domenica 28 dicembre 2025

VOLVER - Maurizio De Giovanni

 

Ritorno.
Ricciardi è tornato nella tenuta in cui ha trascorso l'infanzia.
Non è più "Commissario". Ora è Eccellenza.

Marta incontra la sorella sordomuta di Rosa, la tata che è stata Madre per Ricciardi.
Nelide sovrintende la gestione di casa e tenuta.

I suoceri, i nonni di Marta devono cambiare abitudini, nell'apprensione di ciò che sta accadendo e che lì, nel Cilento, sembra ancora fatto lontano. 

Laura torna dall'Argentina in Italia, contro ogni ragionevolezza.

Il dott. Modo non manca occasione di mettersi in guai immensi, da cui chi gli vuole bene congiura per tenerlo lontano.
Majone, a Napoli, è preoccupato e addolorato per la situazione. Ha figli e non può non vedere. L'Italia è in guerra.

Il Commissario, Barone di Malomonte, indaga su un cold-case che dall'infanzia riemerge in sogno.
E farà i conti con il proprio passato. 

L'Italia è allo sfascio, prima ancora che la Guerra la colpisca nel cuore.

(p.116/394) "La gente rinuncia anche all'essenziale, le pentole, la carne, la frutta; rivolta gli abiti, usa il cartone per risuolare le scarpe, si scalda dormendo con gli animali. [...] Eppure, se ascolti i discorsi in strada, sono tutti convinti che la vittoria è sicura e che ci porterà ricchezza e onori, che diventeremo il primo paese del mondo come ci è dovuto, perché siamo gli eredi dell'Impero romano".


(p.116/394)  "Lo so, e a volte mi domando se davvero valga la pena combattere e rimetterci la vita per questi schiavi ottusi".

giovedì 25 dicembre 2025

L'ANNIVERSARIO - Andrea Bajani

 

L'Anniversario  - Andrea Bajani
Romanzo perfetto per il giorno di Natale. 

Feroce e sferzante, nella sua passivo-aggressività.

Una donna che non c'è, protagonista e comprimaria in un romanzo familiare come tanti, che si ha poca propensione a raccontare.

L'inesistenza della madre. 

(p. 30/174) "La forza brutale del romanzo ... che si disinteressa quasi sempre del reale e fornisce sempre il vero"

(p. 41/174) "Come sempre accade quando la ribellione è solo un gesto che non si aggancia a una presa di posizione effettiva, venne soffocata."

(p. 51/174) "Venne colpita a morte e sopravvisse lasciandosi morire".

Una famiglia di emigranti, da Roma ai "bordi della cartina", in Piemonte.
L'emigrante è il padre, e la famiglia inesistente segue. 

Squalificante, distante, prepotente; così appare quel padre-padrone antico anche per tempi non recenti. Si trova, nelle descrizione di una vita familiare in tutto e per tutto guidata da questo despota da manuale, lo specchio di tanti fatti di cronaca quotidiana. Soppraffazione e violenza. 
"Va tutto bene, grazie" (p. 83/174)

La violenza normalizzata, in cui è il carnefice a perdonare le vittime perché nulla cambi. Tutti sanno, l'omertà prevale. 

La distrazione come strategia per sparire.
(p. 106/174) "Essere distratta, non vedersi agire, era l'unica maniera - penso - per rendersi invisibile davvero".
Distrazione come rinuncia.

E' un dipinto crudo e senza sconti, quello disegnato dalle parole di Bajani.
Violenza è annientamento.
C'è questa sottile necessità di incolpare le vittime, le quali non vengono annientate, semplicemente "decidono" di sparire, che ben descrive il sentimento comune di fronte alla soppraffazione. 

Un'ordinaria famiglia disastrata, ben incastonata in dinamiche relazionali e sociali consolidate. 
La retorica della famiglia, smantellata a partire dalle fondamenta.

Può una terapia salvare un'intera vita da una famiglia di merda?

Dinamiche che si ripetono all'infinito, che possono - forse - essere spezzate solo con l'assenza.
Con un "basta" agito prima che detto.

(p. 155/174) "Il motore profondo delle migrazioni benestanti: stare lontano dai propri familiari".

(p. 158/174) "... considerarsi senza scampo. A vivere, cioè, una vita con "obbligo di firma""

Consigliatissimo. Molto apprezzato. Bello, interessante, illuminante.