mercoledì 11 novembre 2015

L'OMICIDIO CAROSINO - Maurizio De Giovanni

Le prime indagini del Commissario Ricciardi. Napoli, periodo Fascista.
Ricciardi è un poliziotto particolare. Vede i morti di morte violenta negli ultimi istanti della loro vita spezzata. 
Questo "Fatto", come lo chiama lui, non ha potuto che portarlo alla professione che esercita. Una personalità particolare.
Un'idea interessante.
Le trame non sembrano particolarmente elaborate, i casi sono brevi, vengono risolti presto. I racconti sono comunque una piacevole lettura.
Ottimo svago. 
Per chi è appassionato di detective stories intricate e complesse, forse non è il genere più indicato. Ma la lettura scorre, il contesto intriga. 
Passatempo leggero, non impegnativo. Perfetto per i ritagli di tempo.

martedì 10 novembre 2015

NE' QUI NE' ALTROVE - Gianrico Carofiglio

Bari.
Tre uomini adulti si incontrano dopo decenni. 
Una telefonata.
"E che ci faceva Giampiero Lanave nel mio teledono quella sera di dicembre del 2007?"
 Una rimpatriata. 
Un romanzo da leggere con la mappa di Bari a portata di mano (o di click). Una mappa esso stesso.
Una vita che cambia, ricordi che la ricostruiscono, persone che il tempo trasforma.
Il cambiamento dei luoghi negli anni, il mutamento delle persone.
"Ci pensa da solo il tempo, a passare. Non ha nessun bisogno di aiuto".
Tracce vivissime della prima giovinezza in uomini adulti che la vita ha separato, e che non si riuniranno per il futuro. 
Bari in una notte. La vita di oggi ed i luoghi di ieri. 
Nostalgico, fugace, temporaneo passaggio nel proprio passato.  
Un romanzo piacevole, a tratti divertente, permeato da quella amarezza che non può non accompagnare il tempo che scorre.
Carofiglio mescola bene umorismo, riflessioni, tristezza e distacco.



martedì 27 ottobre 2015

TOGLIMI LE MANI DI DOSSO - Olga Ricci

Storie di ordinarie molestie. 
Che di solito non vengono denunciate, spesso nemmeno raccontate. Vengono accettate come normali, consuete, inevitabili.
Oppure considerate colpa delle vittime, che sicuramente con il proprio comportamento hanno incoraggiato l'aggressore. 
Perché di vere e proprie aggressioni si tratta. Le molestie sul lavoro sono tanto più gravi in quanto toccano la sfera professionale ed economica delle persone.
Olga Ricci denuncia e racconta. 

Il libro si legge d'un fiato, letteralmente in apnea. Se si è vissuto qualcosa di simile si comprende perfettamente l'atmosfera, si piomba inevitabilmente in un susseguirsi di dejavu.
"Odio i lecchini, chi suggerisce di non lamentarsi e di fare buon viso a cattivo gioco;: se la smettessimo di accettare tutto questo, le cose cambierebbero".

"Tra disperate non c'è solidarietà"

"A forza di sorridere, mi si indolenzisce la mandibola. [...] La mia prima volta da dama di compagnia."

"Penso a quanto sarebbe diverso, se fossimo maschi. Non ci troveremmo in questa situazione. [...] Mi sono sempre sentita alla pari degli uomini: in famiglia, a scuola, nello sport, con gli amici. Non ho mai pensato di valere meno o di essere diversa. Adesso capisco che mi sono sbagliata. La differenza c'è. Riccardo è venuto alle cene con il direttore, ha riso a più non posso, mangiato e bevuto. Senza mai sentirsi in difficoltà né rischiare di essere tacciato di complicità. Nessuno gli dirà; sei stato   ambiguo, te lo sei voluto, avresti dovuto mantenere le distanze, avresti potuto cogliere l'occasione".

"La cautela e il buon senso che avevo fatto miei, viste le discrepanze tra promesse e realtà,. mi abbandonano. Vengo trafitta di nuovo dalla speranza. Mi si pianta nel cuore come una puntura di adrenalina. Le mie difese crollano. Lo guardo e gli credo; questa è la mia chance, posso dimostrare che anch'io valgo. Galleggio nell'etere dell'illusione [...]"

"Le persone che criticano apertamente le ingiustizie vengono isolate: sono la dimostrazione che l'incapacità di adattarsi è una condanna alla sconfitta."

"A volte mi sembra che tu viva nel mondo delle fiabe dove chi è bravo, tenace e si impegna viene ricompensato. La realtà è un'altra, Olga cara, guardati intorno e svegliati.

Questo libro denuncia, invita a riflettere, è un urlo disperato, una richiesta di aiuto, una pretesa di giustizia. Dovrebbero leggerlo in molti, in molte.
E sarebbe bello se nessuna più sentisse la voglia o il bisogno di scrivere, se queste realtà così diffuse, così comunemente ignorate, troppo spesso apertamente accettate, cessassero di esistere, una volta per tutte.



giovedì 22 ottobre 2015

NORWEGIAN WOOD - Haruki Murakami

In Cammino con un Libro
Una storia in un flashback. 
La tarda adolescenza del protagonista, un ragazzo riflessivo e non del tutto introverso, che si trova ad affrontare i drammi delle persone che gli stanno attorno cercando di conservare quel proprio equilibrio che non ha ancora davvero trovato .

Relazioni che si intrecciano, rapporti superficiali e legami profondissimi. 

La morte di un ragazzo di diciassette anni, che rimarrà adolescente per sempre mentre gli amici sono destinati a crescere ed invecchiare.
"La morte non è l'opposto della vita, ma una sua parte integrante". 
Episodi che segnano vite. Legami strettissimi e resi impossibili da logiche interne incomprensibili e fortissime. 

Un ragazzo, in bilico tra due amori che sono più propriamente amicizie, affronta il passaggio dall'adolescenza all'età adulta, con apparente tranquillità che maschera la vivacità interiore che lo contraddistingue.

Un romanzo piacevole, dialoghi interessanti e a tratti molto divertenti. 
Tristezza e speranza, vita e morte, presente e passato e futuro si fondono a comporre le vite dei protagonisti. Persone straordinarie e comuni. 

Murakami cattura ancora una volta. Un autore molto piacevole ed interessante. 



sabato 10 ottobre 2015

TUTTI I MIEI ROBOT - Isaac Asimov

Trentun racconti scritti tra il 1939 ed il 1977. Tutte le storie di robot di Asimov.

Storie divertenti, interessanti, intriganti, non banali. Riflettono il tempo in cui sono state scritte, e nello stesso tempo testimoniano l'acume e la preparazione dell'autore.  

La contrapposizione tra umano e non umano, le somiglianze tra i robot e le persone sono il motivo sempre presente nei racconti di Asimov. 
Le Tre Leggi della Robotica e l'Etica Umana, la razionalità delle macchine non sempre in conflitto con l'umanità delle emozioni. 

Temi importanti vengono trattati in racconti di intrattenimento che non mancano di suggerire riflessioni anche profonde ed articolate.

Classici attuali. Leggeri e nello stesso tempo interessanti. Un bel libro. 
Consigliatissimo, per tutti.


mercoledì 9 settembre 2015

IL PIGIAMA DEL GATTO - Ray Bradbury

Una serie di racconti inquietanti, angosciosi, sospesi. 
Intuizioni lasciate al lettore,  situazioni sfumate, riferimento abbozzati. 
Stati d'animo di vari coloti, tra i quali prevale una nota di ansia. "Color Mezzanotte", come il treno funebre. 

Una raccolta di racconti variamente accostati. Generi diversi, argomenti disparati, più che una raccolta sembra un'accozzaglia. 
Scritti nell'arco di una vita, alcuni sono davvero interessanti, offrono spunti di riflessione, altri lasciano un sapore strano, incompiuto, quasi fossero esperimenti.

"Crisalide" tratta il tema del razzismo vissuto (letteralmente) sulla pelle di un ragazzo nero. Delicato. Induce riflessioni profonde, che sono ancora attuali. 

"Viva il Capo" è divertentissimo, frizzante, brillante. I Governatori degli Stati Uniti si giocano i propri Stati al casinò. Il presidente deve rimediare. Molto piacevole!

"La Casa", un racconto più introspettivo sulla vita di coppia, sul significato di un rapporto sentimentale. Delicato. Una storia "in discesa".

"Morte di un Uomo Scrupoloso" è intrigante, si legge volentieri, anche se forse appare un po' scontato.

"Una questione di Gusto" è un racconto molto interessante. Attualissimo l'argomento sull'incontro di diverse civiltà, e sulla discriminante tra la vita e la morte, troppo spesso fondata sulle apparenze. 







domenica 23 agosto 2015

TRILOGIA DELLA FONDAZIONE - Isaac Asimov

La Trilogia della Fondazione.
Tre romanzi:
- Prima Fondazione
- Fondazione e Impero
- Seconda Fondazione

Un classico dei classici della fantascienza.
La lettura non è scorrevolissima, soprattutto per chi non predilige il genere, pur essendo interessante e piacevole. Può essere faticoso calarsi in un Mondo, o per meglio dire in un Universo inventato, leggere una storia che attraversa secoli. 
Asimov ha tutti i titoli per essere considerato un grande. 
Intuizioni importanti, una creatività impressionante, ampia cultura. 

Un progetto, un uomo che ha potuto predire il futuro basandosi su leggi matematiche e statistiche. 
Appare in video, ad intervalli irregolari, dopo la propria morte. Si manifesta ai posteri, parla loro, dimostra di avere previsto gli avvenimenti molti secoli prima che accadessero. 
L'importanza della scienza, della psicologia, della tecnica, e delle emozioni nel regolare le azioni umane. 

Interessantissimi spunti, romanzi scritti a metà del novecento. Mirabile mente, quella di Asimov. 
Un appunto solo, un maschilismo imperante e tangibile. Il primo personaggio femminile appare nel secondo dei tre romanzi. Con un ruolo indiscutibilmente importante, eppure secondario.
Si può perdonare all'autore questa pecca, considerata l'epoca storica.  E non si può non riconoscere la grandezza di questo autore. 

Una trilogia da leggere. Molto interessante. Molto piacevole.




lunedì 3 agosto 2015

UN UOMO - Oriana Fallaci

Una storia vera e romanzo epico. Un libro agghiacciante e struggente e raggelante e rabbioso e doloroso. E vero, e anche inventato.
La Fallaci rende rabbia il dolore, distacco l'amore, coraggio la paura. Coinvolgente e terribile.

La storia di "Un Uomo", Alekos Panagulis
Un eroe, un poeta, un rivoluzionario. Una vittima. 

Un inno all'indipendenza. Che è inevitabilmente solitudine. E diventa pericolosa, mortale, quando per essere liberi si diventa anche scomodi. Un invettiva contro i poteri, tutti i poteri, alle tirannie, tutte le tirannie, che sono tutte irrimediabilmente, pericolosamente, dolorosamente uguali a sé stesse. Cambiano solo il colore della propria bandiera. Ma come camaleonti, rimangono identiche. 

Un'invettiva contro il gregge, quel popolo che non sa essere persona, che non sa affermare sé stesso e segue il potere di turno perché "tengo famiglia", e che fugge dalla libertà perché non la sa desiderare, non la sa amministrare, non la merita in fondo.

Dove finisce il romanzo, dove inizia la Storia? Fusione di epica e cronaca. Una vera tragedia greca. Amore e morte. Soprattutto morte.
Non importa il contorno romanzato, salta all'occhio l'orrenda realtà. Non cambierà nulla. Chi davvero vorrebbe cambiare le cose rimane solo, isolato, e solo per il breve tempo di un funerale il gregge sembrerà accorgersi della perdita. Per poi tornare a belare tranquillo. Senza disturbare i padroni.

"Molti intellettuali credono che essere intellettuali significhi enunciare ideologie, o elaborarle, manipolarle, e poi sposarle per interpretare la vita secondo formule e verità assolute. [...] Con l'ottusità dei sacerdoti non riconoscono che, una volta sposati all'ideologia, e peggio ancora se sposati all'ideologia con un matrimonio che esclude l'adulterio e il divorzio, non si è più liberi di pensare.  [...] Ergo, per fare i coerenti costoro diventano incoerenti anzi disonesti."


Si può andare al di là di qualsiasi strumentalizzazione, e leggere il messaggio della Fallaci come un invito a pensare.
Romanzo durissimo. Molto bello. Da leggere.



TESTIMONE INCONSAPEVOLE - Gianrico Carofiglio

Un romanzo scorrevole e piacevole. Divertente, non troppo leggero.
Un avvocato alle prese con la propria vita cade in depressione.
Un cliente impossibile, accusato dell'omidicio di un bambino di 9 anni.
La personale battaglia dell'avvocato per ritrovare un equilibrio si intreccia con la disperazione dell'indiziato, che è letteralmente chiuso in trappola. La storia evolve, e si legge con piacere fino in fondo.

Un romanzo simpatico e veloce. 

"Secondo te, qual è la qualità più importante per una persona?" "Il senso dell'umorismo. Se hai il senso dell'umorismo - non l'ironia, o il sarcasmo, che sono un'altra cosa - non ti prendi sul serio. E allora non puoi essere cattivo, non puoi essere stupido e non puoi essere volgare. Se ci pensi, comprende quasi tutto [...]"

 " ... è la teoria che determina ciò che osserviamo. Che cosa significa? Significa che se abbiamo una teoria - una teoria che ci piace, che ci soddisfa, che ci sembra buona - tendiamo ad esaminare i fatti attraverso quella teoria. Piuttoso che osservare obbiettivamente tutti i dati disponibili, cerchiamo solo conferme a quella teoria."

"Appassionarsi e nutrire aspettative sono due cose pericolose. Ci si può fare male, o anche molto male. [...]"

Piccoli avvenimenti, molte riflessioni, una storia semplice, senza grandi colpi di scena. Le pagine scorrono, è un libro accattivante, breve e poco impegnativo.

giovedì 30 luglio 2015

AD OCCHI CHIUSI - Gianrico Carofiglio

L'Avvocato Guerrieri alle prese con un nuovo caso. Una donna con un ex-marito violento e potente. Una cliente che nessun altro avvocato vuole assistere. Minacce velate ma non troppo, giochi di potere. 

La vita personale che si intreccia con quella professionale. 

Romanzo piacevole, si legge in poco tempo. Coinvolge, non impegna. 
Il tema, fin troppo attuale. Violenze domestiche, violenze le cui vittime sono donne in quanto donne. Vite in cui non tutti gli uomino sono aguzzini, ma segnate per sempre da coloro che aguzzini sono, e impuniti. 

"Il nome  sui documenti glielo avevano dato i suoi genitori naturali. Qualunque cosa significhi la parola naturale per un padre che fa quelle cose alla sua figlia bambina. E per una madre che glielo lascia fare, fingendo di non vedere, di non sentire."

Spunti di riflessione, storia che scorre. E' un autore piacevole, Carofiglio.

martedì 28 luglio 2015

LA FIGLIA OSCURA - Elena Ferrante

Elena Ferrante scrive in apnea. E si fa leggere tutta d'un fiato.
Un'altra donna confusa, ansiosa, difficile. 
Insegna all'Università, madre di due figlie ormai grandi. Non giovane, non ancora vecchia.
In bilico fra tre generazioni, sbilanciata verso quella che l'ha preceduta o quella che la segue, poco incline a seguire la propria. 
Un fiume di pensieri, azioni insensate, l'inseguimento di un significato.
Una vacanza solitaria, vite di altri che intreccia alla propria, sentimenti e sensazioni profondi ed assurdi.

"Un colpo improvviso, alla fine, è solo meraviglia e sofferenza"

"I maschi hanno sempre qualcosa di patetico, a ogni età, Una protervia frgile, un'audacia pavida. Non so più, oggi, se mi hanno mai suscitato amore o solo un'affettuosa comprensione per le loro debolezze".

"Per di più, nel frattempo, il mondo non era affatto migliorato, anzi era diventato più cattivo verso le donne. Lei - me l'aveva detto - per molto meno di quello che avevo fatto io anni prima rischiava di essere scannata"

Un romanzo breve, si legge in poche ore. Ottimo per un pomeriggio di svago.

domenica 26 luglio 2015

IL BAMBINO CON I PETALI IN TASCA - Amosh Irani

Un romanzo tristissimo. Delicato, molto bello.
Ma inesorabilmente tragico, amaro. Triste. 
Chamdi è un bambino che ha vissuto sempre in orfanatrofio, nell'immensa, insidiosa, contraddittoria Bombay.
Vive di sogni e speranza, nel suo mondo protetto all'ombra della bouganvillea che cresce nel cortile. Sogna un posto nuovo, "Kahunsha", la "città senza tristezza".
L'orfanatrofio sarà presto chiuso, l'immobile deve passare di mano. La direttrice gli consegna il panno in cui era avvolto quando un uomo lo ha depositato lì, dieci anni prima.
Chamdi scappa, una notte decide di andare a Bombay alla ricerca di quell'uomo, probabilmente suo padre. 
Lì inizia la vita da ragazzo di strada, e cerca di dare un senso all'orrore con i suoi occhi di bimbo. Ma un senso probabilmente non c'è.
Un romanzo durissimo. E piuttosto crudo. L'autore descrive gli odori, gli umori, gli orrori. In modo tanto semplice ed altrettanto efficace. Vero, reale. Immagini vive e raccapriccianti. 



Consigliato a chi ha lo stomaco forte. 
Una lettura coinvolgente e terribile.



mercoledì 22 luglio 2015

LA RABBIA E L'ORGOGLIO - Oriana Fallaci

Quanta rabbia! Quanta indignazione. 
Un fiume di parole che trascinano. Una grande scrittrice. Una grande donna. 
Pur non condividendo appieno il suo punto di vista, non si può non ammirare la carica, lo stile, la preparazione e la forza di questa giornalista nata nel 1929. 

Libro di cui avevo sentito parlare molto, che ho visto in troppe occasioni citato a sproposito. Finalmente l'ho letto. E ne ho apprezzato molti aspetti. 

Un'interpretazione che forse l'autrice non condividerebbe, che non può contestare e che probabilmente non leggerebbe nemmeno, se fosse ancora viva. 
Non è, come molti sostengono, un manifesto della "Destra" più estrema. Condanna senza appello Fascismo e Nazismo, condanna i totalitarismi, tout court.
Nè si fa portavoce di un "cristianesimo" opposto all'estremismo islamico.
La Fallaci si dice atea, "irrimediabilmente atea".

Con toni feroci e travolgente furore, la Fallaci si scaglia contro chi non vuole comprendere che la guerra iniziata con gli attentati dell' 11 settembre è seria, pericolosa e "globale". 
Non ne fa una questione di razza, di colore, di patriottismo cieco (anche se inneggia ed ammira il senso di appartenenza che è degli Americani e che manca del tutto agli Italiani), con buona pace di coloro che pretendono di usare anche queste sue parole per giustificare violenza e xenofobia. 

Si scaglia contro il mondo musulmano, affermando che non esiste un islamismo moderato. 

"Al mondo c'è posto per tutti. A casa propria tutti fanno ciò che gli pare. E se in alcuni paesi le donne son così cretine da accettare il chador anzi il lenzuolo da cui si guarda attraverso una fitta rete posta all'altezza degli occhi, peggio per loro. Se sono così scimunite da accettare di non andar a scuola, non andar dal tottore, non farsi fotografare eccetera, lo stesso. Se sono così minchione da sposare uno stronzo che vuole quattro mogli più un harem pieno di concubine, idem. Se i loro uomino sono così grulli da non bere la birra e il vino, pure. Non sarò io ad impedirglielo. Sono stata educata nel concetto di libertà, io ... "

Leggendo queste parole viene spontaneo alzare un sopracciglio, pensare che questa grande giornalista forse è un po' tropo piena di sé per guardare alla realtà con occhio serenamente critico.
Ma poche pagine oltre, racconta dell'esecuzione di tre donne, coperte da capo a piedi così da non sembrare nemmeno degli esseri umani, giustiziate senza pietà di fronte a testimoni indifferenti. 
E scrive: 
"Rammento e capisco che le tre donne al mercato sono state uccise perché erano andate dal parrucchiere. Capisco insomma che si trattava di tre combattenti, di tre eroine, e dimmi: è questa la cultura cui alludi quando parli solo di contrasto fra le due culture? Eh, no, caro mio: no. Distratta dal mio amore per la Libertà ho incominciato il discorso affermando che al mondo c'è posto per tutti e mia madre diceva il-mondo-è-bello-perché-è-vario. Che se alcune donne sono così sceme da accettar certe infamie, peggio per loro: l'importante-è-che-certe-infamie-non-vengano-imposte-a-me. Ma ho detto una cosa ingiusta. Perché a far quel ragionamento ho dimenticato che la Libertà scissa dalla Giustizia è una mezza libertà, che difendere la propria libertà e basta è un'offesa alla Giustizia. E implorando il perdono delle tre eroine, di tutte le donne giustiziate seviziate umiliate o sviate dai figli di Allah, sviate al punto di unirsi al corteo che calpestava i morti dello stadio di Dacca, dichiaro che la faccenda mi riguarda eccome."

Dura, la Fallaci. Durissima.
La storia non può essere cancellata, dice.
"E sempre a proposito di chi finge di ignorarla o dimenticarla: non lo rammenta nessuno l'ammonimento di Karl Marx "La religione è l'oppio dei popoli?" Non ne tiene conto nessuno del fatto che tutti i paesi islamici, tutti, sono retti da un feroce regime teocratico?"

Ne ha per tutti, la Fallaci. 
Tuona contro l'incoerenza, l'opportunismo, l'ottusità de(gl)i  (ex) comunisti che tradiscono le idee per gli slogan, che difendono a spada tratta qualsiasi azione pur di non ragionare. Ruggisce contro i Governi italiani che si dimostrano incapaci, incompetenti, corrotti ed inadeguati. Sempre, in tutto. 

"Discorsino. Egregio signor cavaliere, io lo so che a udire quel che dico sugli ex-comunisti Lei ingrassa, gongola, come una sposa felice. Ma non sia ipaziente, La prego. Ce n'è anche per Lei. [...] E premesso ciò mi consenta (uso il Suo linguaggio, vede) d'esporre quel che in Lei non mi piace. Bè, non mi piace, ad esempio, la Sua mancanza di buon gusto e d'acume. [...]" 

"La disobbedienza civile è una cosa seria, non un pretesto per divertirsi e far carriera. Il benessere è una conquista della civiltà, non un pretesto per vivere a sbafo"

Un'invettiva gridata, scritta tutta d'un fiato che tutta d'un fiato si legge. 
E pur non condividendo in tutto e per tutto i contenuti di questa raccolta di appunti, di questo "articolo lungo", di questo discorso della Fallaci, non si può non apprezzarne la franchezza, la passione. 
E molte delle idee. Libertà, indipendenza, condanna di tutti i totalitarismi, dei fascismi rossi e neri, diritti umani. E necessità di uno Stato veramente laico. 
Perché di Religione si muore. Anche se alcune pratiche sono meno peggio di altre. E anche su questo non si può onestamente non essere d'accordo.

Chiude il libro il discorso che la Fallaci ha tenuto nel 2002 a Washington. Dopo 10 anni di assenza, ancora non intende presentarsi in pubblico.
"E il motivo non è quello malignamente fornito da chi non mi vuol bene: la malattia che chiamo l'Alieno, le mie rughe, l'età. L'Alieno lo tengo a bada. Gli ho fatto capire che se mi uccide muore con me, che quindi è meglio vivere con me. E per quanto vivere con me sia arduo, per ora ci sta. Le rughe sono le mie medaglie. Onorificenze che mi son guadagnata. E invecchiare è bellissimo. Perché, come
uso dire, a invecchiare si conquista una libertà che da giovani non avevamo. Una libertà assoluta. Data l'alternativa, inoltre, aver quest'età è la cosa migliore che potesse capitarmi. Che possa capitare a tutti". 
Ammirazione genuina. 

Libro da leggere. E su cui riflettere. Indubbiamente.


martedì 21 luglio 2015

IL SILENZIO DELL'ONDA - Gianrico Carofiglio


Romanzo "da spiaggia", si divora in poche ore. 
Storie appena accennate.
Un paziente psichiatrico che deve trovare il modo di togliersi dalla schiena il peso di una vita troppo intensa, troppo difficile, troppo finta, di un lavoro che si è impossessato di tutto il suo essere e che lo ha trasformato.  
Un Carabiniere sotto copertura, che da bambino aveva perso il padre, poliziotto.

Un ragazzino precoce e maturo, segnato a sua volta dalla perdita del padre, che vive solo con la mamma ed ha una vita interiore piuttosto profonta. 
 
Frammenti di vite che lentamente si ricompongono, dolori troppo grandi per poterli dire.
 "Non lo direi mai in pubblico - nessuno di noi lo direbbe mai, ma l'unico modo per spazzare via tutto il sistema e letteralmente mettere in ginocchio le mafie sarebbe legalizzare le droghe".

"I passi indietro derivano dalla paura del cambiamento. Se si convive a lungo con la sofferenza, alla fine essa diventa in qualche modo parte di noi. Quando cominciamo a star meglio, quando cominciamo a staccarci dalla sofferenza, viviamo degli stati d'animo contraddittori. Da un lato siamo contenti, dall'altro ci sentiamo in difficoltà perché ci manca qualcosa che faceva parte della nostra identità e comunque garantiva una forma di equilibrio".

"Aveva sempre considerato la lettura un'attività che richiedeva impegno, programmazione, tempo. Una cosa riservata solo a chi poteva permettersela. Adesso invece veniva fuori che leggere era - poteva essere . come bere, mangiare, camminare o respirare".

Un romanzo scorrevole. Ottimo per una giornata di ozio estivo.



lunedì 20 luglio 2015

NON C'E' OMBRA CHE SIA PIU' OSCURA - Fabrizio Rizzi

"Non c'è ombra che sia più oscura".
La depressione, le patologie psicologiche in genere? Qual è quest'ombra che si addensa sulla protagonista?

Un romanzo psicologico, forse più propriamente un'allegoria in forma di romanzo. 
Si legge. Fin troppo esplicito se si mastica un po' la materia, contiene diversi spunti di riflessione che possono diventare interessanti.

 Marta è una signora che non esce di casa da mesi. Ha un marito, una figlia, una vita agiata. Eppure qualcosa non va. Tra le pagine oniriche di questo romanzo si ritrova il filo della sua storia.

"Ma prima devo sapere. Devi dirmi la verità. Solo dopo potrò essere davvero libera di decidere

"Qualunque cosa sia, la verità è sempre meglio del silenzio, dei segreti pesanti che corrodono la vita".

Interessante la postfazione dell'autore.
"Perché questi nostri sono tempi difficili, sono tempi di confino sempre più esteso. Troppo del nostro vivere sembra essere organizzato in funzione di questa sorta di non-pensiero. Laddove non siano le dipendenze, i disturbi alimentari oppure l'espressione psicosomatica a farsene carico, sono le fobie e gli attacchi di panico i modelli psicopatologici più evidenti e frequenti di questa fuga verso l'esterno, il più possibile lontano dallo scenario interno del conflitto psichico. 
Pensare è fatica. Sentire - soprattutto il dolore mentale - ancor di più".

Pensare è fatica. 
Ma porta soddisfazione.


domenica 19 luglio 2015

L'UCCELLO CHE GIRAVA LE VITI DEL MONDO - Haruki Murakami

In Cammino con un Libro
Un trentenne ha lasciato il lavoro, e si occupa delle faccende domestiche, in attesa di ricominciare a lavorare. 
Il gatto della moglie non è tornato a casa, nelle ultime settimane. 
Arrivano strane telefonare, il protagonista inizia a fare incontri particolarissimi. L'atmostera è misteriosa ed onirica. E' complicato distinguere il reale dal pensato.
Quando anche la moglie Kumiko non torna a casa una sera, né il giorno dopo, lui si trova di fronte numerosi stranissimi misteri. 
Incontra personaggi singolari ed irreali, vive esperienze tra il fisico e lo psicologico. 
Murakami è maestro nel descrivere mondi paralleli che si sovrappongono e si mescolano. La dimensione magica ha poco a che vedere con il concreto, è metafora intricata ed avvincente.
Un romanzo che attira nel suo mondo surreale, in fondo ad un pozzo asciutto dove tutto sembra possibile.
Molto bello. Lettura coinvolgente ed avvincente.

lunedì 29 giugno 2015

I GIORNI DELL'ABBANDONO - Elena Ferrante

Non è un romanzo. E' un incubo liquido. 
Si legge in apnea, toglie letteralmente il fiato.

Olga viene lasciata dal marito, improvvisamente, lei non aveva colto i segnali. 
Lui se ne va. Rimane una casa, con due bambini ed un cane, di cui prendersi cura. In un momento in cui l'unica cosa che conta sarebbe prendersi cura di sè. E senza esserne in grado.

Il ritmo è incalzante, l'angoscia esce dal libro per penetrare in chi legge. Una scrittura veloce, rapidissimo è il tempo, sembra di leggere frasi scandite al metronomo. 
Una storia come tante. Per questo verissima. 

La protagonista narratrice è una persona a brandelli. Si racconta di getto, ma il ritmo è studiato. Riesce a farsi amare ed odiare. Suscita sentimenti contrastanti. Comprensione, affetto, commiserazione, pena, rabbia, insofferenza, urgenza, ... 
Ansia ed angoscia sono le direttrici di orchestra di questo onirico racconto terribile.

Al dolore per la separazione subita, si aggiungono i "problemi di immagine". Perché una donna è pur sempre una donna, è un po' meno che persona. Per gli altri, ma anche per sé.
Ed il peso è ancora più gravoso. Personale. Sociale riflesso. Personale amplificato.

"Da adesso sarebbe stato così, io sola per le responsabilità che prima erano di entrambi".
"Evita di assomigliare alle donne in frantumi di un libro famoso della tua adolescenza".

"... sentii in ogni angolo del corpo i graffi dell'abbandono sessuale, il pericolo di affogare nel disprezzo di me e nella nostalgia di lui."

"Le donne senza amore dissipavano la luce degli occhi, le donne senza amore morivano da vive. [...] Racconto e maldicenza e cucito: io ascoltavo."

"Una donna può facilmente uccidere per strada, in mezzo alla folla, lo può fare più facilmente di un uomo. La sua violenza sembra un gioco, una parodia, un uso improprio e un po' ridicolo della determinazione maschile a fare il male"

"Il successo dipende dalla capacità di manipolare l'ovvio con precisione di calcolo".

E' un romanzo impegnativo. Emotivamente forte.
Da leggere solo se si accetta e sopporta l'incontro con anime rotte.






sabato 27 giugno 2015

IL LATO OSCURO DEL CUORE - Corrado Augias

Studiare psicologia ed imbattersi nella vita vera, quella che i manuali non possono descrivere davvero.
Clara, studentessa modello in cerca di occupazione. Un fratello intraprendente ma anche debole. Un padre che invecchia. Rimpianti.
Una signora che invita Clara ad ascoltare una donna, coinvolta in un caso di omicidio. Un incarico ufficioso.
Clara si imbatte così in unintreccio narrato da chi l'ha vissuto, e scopre il contrasto stridente della complessità di una persona rispetto alle storie di donne-pazienti descritte e semplificate dai "grandi" della psicoanalisi.
"Molte ipotesi cadranno, tutte però, comprese quelle poi superate o contraddette, contribuiranno a fondare il metodo scientifico della ricerca psicologica". 

Un romanzo vario, veloce. 
Contrapposizione ed incontro di materie studiate e vite vissute. 
Povertà e ricchezza, materiali ed interiori, si scontrano e giustappongono.
"Era l'idea di verità a dividerli"
Quid est veritas? Est vir qui adest (è l'uomo che hai davanti).

Un omicidio, questa storia che emerge dalla protagonista, non del tutto consapevole. Un'altra donna usata, perduta. Uomini dalla personalità debole e dai modi prepotenti. 
Solitudine.
A lato, una relazione più sana, che il timore rende leggera. Un incontro di anime e cervelli. Che si allontaneranno per poi (forse) ritrovarsi.

"Mia madre apparteneva alla generazione nella quale le donne non si ponevano nemmeno il problema di essere indipendenti. Libere erano solo quelle nate ricche e le puttane. Tutte le altre si sposavano con chi se le pigliava. Si fa presto a dire che le femministe sono ridicole. ... "

"... la disperazione è come un sonnifero, ti prende e ti culla, t'addormenta con giorni sempre uguali, con quel marito, quella vita ... "

"Forse la vera pena d'invecchiare è non incontrare più nessuno che s'interessa a te".

"Le peggiori umiliazioni le avevo avute facendo la moglie"

"Le donne, da secoli, sono portate a pensar male di sé. E' stato insegnato loro che sono deboli, dipendenti per natura, paurose, fragili, bisognose di protezione e di guida. Alcuni di questi insegnamenti, ripetuti per generazioni, sono entrati a far parte dell'inconscio femminile".




giovedì 25 giugno 2015

IL BORDO VERTIGINOSO DELLE COSE - Gianrico Carofiglio

Metti che un giorno, per caso, tu legga un articolo su un giornale. Metti che questo ti colpisca, e ti induca a tornare nei luoghi dove hai trascorso la tua infanzia. Non sai nemmeno bene perché.
Il caso. Ed il tempo.

Il presente è per definizione legato al passato.
Il protagonista, oggi, e lo stesso protagonista, ieri. Molto tempo fa.



Un viaggio tra luoghi, pensieri, persone che a distanza di anni non sono più, anche quando ci sono ancora.


"Se i fatti contraddicono la teoria, tanto peggio per i fatti", per dirla con Hegel.

"Ti torna in mente una frase letta anni fa: non guardate indietro, ci siete già stati. Allora ti era parso uno spunto arguto. Magari un po' new age, ma arguto. Adesso ti chiedi se poi è vero che ci siamo già stati. Non sei così sicuro, non lo sai bene cosa c'è da quelle parti."


Un finale sospeso: "Chissà cosa succede poi, dopo aver parlato. Dopo l'ultima pagina, quando il romanzo finisce."

Un romanzo "mangiato": lo stile è più che scorrevole, il racconto sembra familiare.
Molto bello. Veramente molto bello.

Peccato per questa edizione, che contiene degli errori imperdonabili.
Mancano intere pagine, ed alcune sono ripetute. 
Poco male per quelle stampate identiche due volte. Ma veramente impossibile tollerare che manchino interi frammenti.
Da pag. 163 a pag 164 (numerazione consecutiva), si legge: "E' im- tare la terra dell'olio e la regione più cool d'Italia" - manca qualcosa!
Da pag. 234 a pag. 235, stesso problema, si legge: "Andiamo a vedere il tuo negozio? zona della frutta e verdura. Entrambi indossano ... "

Non è ammissibile un coitus interruptus nella lettura! 


Ecco i brani mancanti, per chi ha acquistato questa edizione "difettosa", a completamento di un romanzo che merita di essere letto:  

Pag. 163-164
È impazzito, pensi mentre senti l’affanno crescere, i muscoli irrigidirsi, i movimenti diventare faticosi, lenti. Nonostante tutto, in un modo o nell’altro, rilanci il pallone ma questa volta il tiro è sporco e impreciso. Sul terreno non sarebbe un problema, basterebbe un innocuo balzo
laterale. Ma Angelo è in equilibrio su una ringhiera. Ci prova lo stesso, a raggiungere il pallone che viaggia verso il vuoto. La scena diventa più lenta, un rallentatore angoscioso e interminabile che dura fino a quando, davanti ai tuoi occhi inorriditi, Angelo perde l’equilibrio e precipita.    È in quel momento che ti accorgi dei tuoi genitori. Ci sono anche loro su quella terrazza, hanno seguito tutta la scena e adesso ti fissano, muti e tristi. Poi si voltano e vanno verso la ringhiera. Tu allora scappi via, perché non puoi guardare giù, tuo fratello immobile sul marciapiede, e pensi che non hai fatto in tempo. Non hai fatto in tempo. Non hai fatto in tempo.    L’angoscia e il senso di catastrofe irreparabile non passano con il risveglio e si diradano solo quando ti stacchi fisicamente dal letto. Lo sai che è un comportamento infantile e superstizioso ma la prima cosa che fai è prendere il telefono e chiamare tuo fratello. Il cellulare è staccato. Non sarà nulla, ti dici. Angelo a quest’ora è in ospedale, e starà facendo il giro delle visite dei ricoverati. Reprimi a fatica uno sciame di pensieri spiacevoli e gli lasci un messaggio. Ciao, sono io, mi chiami quando hai un minuto?    Poi vai a fare colazione e questa volta la cucina non è deserta e silenziosa. Ci sono due turiste danesi, venute a visitare la terra dell’olio e la regione più cool d’Italia.
 
Pag. 234-235
Il suo negozio si chiama Bio-Logie. È una specie di piccolo e confortevole supermercato, fatto di legno chiaro, di bottiglie colorate, di saponi, di un settore dove ci sono abiti dalle tinte tenui e rassicuranti, di un altro settore con frutta, verdura e vasetti con piante. C’è una musica di sottofondo e ci metti un po’ a capire che è un arrangiamento jazz della Marcia Turca di Mozart. Cioè tutto fuorché quella che definiresti una musica di sottofondo. Nell’aria aleggia un profumo accogliente.    «Cos’è questo profumo?»    «Ti piace?»    «Molto. Fa venir voglia di rimanere qui dentro.»    «L’idea è questa. È una fragranza che ho creato io, proprio qualche settimana fa. Rosa bulgara, kumquat, yuzu, patchouli e una punta, giusto una punta di gelsomino per tenere in equilibrio gli altri quattro.»    «Yuzu?»    «Yuzu. È una specie di mandarino aspro.»    «Lo vendi? Il profumo, intendo, non il mandarino aspro.»    Lei ride.    «Sì, lo vendo. Ma se ti comporti bene, a te lo regalo. Quanti anni sono che non ci vediamo?»    «Almeno una ventina, direi.»    «Già, una ventina. Non ci posso credere. Va bene, dài un’occhiata in giro. Io sistemo alcune cose e poi sono da te.
Così Stefania scompare nel retro e tu ti guardi intorno. A quanto pare ci sono due dipendenti: una ragazza alta e magra alla cassa e un signore sulla sessantina nella zona della frutta e verdura.


mercoledì 3 giugno 2015

AURAMALA - Ivan Fowler

Spionaggio, segreti, intrighi. 
Nell'Europa trecentesca, due agenti segreti a servizio del Re di Inghilterra hanno un missione da compiere, che li porterà in Italia. 
Personaggi interessanti, storia intrigante.
Una ricostruzione storica attenta, luoghi e situazioni reali. Personaggi inventati incontrano persone davvero esistite.

"...possedeva una qualità strana, neutra, quasi infantile, come fosse un innocente stanco degli affanni mondani, sebbene Fra' Demetrio sapesse che si trattava di una contraddizione in termini. Il Gallese sembrava consapevole della propria semplicità d'animo, e si era rassegnato alla propria ingenuità in quel mondo di lupi da molti, molti anni. Molte persone perdevano la propria innocenza nel preiso istante in cui se ne rendevano conto, ma non il Gallese.

"I poveri e gli innocenti meritano carità, non violenza"
"Il denato può ripagarti della miseria e della paura?"

 Messaggi incodice, identità celate. 
Il potere della Corona di Inghiltera, tra mito, onore e magia. 

Avvincente, interessante, a tratti commovente. 
Un bel romanzo.