte.
Da un padre alla figlia adolescente.
Una storia come mille, mille volte raccontate e molte di più vere ma taciute in quanto appunto reali.

Un romanzo leggero (anche troppo), scorrevole. Non lascia il segno.
Si legge in poche ore, ottimo per una giornata in spiaggia o un trasferimento in treno.

"A scuola si studia, non si legge, purtroppo. Nessuno ti insegna il piacere della lettura, quello si impara da soli".

"Dear swot, never stop at the frontpage, always take a look at what's inside".


martedì 13 agosto 2013

MRS DALLOWAY - Virginia Woolf

Romanzo di inizio '900. Stile e ritmo decisamente impegnativi per una lettura attuale.
Riflessioni interessanti, comunque.

Storie di altri tempi, è l'inizio del 1900.
Vite, riflessioni, angoscie e ruoli che si ripropongono.

Con il tempo cambiano gli stili, non muta la sostanza.
Protagonista, filo conduttore, è una sana malattia mentale.
Depressione o schizofrenia pervasiva. 

Incomunicabilità, sentimenti condivisi che restano prigionieri delle persone che li provano, credendosi sole.
Anime isolate in un arcipelago di sentimenti comuni.

"Ma come si fa a conoscersi a vicenda? Ci si incontra ogni giorno per un po'; poi non ci si vede più per mesi, per anni. Non si può che restare insoddisfatti - ne convenivano - di fronte alla scarsità dei rapporti umani. Quanto poco si conoscon le persone!"

Ed il suicidio.
"Lo sa il cielo soltanto difatti perché la si ami sì tanto, ciascuno a suo modo, la vita. ... "

"Non voleva morire. La vita è bella. Il sole riscalda. ma gli esseri umani ... "


martedì 30 luglio 2013

STORIA DI UN CORPO - Daniel Pennac

I
Un Diario in eredità.
Il diario di un padre, lasciato alla figlia.
Racconti di vita interiore, di sentimenti ed emozioni espressi attraverso la tangibile concretezza delle azioni-reazioni corporee.
Un diario fisico, eppure così interiore.

"Ebbene, io ti difenderò! Ti difenderò anche da me stesso!
Ti farò i muscoli, ti fortificherò i nervi, mi occuperò di te ogni giorno, mi interesserò a tutto quello che senti".
Dice il padre bambino a sé stesso. Anzi, al proprio corpo.

" [...] puoi padroneggiare le vertigini, ma non le sconfiggerai mai."

"La paura non ti protegge da nulla e ti espone a tutto!
Il che non vuol dire che non si debba essere prudenti. Papà diceva: La prudenza è l'intelligenza del coraggio."

"La differenza fra le coccole di puro affetto e quelle che si concedono per far smettere di piangere. Nel primo caso il bebè si sente al centro dell'amore, nel secondo sente che lo si vuole buttare dalla finestra."

Un bel libro, a tratti divertente, delicato.
Una storia qualunque in cui ci si può immedesimare. Perché tutti noi abbiamo un corpo.




martedì 9 luglio 2013

MOSTLY HARMLESS - Douglas Adams

Nothing travels faster than the speed of light with the possible exception of bad news, which obeys its own special laws.

The major difference between a thing that might go wrong and a thing that cannot possibly go wrong is that when a thing that cannot possibly go wrong goes wrong it usually turns out to be impossible to get at or repair.

Il quinto ed ultimo capitolo della "trilogia" di Adams.
Continua e sembra complicarsi l'intreccio di paradossi spazio-tempo-dimensionali.
Denso di trovate divertenti, surreali, a volte esilaranti come gli altri, Mostly Harmless lascia la voglia di ricominciare a leggere tutta la saga daccapo.

Un cult. Assolutamente imperdibile.


domenica 19 maggio 2013

IL QUADERNO DI MAYA - Isabel Allende


Una giovane poco più che adolescente ha già vissuto un'intera vita, persa.
Si ritrova in esilio.
Nel ricordo di ció che è stato, nel ricominciare una vita con un futuro.


Un pizzico di suspence, molta introspezione.

Racconti di storie tristissime, di vite perdute, sullo sfondo, sempre, il buio più nero del Cile di Pinochet.
Eppure un'incrollabile speranza, la ricchezza degli affetti, persone che creano una rete di solidarietà in cui è impossibile essere davvero soli.
Una scuola di magico ottimismo.
Malinconico e dolce.

Storie che si intrecciano, sentimenti profondi che legano per la vita. E tornano sempre, nonostante le separazioni.

L'importanza del ricordo, della condivisione, dell'esprimere per ridurre quei pesi che altrimenti schiacciano intere esistenze, impedendo di vivere.


Intenso e avvolgente, un altro bel romanzo della Allende.


"[La nonna] Ritiene che i viaggi in aereo abbiano degli inconvenienti perchè l'anima viaggia più lentamente del corpo e a volte si perde per strada; è questa la ragione per cui i piloti, come mio padre, non sono mai del tutto presenti: stanno aspettando l'anima che vaga tra le nuvole."

"I piloti lavorano molto, guadagnano poco e sono sempre stanchi; non è una professione invidiabile"

L'età, come le nuvole, è imprecisa e cangiante.


[...] non si puó costruire niente di solido sulle bugie o sulle omissioni.

"E' il genere di segreto che, se tenuto troppo nascosto, finisce per infestare la mente."

"Lasciare quella grande casa, in cui mi ero sentita così pienamente amata, rappresentò un secondo lutto. Per me fu il colpo di grazia, sentii che avevo perso tutto."

[...] che cosa sceglierei di dimenticare? Niente. Le cose negative del passato sono lezioni per il futuro [...]

sabato 5 gennaio 2013

DI TUTTE LE RICCHEZZE - Stefano Benni


Tempus Fugit.
Un Benni malinconico.
Un professore un tempo donnaiolo e ormai anziano, riflessioni sulla vita che scappa tra le dita, la solitudine che accompagna la vecchiaia.
La solitudine che accompagna anche altre età.

"Il professore ne ammirava il passo elastico, nonchè la grazia e l'agilità dei muscoli sotto la cresta iliaca, specialmente il trocantere e il piriforme.
Insomma, le guardava il culo."

"Chissà quanti, invece di aiutarla, l'avevano  desiderata e ricattata, Benedetta vecchiaia, pensò il professore, che ti permette di desiderare senza pretendere, di ammirare senza sfregiare, di soffrire senza far male ad altri."


Rimpianti, rimorsi.
È un libro doloroso. Il Benni scanzonato ed ironico, impietoso, pur sempre presente, lascia spazio ad un sè stesso malinconico.

"Ma io so di te e tu sai di me, non ci faremo del male. Anche se qualcuno soffrirà."

"So che oggi non sono lo stesso uomo, ma contengo quell'uomo di allora, e non si guarisce dalla propria ombra, le si affiancano soltanto nuove luci. Ma la mia ombra ogni tanto ritorna spaventosa, e la solitudine mi pare inevitabile, e giusta."

mercoledì 26 dicembre 2012

DIECI DONNE - Marcela Serrano

Malinconico, disilluso, vero. Come un libro della Serrano.
Storie di solitudine. Donne sole. Sposate, vedove, single. Tutte sole. Sempre.
Amaro, malinconico, triste. Speranzoso, stimolante.
Acuto, intelligente, sensibile.

10 donne. 
In cascuna di loro si trova inevitabilmente un pezzo della propria storia personale.
Un po' come leggere l'oroscopo.
Ci si trova sempre un pezzo di verità, perché dice tutto di tutti, un po'.

Natasha: "Quanto mi commuovono le donne. E che pena mi fanno. Perché una metà del genere umano si è fatta carico di un fardello così pesante, mentre l'altra metà non fa nulla?"

Mané (un tempo bellissima, ora anziana)"Non ha senso aspettare il momento giusto, perché non arriva mai. Quel momento non esiste."

Layla (stuprata, dipendente dall'alcool): "Per poter guarire qualsiasi persona deve essere capace di farsi carico dei propri ricordi. E per farlo ha bisogno degli altri."

Luisa (vedova di un desaparecido): "Sapete cos'é che ammazza? Il silenzio. E' questo che ti ammazza. [...] Diventa tutto buio. Cerchi di non pensare alle cose che ti fanno star male, ma è uno sbaglio, perché così non impari. Anche se è duro, bisogna fermarsi e afferrarle, le cose, acchiapparle, come una lepre nel campo, mettere delle trappole per catturarle e non lasciarle scappare. [...]"
 
Simona (giornalista): "Chi l'ha detto che essere single è una tragedia?" "Qualcuno di voi crede che ci si possa liberare dell'educazione ricevuta? Non ce ne liberiamo, ci ribelliamo, ma non riusciremo mai a emanciparcene completamente."
"Intrappolate come siamo nelle nostre dipendenze, da quelle affettive a quelle economiche, noi donne siamo poco abituate a SCE-GLIE-RE."
"Una coppia è composta di due persone indipendenti, non è un unico agglomerato [...]"

Natasha: "Il valore degli esseri umani sta nella loro capacità di separarsi dagli altri, di essere indipendenti, di appartenere a sé stessi e non al branco."

Filo conduttore. Storie di vita. Vite condizionate da eventi esterni, da pressioni sociali ed economiche, da scelte.
Scelte che possono essere riviste solo in prospettiva, quando il tempo è passato e non torna.
Come ogni vita.

Un bel libro. Da leggere.


lunedì 29 ottobre 2012

IL CONTRARIO DI UNO - Erri De Luca


Storie di solitudine.
Brevemente interrotta da un'illusione, temporanea,  di "due".
Il contrario della solitudine. Il contrario di uno. Il Due.
Racconti brevi, a volte intensi. Racconti di due.
Di salvataggio, affinità, intimità, amicizia.
Uno è solo, perduto, morto. L'Altro, il Secondo, salvatore, amico, appiglio, àncora, sprone.

"Il grado di rottura dentro l'ordine sociale di allora non era misurato su persone pronte a partire per un fronte, ma da cittadini come lei che si mettavano a sabotare poteri nei posti più strani e difficili. Il grado di febbre di quell'Italia non era dato dai surriscaldati, ma dal polso dei miti, dei pacifici che collaboravano alle rivolte. Quando azzardano le educande, un paese è prossimo all'incandescenza"

"Ha bisogno di aiuto?"
"Di uno che mi uccide"
[...]
"Di uno che l'uccide. Di uno che l'ama fa lo stesso?"
Una che risponde buffa e agra ha bisogno di uno spudorato.
"No, di uno che mi uccide. Un assassino si trova, un uomo no".

Sensazioni descritte nello scarno linguaggio delle immagini concrete, tangibili metafore.
I cinque sensi celebrati in cinque racconti.

"Una sera in una passegguata sentii sul viso la carezza fulminea lieve di un'ala di pipistrello, il contatto più morbido che mi sia passato sulla faccia. Avevo avuto modo negli anni precedenti di dimenticare le carezze. Non feci in tempo a mobilitàre il ribrezzo, provai nella sorpresa una confusa gratitudine per il buio e il suo tocco leggero. Per una nostalgia istantanea, dimenticai l'alllarme. Se il corpo prova esilio è nella pelle."

"Tutti i nostri passi hanno seguito un desiderio. Per esaudirlo abbiamo dovuto metterci i piedi sopra e calpestarlo".





sabato 18 agosto 2012

mercoledì 14 dicembre 2011

LA REGINA DEI CASTELLI DI CARTA - Stieg Larsson

Terzo ed ultimo libro di una trilogia "da spiaggia".
Gli intrighi di palazzo si appropriano della trama.
Meno scorrevole dei primi due, contiene a sua volta diversi spunti di riflessione.
E si legge molto volentieri.

"Quella della libertà di espressione è la legge con cui una democrazia sorge e cade".

"Propongo anche una riduzione di stipendio per i capi. [...] "
"Dunque vorresti ridurre anche il tuo stipendio? E' una specie di comunismo quello di cui ti fai portavoce?"
"Non diciamo cazzate. Tu hai uno stipendio di  ... se si calcola anche il premio. E' demenziale. [...]"
"Quello che non capisci è che i nostri azionisti sono tali perché vogliono guadagnare dei soldi. Questa cosa si chiama capitalismo. Se gli chiedi di perdere soldi, non vorranno più essere azionisti, ecco tutto".
"Io non gli chiedo di perdere soldi, ma potrebbe anche succedere. La proprietà comporta anche delle responsabilità. Come tu stesso hai sottolineato, si tratta di capitalismo. [...] Tu vorresti che le regole del capitalismo fossero valide per i dipendenti ma non per gli azionisti e per te."

domenica 11 dicembre 2011

LA RAGAZZA CHE GIOCAVA CON IL FUOCO - Stieg Larsson

Thriller incalzante, trama movimentata.
La detective story lascia il posto ad un romando d'azione.

I personaggi introdotti in "Uomini che Odiano le Donne" sono ormai familiari, non stupiscono più, sono quasi prevedibili. Mantengono comunque viva l'empatia che avevano suscitato con la presentazione dell'autore.

Un thriller piacevole.
Libro "da spiaggia", finisce in un lampo. Lasciando un vago sapore di incompiuto.
Ma c'è ancora un terzo romanzo, a completare la trilogia.

Obbligatorio attaccarne il contenuto!

mercoledì 7 dicembre 2011

UOMINI CHE ODIANO LE DONNE - Stieg Larsson

Un romanzo "commerciale", best seller da supermercato.
Eppure un libro mangiato.

Thriller scorrevole e intrigante, personaggi ben caratterizzati e diversi spunti per riflessioni più profonde.
Il tema degli stereotipi, la violenza sulle donne in quanto tali. Tra ingiustizie e superficialità, intrighi e profonda malvagità, protagonisti di cui si apprezzano pregi e difetti.

Ottimo per immergersi in una realtà parallela, un perfetto romanzo d'evasione.
Libro da spiaggia, indiscutibilmente. Che consiglio a chiunque ami le "detective stories".
Vale la pena tentare di addentare l'intera "trilogia".

domenica 24 luglio 2011

IL LUPO GAROU - Leonie Swann


Un altro giallo di pecore della Swann.
Molto naive la narrazione, molto simpatici i lanosi personaggi, non particolarmente intrigante la storia.
Un ottimo "romanzo da spiaggia", simile al primo, Glenkill, e forse per questo un po' meno originale.

Mistero e morte, umana e animale, un lupo mannaro che crede di essere uomo, un uomo che si crede mannaro?


Il punto di vista lanoso del singolare gregge di Rebecca è sempre suggestivo.
La già sperimentata saggezza ovina continua a strappare un sorriso.
La trama non si svela, è pur sempre un "giallo".

Non un capolavoro, a mio modo di vedere. Certamente simpatico e rilassante. Lettura leggera e piacevole.