giovedì 12 maggio 2016

AVVENTURE DELLA RAGAZZA CATTIVA - Mario Vargas Llosa

Ricardo ha 15 anni, nel 1950. E' un adolescente peruviano che si appresta a vivere l'estatqe "più favolosa di tutte", e che si innamora di una ragazza sensuale e misteriosa, la cilena Lily, che si accompagna con lui senza mai accettare di diventare davvero la sua fidanzatina fino al giorno in cui improvvisamente lei non da più notizie di sè.
Dieci anni dopo Ricardo è in Francia alla ricerca di un lavoro, con l'unica ambizione di "morire vecchio a Parigi". 
Qui incontra Arlette, aspirante rivoluzionaria di passaggio diretta a Cuba. Il copione si ripete. Lei si concede a lui, ma non gli dice mai di sì.
La niña mala, la ragazza cattiva, abbandona nuovamente Ricardo, che si butta a capofitto nello studio delle lingue e nel lavoro di interprete per perseguire, tanace, il proprio obiettivo: vivere a Parigi. 

Un uomo tranquillo, un niño bueno,  che conduce una vita tranquilla, appena toccata dalle follie, gli ideali, i colpi di testa altrui. Un uomo tranquillo che vive per la sua niña mala un amore assurdo, illogico, irrazionale, insensato, incomprensibile, che lo accompagna dall'adolescenza all'età adulta.

"Per tutti quanti è più difficile vivere nella verità che nella menzogna. Ma anche di più per qualcuno nella sua condizione. Le costerà molto abituarsi di nuovo alla verità".


Un romanzo intenso e piacevole, che percorre la seconda metà del '900 tra Europa e America Latina, tra rivoluzioni fallite e colpi di stato riusciti, e vede la nascita ed il crollo di ideali e speranze.
Coincidenze improbabili, la fantasia del racconto si fonde con la realtà del periodo storico. 
Narrazione lucida e distaccata, stile scorrevole.



martedì 10 maggio 2016

CHI E' MORTO ALZI LA MANO - Fred Vargas

Un romanzo giallo intrigante e divertente.
Particolarmente piacevole lo stile dell'autrice, e molto originale la caratterizzazione dei personaggi. 

Tre giovani ricercatori, tre storici "nella merda", ragazzi molto particolari, che si muovono e parlano in modo personalissimo.

"[...] E che cavolo, possibilie che non hai mai freddo?"
"Non sono nudo, ho i sandali" - rispose pacatamente Mathias

Lo zio e "padrino" di uno di loro, che li ha ironicamente battezzati "i tre evangelisti", per via dei loro nomi: Mathias (Matteo), Marc (Marco), Lucien (Luca).  

E' un giallo, molto altro non si può dire. Un mistero che prende l'avvio da una curiosa apparizione, un mattino, in un giardino.

Il resto è da gustare. Mistero e divertimento ben miscelati. Piacevolissima e rapidissima lettura. Un giallo che si mangia in meno di un giorno.


lunedì 9 maggio 2016

PARIS KEBAB - Marco Trucco

Un romanzo crudo, trama attualissima.
Protagonista e narratore è un ragazzo, un giovane fratello islamico. Allontanato dallla famiglia ancora bambino, lascia il Marocco. Viene raccolto e protetto ad Algeri da un Imam, che dopo averlo istruito lo invia in Francia.
Raggiunge Parigi, giovane adulto duro e deciso, ingenuo e sprovveduto.

Protagonista di questo lucido ed intenso romanzo è anche la guerra totale dell'Islam, con la sua "organizzazione internazionale [...] al di sopra degli Stati e delle Istituzioni".
Una guerra spietata, come tutte le Guerre, ma diversa nelle modalità di azione, perché l'esercito di questo Stato si muove nell'ombra, mescolandosi alla gente comune, in tutto il Mondo.
Una guerra con le sue ragioni e le sue contraddizioni, i suoi pretesti che servono a convincere e reclutare la truppa. Ed i suoi generali e strateghi che non si sporcano le mani e una coscienza non ce l'hanno.
Vittime e carnefici si sovrappongono fino a coincidere, e rappresentano due facce di una stessa medaglia, due volti di una stessa persona. 

Narrazione impietosa e distaccata, che coglie la molteplicità di sentimenti che muovono le persone. Interessante il punto di vista di un giovane islamico a Parigi, che vive e fa rivivere la sua storia passata e presente. Interessanti le sue ingenue riflessioni, le sue spinte emotive e concrete.

Questo racconto a cavallo tra realtà e fantasia propone a chi legge una riflessione sulle motivazioni e le spinte che inducono i singoli ad agire per conto proprio o di altri, apre interrogativi sul rapporto tra l'individuo e l'organizzazione, lo Stato, la comunità cui appartiene o sente di appartenere. 
E' interessante da questo punto di vista. 

"Lungo la strada non facevo altro che pensare [...] al valore che hanno gli affetti se sull'altro piatto della bilancia si pesano denaro e benessere".

"E' sorprendente come si cerchi nel disagio ciò che al contrario è organizzazione e metodo. I margini della società per gli occidentali sono il seme della morte; lo sconosciuto, uno spettro. Nella familiarità non guardano, non vedono grazie al velo di Allah.
Ci vorrà molto tempo prima che capiscano che bisogna alzare lo sguardo e guardare dritto negli occhi quelli che sembrano porci come loro."

"Quando non capisci e tutto ti precipita attorno, stai veramente male. Ti viene da impazzire, il tuo cervello vuole andarsene, non è un grado di comprendere il perché di tutto ciò che ti sta succedendo".  

"Cosa vuoi raccontare! Siete tutti uguali, parlate di pace e uccidete per il denato e il potere. Bush e Bin Laden dicono la stessa cosa, vogliono eliminare il male nel mondo. Cos'è il male se non l'uomo che compie gesti efferati nei confronti di un altro uomo?"

"Cosa resta di noi, se non il ricordo di ciò che siamo sembrati agli altri? Ideali, religione, pelle e sapere sono solo dettagli che ci paiono montagne e costruiscono il concetto di differenza tra uomo e uomo." 

"Comprendeva come fosse necessario offrire qualcuno da odiare. Doveva cercare di dare un nemico da combattere ai media [...]"
 
Il male che genera male, in un circolo vizioso per interrompere il quale serve un punto di vista diverso, una chiave di lettura completamente nuova. Che sembra non voler essere cercata. 

Qualche refuso nel testo, qualche errore di stampa, che non impedisce comunque di apprezzarlo. 

Un romanzo di piacevole e scorrevole lettura, nonostante e forse proprio per, il contenuto non facile da affrontare.








martedì 3 maggio 2016

INSCIALLAH - Oriana Fallaci

Pesante, questo romanzo. Pesante e duro, eppure molto bello.
L'assurdità della guerra, che è tale anche se camuffata da "operazione di pace".

La Fallaci si beffa di chi la guerra la fa, i suoi soldati sono caricature, sono goffi, sono ridicoli, sono sanguinari, sono sciocchi, sono strateghi, e sono tremendamente umani. 

I soldati odiano la guerra.
I soldati amano la guerra.
Uomini raccontati attraverso la guerra. 

Che dire di questo romanzo. Faticosa la lettura, soprattutto quando i personaggi si esprimono in lingue diverse, compresi diversi dialetti italiani, e pure in latino, e di seguito Fallaci traduce. Difficile seguire il corso dei pensieri di questi personaggi che sono insieme reali e inventati.

Eppure è un libro che si legge volentieri, che non si vuole lasciare a metà. 

Il contingente italiano in Libano, è a Beirut ufficialmente per una "missione di pace". Ma è un nome che si da agli interventi militari per non spaventare i soldati, le loro famiglie, per tenere quieta l'opinione pubblica. Missione di pace.
Andiamo, armati fino ai denti, a portare la pace. E quanto stupore, quando si scopre di essere invece in piena guerra. Con il richio concreto di non tornare a casa vivi.

"La prossima guerra non sarebbe scoppiata tra ricchi e poveri: sarebbe scoppiata tra guelfi e ghibellini cioè tra  chi mangia carne di maiale e chi non la mangia, chi beve il vino e chi non lo beve, chi biascica il Pater Noster e chi frigna l'Allah russillallà" - Pistoia, si torna alle Crociate, Pistoia, borbottava sempre Gassàn. E a volte aggiungeva - O ci siamo già tornati?

"Se hai il cuore a pezzi e sei così disperato che non ti riesce aprir bocca, invece, non se ne accorgon neanche. Eppure il dolore dell'anima è una malattia molto più grave della gamba rotta e della gola infiammata, le sue ferite sono assai più profonde e pericolose di quelle provocate da una pallottola o da una scheggia. Sono ferite che non guariscono, quelle, ferite che ad ogni pretesto ricominciano a sanguinare".

"Gli era parsa così irreale la frase siamo-alla-guerra-qui. Perchè malgrado i film sul Vietnam e i giornali e i mesi di addestramento in caserma, non riusciva cogliere il significto della parola guerra. Non riusciva a capire che roba fosse. Stanotte sì, invece. Poteva dirlo che roba è. E' una malattia che sciupa dentro, un cancro che si mangia il cuore, una lebbra che imputridisce l'anima e induce la gente a far cose che in pace non farebbe mai". 

Un impietoso racconto che attraverso personaggi e comparse fornisce uno spaccato della vita alla guerra. Una descrizione della stupidità umana, dell'inutilità dell'essere e dell'amare di fronte all'inganno, la rabbia, l'odio cieco.
Con la sua proverbiale durezza l'autrice ricorda che la guerra è un gioco stupido e assurdo, dalla quale non si esce vincitori mai. 



martedì 5 aprile 2016

I CANI E I LUPI - Irène Némirovsky

Una bambina ebrea vive in una città Ucraina nel ghetto riservato agli ebrei poveri. 
Carattere introverso, un talento per la pittura ed i sogni ad occhi aperti, subisce la vita che la travolge conservando la propria volontà.
Un desiderio la accompagna dall'infanzia per tutta l'adolescenza e l'età adulta. Con la pazienza e la rassegnazione che il tempo rende determinazione rimane ancorata a quel sogno.
Una vita trascorsa assaporando piccole gioie e attraversando grandi cambiamenti.
Il contrasto tra la ricca borghesia e le famiglie povere, che si acuisce anzichè annullarsi nella consapevolezza di appartenere ad una stirpe comune, ad un destino comune.
In Ucraina come a Parigi, dove si rifugia con i cugini nel 2014 a seguito delle sommosse popolari antisemite, il razzismo, la diffidenza, il classismo dividono le persone.

Ada Sinner è un carattere forte, indomito, è una ragazza che affronta la vita così come viene, eppure non la subisce del tutto.

" ... essi erano .. ah! Erano degli stranieri. Eco, questa parola diceva tutto. Degli esseri indecisi, senza radici, degli emigrati, persone sospette."

"Esistono persone che sono senza età, e io sono così. Ero una vecchia a dodici anni, e avrò i capelli bianchi quando, nel mio cuore, sarò ancora esattamente la stessa di oggi. Perchè vergognarsi?"

"Quella povertà, quella solitudine, e la coscienza, allo stesso tempo, di essere, se non al di sopra degli altri, quantomeno distante, che il talento dà alla creatura abbastanza sfortunata da possederlo."

"Sono libera, io. Posso lavorare tutta la giornata, se mi piace, o restare sdraiata senza far niente, senza che nessuno si preoccupi o mi chieda se sono malata. Posso passeggiare un pomeriggio lungo la Senna per guardare il colore dell'acqua, e so che, in tutta Parigi, nessuno si preoccuperà di sapere se sono morta o viva, se ritornerò la notte".



venerdì 1 aprile 2016

PENSARE L'ISLAM - Michel Onfray

Riflessioni approfondite e critiche, espresse da un pensatore che ha letto i tre libri "Sacri" cui si riferiscono i tre monoteismi.

Una lucida spiegazione che da conto di quanto sta accadendo, quali sono le origini degli attentati terroristici in Francia, e che dovrebbe indurre a riflettere sulle responsabilità e sulle possibili azioni-soluzioni per scongiurare (o meglio interrompere, terminare) una guerra (che è già in atto).

Atti terroristici o azioni di guerra? Chi risponde agli attacchi di chi? E come mai il mondo islamico sta (ora sì) minacciando il mondo occidentale (ebreo-cristiano). Una guerra di religioni?
Non esattamente, ma non è possibile prescindere da questo aspetto.

Onfray è un ateo che conosce le religioni meglio della stragrande maggioranza dei "credenti". 
E con lucidità e logica taglienti e dirette smaschera le contraddizioni contenute in tutti i testi sacri, dai quali secondo lui (ed è convincente!) non possiamo prescindere per comprendere ciò che sta succedendo, e le contraddizioni, la stupidità manifesta, l'incapacità della politica di far fronte ai problemi in modo concreto.

Un saggio che si legge d'un fiato, in poche ore.

"Il popolo è morto, sostituito da una plebaglia fabbricata dai mass media"
"... le folle non pensano, non riflettono, non analizzano, semplicemente si aggregano e camminano come un sul uomo dietro gli slogan. "Je suis Charlie" è uno slogan che ha impedito alla gente di pensare ... "

Ci ricorda, Onfray, che "Fino a quando non siamo stati noi ad aggredirli, nel 1991, i popoli dell'Iraq non ci minacciavano assolutamente. In compenso, i presidenti che si sono succeduti negli Stati Uniti avevano bisogno di trasformarli in nemici pericolosi per la sicurezza nazionale in modo da smaltire sul mercato le proprie armi"

Non è possibile ignorare il fatto che lo stato Islamico, che è Stato ed è Islamico, sta rispondendo ad una guerra dichiarata più di 25 anni fa dall' "Occidente". Non è possibile ignorare il fatto che siamo in guerra.

"Mi oppongo a qualsiasi politica di espulsione, per quanto omeopatica o mediatica. [...]
Occorre invece venire a patti con il reale. E il reale è rappresentato dai milioni di musulmani che vivono in Francia. Se vogliamo essere ideologici in materia di laicità, non dobbiamo far altro che recitare il catechismo: non si finanzia nessun culto. Il risultato di una simile presa di posizione darà che i culti verranno sponsorizzati da Paesi stranieri, che hanno tutto l'interessa afare dell'Islam una religione che combatte l'Occidente."

Interessanti, fondate, le argomentazioni di Onfray hanno spessore, derivano dallo studio approfondito di testi, dall'abitudine a pensare, dall'esercizio della logica, dalle analisi di testi e della realtà.

"La compassione impedisce spesso di pensare; pensare invece non impedisce mai di provare compassione."

"Solo uno stupido ha bisogno di veder combattere una guerra per capire che sarebbe meglio fare di tutto per non doverla combattere"

"Pensare diventa complicato quando le parole non hanno più significato"

"Quello che facciamo non viene mai compreso, ma solo lodato o biasimato" (Nietzsche)

Un libro per tutti, scorrevole, chiaro. Un'invettiva contro la stupidità, l'ignoranza, la morte del pensiero.
Questo sguardo obiettivo e ragionato su una realtà osservata e studiata induce a riflettere, fa venire voglia di approfondire.



martedì 2 febbraio 2016

KAFKA SULLA SPIAGGIA - Haruki Murakami

In Cammino con un Libro
Romanzo intrigante e complesso.
L'atmosfera onirica tipica di Murakami, storie che attraversano i confini dello spazio e del tempo.

Un ragazzo scappa di casa, si rifugia in una biblioteca. Un uomo di mezza età rimasto bambino segue un destino che non conosce ma riconosce.

Inquietante, simbolico, irreale eppure molto vero.

Murakami racconta storie che si intrecciano, storie di anime e simboli ed allegorie. I suoi romanzi sono dichiarate metafore, si articolano in dimensioni multiple del tempo, dei luoghi, dell'anima.

Con lui si leggono storie, si raccolgono riflessioni, si seguono significati che sfuggono restando avanti di un passo rispetto a chi legge e ad un passo dall'essere raggiunti.

Anche questo è un libro molto interessante. Consigliatissimo.

domenica 3 gennaio 2016

LA BUONA LOGICA - Paolo Legrenzi, Armando Massarenti

Un saggio divulgativo che contiene alcuni spunti interessanti, qualche "esercizio" di logica, alcuni suggerimenti teorici. 

Non è un testo di logica, non è un "libro dei giochi".

Un accenno al sillogismo, un accenno alla "fallacia logica", qualche esempio pratico quotidiano, alcuni riferimenti ai test per l'accesso alle università, o nelle selezioni per un posto di lavoro. 

Estremamente semplice, o meglio semplificato, può essere interessante per chi non si sia mai posto il problema di analizzare un'argomentazione in modo logico, e non solo "a sentimento", lasciandosi trascinare dall'emozione prevalente. 

" ... dissidio tra la comprensione dell'oggetto e ciò che la maggior pare degli uomini vuole vedere"

Interessante per chi volesse chiedersi per la prima volta che differenza c'è tra un'argomentazione (logica) ed un litigio fine a sé stesso. O volesse tentare di guidare il proprio pensiero a prendere in considerazione fatti e non opinione.

Per chi volesse imparare a pensare con la propria testa, in modo critico ed intelligente, una piccola guida alla logica. Ovvero al ragionamento. Alcune regole che possono (dovrebbero) essere applicate nella vita quotidiana.

Leggero, breve, divertente. 
Non è un testo per "addetti ai lavori", non è un testo per chi con la logica formale ed il sillogismo abbia già dimestichezza. 

 

domenica 27 dicembre 2015

LE CINQUE EQUAZIONI CHE HANNO CAMBIATO IL MONDO - Michael Guillen

Non è proprio un romanzo, e l'argomento può sembrare ostico, finché non si apre questo libro e non ci si immerge nei suoi contenuti.

Interessante. Non pesante, avvincente, persino divertente.

"Contrariamente alla convinzione generale, l'essere vivi è un fatto innaturale; in effetti, qualsiasi forma di vita esiste nonostante la più fondamentale legge dell'universo e non in conformità ad essa.

Newton, Bernoulli, Faraday, Clausius, Einstein.
Il racconto stringato e scorrevole di porzioni di vita, e di come questi scienziati abbiano superato le avversità per salire sulle spalle di giganti e regalare conoscenza, che si traduce in applicazioni pratiche, quotidiane.

Dalla legge gravitazionale, "quella forza che ci ha sempre permesso di restare con i piedi a terra", alla dinamica dei fluidi, che tra l'altro ci ha permesso di staccare i piedi da terra, attraverso la produzione di elettricità dal magnetismo, illuminante!, verso il principio della conservazione dell'energia, e, ahinoi, l'entropia dell'universo,  fino alla teoria della reliatività, ad un Universo basato su un'illusione ottica di dimensioni cosmiche,è intrigante percorrere frammenti di storia carichi di interrogativi, tentativi, esperimenti, riflessioni, risposte, rielaborazioni. E conoscere persone che non si sono accontentate di obbedire e di accettare dogmi e credenze, ma hanno seguito la propria curiosità per comprendere.

"Ma Platone non aveva previsto che, nel tentativo di liberarci dalle nostre paure, la scienza ci avrebbe liberato anche dai nostri dei."

"[...] per tutto il XVII secolo gli italiani - da Galileo Galilei a Evangelista Torricelli a Domenico Guglielmini - studiarono i fluidi meglio di qualunque altro popolo"
La scienza abbandonò l'Italia dopo la morte di Galileo, costretto dall' Inquisizione a rinnegare le proprie scoperte. 

"Nei primi anni di vita ero un individuo  con un'immaginazione molto fervida, capace di credere alle Mille e una notte né più né meno che all'Encyclopeaedia Britannica" [...] " . [Faraday]

"Tutto sommato, i pregiudizi erano più difficili da tollerare delle esplosioni chimiche".

Ciò che sembra comune buon senso spesso viene smascherato dalla scienza come comune insensatezza.

"Gli scienziati non erano poi troppo uniti [...], ma se non altro combattevano le loro battaglie a colpi di parole e cifre, e non con i coltelli e le pallottole".

Sul darwinismo sociale: "Anche se gli scienziati, compreso lo stesso Darwin, condannarono questa perversione di una teoria legittima, per gli imprenditori senza scrupoli dell'era industriale essa divenne una comoda giustificazione dello sfruttamento della povera gente".

Filosofia e scienza. E religione. Matrimoni per amore ed interesse, e separazioni mai convinte. 
La bellezze di un linguaggio universale, preciso e complesso, estetico come poesia. 

Citando Einstein: "In effetti è un vero miracolo che i moderni sistemi pedagogici non siano ancora giunti a soffocare la sacrosanta curiosità umana; perché essa è una piccola, delicata pianticella ... che ha soprattutto bisogno di libertà; senza questa, va sicuramente verso la rovina e la più completa distruzione."

Un promemoria, se ne fosse bisogno. Il progresso scientifico aiuta a comprendere segue un metodo che permette di mettere in discussione le scoperte precedenti, scartare quelle che si rivelano errate e costruire su quelle che invece rimangono valide. 
Le credenze basate su tradizione, "fede" e pigra osservazione senza riflessione vera non portano a nulla nella migliore delle ipotesi. Spesso regalano guai.
Bel libro. Lettura appagante.



mercoledì 23 dicembre 2015

CRONACA DI UNA MORTE ANNUNCIATA - Gabriel Garcìa Màrquez

"Datemi un pregiudizio e solleverò il Mondo"

Scoprire un classico ed apprezzarlo pienamente. Una delle piccole gioie della vita. Un romanzo spietato, crudo, terribile. 
Eppure scorrevole, interessante, piacevole da leggere. 

Tutti sanno che santiago Nasar sta per essere ucciso. I suoi assassini fanno di tutto per sbandierare il proprio proposito ai quattro venti, sembra cerchino disperatamente qualcuno che li fermi, che interenga per impedire il delitto.

Che invece si consuma.
"Nondimeno, tutto sembrava dimostrare che i fratelli Vicario non avevano fatto nulla di ciò che sarebbe stato utile per uccidere Santiago Nasar in maniera rapida e senza ostentazione pubblica, ma anzi fecero molto di più di ciò che era immaginabile perché qualcuno impedisse loro di ucciderlo, e non ci riuscirono".

Riflessioni acute, nella ricostruzione "a posteriori" di un delitto. Frammenti di testimonianze, stralci di verbali dell'udienza, note a margine scritte dal Giudice istruttore.
Un quadro surreale eppure realistico, tangibile, visibile, si delinea durante la lettura.
Sulla debolezza umana, sull'assurdità del vivere sociale. Spaccature profonde tra il sentito e l'agito.

Interessante romanzo, veramente bello.

giovedì 10 dicembre 2015

L' INCOLORE TAZAKI TSUKURU E I SUOI ANNI DI PELLEGRINAGGIO - Haruki Murakami

In Cammino con un Libro
"Si possono seppellire i ricordi, ma non si può cambiare il corso della storia"

Un giovane con una passione particolare e specifica, che lo porta a studiare lontano dal gruppo di amici che costituisce un'unità all'apparenza inscindibile. 
Gli amici che di punto in bianco lo allontanano, senza una spiegazione, senza preavviso.

Un percorso interiore per ricercare una verità ormai lontana e ritrovare la possibilità di vivere il presente. Ed un futuro che forse inizia a delinearsi.

"Cercare di conoscere il proprio valore è come pesare qualcosa privi di un'unità di misura."

"- .. per acquisire l vera "libertà di pensiero" di cui parli tu, bisogna essere in grado di farlo intenzionalmente, non inconsapevolmente. Giusto?
[...]
-  E' così, senza dubbio. Ma è una cos difficilissima, come cercare di fare intenzionalmente un sogno. Non è alla portata di tutti."

Di dolore, riflessioni, perdita e consapevolezza. Viaggio interiore obbligato per poter vivere pienamente una vita reale.
Un bel romanzo, coinvolgente ed intrigante come sanno essere le storie narrate da Murakami, in bilico tra sogno e veglia, tra interiorità profonda e normali, piccoli, pratici gesti quotidiani.


mercoledì 9 dicembre 2015

L'ARTE DI CORRERE - Haruki Murakami

In Cammino con un Libro

Murakami si racconta attraverso la sua passione per la corsa. Avere la fortuna di potersi dedicare alla scrittura a tempo pieno, averne fatto il proprio mestiere, ha un aspetto negativo: si tende a perdere la forma fisica, se non si fa qualcosa.

Murakami è Giapponese, ed ha una volontà ed un senso del dovere e della disciplina fuori dal comune. 
Racconta di allenamenti e maratone e di parole scritte, e di come si possa (sarà vero?) diventare "scrittore" quasi per caso.

Chissà che non riesca ad essere di ispirazione per movimentare un po' la vita sedentaria dei suoi lettori.

Un libro piacevole e scorrevole. Non è un romanzo, non c'è traccia dei mondi interiori che murakami descrive nelle sue storie. Esce il ritratto di un uomo pratico, pragmatico, metodico, meticoloso, razionale.

Mens sana in corpore sano, potrebbe essere il motto di questo libro, che Murakami definisce di "memorie", e per cui lui stesso trova alcuni slogan interessanti.

Di questi, è  "18 til I die" (avrò 18 anni fino alla morte) viene prontamente smussato con la considerazione secondo cui l'unico modo per avere 18 anni fino alla morte è morire a 18 anni.
Ineccepibile.

"Gli elogi mi fanno piacere, è ovvio. Sono infinitazmente più apprezzabili degli insulti. Tuttavia non penso che una forte volontà basti a ottenere ciò che si vuole. Le cose non sono così semplici, a questo mondo."

"Le stesse salite, quando faccio jogging al mattino, mi sembrano dolci pendii innocui ma, quando le affronto verso la fine di una maratona, si ergono davanti a me come muri. E si portano via senza pietà l'ulltima forza d'animo che avevo ancora in riserva."

"Non sono una persona, sono una pura e semplice macchina. E visto che sono una macchina, non ho bisogno di sentire proprio nulla. Devo solo andare avanti."

Murakami si racconta, ispira, riflette, ironizza.
E' un libro interessante sotto molti punti di vista, contiene spunti che vale la pena elaborare.


Propone anche il proprio epitaffio, Murakami.

"Se mai ci sarà un epitaffio sulla mia tomba, e se posso sceglierlo io, vorrei che venissero scolpite queste parole: 

Murakami Aruki
Scrittore (e maratoneta)
1949-20**
Se non altro, fino alla fine non ha camminato".



venerdì 4 dicembre 2015

ANTIGUA, VITA MIA - Marcela Serrano

Poco si può dire senza togliere il piacere della lettura a chi non l'abbia già assaporata. Un romanzo bellissimo, la cui trama è tutt'uno con la struttura.

Due donne, le protagoniste immancabili della Serrano. Due amiche, da sempre. Le loro vite che si incontrano, che scorrono parallele, si incrociano, si intrecciano, divergono, tornano affiancate, ma non si separano mai.

Due personaggi intensi, come sempre circondati da mille altri, diversamente caratterizzati.
Storie di vita che contengono piccole o grandi tragedie, affrontate con lo spirito delle donne latino-americane. La famiglia è una tribù, le passioni sono coinvolgenti e  totali, siano esse rivolte al lavoro, all'amicizia, all'amore.

Romanzo coinvolgente, appassionato, intenso, molto "latino". Un'ottima compagnia.

Qualche assaggio:

"... alla mia età, ormai si è imparato che esiste solamente la stupidità dei fanatici o il vuoto interiore che li rende tali".

"Se una è donna, è tremendamente faticoso farsi prendere sul serio in qualsiasi campo professionale"

"E' fondamentale distinguere tra il dolore e l'angoscia. L'angoscia paralizza, il dolore fa crescere. So quello che dico, credimi!"

"So cosa sta cercando di dirmi: il lavoro è l'unica cosa in grado di alleviare l'angoscia e di creare la distanza necessaria ad affrontare il mondo esterno."

"Sai una cosa, Javier? A noi donne è stato insegnato dalla notte dei tempi a temere la solitudine".
[...] "Ci hanno rinchiuso dentro castelli circondati da fossati, in torri solitarie, in mezzo ad acque solitarie, un incubo, noi là dentro. Sole. Ma ci hanno ingannato, come su tante altre questioni. Perché, per quanto il fossato possa essere fonte d'angoscia, in fondo in fondo ci protegge nella solitudine. [...]
"Significa che il tuo tesoro è la solitudine?"
"Sì". rispondo, seria. 




 

sabato 14 novembre 2015

IL MESTIERE DI SCRIVERE - Raymond Carver

Una raccolta di "lezioni" e prefazioni. Carver racconta la propria attività di scrittore, fornisce indicazioni, spiega cosa significhi scrivere.
Lezioni datate, siamo a metà del secolo scorso. Forse molto è diverso, forse invece non è cambiato nulla. 

Carver scrive racconti brevi e poesie, non ha il tempo materiale per produrre romanzi più lunghi, deve lavorare nei ritagli di tempo. 
Eppure riesce, ha successo. 

Non è un libro che si legge per puro svago, non è un romanzo, e nemmeno un saggio. Piuttosto lento, sebbene interessante. Fornisce spunti per chi volesse pensare di cimentarsi nella scrittura. Potrebbe essere un invito, o costituire un motivo per rinunciare. 

Libro interessante. Porta i lettori dall'altra parte di un testo, alla fase della creazione. 
Si è abituati al "prodotto finito", avere un'idea del processo di costruzione è illuminante. 

Uno dei racconti di Carver:
Cattedrale - Un racconto di Raymond Carver (pdf)
Molto bello, ritmato, coinvolgente. Una buona lettura. 

venerdì 13 novembre 2015

NUMERO ZERO - Umberto Eco

La fantasia supera la realtà. E la realtà supera la fantasia. Un bel dilemma. 
Finzione o cronaca? Romanzo o dossier?

Scorrevolissimo, intrigante. 
La redazione di un non-giornale. Lezioni di non-giornalismo. O forse, più propriamente, di ciò che nella pratica il giornalismo è davvero.

Un giornale nuovo, che non vuole davvero essere pubblicato. Esecizi di stile e di ricatto.
Un pubblico bue, ignorante, smemorato, disattento. Una parodia di sé stesso. O forse piuttosto un ritratto perfettamente somigliante. 
Editori, lobby, circoli chiusi. 
Eco fa sorridere, preoccupare, arrabbiare. E si legge con piacere. 

"Viviamo nella menzogna e, se sai che ti mentono, devi vivere nel sospetto. Io sospetto, sospetto sempre"

"Avevo perduto ogni certezza, salvo la sicurezza che c'è sempre qualcuno alle nostre spalle che ci inganna."

Mirabile la lezione di "risposta ad una smentita". Tale preciso Smentuccia potrebbe scrivere al giornale  per smentire una notizia che lo riguarda, ed il giornalista Aleteo Verità smentisce la smentita. Divertente, se non fosse specchio della realtà. 
"L'insinuazione efficace è quella che riferisce fatti di per sé privi di valore, ancorché non smentibili perché veri"

La Stampa al servzio del potere. Un Potere che non sempre è facile riconoscere. Verità costruita, insinuata, inventata. 
Un complotto infinito.
Fatti realmente accaduti, notizie realmente lette e sentite, qualche incongruenza sulle date e cronologia creativa, ma non importa, l'obiettivo è un altro. 
Dati e fatti mescolati ad invenzioni, illazioni, supposizioni, costruzioni. Verosimiglianza che potrebbe essere verità. Oppure no. 

Un bel romanzo, una lettura piacevolissima. 
Che lascia il solito amaro sapore, il sospetto che una speranza non ci sia. Frustrante. 
Ma ne consiglio la lettura. Del resto Umberto Eco, tagliente e sornione, sa giocare in modo mirabile con le parole. Ne vale la pena.



mercoledì 11 novembre 2015

L'OMICIDIO CAROSINO - Maurizio De Giovanni

Le prime indagini del Commissario Ricciardi. Napoli, periodo Fascista.
Ricciardi è un poliziotto particolare. Vede i morti di morte violenta negli ultimi istanti della loro vita spezzata. 
Questo "Fatto", come lo chiama lui, non ha potuto che portarlo alla professione che esercita. Una personalità particolare.
Un'idea interessante.
Le trame non sembrano particolarmente elaborate, i casi sono brevi, vengono risolti presto. I racconti sono comunque una piacevole lettura.
Ottimo svago. 
Per chi è appassionato di detective stories intricate e complesse, forse non è il genere più indicato. Ma la lettura scorre, il contesto intriga. 
Passatempo leggero, non impegnativo. Perfetto per i ritagli di tempo.

martedì 10 novembre 2015

NE' QUI NE' ALTROVE - Gianrico Carofiglio

Bari.
Tre uomini adulti si incontrano dopo decenni. 
Una telefonata.
"E che ci faceva Giampiero Lanave nel mio teledono quella sera di dicembre del 2007?"
 Una rimpatriata. 
Un romanzo da leggere con la mappa di Bari a portata di mano (o di click). Una mappa esso stesso.
Una vita che cambia, ricordi che la ricostruiscono, persone che il tempo trasforma.
Il cambiamento dei luoghi negli anni, il mutamento delle persone.
"Ci pensa da solo il tempo, a passare. Non ha nessun bisogno di aiuto".
Tracce vivissime della prima giovinezza in uomini adulti che la vita ha separato, e che non si riuniranno per il futuro. 
Bari in una notte. La vita di oggi ed i luoghi di ieri. 
Nostalgico, fugace, temporaneo passaggio nel proprio passato.  
Un romanzo piacevole, a tratti divertente, permeato da quella amarezza che non può non accompagnare il tempo che scorre.
Carofiglio mescola bene umorismo, riflessioni, tristezza e distacco.



martedì 27 ottobre 2015

TOGLIMI LE MANI DI DOSSO - Olga Ricci

Storie di ordinarie molestie. 
Che di solito non vengono denunciate, spesso nemmeno raccontate. Vengono accettate come normali, consuete, inevitabili.
Oppure considerate colpa delle vittime, che sicuramente con il proprio comportamento hanno incoraggiato l'aggressore. 
Perché di vere e proprie aggressioni si tratta. Le molestie sul lavoro sono tanto più gravi in quanto toccano la sfera professionale ed economica delle persone.
Olga Ricci denuncia e racconta. 

Il libro si legge d'un fiato, letteralmente in apnea. Se si è vissuto qualcosa di simile si comprende perfettamente l'atmosfera, si piomba inevitabilmente in un susseguirsi di dejavu.
"Odio i lecchini, chi suggerisce di non lamentarsi e di fare buon viso a cattivo gioco;: se la smettessimo di accettare tutto questo, le cose cambierebbero".

"Tra disperate non c'è solidarietà"

"A forza di sorridere, mi si indolenzisce la mandibola. [...] La mia prima volta da dama di compagnia."

"Penso a quanto sarebbe diverso, se fossimo maschi. Non ci troveremmo in questa situazione. [...] Mi sono sempre sentita alla pari degli uomini: in famiglia, a scuola, nello sport, con gli amici. Non ho mai pensato di valere meno o di essere diversa. Adesso capisco che mi sono sbagliata. La differenza c'è. Riccardo è venuto alle cene con il direttore, ha riso a più non posso, mangiato e bevuto. Senza mai sentirsi in difficoltà né rischiare di essere tacciato di complicità. Nessuno gli dirà; sei stato   ambiguo, te lo sei voluto, avresti dovuto mantenere le distanze, avresti potuto cogliere l'occasione".

"La cautela e il buon senso che avevo fatto miei, viste le discrepanze tra promesse e realtà,. mi abbandonano. Vengo trafitta di nuovo dalla speranza. Mi si pianta nel cuore come una puntura di adrenalina. Le mie difese crollano. Lo guardo e gli credo; questa è la mia chance, posso dimostrare che anch'io valgo. Galleggio nell'etere dell'illusione [...]"

"Le persone che criticano apertamente le ingiustizie vengono isolate: sono la dimostrazione che l'incapacità di adattarsi è una condanna alla sconfitta."

"A volte mi sembra che tu viva nel mondo delle fiabe dove chi è bravo, tenace e si impegna viene ricompensato. La realtà è un'altra, Olga cara, guardati intorno e svegliati.

Questo libro denuncia, invita a riflettere, è un urlo disperato, una richiesta di aiuto, una pretesa di giustizia. Dovrebbero leggerlo in molti, in molte.
E sarebbe bello se nessuna più sentisse la voglia o il bisogno di scrivere, se queste realtà così diffuse, così comunemente ignorate, troppo spesso apertamente accettate, cessassero di esistere, una volta per tutte.



giovedì 22 ottobre 2015

NORWEGIAN WOOD - Haruki Murakami

In Cammino con un Libro
Una storia in un flashback. 
La tarda adolescenza del protagonista, un ragazzo riflessivo e non del tutto introverso, che si trova ad affrontare i drammi delle persone che gli stanno attorno cercando di conservare quel proprio equilibrio che non ha ancora davvero trovato .

Relazioni che si intrecciano, rapporti superficiali e legami profondissimi. 

La morte di un ragazzo di diciassette anni, che rimarrà adolescente per sempre mentre gli amici sono destinati a crescere ed invecchiare.
"La morte non è l'opposto della vita, ma una sua parte integrante". 
Episodi che segnano vite. Legami strettissimi e resi impossibili da logiche interne incomprensibili e fortissime. 

Un ragazzo, in bilico tra due amori che sono più propriamente amicizie, affronta il passaggio dall'adolescenza all'età adulta, con apparente tranquillità che maschera la vivacità interiore che lo contraddistingue.

Un romanzo piacevole, dialoghi interessanti e a tratti molto divertenti. 
Tristezza e speranza, vita e morte, presente e passato e futuro si fondono a comporre le vite dei protagonisti. Persone straordinarie e comuni. 

Murakami cattura ancora una volta. Un autore molto piacevole ed interessante. 



sabato 10 ottobre 2015

TUTTI I MIEI ROBOT - Isaac Asimov

Trentun racconti scritti tra il 1939 ed il 1977. Tutte le storie di robot di Asimov.

Storie divertenti, interessanti, intriganti, non banali. Riflettono il tempo in cui sono state scritte, e nello stesso tempo testimoniano l'acume e la preparazione dell'autore.  

La contrapposizione tra umano e non umano, le somiglianze tra i robot e le persone sono il motivo sempre presente nei racconti di Asimov. 
Le Tre Leggi della Robotica e l'Etica Umana, la razionalità delle macchine non sempre in conflitto con l'umanità delle emozioni. 

Temi importanti vengono trattati in racconti di intrattenimento che non mancano di suggerire riflessioni anche profonde ed articolate.

Classici attuali. Leggeri e nello stesso tempo interessanti. Un bel libro. 
Consigliatissimo, per tutti.


mercoledì 9 settembre 2015

IL PIGIAMA DEL GATTO - Ray Bradbury

Una serie di racconti inquietanti, angosciosi, sospesi. 
Intuizioni lasciate al lettore,  situazioni sfumate, riferimento abbozzati. 
Stati d'animo di vari coloti, tra i quali prevale una nota di ansia. "Color Mezzanotte", come il treno funebre. 

Una raccolta di racconti variamente accostati. Generi diversi, argomenti disparati, più che una raccolta sembra un'accozzaglia. 
Scritti nell'arco di una vita, alcuni sono davvero interessanti, offrono spunti di riflessione, altri lasciano un sapore strano, incompiuto, quasi fossero esperimenti.

"Crisalide" tratta il tema del razzismo vissuto (letteralmente) sulla pelle di un ragazzo nero. Delicato. Induce riflessioni profonde, che sono ancora attuali. 

"Viva il Capo" è divertentissimo, frizzante, brillante. I Governatori degli Stati Uniti si giocano i propri Stati al casinò. Il presidente deve rimediare. Molto piacevole!

"La Casa", un racconto più introspettivo sulla vita di coppia, sul significato di un rapporto sentimentale. Delicato. Una storia "in discesa".

"Morte di un Uomo Scrupoloso" è intrigante, si legge volentieri, anche se forse appare un po' scontato.

"Una questione di Gusto" è un racconto molto interessante. Attualissimo l'argomento sull'incontro di diverse civiltà, e sulla discriminante tra la vita e la morte, troppo spesso fondata sulle apparenze. 







domenica 23 agosto 2015

TRILOGIA DELLA FONDAZIONE - Isaac Asimov

La Trilogia della Fondazione.
Tre romanzi:
- Prima Fondazione
- Fondazione e Impero
- Seconda Fondazione

Un classico dei classici della fantascienza.
La lettura non è scorrevolissima, soprattutto per chi non predilige il genere, pur essendo interessante e piacevole. Può essere faticoso calarsi in un Mondo, o per meglio dire in un Universo inventato, leggere una storia che attraversa secoli. 
Asimov ha tutti i titoli per essere considerato un grande. 
Intuizioni importanti, una creatività impressionante, ampia cultura. 

Un progetto, un uomo che ha potuto predire il futuro basandosi su leggi matematiche e statistiche. 
Appare in video, ad intervalli irregolari, dopo la propria morte. Si manifesta ai posteri, parla loro, dimostra di avere previsto gli avvenimenti molti secoli prima che accadessero. 
L'importanza della scienza, della psicologia, della tecnica, e delle emozioni nel regolare le azioni umane. 

Interessantissimi spunti, romanzi scritti a metà del novecento. Mirabile mente, quella di Asimov. 
Un appunto solo, un maschilismo imperante e tangibile. Il primo personaggio femminile appare nel secondo dei tre romanzi. Con un ruolo indiscutibilmente importante, eppure secondario.
Si può perdonare all'autore questa pecca, considerata l'epoca storica.  E non si può non riconoscere la grandezza di questo autore. 

Una trilogia da leggere. Molto interessante. Molto piacevole.




lunedì 3 agosto 2015

UN UOMO - Oriana Fallaci

Una storia vera e romanzo epico. Un libro agghiacciante e struggente e raggelante e rabbioso e doloroso. E vero, e anche inventato.
La Fallaci rende rabbia il dolore, distacco l'amore, coraggio la paura. Coinvolgente e terribile.

La storia di "Un Uomo", Alekos Panagulis
Un eroe, un poeta, un rivoluzionario. Una vittima. 

Un inno all'indipendenza. Che è inevitabilmente solitudine. E diventa pericolosa, mortale, quando per essere liberi si diventa anche scomodi. Un invettiva contro i poteri, tutti i poteri, alle tirannie, tutte le tirannie, che sono tutte irrimediabilmente, pericolosamente, dolorosamente uguali a sé stesse. Cambiano solo il colore della propria bandiera. Ma come camaleonti, rimangono identiche. 

Un'invettiva contro il gregge, quel popolo che non sa essere persona, che non sa affermare sé stesso e segue il potere di turno perché "tengo famiglia", e che fugge dalla libertà perché non la sa desiderare, non la sa amministrare, non la merita in fondo.

Dove finisce il romanzo, dove inizia la Storia? Fusione di epica e cronaca. Una vera tragedia greca. Amore e morte. Soprattutto morte.
Non importa il contorno romanzato, salta all'occhio l'orrenda realtà. Non cambierà nulla. Chi davvero vorrebbe cambiare le cose rimane solo, isolato, e solo per il breve tempo di un funerale il gregge sembrerà accorgersi della perdita. Per poi tornare a belare tranquillo. Senza disturbare i padroni.

"Molti intellettuali credono che essere intellettuali significhi enunciare ideologie, o elaborarle, manipolarle, e poi sposarle per interpretare la vita secondo formule e verità assolute. [...] Con l'ottusità dei sacerdoti non riconoscono che, una volta sposati all'ideologia, e peggio ancora se sposati all'ideologia con un matrimonio che esclude l'adulterio e il divorzio, non si è più liberi di pensare.  [...] Ergo, per fare i coerenti costoro diventano incoerenti anzi disonesti."


Si può andare al di là di qualsiasi strumentalizzazione, e leggere il messaggio della Fallaci come un invito a pensare.
Romanzo durissimo. Molto bello. Da leggere.



TESTIMONE INCONSAPEVOLE - Gianrico Carofiglio

Un romanzo scorrevole e piacevole. Divertente, non troppo leggero.
Un avvocato alle prese con la propria vita cade in depressione.
Un cliente impossibile, accusato dell'omidicio di un bambino di 9 anni.
La personale battaglia dell'avvocato per ritrovare un equilibrio si intreccia con la disperazione dell'indiziato, che è letteralmente chiuso in trappola. La storia evolve, e si legge con piacere fino in fondo.

Un romanzo simpatico e veloce. 

"Secondo te, qual è la qualità più importante per una persona?" "Il senso dell'umorismo. Se hai il senso dell'umorismo - non l'ironia, o il sarcasmo, che sono un'altra cosa - non ti prendi sul serio. E allora non puoi essere cattivo, non puoi essere stupido e non puoi essere volgare. Se ci pensi, comprende quasi tutto [...]"

 " ... è la teoria che determina ciò che osserviamo. Che cosa significa? Significa che se abbiamo una teoria - una teoria che ci piace, che ci soddisfa, che ci sembra buona - tendiamo ad esaminare i fatti attraverso quella teoria. Piuttoso che osservare obbiettivamente tutti i dati disponibili, cerchiamo solo conferme a quella teoria."

"Appassionarsi e nutrire aspettative sono due cose pericolose. Ci si può fare male, o anche molto male. [...]"

Piccoli avvenimenti, molte riflessioni, una storia semplice, senza grandi colpi di scena. Le pagine scorrono, è un libro accattivante, breve e poco impegnativo.

giovedì 30 luglio 2015

AD OCCHI CHIUSI - Gianrico Carofiglio

L'Avvocato Guerrieri alle prese con un nuovo caso. Una donna con un ex-marito violento e potente. Una cliente che nessun altro avvocato vuole assistere. Minacce velate ma non troppo, giochi di potere. 

La vita personale che si intreccia con quella professionale. 

Romanzo piacevole, si legge in poco tempo. Coinvolge, non impegna. 
Il tema, fin troppo attuale. Violenze domestiche, violenze le cui vittime sono donne in quanto donne. Vite in cui non tutti gli uomino sono aguzzini, ma segnate per sempre da coloro che aguzzini sono, e impuniti. 

"Il nome  sui documenti glielo avevano dato i suoi genitori naturali. Qualunque cosa significhi la parola naturale per un padre che fa quelle cose alla sua figlia bambina. E per una madre che glielo lascia fare, fingendo di non vedere, di non sentire."

Spunti di riflessione, storia che scorre. E' un autore piacevole, Carofiglio.

martedì 28 luglio 2015

LA FIGLIA OSCURA - Elena Ferrante

Elena Ferrante scrive in apnea. E si fa leggere tutta d'un fiato.
Un'altra donna confusa, ansiosa, difficile. 
Insegna all'Università, madre di due figlie ormai grandi. Non giovane, non ancora vecchia.
In bilico fra tre generazioni, sbilanciata verso quella che l'ha preceduta o quella che la segue, poco incline a seguire la propria. 
Un fiume di pensieri, azioni insensate, l'inseguimento di un significato.
Una vacanza solitaria, vite di altri che intreccia alla propria, sentimenti e sensazioni profondi ed assurdi.

"Un colpo improvviso, alla fine, è solo meraviglia e sofferenza"

"I maschi hanno sempre qualcosa di patetico, a ogni età, Una protervia frgile, un'audacia pavida. Non so più, oggi, se mi hanno mai suscitato amore o solo un'affettuosa comprensione per le loro debolezze".

"Per di più, nel frattempo, il mondo non era affatto migliorato, anzi era diventato più cattivo verso le donne. Lei - me l'aveva detto - per molto meno di quello che avevo fatto io anni prima rischiava di essere scannata"

Un romanzo breve, si legge in poche ore. Ottimo per un pomeriggio di svago.

domenica 26 luglio 2015

IL BAMBINO CON I PETALI IN TASCA - Amosh Irani

Un romanzo tristissimo. Delicato, molto bello.
Ma inesorabilmente tragico, amaro. Triste. 
Chamdi è un bambino che ha vissuto sempre in orfanatrofio, nell'immensa, insidiosa, contraddittoria Bombay.
Vive di sogni e speranza, nel suo mondo protetto all'ombra della bouganvillea che cresce nel cortile. Sogna un posto nuovo, "Kahunsha", la "città senza tristezza".
L'orfanatrofio sarà presto chiuso, l'immobile deve passare di mano. La direttrice gli consegna il panno in cui era avvolto quando un uomo lo ha depositato lì, dieci anni prima.
Chamdi scappa, una notte decide di andare a Bombay alla ricerca di quell'uomo, probabilmente suo padre. 
Lì inizia la vita da ragazzo di strada, e cerca di dare un senso all'orrore con i suoi occhi di bimbo. Ma un senso probabilmente non c'è.
Un romanzo durissimo. E piuttosto crudo. L'autore descrive gli odori, gli umori, gli orrori. In modo tanto semplice ed altrettanto efficace. Vero, reale. Immagini vive e raccapriccianti. 



Consigliato a chi ha lo stomaco forte. 
Una lettura coinvolgente e terribile.



mercoledì 22 luglio 2015

LA RABBIA E L'ORGOGLIO - Oriana Fallaci

Quanta rabbia! Quanta indignazione. 
Un fiume di parole che trascinano. Una grande scrittrice. Una grande donna. 
Pur non condividendo appieno il suo punto di vista, non si può non ammirare la carica, lo stile, la preparazione e la forza di questa giornalista nata nel 1929. 

Libro di cui avevo sentito parlare molto, che ho visto in troppe occasioni citato a sproposito. Finalmente l'ho letto. E ne ho apprezzato molti aspetti. 

Un'interpretazione che forse l'autrice non condividerebbe, che non può contestare e che probabilmente non leggerebbe nemmeno, se fosse ancora viva. 
Non è, come molti sostengono, un manifesto della "Destra" più estrema. Condanna senza appello Fascismo e Nazismo, condanna i totalitarismi, tout court.
Nè si fa portavoce di un "cristianesimo" opposto all'estremismo islamico.
La Fallaci si dice atea, "irrimediabilmente atea".

Con toni feroci e travolgente furore, la Fallaci si scaglia contro chi non vuole comprendere che la guerra iniziata con gli attentati dell' 11 settembre è seria, pericolosa e "globale". 
Non ne fa una questione di razza, di colore, di patriottismo cieco (anche se inneggia ed ammira il senso di appartenenza che è degli Americani e che manca del tutto agli Italiani), con buona pace di coloro che pretendono di usare anche queste sue parole per giustificare violenza e xenofobia. 

Si scaglia contro il mondo musulmano, affermando che non esiste un islamismo moderato. 

"Al mondo c'è posto per tutti. A casa propria tutti fanno ciò che gli pare. E se in alcuni paesi le donne son così cretine da accettare il chador anzi il lenzuolo da cui si guarda attraverso una fitta rete posta all'altezza degli occhi, peggio per loro. Se sono così scimunite da accettare di non andar a scuola, non andar dal tottore, non farsi fotografare eccetera, lo stesso. Se sono così minchione da sposare uno stronzo che vuole quattro mogli più un harem pieno di concubine, idem. Se i loro uomino sono così grulli da non bere la birra e il vino, pure. Non sarò io ad impedirglielo. Sono stata educata nel concetto di libertà, io ... "

Leggendo queste parole viene spontaneo alzare un sopracciglio, pensare che questa grande giornalista forse è un po' tropo piena di sé per guardare alla realtà con occhio serenamente critico.
Ma poche pagine oltre, racconta dell'esecuzione di tre donne, coperte da capo a piedi così da non sembrare nemmeno degli esseri umani, giustiziate senza pietà di fronte a testimoni indifferenti. 
E scrive: 
"Rammento e capisco che le tre donne al mercato sono state uccise perché erano andate dal parrucchiere. Capisco insomma che si trattava di tre combattenti, di tre eroine, e dimmi: è questa la cultura cui alludi quando parli solo di contrasto fra le due culture? Eh, no, caro mio: no. Distratta dal mio amore per la Libertà ho incominciato il discorso affermando che al mondo c'è posto per tutti e mia madre diceva il-mondo-è-bello-perché-è-vario. Che se alcune donne sono così sceme da accettar certe infamie, peggio per loro: l'importante-è-che-certe-infamie-non-vengano-imposte-a-me. Ma ho detto una cosa ingiusta. Perché a far quel ragionamento ho dimenticato che la Libertà scissa dalla Giustizia è una mezza libertà, che difendere la propria libertà e basta è un'offesa alla Giustizia. E implorando il perdono delle tre eroine, di tutte le donne giustiziate seviziate umiliate o sviate dai figli di Allah, sviate al punto di unirsi al corteo che calpestava i morti dello stadio di Dacca, dichiaro che la faccenda mi riguarda eccome."

Dura, la Fallaci. Durissima.
La storia non può essere cancellata, dice.
"E sempre a proposito di chi finge di ignorarla o dimenticarla: non lo rammenta nessuno l'ammonimento di Karl Marx "La religione è l'oppio dei popoli?" Non ne tiene conto nessuno del fatto che tutti i paesi islamici, tutti, sono retti da un feroce regime teocratico?"

Ne ha per tutti, la Fallaci. 
Tuona contro l'incoerenza, l'opportunismo, l'ottusità de(gl)i  (ex) comunisti che tradiscono le idee per gli slogan, che difendono a spada tratta qualsiasi azione pur di non ragionare. Ruggisce contro i Governi italiani che si dimostrano incapaci, incompetenti, corrotti ed inadeguati. Sempre, in tutto. 

"Discorsino. Egregio signor cavaliere, io lo so che a udire quel che dico sugli ex-comunisti Lei ingrassa, gongola, come una sposa felice. Ma non sia ipaziente, La prego. Ce n'è anche per Lei. [...] E premesso ciò mi consenta (uso il Suo linguaggio, vede) d'esporre quel che in Lei non mi piace. Bè, non mi piace, ad esempio, la Sua mancanza di buon gusto e d'acume. [...]" 

"La disobbedienza civile è una cosa seria, non un pretesto per divertirsi e far carriera. Il benessere è una conquista della civiltà, non un pretesto per vivere a sbafo"

Un'invettiva gridata, scritta tutta d'un fiato che tutta d'un fiato si legge. 
E pur non condividendo in tutto e per tutto i contenuti di questa raccolta di appunti, di questo "articolo lungo", di questo discorso della Fallaci, non si può non apprezzarne la franchezza, la passione. 
E molte delle idee. Libertà, indipendenza, condanna di tutti i totalitarismi, dei fascismi rossi e neri, diritti umani. E necessità di uno Stato veramente laico. 
Perché di Religione si muore. Anche se alcune pratiche sono meno peggio di altre. E anche su questo non si può onestamente non essere d'accordo.

Chiude il libro il discorso che la Fallaci ha tenuto nel 2002 a Washington. Dopo 10 anni di assenza, ancora non intende presentarsi in pubblico.
"E il motivo non è quello malignamente fornito da chi non mi vuol bene: la malattia che chiamo l'Alieno, le mie rughe, l'età. L'Alieno lo tengo a bada. Gli ho fatto capire che se mi uccide muore con me, che quindi è meglio vivere con me. E per quanto vivere con me sia arduo, per ora ci sta. Le rughe sono le mie medaglie. Onorificenze che mi son guadagnata. E invecchiare è bellissimo. Perché, come
uso dire, a invecchiare si conquista una libertà che da giovani non avevamo. Una libertà assoluta. Data l'alternativa, inoltre, aver quest'età è la cosa migliore che potesse capitarmi. Che possa capitare a tutti". 
Ammirazione genuina. 

Libro da leggere. E su cui riflettere. Indubbiamente.


martedì 21 luglio 2015

IL SILENZIO DELL'ONDA - Gianrico Carofiglio


Romanzo "da spiaggia", si divora in poche ore. 
Storie appena accennate.
Un paziente psichiatrico che deve trovare il modo di togliersi dalla schiena il peso di una vita troppo intensa, troppo difficile, troppo finta, di un lavoro che si è impossessato di tutto il suo essere e che lo ha trasformato.  
Un Carabiniere sotto copertura, che da bambino aveva perso il padre, poliziotto.

Un ragazzino precoce e maturo, segnato a sua volta dalla perdita del padre, che vive solo con la mamma ed ha una vita interiore piuttosto profonta. 
 
Frammenti di vite che lentamente si ricompongono, dolori troppo grandi per poterli dire.
 "Non lo direi mai in pubblico - nessuno di noi lo direbbe mai, ma l'unico modo per spazzare via tutto il sistema e letteralmente mettere in ginocchio le mafie sarebbe legalizzare le droghe".

"I passi indietro derivano dalla paura del cambiamento. Se si convive a lungo con la sofferenza, alla fine essa diventa in qualche modo parte di noi. Quando cominciamo a star meglio, quando cominciamo a staccarci dalla sofferenza, viviamo degli stati d'animo contraddittori. Da un lato siamo contenti, dall'altro ci sentiamo in difficoltà perché ci manca qualcosa che faceva parte della nostra identità e comunque garantiva una forma di equilibrio".

"Aveva sempre considerato la lettura un'attività che richiedeva impegno, programmazione, tempo. Una cosa riservata solo a chi poteva permettersela. Adesso invece veniva fuori che leggere era - poteva essere . come bere, mangiare, camminare o respirare".

Un romanzo scorrevole. Ottimo per una giornata di ozio estivo.



lunedì 20 luglio 2015

NON C'E' OMBRA CHE SIA PIU' OSCURA - Fabrizio Rizzi

"Non c'è ombra che sia più oscura".
La depressione, le patologie psicologiche in genere? Qual è quest'ombra che si addensa sulla protagonista?

Un romanzo psicologico, forse più propriamente un'allegoria in forma di romanzo. 
Si legge. Fin troppo esplicito se si mastica un po' la materia, contiene diversi spunti di riflessione che possono diventare interessanti.

 Marta è una signora che non esce di casa da mesi. Ha un marito, una figlia, una vita agiata. Eppure qualcosa non va. Tra le pagine oniriche di questo romanzo si ritrova il filo della sua storia.

"Ma prima devo sapere. Devi dirmi la verità. Solo dopo potrò essere davvero libera di decidere

"Qualunque cosa sia, la verità è sempre meglio del silenzio, dei segreti pesanti che corrodono la vita".

Interessante la postfazione dell'autore.
"Perché questi nostri sono tempi difficili, sono tempi di confino sempre più esteso. Troppo del nostro vivere sembra essere organizzato in funzione di questa sorta di non-pensiero. Laddove non siano le dipendenze, i disturbi alimentari oppure l'espressione psicosomatica a farsene carico, sono le fobie e gli attacchi di panico i modelli psicopatologici più evidenti e frequenti di questa fuga verso l'esterno, il più possibile lontano dallo scenario interno del conflitto psichico. 
Pensare è fatica. Sentire - soprattutto il dolore mentale - ancor di più".

Pensare è fatica. 
Ma porta soddisfazione.


domenica 19 luglio 2015

L'UCCELLO CHE GIRAVA LE VITI DEL MONDO - Haruki Murakami

In Cammino con un Libro
Un trentenne ha lasciato il lavoro, e si occupa delle faccende domestiche, in attesa di ricominciare a lavorare. 
Il gatto della moglie non è tornato a casa, nelle ultime settimane. 
Arrivano strane telefonare, il protagonista inizia a fare incontri particolarissimi. L'atmostera è misteriosa ed onirica. E' complicato distinguere il reale dal pensato.
Quando anche la moglie Kumiko non torna a casa una sera, né il giorno dopo, lui si trova di fronte numerosi stranissimi misteri. 
Incontra personaggi singolari ed irreali, vive esperienze tra il fisico e lo psicologico. 
Murakami è maestro nel descrivere mondi paralleli che si sovrappongono e si mescolano. La dimensione magica ha poco a che vedere con il concreto, è metafora intricata ed avvincente.
Un romanzo che attira nel suo mondo surreale, in fondo ad un pozzo asciutto dove tutto sembra possibile.
Molto bello. Lettura coinvolgente ed avvincente.