giovedì 30 luglio 2015

AD OCCHI CHIUSI - Gianrico Carofiglio

L'Avvocato Guerrieri alle prese con un nuovo caso. Una donna con un ex-marito violento e potente. Una cliente che nessun altro avvocato vuole assistere. Minacce velate ma non troppo, giochi di potere. 

La vita personale che si intreccia con quella professionale. 

Romanzo piacevole, si legge in poco tempo. Coinvolge, non impegna. 
Il tema, fin troppo attuale. Violenze domestiche, violenze le cui vittime sono donne in quanto donne. Vite in cui non tutti gli uomino sono aguzzini, ma segnate per sempre da coloro che aguzzini sono, e impuniti. 

"Il nome  sui documenti glielo avevano dato i suoi genitori naturali. Qualunque cosa significhi la parola naturale per un padre che fa quelle cose alla sua figlia bambina. E per una madre che glielo lascia fare, fingendo di non vedere, di non sentire."

Spunti di riflessione, storia che scorre. E' un autore piacevole, Carofiglio.

martedì 28 luglio 2015

LA FIGLIA OSCURA - Elena Ferrante

Elena Ferrante scrive in apnea. E si fa leggere tutta d'un fiato.
Un'altra donna confusa, ansiosa, difficile. 
Insegna all'Università, madre di due figlie ormai grandi. Non giovane, non ancora vecchia.
In bilico fra tre generazioni, sbilanciata verso quella che l'ha preceduta o quella che la segue, poco incline a seguire la propria. 
Un fiume di pensieri, azioni insensate, l'inseguimento di un significato.
Una vacanza solitaria, vite di altri che intreccia alla propria, sentimenti e sensazioni profondi ed assurdi.

"Un colpo improvviso, alla fine, è solo meraviglia e sofferenza"

"I maschi hanno sempre qualcosa di patetico, a ogni età, Una protervia frgile, un'audacia pavida. Non so più, oggi, se mi hanno mai suscitato amore o solo un'affettuosa comprensione per le loro debolezze".

"Per di più, nel frattempo, il mondo non era affatto migliorato, anzi era diventato più cattivo verso le donne. Lei - me l'aveva detto - per molto meno di quello che avevo fatto io anni prima rischiava di essere scannata"

Un romanzo breve, si legge in poche ore. Ottimo per un pomeriggio di svago.

domenica 26 luglio 2015

IL BAMBINO CON I PETALI IN TASCA - Amosh Irani

Un romanzo tristissimo. Delicato, molto bello.
Ma inesorabilmente tragico, amaro. Triste. 
Chamdi è un bambino che ha vissuto sempre in orfanatrofio, nell'immensa, insidiosa, contraddittoria Bombay.
Vive di sogni e speranza, nel suo mondo protetto all'ombra della bouganvillea che cresce nel cortile. Sogna un posto nuovo, "Kahunsha", la "città senza tristezza".
L'orfanatrofio sarà presto chiuso, l'immobile deve passare di mano. La direttrice gli consegna il panno in cui era avvolto quando un uomo lo ha depositato lì, dieci anni prima.
Chamdi scappa, una notte decide di andare a Bombay alla ricerca di quell'uomo, probabilmente suo padre. 
Lì inizia la vita da ragazzo di strada, e cerca di dare un senso all'orrore con i suoi occhi di bimbo. Ma un senso probabilmente non c'è.
Un romanzo durissimo. E piuttosto crudo. L'autore descrive gli odori, gli umori, gli orrori. In modo tanto semplice ed altrettanto efficace. Vero, reale. Immagini vive e raccapriccianti. 



Consigliato a chi ha lo stomaco forte. 
Una lettura coinvolgente e terribile.



mercoledì 22 luglio 2015

LA RABBIA E L'ORGOGLIO - Oriana Fallaci

Quanta rabbia! Quanta indignazione. 
Un fiume di parole che trascinano. Una grande scrittrice. Una grande donna. 
Pur non condividendo appieno il suo punto di vista, non si può non ammirare la carica, lo stile, la preparazione e la forza di questa giornalista nata nel 1929. 

Libro di cui avevo sentito parlare molto, che ho visto in troppe occasioni citato a sproposito. Finalmente l'ho letto. E ne ho apprezzato molti aspetti. 

Un'interpretazione che forse l'autrice non condividerebbe, che non può contestare e che probabilmente non leggerebbe nemmeno, se fosse ancora viva. 
Non è, come molti sostengono, un manifesto della "Destra" più estrema. Condanna senza appello Fascismo e Nazismo, condanna i totalitarismi, tout court.
Nè si fa portavoce di un "cristianesimo" opposto all'estremismo islamico.
La Fallaci si dice atea, "irrimediabilmente atea".

Con toni feroci e travolgente furore, la Fallaci si scaglia contro chi non vuole comprendere che la guerra iniziata con gli attentati dell' 11 settembre è seria, pericolosa e "globale". 
Non ne fa una questione di razza, di colore, di patriottismo cieco (anche se inneggia ed ammira il senso di appartenenza che è degli Americani e che manca del tutto agli Italiani), con buona pace di coloro che pretendono di usare anche queste sue parole per giustificare violenza e xenofobia. 

Si scaglia contro il mondo musulmano, affermando che non esiste un islamismo moderato. 

"Al mondo c'è posto per tutti. A casa propria tutti fanno ciò che gli pare. E se in alcuni paesi le donne son così cretine da accettare il chador anzi il lenzuolo da cui si guarda attraverso una fitta rete posta all'altezza degli occhi, peggio per loro. Se sono così scimunite da accettare di non andar a scuola, non andar dal tottore, non farsi fotografare eccetera, lo stesso. Se sono così minchione da sposare uno stronzo che vuole quattro mogli più un harem pieno di concubine, idem. Se i loro uomino sono così grulli da non bere la birra e il vino, pure. Non sarò io ad impedirglielo. Sono stata educata nel concetto di libertà, io ... "

Leggendo queste parole viene spontaneo alzare un sopracciglio, pensare che questa grande giornalista forse è un po' tropo piena di sé per guardare alla realtà con occhio serenamente critico.
Ma poche pagine oltre, racconta dell'esecuzione di tre donne, coperte da capo a piedi così da non sembrare nemmeno degli esseri umani, giustiziate senza pietà di fronte a testimoni indifferenti. 
E scrive: 
"Rammento e capisco che le tre donne al mercato sono state uccise perché erano andate dal parrucchiere. Capisco insomma che si trattava di tre combattenti, di tre eroine, e dimmi: è questa la cultura cui alludi quando parli solo di contrasto fra le due culture? Eh, no, caro mio: no. Distratta dal mio amore per la Libertà ho incominciato il discorso affermando che al mondo c'è posto per tutti e mia madre diceva il-mondo-è-bello-perché-è-vario. Che se alcune donne sono così sceme da accettar certe infamie, peggio per loro: l'importante-è-che-certe-infamie-non-vengano-imposte-a-me. Ma ho detto una cosa ingiusta. Perché a far quel ragionamento ho dimenticato che la Libertà scissa dalla Giustizia è una mezza libertà, che difendere la propria libertà e basta è un'offesa alla Giustizia. E implorando il perdono delle tre eroine, di tutte le donne giustiziate seviziate umiliate o sviate dai figli di Allah, sviate al punto di unirsi al corteo che calpestava i morti dello stadio di Dacca, dichiaro che la faccenda mi riguarda eccome."

Dura, la Fallaci. Durissima.
La storia non può essere cancellata, dice.
"E sempre a proposito di chi finge di ignorarla o dimenticarla: non lo rammenta nessuno l'ammonimento di Karl Marx "La religione è l'oppio dei popoli?" Non ne tiene conto nessuno del fatto che tutti i paesi islamici, tutti, sono retti da un feroce regime teocratico?"

Ne ha per tutti, la Fallaci. 
Tuona contro l'incoerenza, l'opportunismo, l'ottusità de(gl)i  (ex) comunisti che tradiscono le idee per gli slogan, che difendono a spada tratta qualsiasi azione pur di non ragionare. Ruggisce contro i Governi italiani che si dimostrano incapaci, incompetenti, corrotti ed inadeguati. Sempre, in tutto. 

"Discorsino. Egregio signor cavaliere, io lo so che a udire quel che dico sugli ex-comunisti Lei ingrassa, gongola, come una sposa felice. Ma non sia ipaziente, La prego. Ce n'è anche per Lei. [...] E premesso ciò mi consenta (uso il Suo linguaggio, vede) d'esporre quel che in Lei non mi piace. Bè, non mi piace, ad esempio, la Sua mancanza di buon gusto e d'acume. [...]" 

"La disobbedienza civile è una cosa seria, non un pretesto per divertirsi e far carriera. Il benessere è una conquista della civiltà, non un pretesto per vivere a sbafo"

Un'invettiva gridata, scritta tutta d'un fiato che tutta d'un fiato si legge. 
E pur non condividendo in tutto e per tutto i contenuti di questa raccolta di appunti, di questo "articolo lungo", di questo discorso della Fallaci, non si può non apprezzarne la franchezza, la passione. 
E molte delle idee. Libertà, indipendenza, condanna di tutti i totalitarismi, dei fascismi rossi e neri, diritti umani. E necessità di uno Stato veramente laico. 
Perché di Religione si muore. Anche se alcune pratiche sono meno peggio di altre. E anche su questo non si può onestamente non essere d'accordo.

Chiude il libro il discorso che la Fallaci ha tenuto nel 2002 a Washington. Dopo 10 anni di assenza, ancora non intende presentarsi in pubblico.
"E il motivo non è quello malignamente fornito da chi non mi vuol bene: la malattia che chiamo l'Alieno, le mie rughe, l'età. L'Alieno lo tengo a bada. Gli ho fatto capire che se mi uccide muore con me, che quindi è meglio vivere con me. E per quanto vivere con me sia arduo, per ora ci sta. Le rughe sono le mie medaglie. Onorificenze che mi son guadagnata. E invecchiare è bellissimo. Perché, come
uso dire, a invecchiare si conquista una libertà che da giovani non avevamo. Una libertà assoluta. Data l'alternativa, inoltre, aver quest'età è la cosa migliore che potesse capitarmi. Che possa capitare a tutti". 
Ammirazione genuina. 

Libro da leggere. E su cui riflettere. Indubbiamente.


martedì 21 luglio 2015

IL SILENZIO DELL'ONDA - Gianrico Carofiglio


Romanzo "da spiaggia", si divora in poche ore. 
Storie appena accennate.
Un paziente psichiatrico che deve trovare il modo di togliersi dalla schiena il peso di una vita troppo intensa, troppo difficile, troppo finta, di un lavoro che si è impossessato di tutto il suo essere e che lo ha trasformato.  
Un Carabiniere sotto copertura, che da bambino aveva perso il padre, poliziotto.

Un ragazzino precoce e maturo, segnato a sua volta dalla perdita del padre, che vive solo con la mamma ed ha una vita interiore piuttosto profonta. 
 
Frammenti di vite che lentamente si ricompongono, dolori troppo grandi per poterli dire.
 "Non lo direi mai in pubblico - nessuno di noi lo direbbe mai, ma l'unico modo per spazzare via tutto il sistema e letteralmente mettere in ginocchio le mafie sarebbe legalizzare le droghe".

"I passi indietro derivano dalla paura del cambiamento. Se si convive a lungo con la sofferenza, alla fine essa diventa in qualche modo parte di noi. Quando cominciamo a star meglio, quando cominciamo a staccarci dalla sofferenza, viviamo degli stati d'animo contraddittori. Da un lato siamo contenti, dall'altro ci sentiamo in difficoltà perché ci manca qualcosa che faceva parte della nostra identità e comunque garantiva una forma di equilibrio".

"Aveva sempre considerato la lettura un'attività che richiedeva impegno, programmazione, tempo. Una cosa riservata solo a chi poteva permettersela. Adesso invece veniva fuori che leggere era - poteva essere . come bere, mangiare, camminare o respirare".

Un romanzo scorrevole. Ottimo per una giornata di ozio estivo.



lunedì 20 luglio 2015

NON C'E' OMBRA CHE SIA PIU' OSCURA - Fabrizio Rizzi

"Non c'è ombra che sia più oscura".
La depressione, le patologie psicologiche in genere? Qual è quest'ombra che si addensa sulla protagonista?

Un romanzo psicologico, forse più propriamente un'allegoria in forma di romanzo. 
Si legge. Fin troppo esplicito se si mastica un po' la materia, contiene diversi spunti di riflessione che possono diventare interessanti.

 Marta è una signora che non esce di casa da mesi. Ha un marito, una figlia, una vita agiata. Eppure qualcosa non va. Tra le pagine oniriche di questo romanzo si ritrova il filo della sua storia.

"Ma prima devo sapere. Devi dirmi la verità. Solo dopo potrò essere davvero libera di decidere

"Qualunque cosa sia, la verità è sempre meglio del silenzio, dei segreti pesanti che corrodono la vita".

Interessante la postfazione dell'autore.
"Perché questi nostri sono tempi difficili, sono tempi di confino sempre più esteso. Troppo del nostro vivere sembra essere organizzato in funzione di questa sorta di non-pensiero. Laddove non siano le dipendenze, i disturbi alimentari oppure l'espressione psicosomatica a farsene carico, sono le fobie e gli attacchi di panico i modelli psicopatologici più evidenti e frequenti di questa fuga verso l'esterno, il più possibile lontano dallo scenario interno del conflitto psichico. 
Pensare è fatica. Sentire - soprattutto il dolore mentale - ancor di più".

Pensare è fatica. 
Ma porta soddisfazione.


domenica 19 luglio 2015

L'UCCELLO CHE GIRAVA LE VITI DEL MONDO - Haruki Murakami

In Cammino con un Libro
Un trentenne ha lasciato il lavoro, e si occupa delle faccende domestiche, in attesa di ricominciare a lavorare. 
Il gatto della moglie non è tornato a casa, nelle ultime settimane. 
Arrivano strane telefonare, il protagonista inizia a fare incontri particolarissimi. L'atmostera è misteriosa ed onirica. E' complicato distinguere il reale dal pensato.
Quando anche la moglie Kumiko non torna a casa una sera, né il giorno dopo, lui si trova di fronte numerosi stranissimi misteri. 
Incontra personaggi singolari ed irreali, vive esperienze tra il fisico e lo psicologico. 
Murakami è maestro nel descrivere mondi paralleli che si sovrappongono e si mescolano. La dimensione magica ha poco a che vedere con il concreto, è metafora intricata ed avvincente.
Un romanzo che attira nel suo mondo surreale, in fondo ad un pozzo asciutto dove tutto sembra possibile.
Molto bello. Lettura coinvolgente ed avvincente.

lunedì 29 giugno 2015

I GIORNI DELL'ABBANDONO - Elena Ferrante

Non è un romanzo. E' un incubo liquido. 
Si legge in apnea, toglie letteralmente il fiato.

Olga viene lasciata dal marito, improvvisamente, lei non aveva colto i segnali. 
Lui se ne va. Rimane una casa, con due bambini ed un cane, di cui prendersi cura. In un momento in cui l'unica cosa che conta sarebbe prendersi cura di sè. E senza esserne in grado.

Il ritmo è incalzante, l'angoscia esce dal libro per penetrare in chi legge. Una scrittura veloce, rapidissimo è il tempo, sembra di leggere frasi scandite al metronomo. 
Una storia come tante. Per questo verissima. 

La protagonista narratrice è una persona a brandelli. Si racconta di getto, ma il ritmo è studiato. Riesce a farsi amare ed odiare. Suscita sentimenti contrastanti. Comprensione, affetto, commiserazione, pena, rabbia, insofferenza, urgenza, ... 
Ansia ed angoscia sono le direttrici di orchestra di questo onirico racconto terribile.

Al dolore per la separazione subita, si aggiungono i "problemi di immagine". Perché una donna è pur sempre una donna, è un po' meno che persona. Per gli altri, ma anche per sé.
Ed il peso è ancora più gravoso. Personale. Sociale riflesso. Personale amplificato.

"Da adesso sarebbe stato così, io sola per le responsabilità che prima erano di entrambi".
"Evita di assomigliare alle donne in frantumi di un libro famoso della tua adolescenza".

"... sentii in ogni angolo del corpo i graffi dell'abbandono sessuale, il pericolo di affogare nel disprezzo di me e nella nostalgia di lui."

"Le donne senza amore dissipavano la luce degli occhi, le donne senza amore morivano da vive. [...] Racconto e maldicenza e cucito: io ascoltavo."

"Una donna può facilmente uccidere per strada, in mezzo alla folla, lo può fare più facilmente di un uomo. La sua violenza sembra un gioco, una parodia, un uso improprio e un po' ridicolo della determinazione maschile a fare il male"

"Il successo dipende dalla capacità di manipolare l'ovvio con precisione di calcolo".

E' un romanzo impegnativo. Emotivamente forte.
Da leggere solo se si accetta e sopporta l'incontro con anime rotte.






sabato 27 giugno 2015

IL LATO OSCURO DEL CUORE - Corrado Augias

Studiare psicologia ed imbattersi nella vita vera, quella che i manuali non possono descrivere davvero.
Clara, studentessa modello in cerca di occupazione. Un fratello intraprendente ma anche debole. Un padre che invecchia. Rimpianti.
Una signora che invita Clara ad ascoltare una donna, coinvolta in un caso di omicidio. Un incarico ufficioso.
Clara si imbatte così in unintreccio narrato da chi l'ha vissuto, e scopre il contrasto stridente della complessità di una persona rispetto alle storie di donne-pazienti descritte e semplificate dai "grandi" della psicoanalisi.
"Molte ipotesi cadranno, tutte però, comprese quelle poi superate o contraddette, contribuiranno a fondare il metodo scientifico della ricerca psicologica". 

Un romanzo vario, veloce. 
Contrapposizione ed incontro di materie studiate e vite vissute. 
Povertà e ricchezza, materiali ed interiori, si scontrano e giustappongono.
"Era l'idea di verità a dividerli"
Quid est veritas? Est vir qui adest (è l'uomo che hai davanti).

Un omicidio, questa storia che emerge dalla protagonista, non del tutto consapevole. Un'altra donna usata, perduta. Uomini dalla personalità debole e dai modi prepotenti. 
Solitudine.
A lato, una relazione più sana, che il timore rende leggera. Un incontro di anime e cervelli. Che si allontaneranno per poi (forse) ritrovarsi.

"Mia madre apparteneva alla generazione nella quale le donne non si ponevano nemmeno il problema di essere indipendenti. Libere erano solo quelle nate ricche e le puttane. Tutte le altre si sposavano con chi se le pigliava. Si fa presto a dire che le femministe sono ridicole. ... "

"... la disperazione è come un sonnifero, ti prende e ti culla, t'addormenta con giorni sempre uguali, con quel marito, quella vita ... "

"Forse la vera pena d'invecchiare è non incontrare più nessuno che s'interessa a te".

"Le peggiori umiliazioni le avevo avute facendo la moglie"

"Le donne, da secoli, sono portate a pensar male di sé. E' stato insegnato loro che sono deboli, dipendenti per natura, paurose, fragili, bisognose di protezione e di guida. Alcuni di questi insegnamenti, ripetuti per generazioni, sono entrati a far parte dell'inconscio femminile".




giovedì 25 giugno 2015

IL BORDO VERTIGINOSO DELLE COSE - Gianrico Carofiglio

Metti che un giorno, per caso, tu legga un articolo su un giornale. Metti che questo ti colpisca, e ti induca a tornare nei luoghi dove hai trascorso la tua infanzia. Non sai nemmeno bene perché.
Il caso. Ed il tempo.

Il presente è per definizione legato al passato.
Il protagonista, oggi, e lo stesso protagonista, ieri. Molto tempo fa.



Un viaggio tra luoghi, pensieri, persone che a distanza di anni non sono più, anche quando ci sono ancora.


"Se i fatti contraddicono la teoria, tanto peggio per i fatti", per dirla con Hegel.

"Ti torna in mente una frase letta anni fa: non guardate indietro, ci siete già stati. Allora ti era parso uno spunto arguto. Magari un po' new age, ma arguto. Adesso ti chiedi se poi è vero che ci siamo già stati. Non sei così sicuro, non lo sai bene cosa c'è da quelle parti."


Un finale sospeso: "Chissà cosa succede poi, dopo aver parlato. Dopo l'ultima pagina, quando il romanzo finisce."

Un romanzo "mangiato": lo stile è più che scorrevole, il racconto sembra familiare.
Molto bello. Veramente molto bello.

Peccato per questa edizione, che contiene degli errori imperdonabili.
Mancano intere pagine, ed alcune sono ripetute. 
Poco male per quelle stampate identiche due volte. Ma veramente impossibile tollerare che manchino interi frammenti.
Da pag. 163 a pag 164 (numerazione consecutiva), si legge: "E' im- tare la terra dell'olio e la regione più cool d'Italia" - manca qualcosa!
Da pag. 234 a pag. 235, stesso problema, si legge: "Andiamo a vedere il tuo negozio? zona della frutta e verdura. Entrambi indossano ... "

Non è ammissibile un coitus interruptus nella lettura! 


Ecco i brani mancanti, per chi ha acquistato questa edizione "difettosa", a completamento di un romanzo che merita di essere letto:  

Pag. 163-164
È impazzito, pensi mentre senti l’affanno crescere, i muscoli irrigidirsi, i movimenti diventare faticosi, lenti. Nonostante tutto, in un modo o nell’altro, rilanci il pallone ma questa volta il tiro è sporco e impreciso. Sul terreno non sarebbe un problema, basterebbe un innocuo balzo
laterale. Ma Angelo è in equilibrio su una ringhiera. Ci prova lo stesso, a raggiungere il pallone che viaggia verso il vuoto. La scena diventa più lenta, un rallentatore angoscioso e interminabile che dura fino a quando, davanti ai tuoi occhi inorriditi, Angelo perde l’equilibrio e precipita.    È in quel momento che ti accorgi dei tuoi genitori. Ci sono anche loro su quella terrazza, hanno seguito tutta la scena e adesso ti fissano, muti e tristi. Poi si voltano e vanno verso la ringhiera. Tu allora scappi via, perché non puoi guardare giù, tuo fratello immobile sul marciapiede, e pensi che non hai fatto in tempo. Non hai fatto in tempo. Non hai fatto in tempo.    L’angoscia e il senso di catastrofe irreparabile non passano con il risveglio e si diradano solo quando ti stacchi fisicamente dal letto. Lo sai che è un comportamento infantile e superstizioso ma la prima cosa che fai è prendere il telefono e chiamare tuo fratello. Il cellulare è staccato. Non sarà nulla, ti dici. Angelo a quest’ora è in ospedale, e starà facendo il giro delle visite dei ricoverati. Reprimi a fatica uno sciame di pensieri spiacevoli e gli lasci un messaggio. Ciao, sono io, mi chiami quando hai un minuto?    Poi vai a fare colazione e questa volta la cucina non è deserta e silenziosa. Ci sono due turiste danesi, venute a visitare la terra dell’olio e la regione più cool d’Italia.
 
Pag. 234-235
Il suo negozio si chiama Bio-Logie. È una specie di piccolo e confortevole supermercato, fatto di legno chiaro, di bottiglie colorate, di saponi, di un settore dove ci sono abiti dalle tinte tenui e rassicuranti, di un altro settore con frutta, verdura e vasetti con piante. C’è una musica di sottofondo e ci metti un po’ a capire che è un arrangiamento jazz della Marcia Turca di Mozart. Cioè tutto fuorché quella che definiresti una musica di sottofondo. Nell’aria aleggia un profumo accogliente.    «Cos’è questo profumo?»    «Ti piace?»    «Molto. Fa venir voglia di rimanere qui dentro.»    «L’idea è questa. È una fragranza che ho creato io, proprio qualche settimana fa. Rosa bulgara, kumquat, yuzu, patchouli e una punta, giusto una punta di gelsomino per tenere in equilibrio gli altri quattro.»    «Yuzu?»    «Yuzu. È una specie di mandarino aspro.»    «Lo vendi? Il profumo, intendo, non il mandarino aspro.»    Lei ride.    «Sì, lo vendo. Ma se ti comporti bene, a te lo regalo. Quanti anni sono che non ci vediamo?»    «Almeno una ventina, direi.»    «Già, una ventina. Non ci posso credere. Va bene, dài un’occhiata in giro. Io sistemo alcune cose e poi sono da te.
Così Stefania scompare nel retro e tu ti guardi intorno. A quanto pare ci sono due dipendenti: una ragazza alta e magra alla cassa e un signore sulla sessantina nella zona della frutta e verdura.


mercoledì 3 giugno 2015

AURAMALA - Ivan Fowler

Spionaggio, segreti, intrighi. 
Nell'Europa trecentesca, due agenti segreti a servizio del Re di Inghilterra hanno un missione da compiere, che li porterà in Italia. 
Personaggi interessanti, storia intrigante.
Una ricostruzione storica attenta, luoghi e situazioni reali. Personaggi inventati incontrano persone davvero esistite.

"...possedeva una qualità strana, neutra, quasi infantile, come fosse un innocente stanco degli affanni mondani, sebbene Fra' Demetrio sapesse che si trattava di una contraddizione in termini. Il Gallese sembrava consapevole della propria semplicità d'animo, e si era rassegnato alla propria ingenuità in quel mondo di lupi da molti, molti anni. Molte persone perdevano la propria innocenza nel preiso istante in cui se ne rendevano conto, ma non il Gallese.

"I poveri e gli innocenti meritano carità, non violenza"
"Il denato può ripagarti della miseria e della paura?"

 Messaggi incodice, identità celate. 
Il potere della Corona di Inghiltera, tra mito, onore e magia. 

Avvincente, interessante, a tratti commovente. 
Un bel romanzo.




lunedì 25 maggio 2015

PANTERA - Stefano Benni

Questo libro contiene due racconti.

Pantera, una storia che si svolge in una sala da biliardo. Avventori e giocatori, personaggi, miti e Dei.
Ritmato, malinconico, dolce, scanzonato. Pantera è una Dea. La storia sa di vita vissuta, di vite non vissute.
Una malinconia che stringe la gola.


Aixi è una ragazzina che vive vicino al mare. Il padre, vecchio pescatore, sta per lasciarla suo malgrado. Una vita troppo difficile per una adolescente ancora bambina. Ed un finale sospeso.

Leggerissimo, brevissimo. Due racconti sofisticati, dove il senso dell'umorismo di Benni lascia posto all'amarezza.
Si legge in poche ore, consigliatissimo.

IL GIOCO DI RIPPER - Isabel Allende

Un romanzo giallo.
I personaggi della Allende hanno un che di magico, ed anche qualcosa di vero.
Astrologhe, guaritrici, artisti.

Una ragazza speciale, una adolescente schiva e poco socievole con un cervello vivo e la passione per il crimine.
Un gioco on-line, i giocatori che cercano di risolvere casi polizieschi reali. Diversi omicidi.

Storie d'amore e di morte. Della trama meglio dire poco. E pur sempre un giallo!

Un romanzo che scorre, come tutti i libri della Allende. Le pagine scivolano via, i personaggi diventano nostri amici mentre leggiamo.
Lo suggerisco per una giornata di svago.

venerdì 15 maggio 2015

ADORATA NEMICA MIA - Marcela Serrano

Racconti di donne. Ancora una volta.

Diverse, variopinte, pensanti, istintive, colte o ignoranti, vere o sognate.
Donne deluse, oppresse, addolorate, straziate, indipendenti o in fuga.
Donne maltrattate, uccise. 
Uomini che amano, che rispettano, che violentano, che ingannano, che tradiscono, che uccidono, che deludono. 
Madri che non ascoltano, che abbandonano, che amano, che condizionano.

Una tristezza di fondo che passa sotto pelle. Leggeri eppure pesantissimi, questi racconti.

Un filo conduttore attraversa queste storie, che non raccontano di persone, ma nello specifico di donne. Tutte diverse tra loro, eppure simili, unite da un invisibile destino voluto dalle convenzioni sociali, siano esse interiorizzate, imposte, negate, rifiutate.

Una carrellata di racconti che scorrono, e lasciano un retrogusto che sa di depressione. L'impronta della cupa eppure sempre piacevole Serrano. 



giovedì 14 maggio 2015

1Q84 vol.3 - Haruki Murakami

In Cammino con un Libro
 Il terzo volume di questo viaggio misterioso, coinvolgente ed irreale.

Nell'anno 1Q84 il Mondo segue logiche diverse da quelle alle quali siamo abituati. Ma a ben guardare, anche il Mondo in cui viviamo (o crediamo di vivere) si dimostra essere per la maggior parte del tempo illogico e guidato da regole poco razionali.

Persone inseguite. Persone che si nascondono. Persone che cercano, persone che braccano. 

In Cammino con un Libro"... Quando una persona vive in uno stato di tensione costante rischia, senza rendersene conto, di ritrovarsi i nervi allentati come elastici. E una volta allentati, è difficile che riacquistino la forma originale"

"... Le speranze sono poche e quasi sempre astratte, mentre gli ostacoli sono moltissimi, e quasi sempre concreti ... "(p. 775)

"Nessuno è più facile da ingannare di chi sente dalla parte del giusto".

"Ecco cosa significa continuare a vivere. Agli esseri umani viene concessa la speranza, che diventa il carburante e lo scopo per andare avanti. Senza la speranza, non potrebbero sopravvivere." (p. 807)

In Cammino con un Libro"La realtà è dove se ti pungi con un ago ti esce del sangue rosso." (p. 998)

"No, forse parlare di circostanze non aveva senso. La vita non è altro che il risultato naturale di un'assurda, e talvolta persino triviale, concatenazione di eventi". (p. 1050)

"E' sempre dura quando muore una persona, in qualunque circostanza. Si apre un buco nel mondo. E noi dobbiamo celebrare questo lutto. Altrimenti il buco non si chiuderà più" (p. 1077)
 
La fine di un viaggio. L'inizio di un viaggio.

Impossibile riassumere la trama di questo strepitoso romanzo in tre libri, senza rovinare il gusto di scoprirne a poco a poco le pieghe.

Un suggerimento soltanto. Questo è un romanzo da leggere. E' sorprendente, crudo e delicato. Se la lettura è evasione, questo romanzo permette di visitare mille mondi diversi eppure uno solo. Cambiando dimensione spaziale, temporale e mentale. 




domenica 10 maggio 2015

1Q84 vol.2 - Haruki Murakami

In Cammino con un Libro
Il secondo volume del particolarissimo romanzo di Murakami.

Le storie di Tengo e di Amomame convergono in modo sempre più evidente.
Il romanzo scritto dalla diciassettenne Fukaeri continua ad avere successo tra il pubblico e ad innervosire qualcuno.
Lo scrittore Tengo si trova coinvolto in qualcosa che non si aspettava.


"Da un certo punto di vista, avere capacità straordinarie, e tuttavia non sufficienti, può essere più pericoloso che non possederle affatto"

"Qualcuno ha detto che non c'è niente come la vendetta che abbia costi così alti e vantaggi così scarsi"
In Cammino con un Libro
"Se vai nel paese dei gatti e dopo lasci le cose come stanno non ne verrà niente di buono".

Amore e morte. Un Mondo che non è più quello di prima 1Q84.
Le creazioni della mente prendono forma, sfugge il confine tra pensiero e realtà.

"Solo conoscere la verità - qualunque essa sia - regala all'uomo la giusta forza".

Due vite che si erano allontanate si sfiorano, per poi forse non incontrarsi.

Misterioso e coinvolgente, la fine del secondo volume porta inevitabilmente a desiderare di iniziare il terzo.
1Q84 - vol 3

lunedì 4 maggio 2015

1Q84 vol.1 - Haruki Murakami

In Cammino con un Libro
In Cammino con un LibroUn romanzo particolare, curioso, intrigante, emozionante. 
Stranissimo e delicato.

Volume Primo:
Un atmosfera lontana, Tokyo è distante, una dimensione culturale differente. 

Una giovane donna atletica, che svolge un lavoro particolare. Un professore di matematica che fa anche lo scrittore. Ma finora non ha pubblicato alcun romanzo. Una scrittrice diciassettenne, un romanzo dal contenuto interessante ed intrigante elaborato con uno stile acerbo ed infantile, un editore spregiudicato, fatti di cronaca "dimenticati", comunità confinate e misteriose ...

Romanzo intrigante, "incompiuto" (imprescindibile la lettura dei volumi successivi, è un romanzo in tre volumi), storie parallele. Il dispiegarsi degli eventi rimane un mistero.
Incontri e separazioni nello spazio e nel tempo. Un passato dimenticato, ricordi che mancano e che ritornano.
Personaggi di diverso spessore, una trama che avvince e coinvolge.



“Se vogliono guardare, guardino. Tanto, guardando sotto la mia gonna non possono vedere dentro di me”.

A Tengo sembrava che Komatsu amasse la propria indipendenza e che anzi essere tenuto a distanza – se non palesemente odiato-  dagli altri, lo rallegrasse molto. Che l’acutezza spitiruale non potesse nascere da un ambiente protetto e confortevole, era un suo credo.”

“In ogni caso, qualunque sia il lavoro che facciamo, esere una donna è dura da tanti punti di vista.”

“In ogni caso, disse l’amica, siamo tutti rassicurati dal fatto di non far parte dei pochi che vengono esclusi, ma di appartenere alla maggioranza che esclude. “Ah, meno male che non sono io a trovarmi da quella parte”, pensiamo. In qualsiasi tempo, in ogni società, è sempre la stessa dinamica. Ma chi sta con i più forti, può fare a meno di porsi troppi problemi.
-    Invece chi si ritrova a essere escluso, di problemi dovrà porsene in continuazione.
-   Proprio così, disse lei con tono malinconico – Ma credo che in una situazione del genere se non altro si impara a usare la propria testa.


Un romanzo piacevolissimo, scorrevole ed interessante.
E' viva la curiosità di leggere il seguito.
1Q84 - vol.2





giovedì 12 marzo 2015

TRATTATO DI ATEOLOGIA - Michel Onfray

Un saggio illuminato ed illuminante.
Argomento attualissimo, in un'epoca in cui tornano prepotentemente in primo piano le religioni, quali giustificazioni, pretesti, strumenti, per avvallare la violenza verbale, psicologica, fisica.

Religioni mortali.

Onfray presenta un interessantissimo percorso nella storia della filosofia, per risalire dapprima alle origini dell'ateismo, per poi passare in rassegna le caratteristiche dei tre monoteismi, e proporre infine una laicità dalla quale siamo ben lontani.

E' un saggio che si legge d'un fiato, cattura ed interessa. Uno spunto di riflessione ben argomentato e radicato, un invito alla libertà intellettuale, al libero pensiero, all'uso della ragione, alla lettura della storia.

"Nel momento in cui l'11 settembre visto dagli Stati Uniti, dunque dall'Occidente, costringe ognuno di noi a una scelta di campo nella guerra di religione che contrapporrebbe ebraismo e cristianesimo all'islam, è legittimo volersi sottrarre ai termini dell'alternativa posta dai protagonisti e optare per una posizione nietzschiana: né ebraico-cristiano né musulmano, per la buona ragione che questi belligeranti non fanno altro che portare avanti la loro guerra di religione ... [...]
[...] Come dire venticinque secoli di istigazioni al crimine da una parte e dall'altra!
Lezione di Nietzsche: fra i tre monoteismi, non scegliere è legittimo. 
E non optare per Israele o per gli USA non obbliga di fatto a diventare compagno di strada dei talebani".


"Nel nome di Dio, la Storia ne è testimone, i tre monoteismi fanno scorrere incredibili fiumi di sangue per secoli! Guerre, spedizioni punitive, massacri, assassini, colonialismo, etnocidi, genocidi, crociate, inquisizioni, oggi l'iperterrorismo planetario ... 
Decostruire i monoteismi, demistificare la religione ebraico-cristiana  - ma anche l'islam, ovviamente -, poi smontare la teocrazie, ecco tre cantieri inaugurali per l'ateologia."

Se la logica non basta, se studiare la storia risulta noioso e poco interessante, se la paura della morte e l'incapacità di affrontare la realtà non bastano, se c'è la necessità di affidarsi ad un potere esterno ed impalpabile per seguire un'etica, se si pensa che il Bene nel Mondo possa essere perseguito soltanto credendo in un qualche Dio, ebbene (pag. 50-51)
[...] scavare nell'idea che proprio a causa dell'esistenza di Dio tutto sia permesso [...]  Se l'esistenza di Dio, indipendentemente dalla sua forma ebraica, cristiana o musulmana, premunisse appena dall'odio, dal saccheggio, dall'immoralità, dalla concussione, dallo spergiuro, dalla violenza, dal disprezzo, dalla cattiveria, dal crimine, dalla corruzione, dalla furbizia, dalla falsa testimonianza, dalla depravazione, dalla pedofilia, dall'infanticidio, dalla crapula, dalla perversione [...] L'esistenza di Dio, mi sembra, nella storia ha generato in suo nome ben più battaglie, massacri, conflitti e guerre che pace, serenità, amore del prossimo, perdono dei peccati o tolleranza.

Se nelle scuole le ore di "religione" fossero sostituite dalla storia delle religioni, il trattato di ateologia potrebbe essere un testo di riferimento. Per imparare a ragionare e a conoscere.
 
Un libro da leggere e divulgare. Per adulti e ragazzi.
La lettura è più scorrevole di quanto si possa pensare, ironico e a tratti molto divertente. induce a riflettere. E stimola un approfondimento.
Intelligente e interessante.








venerdì 16 gennaio 2015

L'OMBRA DEL VENTO - Carlos Ruiz Zafòn

"Un giorno sentii dire da un cliente della libreria che poche cose impressionano un lettore quanto il primo libro capace di toccargli davvero il cuore. L'eco di parole che crediamo dimenticate ci accompagna per tutta la vita ed erige nella nostra memoria un palazzo al quale - non importa quanti altri libri leggeremo, quanti mondi scopriremo, quante cose apprenderemo o dimenticheremo - prima o poi faremo ritorno."

Barcellona, 1945-1966
Protagonisti di questo romanzo sono i libri, coloro che li scrivono, coloro che li leggono.
Un romanzo intrigante e coinvolgente, che precipita il lettore in tempi lontani eppure vicinissimi. Personaggi ambigui, sentimenti contrastanti. Misteri e vicende che si sovrappongono ed intrecciano.


"... non fidarti mai di nessuno, Daniel, tanto meno delle persone che ammiri. Sono loro a pugnalarti alle spalle."

 "Le invenzioni bizzarre e i congegni meccanici erano la sua passione, e ben presto scoprii che efettuava autopsie su ogni tipo di oggetto, dai grammofoni alle calcolatrici, par carpirne i segreti."

"... a questo mondo gli ultimi a morire sono i pregiudizi."

"Sono poche le ragioni per dire la verità, mentre quelle per mentire sono infinite."

"... Juanito sa solo scoreggiare mentre gli altri ridono e aspirano il tanfo. Come vede, l'organizzazione sociale dell'ospizio non differisce molto da quella del mondo esterno".

"Se il buon Dio mi avesse dotato di un bacino adeguato, avrei potuto partotirla io, tanto bene la conosco" [...] "L'ansia è la ruggine dell'anima".

Una buona compagnia nei pomeriggi invernali.
Ispira sorrisi e riflessioni.
Si legge volentieri, dall'inizio alla fine. 
 
 

 

lunedì 29 dicembre 2014

L'AMORE MOLESTO - Elena Ferrante

Presente e passato si fondono, ricordi confusi eppure nitidi, dettagli di scene ed immagini che si rivelano diversi. 
Storie di antica e presente, ordinaria, violenta follia. 
Una donna muore, la figlia ne ripercorre la vita. 
Ricordi confusi, passato mescolato al presente, immagini oniriche e reali. 

"... e di nuovo mia madre, prima che diventasse mia madre, forse incalzata dall'uomo con cui avrebbe fatto all'amore, che l'avrebbe coperta col suo cognome, che l'avrebbe cancellata col suo alfabeto.

"... aveva l'imprevedibilitá di una scheggia, non potevo imporle la trappola di un unico aggettivo."

"L'infanzia è una fabbrica di menzogne che durano all'imperfetto: la mia almeno era stata cosí.

I nostri genitori sono parte di noi, che lo vogliamo o no. 
Madre e figlia si confondono nel ricordo. 
Verità e menzogna, ricordi e fantasie. Amore e violenza, tradimento vero o pensato. Molestie reali, relazioni immaginate o vissute. 
Una lettura enigmatica. 
Evoca immagini, sensazioni, sentimenti sopiti e contraddittori. 
Immagini crude, tangibili. Contrapposte a relazioni sfumate, personalitá sfuggenti. 
Una storia incompiuta e allo stesso tempo conclusa. 

Non so dire se ho apprezzato questo romanzo. Lascia un sapore che sfugge, difficile da descrivere. Forte eppure sfumato.